Archivio | giugno 2017

Di nostalgici del nazismo ed altro ciarpame

http://www.serviziopubblico.it/puntate/prima-puntata-m-michele-santoro/

Ero indecisa se scrivere il mio articolo sulla prima puntata del nuovo programma di Santoro, in cui si è esaminata la figura di Hitler per cercare di ricostruire i meccanismi e le dinamiche sue e di chi gli stava intorno e l’ha seguito, oppure fare il solito post casalingo, lamentandomi dello stato della mia casa, cui pure oggi ho dedicato tutta la giornata, e che guardo avvilita chiedendomi se mi dovrò rassegnare a morire di ciarpame quando, alla parola ciarpame, mi è venuta l’idea: posso fare un unico post, anche perché i nostalgici del nazismo, i fanatici di Hitler, non potrebbero essere definiti allo stesso modo davanti al resto dell’umanità?

Però il ciarpame di casa mio è più simpatico, sembra la soffitta della nonna, dai libri delle scuole medie (miei, non di mia figlia!) ai manuali dei vecchi main frame, computer che occupavano stanze intere e che ora credo proprio non esistano più. Ho i vestiti di sempre, dalla taglia 42 alla 54 perché non si sa mai nella vita quale personaggio il mio corpo si troverà a interpretare, etc. etc. etc.

Ah, ho pure qualche piccolo attrezzo da ginnastica, assolutamente intonso, ci mancherebbe!

Buste? Quante ne volete, ho ingaggiato una guerra personale contro le buste, non voglio buttarle ma cerco di smaltirle a più non posso, ma quelle hanno alleati ovunque, e i rinforzi arrivano quotidianamente: un’altra delle mille battaglie perse.

Il ciarpame umano però è un’altra cosa, la gente che vuole essere riconosciuta come italiana, o che lo è già stata, e che vorrebbe in Italia una dittatura di stampo nazista, sostenendo che “una dittatura sincera è meglio di una democrazia ipocrita” e che Hitler era un uomo forte, un grande sognatore che aveva la tenacia di perseguire i suoi sogni mentre la destra attuale ha dei leader smidollati, mi fa fatica riconoscerla come membro di una società civile, improntata al rispetto e alla libertà.

Non so come si metteranno le cose, la batosta eletterale della sinistra ha un suo perché, anche se i nostalgici intervenuti da Santoro secondo me erano a destra che più a destra non si può: ma poi, cosa sono la destra e la sinistra? I partiti sono fatti di uomini o di idee?

Mah, ho proprio paura che il massimo che potrò fare è buttare qualche busta…

Successi e sfide

E’ stato un lungo parto, ma ce l’abbiamo fatta (e, diciamocelo, pure al primo colpo).

Settimana difficile, un esame all’università di quelli supertosti, quelli che si ripetono non meno di tre volte per poi magari accontentarsi di un 20, e invece è andata benissimo. Poi la patente, che come sappiamo la pratica va anche a fortuna, basta un niente per essere bocciati, e stamattina prima che andasse a sostenere l’esame mi sono raccomandata: “Le regoleeeeeee! Non importa tanto come fai un parcheggio, ma allaccia la cintura, metti le frecce, guarda bene prima di partire, prima di aprire la portiera per scendere, soprattutto questo, guarda, guarda, guaaaardaaaaa!”.

Insomma, è andata.

Nel frattempo io ho temporaneamente cambiato mansioni al lavoro e sto imparando una cosa nuova, rognosa e che non mi servirà a un tubo, se non a tenere la mente sempre in tiro e uffa, oltre un certo limite non è più neanche divertente, sempre a mettersi alla prova, sempre a cimentarsi con il nuovo, sempre al primo giorno di una nuova vita.

Mi ricordo quando tenevo i corsi di aggiornamento, che fatica con quelli che avevano magari cinquant’anni, avevano sempre fatto una cosa e volevano continuare a fare quella, tanto, a un passo dalla pensione, perché mai avrebbero dovuto fare lo sforzo di imparare una cosa nuova? E invece no, noi no, noi fino a ottant’anni dovremmo imparare una cosa nuova, fossero pure le nuove procedure telematiche del Comune, Inps e Agenzia delle Entrate, non ci potremo permettere d’invecchiare noi, potremo avere le rughe, i capelli bianchi, questo sì, magari ce lo consentiranno, ma dovremo sempre bastare a noi stessi, perché siamo in uno Stato che non è in grado di occuparsi né dei suoi giovani né dei suoi vecchi, uno Stato che non ci fa fare figli e non ci cura se ci ammaliamo, e se lo fa lo fa in ospedali dove ballano gli scarafaggi, campeggiano le formiche, le valvole cardiache che impiantano sono difettose e muori nel sonno perché si sono scaricate, etc. etc. etc.

