Virginia Raggi e i campi Rom

Nuova polemica su Virginia Raggi e le sue politiche d’inclusione che intendono portare alla progressiva chiusura dei campi Rom, e avanti con l’idiozia delle frasi fatte e del populismo idiota, di gente che si ritiene tanto smaaart e invece non si capisce bene se è più disumana o più idiota.

Ma cominciamo dal principio.

Già in fase elettorale Virginia aveva promesso la chiusura dei campi Rom e, se non erro, aveva detto non che li avrebbe chiusi e basta fregandosene di chi rimaneva fuori, ma adottando delle politiche per cui il superamento dei campi rom avrebbe previsto un’integrazione sociale delle persone che li abitano.

Non vi piacciono i rom? Bene, neanche a me, e allora? Come pensiamo di risolvere il problema di questa gente che vive ai margini della società? Dite che non si vogliono integrare? Probabilmente è vero, ma non possiamo dir loro di andare a lavorare se nessuno è disposto ad assumerli (con tutte le ragioni di questo mondo), e non possiamo dir loro di non rubare se diventa l’unico mezzo per procurarsi il pane.

Lo so, lo so che la situazione non è così facile, ma quando tre giovani rom, mi sembra una ragazza di diciotto anni e due bambini più piccoli muoiono nel rogo di una roulotte data alle fiamme e vedo gente “civile” e “integrata” che gioisce, penso che il furto non sia il peggiore dei crimini e che “gli inumani sono tra noi”, in abiti civili, spesso giacca e cravatta magari pure costosi.

La Raggi non sta offrendo assistenzialismo, quello semmai è quello che c’è stato finora e che lei vuole debellare. Il suo discorso è: “O ti integri o sei fuori”, cioè, finora hai avuto il pesce, rubato o calato dall’alto, oggi t’insegno a pescare.

Fermo restando che i soldi che saranno utilizzati da Roma Capitale sono fondi europei espressamente destinati alla questione Rom, e quindi non potrebbero essere utilizzati altrimenti, ma solo lasciati lì, considerate che l’integrazione di queste persone – qualora riesca – porterà al contrario a un alleggerimento della spesa capitolina, e a un miglioramento del decoro urbano.

Vi linko alcuni articoli, per esempio questo: “Mille euro al giorno a Casamonica per guardiania campo rom“, vogliamo parlarne? Si rendono conto o no i romani che sbraitano di cosa significherà eliminare questa spesa? E non è certo l’unica, sarei curiosa di fare un conto di quanti soldi vengono quotidianamente spesi, e sono stati spesi complessivamente negli ultimi decenni, per assistenza ai Rom.

Ora pare che siano stati finalmente censiti, e dopo il ceensimento si avvieranno le indagini patrimoniali: insomma, l’intento della Raggi è sì di inclusione, ma mediante il ritorno alla giustizia e alla legalità. Parla di patti da rispettare, basta parassiti, ma offrire una reale possibilità d’inclusione è doveroso, e oltretutto è un diritto costituzionale (“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli blablabla”).

Insomma, la gente vuole che vengano eliminati i campi rom, e ha ragione, non ne può più dei furti che avvengono ovunque si accampino, e ha ragione, però una soluzione non la vuole. Chiuderebbe i campi Rom e basta (“Dove vanno? Sono fatti loro, purché se ne vadano!”), e avremmo gli stessi risultati che abbiamo avuto col tentativo di eliminare la prostituzione chiudendo le case chiuse (risultato? Prostituzione aumentata e fuori controllo), eliminare il problema dei malati psichici e relativi trattamenti psichiatrici chiudendo i cosiddetti manicomi (e gettando malati e familiari nella disperazione più totale). I più accaniti darebbe loro fuoco, e di questi nazisti non voglio neanche parlare, perché sono la peggiore feccia dell’umanità.

La soluzione Raggi mi sembra la migliore, categorica e umana: voglio sapere chi sei, quello che hai, ti aiuto nell’integrazione, tu CI METTI DEL TUO, se delinqui vai in galera: assistenza e non assistenzialismo, una mano pòrta e non un allevamento intensivo di parassiti.

Se dovesse funzionare, fermo restando che questi soldi investiti in ogni caso non vengono tolti ai romani, avremmo un risparmio netto su altre forme di intervento e di assistenza e una considerevole diminuzione del degrado cittadino: non mi pare poco!

Riporto parte dell’intervento della Raggi, che dovrebbe essere lo stesso del filmato:

Riportiamo Roma in Europa. Oggi ho annunciato che finalmente nella Capitale saranno superati i campi rom.
Partiremo da subito intervenendo in due campi, La Barbuta e La Monachina, che ospitano oltre 700 persone.

Mettiamo così fine alla mangiatoia dei soldi dei cittadini che per anni c’è stata con Mafia Capitale: fondi pubblici finiti nelle tasche della criminalità.
Abbiamo ottenuto 3,8 milioni di euro dall’Unione Europea che investiremo in questo progetto: nessuna risorsa sarà sottratta alla cittadinanza.

Mettiamo fine all’epoca dell’assistenzialismo: il cuore del piano è rappresentato da un patto di responsabilità che definisce, in modo netto, diritti e doveri di tutti.
Si tratta di una svolta senza precedenti, che ci consente di riportare alla legalità migliaia di persone e intere aree della nostra città.

