Regola nr. 2.

Praticamente c’è una sola cosa per cui mia figlia mi fa arrabbiare, ed è l’infinito disordine che crea, unito a un’assoluta mancanza di collaborazione.

Giorni fa abbiamo litigato molto duramente, sempre per la mancanza di collaborazione, che poi lei risponde e io ci vado giù pesante (parliamo sempre di scontri verbali ovviamente), dopodiché lei fa l’offesa ma col piffero che capisce qualcosa. Faccio presente che liti a quel livello mi fanno sentire male per giorni, e si può dire che ancora non mi sia ripresa, sono sfinita e affranta.

Per la festa della mamma non mi ha fatto né regalo né auguri, però si è messa a sgombrare la cucina, che è già qualcosa, ma è un impegno che dovrebbe assumersi almeno tutte le settimane, non una volta l’anno!

Ieri ero in ferie, e se lei solo sente l’odore delle mie ferie mi fagocita col servizio taxi. Ora, da una parte a me fa pure piacere dedicarmi a lei, ho sempre sofferto moltissimo nel doverle stare così tanto  lontano, e lei più di me, per cui figuratevi se mi tiro indietro, solo che il troppo stroppia, e unito all’ingratitudine è insopportabile.

Lei è una ritardataria cronica, e doverla aspettare un’ora e passa ogni volta che l’accompagno e un’ora e passa ogni volta che la vado a riprendere mi manda il sangue alla testa, anche perché quel tempo per me è vitale, soprattutto considerando che grava tutto sulle mie spalle.

Ieri ci ha aggiunto una terza uscita, e non potevo rifiutarmi perché doveva andare a lezione di guida, e indovinate di chi sono i soldi che sarebbero andati buttati perché, giustamente, la lezione prenotata va comunque pagata?

La sera ero fuori di me, arrivo a casa (chiaramente la giornata a furia di uscite per scarrozzarla e attese era stata del tutto inconcludente) e le chiedo di ritirare i panni stesi e rimettere la busta di plastica nel secchio della spazzatura (ovviamente la spazzatura la butto sempre io), e lei semplicemente ignora la richiesta. Gliela ripeto due, tre volte, e lei niente, non reagisce. Alla fine il bucato lo ritiro da sola, accendo il ferro, faccio una cernita dei panni e tutti quelli suoi glieli porto in camera sua, glieli butto sul letto e le comunico che da quel momento in poi le sue cose se le sarebbe dovuta stirare da sola.

Per sempre (e che cacchio, ha 23 anni!).

Non ho intenzione di derogare, e siamo alla regola nr. 2.

La prima era niente Attila in casa, e ancora dura.

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58 thoughts on “Regola nr. 2.

    • Ho appena letto l’intervento di aquesitelocuento, e mi ha confortato la sua esperienza. Io capisco che lei studia moltissimo, ma capisco pure che io sono sfinita, non può gravare tutto su di me, non ce la faccio proprio fisicamente. A me non dispiace farle fare la vita da principessa, quella che non ho potuto fare io, ma almeno il rispetto e la riconoscenza sono dovute. Non si rende neanche conto di come sto… temo di avere qualcosa, la fatica è oggettiva ma forse affanno e affaticamento sono oggettivamente eccessivi, ma tanto non ho tempo di controllarmi, quindi un giorno o l’altro rimarrò a bocca aperta e buonanotte. Tre giorni di ferie li ho passati al capezzale di mia madre, l’altro giorno ho lavato i pavimenti di bagno e cucina che ero già sulla porta con la giacca. Lei magari esce duecento volte, e mai che butti un sacchetto di rifiuti (a meno che non glielo chieda, ma mai di sua iniziativa). Non mette un panno sporco nella cesta, non mette una tazza usata nel lavello, e soprattutto non sente ragioni, è di un’arroganza veramente intollerabile. Quando mi arrabbio fa pure la mortificata e tiene il muso, indisponente tale e quale il padre!

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    • Non mancherò! Per ora dopo aver cambiato il letto ha messo le lenzuola sporche sul letto, quindi nella vasca, poi sul lavandino, quindi sul bidet. Notare che la cesta dei panni sporchi è vuota. Io non so come farle capire che così oltretutto fa pure più fatica… se le avesse messe direttamente nella lavatrice a quest’ora sarebbero pure già pulite!