Ho ingaggiato una battaglia personale contro lo ius soli, mi ha stufato il buonismo d’accatto di questo stato, mi ha stufato la mancanza di amor patrio, di orgoglio e difesa della nostra terra e della nostra cultura, la mancanza di senso di appartenenza, tutte cose che voi contesterete per un mondo senza confini e barriere, che mica ho detto di no, ma che l’identificazione si abbia solo con la squadra di calcio mi sembra un po’ riduttivo, che si accetti di tornare indietro di centinaia di anni gettando alle ortiche rinascimento, illuminismo, risorgimento, lotte partigiane e anche quello che ci appartiene un po’ meno come la rivoluzione francese, che è stato pur sempre un grande passo per tutta l’Europa, non lo mando proprio giù. Butteremo alle ortiche il ’68 (che quello ci può pure stare 😆 ), le lotte femministe e le battaglie sociali, le tutele dei lavoratori etc. etc.? Ci siamo accorti che lo stanno già facendo?

Catastrofista? Ma vi siete guardati intorno? Avete visto quei paesi arabi che sono passati da una civiltà come la nostra al burqa e alla sharia, le cui donne una volta in bikini sono state imbacuccate, anzi, imbaburqate?

Voi vi sentite al sicuro perché siete nati in un periodo di pace e siete abituati a dare per scontato quello che scontato non è: vi dice niente quel povero ragazzo condannato a 15 anni di lavori forzati per aver strappato un manifesto da un albergo e morto a 22 anni senza uscire dallo stato di coma in cui l’avevano ridotto? O davvero pensate che l’unica civiltà esistente sia la nostra, forte e indistruttibile anche senza nessun impegno da parte nostra?

Non confondiamo l’umanità con lo sbraco, il giusto obbligo morale di accoglienza e assistenza con la rinuncia alla nostra storia e alle nostre conquiste.

Ok, in questo post ho mischiato di tutto, ma era tanto che non scrivevo, siate benevoli 😉

 

Virginia Raggi e i campi Rom

Nuova polemica su Virginia Raggi e le sue politiche d’inclusione che intendono portare alla progressiva chiusura dei campi Rom, e avanti con l’idiozia delle frasi fatte e del populismo idiota, di gente che si ritiene tanto smaaart e invece non si capisce bene se è più disumana o più idiota.

Ma cominciamo dal principio.

Già in fase elettorale Virginia aveva promesso la chiusura dei campi Rom e, se non erro, aveva detto non che li avrebbe chiusi e basta fregandosene di chi rimaneva fuori, ma adottando delle politiche per cui il superamento dei campi rom avrebbe previsto un’integrazione sociale delle persone che li abitano.

Non vi piacciono i rom? Bene, neanche a me, e allora? Come pensiamo di risolvere il problema di questa gente che vive ai margini della società? Dite che non si vogliono integrare? Probabilmente è vero, ma non possiamo dir loro di andare a lavorare se nessuno è disposto ad assumerli (con tutte le ragioni di questo mondo), e non possiamo dir loro di non rubare se diventa l’unico mezzo per procurarsi il pane.

Lo so, lo so che la situazione non è così facile, ma quando tre giovani rom, mi sembra una ragazza di diciotto anni e due bambini più piccoli muoiono nel rogo di una roulotte data alle fiamme e vedo gente “civile” e “integrata” che gioisce, penso che il furto non sia il peggiore dei crimini e che “gli inumani sono tra noi”, in abiti civili, spesso giacca e cravatta magari pure costosi.

La Raggi non sta offrendo assistenzialismo, quello semmai è quello che c’è stato finora e che lei vuole debellare. Il suo discorso è: “O ti integri o sei fuori”, cioè, finora hai avuto il pesce, rubato o calato dall’alto, oggi t’insegno a pescare.

Fermo restando che i soldi che saranno utilizzati da Roma Capitale sono fondi europei espressamente destinati alla questione Rom, e quindi non potrebbero essere utilizzati altrimenti, ma solo lasciati lì, considerate che l’integrazione di queste persone – qualora riesca – porterà al contrario a un alleggerimento della spesa capitolina, e a un miglioramento del decoro urbano.

Vi linko alcuni articoli, per esempio questo: “Mille euro al giorno a Casamonica per guardiania campo rom“, vogliamo parlarne? Si rendono conto o no i romani che sbraitano di cosa significherà eliminare questa spesa? E non è certo l’unica, sarei curiosa di fare un conto di quanti soldi vengono quotidianamente spesi, e sono stati spesi complessivamente negli ultimi decenni, per assistenza ai Rom.