Post al riguardo sul sito del Comune:

http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1551781

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19 thoughts on “Virginia Raggi e i campi Rom

    • Ammetto che la situazione è difficile, ed è in gran parte anche vero che molti non si vogliono integrare (loro amano la libertà, e considerano imbecilli noi schiavi che andiamo a timbrare il cartellino ogni mattina), ma bisogna considerare vari altri fattori tra cui:

      1) Non tutti sono così. C’è sicuramente chi si vuole integrare, ma nascere in un campo Rom non è un buon biglietto di presentazione nella società, e la loro strada verso un proficuo inserimento sociale senza nessun aiuto sarebbe forse più impossibile che difficile.

      2) Sono certa che ci sono madri rom che vogliono dare ai propri figli un futuro diverso, magari semplicemente non ce la fanno più a vederli morire in roulotte per il freddo o per il fuoco.

      3) Se pure nessuno accettasse questa mano pòrta verso il cammino dell’integrazione, il Comune sarebbe allora autorizzato anche moralmente ad agire con il pugno più duro nello sgombero forzato dei campi (e la giustizia nel perseguire i malviventi!).

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  1. Non ho alcuna fiducia sull’integrazione in quanto hanno delle loro regole, delle loro norme di comportamento e non pare che siano così disposti ad assoggettarsi alle nostre, ma, mai dire mai, che provi e poi si vedrà come và!

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  2. Finalmente ritorna un articolo sui temi che più ci piacciono. Pensa? L’ho scoperto da poco, anche la mia bici ha i raggi.
    A parte la scherzosa deriva, derivata da vecchi post-umi estivi dei tuoi post pro-raggi, al di là del successo che potranno avere o meno queste iniziative, io ammiro chi esce dal furbesco anonimato politico cercando di fare qualcosa di nuovo. Purtroppo il mondo segue regole semplici: se colori di grigio tutto, tutto sembrerà inevitabilmente triste, ma senza pericoli. Se riversi da qualche parte una latta di colore sgargiante ci sarà sempre chi si lamenterà che hai coperto il grigio, ma chi passerà di là cercando di far sponda nella grigia omertà sentirà che le sue certezze sono un po’ meno salde.
    Ecco il pensiero un po’ sconnesso a cui mi ha portato il tuo post.

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  3. Chi ostacola il progetto credo viva nell’ignoranza o nella presunzione di sapere come gestire la cosa.
    Mi sembra un buon modo per superare la questione, visto che i rom vivono (scusa la crudezza del linguaggio) sulle nostre spalle e con i nostri soldi. Con questo progetto di parificano le posizioni. Tu rom cerchi di trovarti un lavoro, o comunque cerchi di vivere, sei censito, so chi sei e come ti chiami e se sbagli via in galera. Paghi le tasse così i servizi sanitari ti spetteranno di diritto, e non per regalo e cercherai di riscattarti nella società. Certo, lavoro non ce ne sta, ma si può inventare.
    Bisognerebbe vedere se non fanno la fine di alcuni progetti attuati in Calabria. Ne aveva parlato Striscia la Notizia, credo si trovino a Vibo Valentia. Appartamenti e case completamente devastate e vicini impauriti dal degrado generato.

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    • Lo scopo infatti, oltre che umanitario, è decisamente a favore dei cittadini romani, che saranno liberati dal degrado dei campi rom, forse subiranno pure qualche furto in meno a casa e le casse dell’Urbe avranno meno oneri per l’assistenza (assistenzialismo…) di persone che stanno conducendo una vita parassitaria.

      Faranno come a Vibo Valentia? Quello è il momento in cui il Comune si dovrà comportare di conseguenza (se buonisti e garantisti non gli legheranno le mani): via con le ruspe! La vostra occasione l’avete avuta, non siamo disposti a tollerare ulteriormente degrado e illegalità.

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  4. Mi ha stupito il numero del censimento, pensavo fossero di più. Si potevano gestire sicuramente meglio.
    Mi piacerebbe conoscere in dettaglio le azioni previste dal progetto, che ritengo necessario, la scelta di lasciare che la situazione degenerasse a tal punto non ha favorito certo i romani.
    Penso anche ai bambini che non hanno scelto di nascere in certe condizioni e non hanno voce in capitolo nonostante ci siano leggi scritte a loro tutela. Esiste anche un problema di diritti umani.
    Ci vorrà tempo, non tutti saranno intenzionati ad accettare l’integrazione ma spero in un risultato positivo nel medio lungo termine. Un sindaco questo deve fare, avere una visione non a breve termine, amministrare e gestire il territorio. Il problema sul territorio c’è e va risolto. Nell’interesse di tutti.

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    • E infatti, io sono sconvolta da questa gente che in teoria è tanto commossa dalla condizione dei bambini nel mondo e poi non vuole dare una mano, oltre tutto gratis, a quelli che abitano la porta accanto. Inoltre gli tolti (e cinici) non riescono neanche a capire che, oltre all’aspetto umanitario, se questa gente si riuscirà a integrare migliorerà la vita di noi tutti, per diminuzione sia di furti che del degrado.

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