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    • Potresti provare con la tattica dei post-it.
      Ne metti uno in tutti i posti dove di solito lascia la roba con su scritto “NON QUI” e uno attaccato al cesto con scritto “QUI !!!”

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    • Intanto le lenzuola, alfine lavate, sono rimaste in lavatrice. Le ho tolte io perché mi occorreva la lavatrice e sono rimaste due giorni nella bacinella. Le ho fatto presente che se non si fosse sbrigata a stenderle avrebbero preso odore di muffa. Gliel’ho fatto presente tre volte al giorno tutti i giorni. Oggi si è decisa a stenderli, ma solo perché le ho detto che oltre all’odore di muffa sarebbero potute subentrare le macchie, e siccome in mezzo c’era il suo prezioso camice, si è sbrigata a stenderle ma, ahimé l’odore oramai era forte e insopportabile. In questo momento sta tutto in lavatrice per un nuovo lavaggio, vogliamo farci un conto da quanto dura questa storia? Mette a dura prova il mio intestino che si continua ad aggrovigliare e il mio stomaco che prima o poi un’ulcera se la piglierà!

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  1. Premetto che me ne sono andata di casa che ero giovanissima. Ma ricordo che, avevo all’incirca 16 anni, ero un po’ come tua figlia. Tant’è che mia madre un giorno si era talmente rotta di farmi “da serva” (come diceva lei) che ha smesso di cucinare per me, di fare il bucato, di stirare, insomma, di occuparsi di lei. Sono durata ca. 10 giorni, poi, dopo scuola, sono tornata a casa e ho dovuto, per forza di cose arrangiarmi. Solo allora mi sono resa conto di quanto dovesse essere pesante per lei lavorare, accudire a me, accudire a noi per meglio dire. E da allora ho preso coscienza che in fondo mettere una lavatrice non era poi la fine del mondo e cucinare un piatto di spaghetti nemmeno. Tieni duro….

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    • Sì, tieni duro Diemme! Aquisiteloquento ha avuto una utilissima lezione dalla mamma, lezione che anche noi stiamo dando ai nostri 2 figli di 13 e 16 anni. Stiamo giocando al lavoro di squadra e per ora sta funzionando. Anche perché al sedicenne stavano fioccando i primi “no” alle sue innumerevoli richieste, quindi si è adeguato…

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  2. Sono sempre stata responsabile e, al contrario della tua storia, spesse volte vorrei ritagliare del tempo per me. Aiuto in casa e, oltre alle faccende domestiche, mi metto a fare anche le cose da maschi, come pitturare, pulire i muri o riparare le tapparelle. Sbrigo le faccende tra banca, posta e uffici vari, tutti compiti riservati a mio padre e a mio fratello e da ultimo mi dovrò occupare della questione commercialista sbrogliando i cavilli che interessano mio fratello oltre che i miei. Spesse volte mi sento oberata di lavoro e di una responsabilità tale che appena posso inizio a lamentarmi per cercare attenzione dall’altra parte (quella del mio ragazzo) e sentirmi quella persona indifesa bisognosa di coccole.
    Ovviamente non faccio tutto a casa, ma la suddivisione dei compiti fra me e mia madre mi permette di fare altro. Certo, leggendoti o ascoltando la storia di quella vicina le cui figli non sanno neanche preparare un uovo fritto mi fa ridere però so che esistono caratteri del genere, come esiste chi si carica tutto sulle proprie spalle.
    Che dirti, la tua mossa è necessaria quanto di primaria importanza. Stavolta non cedere e vedrai che imparerà.

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    • Se penso che da bambina voleva fare tutto da sola, “da sola!” era il suo grido di battaglia! In realtà anche ora fa tutto da sola, è una creativa, è rimettere a posto quello che pesa… in quanto creativa lo squallido lavoro di routine è compito della servitù, e chi non ha la servitù si arrangia come può!

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  3. Ma veramente tieni duro!!!!! Chissà che non capisca come è capitato ad aquesitelocuento.
    Quello che mi dispiace di più è il fatto di non avere o meglio non sentire la gioia di poter fare qualcosa per te che ti spendi per tua madre, per lei.