Ora pare che siano stati finalmente censiti, e dopo il ceensimento si avvieranno le indagini patrimoniali: insomma, l’intento della Raggi è sì di inclusione, ma mediante il ritorno alla giustizia e alla legalità. Parla di patti da rispettare, basta parassiti, ma offrire una reale possibilità d’inclusione è doveroso, e oltretutto è un diritto costituzionale (“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli blablabla”).

Insomma, la gente vuole che vengano eliminati i campi rom, e ha ragione, non ne può più dei furti che avvengono ovunque si accampino, e ha ragione, però una soluzione non la vuole. Chiuderebbe i campi Rom e basta (“Dove vanno? Sono fatti loro, purché se ne vadano!”), e avremmo gli stessi risultati che abbiamo avuto col tentativo di eliminare la prostituzione chiudendo le case chiuse (risultato? Prostituzione aumentata e fuori controllo), eliminare il problema dei malati psichici e relativi trattamenti psichiatrici chiudendo i cosiddetti manicomi (e gettando malati e familiari nella disperazione più totale). I più accaniti darebbe loro fuoco, e di questi nazisti non voglio neanche parlare, perché sono la peggiore feccia dell’umanità.

La soluzione Raggi mi sembra la migliore, categorica e umana: voglio sapere chi sei, quello che hai, ti aiuto nell’integrazione, tu CI METTI DEL TUO, se delinqui vai in galera: assistenza e non assistenzialismo, una mano pòrta e non un allevamento intensivo di parassiti.

Se dovesse funzionare, fermo restando che questi soldi investiti in ogni caso non vengono tolti ai romani, avremmo un risparmio netto su altre forme di intervento e di assistenza e una considerevole diminuzione del degrado cittadino: non mi pare poco!

Riporto parte dell’intervento della Raggi, che dovrebbe essere lo stesso del filmato:

Riportiamo Roma in Europa. Oggi ho annunciato che finalmente nella Capitale saranno superati i campi rom.
Partiremo da subito intervenendo in due campi, La Barbuta e La Monachina, che ospitano oltre 700 persone.

Mettiamo così fine alla mangiatoia dei soldi dei cittadini che per anni c’è stata con Mafia Capitale: fondi pubblici finiti nelle tasche della criminalità.
Abbiamo ottenuto 3,8 milioni di euro dall’Unione Europea che investiremo in questo progetto: nessuna risorsa sarà sottratta alla cittadinanza.

Mettiamo fine all’epoca dell’assistenzialismo: il cuore del piano è rappresentato da un patto di responsabilità che definisce, in modo netto, diritti e doveri di tutti.
Si tratta di una svolta senza precedenti, che ci consente di riportare alla legalità migliaia di persone e intere aree della nostra città.

Post al riguardo sul sito del Comune:

http://www.comune.roma.it/pcr/it/newsview.page?contentId=NEW1551781

Attentati a Londra

Mi sveglia stanotte mia figlia, che era collegata a internet, è stravolta, ma soprattutto è il dolore quello che sento nella sua voce: “Mamma, ci sono stati tre attentati a Londra!”.

Oramai è un continuo, un continuo bollettino di guerra, siamo in guerra, e qualcuno ancora nega. Per poco o nessun senso che possano avere gli attentati, una volta c’erano quelli storici, uno ogni dieci, venti anni, oggi non passeranno neanche più alla storia, tra un po’ neanche alla cronica.

E’ così, viviamo come schiavi, affannandoci per sopravvivere, fino a che qualcuno ci accoltella, investe, ci fa saltare in aria semplicemente perché sì. Nessun senso, nessuna prevenzione.

Ora vedo a leggerne qualcosa, magari torno, ma tanto torno a fare che? Di chicchiere post attentati ne abbiamo sempre fin troppe. Cercherò comunque di tornare in aggiornamento del post, se non altro per riflettere della posizione che sta prendendo l’America nei confronti del terrorismo, e noi nei confronti dell’America (c’era un bel post di ieri su fb sulla nostra posizione ipercritica qualunque cosa gli USA facciano, e basta, non se ne può più della gente che sta seduta a fare l’opininista mentre in tutto il mondo cadiamo come birilli).

http://www.corriere.it/esteri/17_giugno_03/londra-furgone-travolge-passanti-london-bridge-almeno-20-feriti-cd28767a-48a6-11e7-beec-6fc3ec1d3e39.shtml