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    • Lei dice che io non mi accontento mai, e in parte ha anche ragione, ma è normale che quando lei fa qualcosa magari le spiego come farla meglio, ma questo non significa che non apprezzi quello che fa. E comunque non è che lei deve fare le cose per farmi contenta e se tanto non sono mai contenta tanto vale la pena non farle: le cose vanno fatte perché sono da fare, sono compito di tutti.

      Il padre alla fine è stato buttato fuori casa per lo stesso motivo, ma tanto non ha capito niente lo stesso (ma almeno c’è meno da fare!). Che poi, liti, urla, punizioni, male parole, per non fare due piatti che ci si impiegano dieci minuti, non buttare una carta di merendina nella spazzatura, non buttare la spazzatura nel cassonetto sotto casa, e che diamine, sono cose che io faccio col dito mignolo del piede sinistro la mattina prima di uscire, magari mentre si fa il caffè (oppure uscendo, nel caso della spazzatura!).

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    • Tutta figlia del padre, per loro l’amore è starti appiccicati, non darti aiuto o fare in modo che tu sia felice: come se non fosse chiaro che starti addosso è un LORO bisogno, non certo il mio, che anzi ne sono infastidita perché per far fronte a tutto devo muovermi velocemente e avere le mani libere!

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  4. Secondo me l’attitudine delle persone non cambia mai radicalmente… ma tengo molto all’educazione perché mi è stata insegnata principalmente quella, anche se non so stirare, anche se non so fare la lavatrice, però a diciotto anni qualcosa lo faccio… e se mia madre o mio padre mi chiede di fare qualcosa lo faccio… credo che forse dovrebbe imparare innanzitutto il piacere di fare le cose per gli altri, specie se questi altri sono i genitori 🙂

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    • In realtà io ho sbagliato approccio fin da quando era bambina perché, ora lo capisco, il mio messaggio non era “facciamo!”, ma “sta’ buona mentre io faccio”. Poi, quando lei, che comunque è stata sempre costituzionalmente casinara, faceva qualcosa per farmi una sorpresa, avrei dovuto darle un rinforzo positivo, farle le feste insomma, e invece tendevo sempre al “grazie, però…”, e ammetto che questo possa essere stato demotivante. A 23 anni però diventa un alibi, le cose ci sono da fare e basta, non puoi buttare tutto sulle spalle di tua madre, che oltretutto sta fuori casa dalla mattina alla sera e ha un’età, solo perché duecent’anni prima non ha fatto i salti di gioia quando le hai portato il caffè!

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    • Beh credo anche che crescendo vi sia una consapevolezza che si assume autonomamente, e se non è stato così forse dipende da tanti fattori… 🙂

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  5. Ah … se le fai le coccole, allora sì, me gusta ! Ma non scocciarla col tuo FACCIO TUTTO MI, TU ALMENO RAMAZZA LA CHESA … SVUOTA I PORTAMONNEZZE … e così via !!! :mrgreen:

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    • Non ce la faccio più… riigoverno la cucina la mattina, e quando torno la sera sembra che abbiamo avuto 10 ospiti, la rigoverno ancora, e la mattina siamo punto a capo…

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  6. Bene!! hai fatto bene!! Io a mia figlia ho smesso di stirare i vestiti quando aveva 18 anni, ha vissuto in casa altri 10 per cui mi son risparmiata dieci anni di stiraggi… ora ha avuto la fortuna di trovare un ragazzo che stirerà per lei… hahaha

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  7. Come sai ho due figli maschi ed entrambi da tempo vivono fuori casa (un bel po’ di lavoro in meno per me… ma quanto mi mancano!). Educati tutti e due allo stesso modo e tutti e due casinisti, nonostante le prediche, punizioni e minacce. Ora entrambi vivono con le loro compagne: il più grande continua a fare la bella vita, servito e riverito (e io m’incazzo e continuo a dire a mia “nuora” non fare come me che ho spesso mollato, tieni duro e fagli fare qualcosa in casa), l’altro pulisce la casa, lava, stira (lei non lo fa!), cucina, cura il giardino, l’orto, porta a spasso i cani … ogni momento libero è dedicato alla casa e all’aiuto domestico.
    Che vuoi che dica? Io a casa non facevo nulla – perché non me lo permettevano, dicevano tu devi studiare e devi farlo bene – ma all’età di tua figlia avevo già in testa il matrimonio e due anni dopo ero sposata, quindi mi sono dovuta arrangiare. Insomma, sono sopravvissuta anche grazie al buon esempio che ho avuto da parte di mia mamma, perfetta donna di casa (ma lavorava assieme a mio padre e aveva un orario parecchio elastico…). Diciamo che per Sissi sei un buon esempio e… speriamo bene per il futuro. 🙂

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    • Anche a me piace dedicarmi a mia figlia ma, ahimé, non ho un orario elastico, e qui bisogna che collaboriamo tutti. Io capisco i periodi di esame, mia figlia studia moltissimo, è davvero eternamente stressata, si addormenta spesso sui libri, ma ti assicuro che ha comunque più tempo e più energie di me. Siamo noi due, bisogna che ce ne facciamo una ragione e che ognuno dia alla famiglia quello che può.

      Tutti mi portano esempi di figli che poi, quando sono andati a vivere da soli, sono diventati perfetti, ma il sto schiattando adesso 😦

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  8. Mi ritrovo tanto in questa tua esperienza perché anche mia figlia un po’ è come la tua. A me piace poterle far fare la vita da principessa, soprattutto perché lei è (come la tua) davvero brava in tutto, studiosa, non mi chiede mai nulla… Però, perlomeno, mia figlia quando le dico di fare qualcosa, sbuffa ma lo fa.
    Adesso ha 12 anni e vedo che quando io non sono presente le cose le fa da sola, ha imparato insomma che la spazzatura va buttata e i panni sporchi vanno in lavatrice e così via… Però se ci sono io, lascia a me fare tutto. Non sai quante volte le ho detto di mettere la tazza nell’acquaio, la mattina quando finisce la colazione!
    Adesso l’ho iscritta agli scout e lì si dovrà arrangiare da sola: vedo già dei notevoli cambiamenti in lei e ne sono lieta.
    Tieni duro nella tua regola numero 2: quando non avrà più nulla da mettersi, dovrà per forza cedere… perlomeno ce lo auguriamo!!!

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  9. Ommioddio … chi si rivede ! @Sabby, come stai ??? Ah da quanto tempo non ci sentivamo ed io avevo una grande nostalgio dei tuoi spazi ! Li hai riaperti ??? Un abbraccio a te e a @Diemme ! 😀

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  10. Ommioddio … chi si rivede !
    @Sabby, come stai ???
    Ah da quanto tempo non ci sentivamo ed io avevo una grande nostalgia di te e dei tuoi spazi !
    Li hai riaperti ???
    Un abbraccio a te e a @Diemme ! 😀

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  11. Ha ragione @Diemme, mia cara ( e ritrovata … e spero non più perduta ) @Sabby ! Non sai che scrivere ??? Ebbene … non avresti nessuna urgenza di scrivere ! Tuttavia saremmo noi, io, @Diemme, @Aquilanonvedente, @Spaziocorrente e quanti altri ti vollero bene, a scriverci i nostri pensieri ! Poi, ed anche qui ha ragione @Diemme, L’ APPETITO VIEN MANGIANDO … e chissà ??? 😀

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  12. credo di essere l’unico maschietto a lasciare una testimonianza! Ma tant’è.
    Allora due figlie, una 22 l’altra 15. La più grande, un carro armato, e già da quando cominciò a muovere i primi passi. Energia allo stato puro. Solo un esempio, da piccola (circa 3/4 anni) era capace in un millesimo di secondo di : 1) mettersi in mezzo alle scansie, 2) scegliere il lato da attaccare, 3) controllare i miei tempi reazione (simili a quelli di un bradipo), 4) col braccio in orizzontale correre fino alla fine buttando a terra la merce esposta, 5) fermarsi soddisfatta e ridere con una tale boria da killer che non mi faceva neanche incazzare, tanta era stata sublime nel fare tutto prima ancora che io capissi dove si trovavano i pannolini! Mi rivedo ancora all’inizio della corsia come un idiota con su stampata una smorfia da cartone animato. Con l’adolescenza si è leggermente calmata dimostrando una maturità veramente fuori dal normale, coscienziosa, precisa, pratica, ordinata e non manca mai di dare una mano. In tutto questo è al terzo anno di giurisprudenza e da studiare non le manca di certo. Invece la seconda è completamente agli antipodi. Svogliata, disordinata, con mille problemi (cosa mi metto, questo non mi piace, mi fa grassa, ecc.) con una sensibilità che a volte fa incazzare (non puoi nemmeno sgridarla che già la lacrimuccia è arrivata per terra) e battibecchi continui con sua madre. Per quanto riguarda la scuola non ne parliamo proprio.
    Allora identica educazione, stesse possibilità due persone completamente differenti.
    Che dirti facciamoci gli auguri sperando nel futuro!
    Ciao

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    • In realtà quella della stessa educazione è un’illusione, nel senso che la prima figlia è stata per sette anni figlia unica, l’altra fin dalla nascita ha dovuto condividere spazi e attenzioni con una sorella, tanto per dirne una.

      A parte questa, io credo assolutamente nella genetica, per quanto ovviamente l’influenza dell’educazione ricevuta si veda eccome. La mia a occhio e croce somiglia alla tua prima, di cui peraltro è pure più o meno coetanea: ricordo una volta che squillò il telefono e, non avendo il cordless, nel tempo materiale che andai a rispondere solo per dire tutto d’un fiato che dovevo riagganciare perché mi si era rotto il cordless e dovevo guardare la bambina che lei aveva già messo tre sedue una sull’altra e ci si stava arrampicando.

      Per il resto è sempre stata una persona coscienziosa, responsabile, e decisamente brillante negli studi, che adora (vabbè, non mi posso lamentare, abbenché ieri le famose lenzuola di cui parlavo nella risposta a Warp9 siano state lavate per la terza volta, e stavolta da me, sperando sia quella definitiva!)

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    • Allora, visto che la tattica con le lenzuola non ha funzionato, potresti sempre toglierle e sostituirle con un sacco a pelo.
      Accanto, sempre il solito post-it con scritto “Mi sono stufata di lavarTi le lenzuola” (T maiuscola per ribadire il concetto).

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    • Ahahah, lei ci starebbe benissimo!

      Comunque la storia delle lenzuola è andata a finire che le ha stese senza fermarle e sono andate a finire sul pavimento e sulla ringhiera, risporcandosi. Il terzo lavaggio l’ho fatto io, sperando con questo di avere messo un punto alla storia (e non avrei potuto fare altrimenti, ma lo spiegherò più diffusamente in un altro momento).

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    • Sai quanti tipi di aiuto abbiamo provato? Io credo che l’ultima cosa che mi rimarrebbe da fare è prendermi un paio di mesi di aspettativa per tentare di dare una diversa impronta alla casa (intendo l’ultima cosa in regime di convivenza 😉 ).

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    • Oggi però mi ha fatto pena povera stella, le ho chiesto di ritirare il bucato e lei di rimando ha domandato se doveva ancora ritirarlo separato… oramai ha una cesta tutta sua!

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  13. Noto che al peggio non c’è mai fine. Letto oggi su fb:
    “[] vi sentite mai abbattute.. perché in casa tocca tutto a voi.. perché il marito è una larva..(il mio l’ha fatto per quindici anni.. fortunatamente me ne sono liberata). Ma anche i figli.. io ne ho una di tredici anni.. sono stanca stanca.. lei non mi aiuta. Provato in tutti i modi, con la dolcezza, con la severità, con i ricatti.. niente.. alla fine mi ritrovo sempre io a pulire riordinare la sua camera.. Non raccoglie neanche gli slip sporchi da terra.. io lavoro tutto il giorno.. esco alle otto, rientro alle sette di sera, spesa, commissioni, poi la cena.. stasera dopo cena devo stirare tre lavatrici.. sono proprio stanca.. anche i due mici reclamano attenzioni.. in alcuni momenti come oggi.. mi sento proprio giù giù giù.. []

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