Tienilo, e non avere paura

Stirare il camice di mia figlia mi provoca sempre una certa emozione.

Entrare nella sua stanza e vedere la confezione del fonendoscopio abbandonata là, insieme agli altri duemila impicci, mi dà una strana sensazione del tempo che passa.

Quando rimasi incinta una sola domanda martellava nella mia testa, “E ora come faccio?”. Non era una gravidanza programmata, ma il frutto di una prepotenza di un uomo che non accettava di essere lasciato, o che semplicemente voleva avere l’ultima parola.

La casa ipotecata, con il mutuo alle stelle, l’azienda in crisi, il compagno assente, cioè, presente come stalker ma assente in quando a sostegno di qualsiasi tipo, e la paura tanta, tanta, il pensiero di come farcela era attanagliante, paralizzante, stordente.

Ringrazio il cielo di essere sempre stata contro l’aborto, perché le grandi scelte ideologiche della vita vanno fatte a bocce ferme, quando non siamo coinvolti, perché quando ci siamo dentro poi non ragioniamo più, tutto ci sembra difficile e nero, assolutamente inaffrontabile.

Sono contro l’aborto, ma confesso che in quei momenti ho pensato che una soluzione “spontanea” avrebbe risolto quello che mi sembrava un problema insormontabile. Mi sono pentita subito di quel pensiero, e quando la gravidanza ha iniziato ad essere a rischio l’ho passata su un fianco, imbottita di buscopan, a pregare per quel frugoletto.

Il parto non c’è stato, è rimasto chiuso, sigillato, chiara conseguenza di una volontà di trattenere il bimbo dentro di me, perché dentro di me potevo gestirlo, portarlo dappertutto insieme a me, ma dopo? Come avrei potuto fare?

“Ogni bambino viene col suo panierino”, mi diceva una mia amica, che poi davanti a un bambino la gente si smuove, e questo è vero, ho avuto veramente degli aiuti inaspettati.

In qualche modo sono riuscita a darle tutto, per nido e asilo sono dovuta ricorrere al privato, la fatica è stata tanta, ma continuavano anche a presentarsi soluzioni che nascevano dal nulla:  in qualche modo la scuola è stata sempre pagata, e sempre c’è stato qualcuno all’uscita a prenderla. Abbiamo sempre avuto le scarpe ai piedi e il cibo in tavola (o nel biberon).

Vedo ragazze e donne che si ritengono costrette ad abortire perché ritengono la loro situazione non favorevole, ma quasi sempre sono solo paure, non dico infondate, ma che certo non tengono in considerazione le grandi risorse e le possibilità che la vita mette a disposizione, oltre alla nuova forza che ci è data dalla maternità.

Credo che dovremmo essere tutti un po’ più fatalisti, e avere più fiducia nella vita: il bisogno di avere tutto sotto controllo, di dirigere la vita prevenendo un futuro che nella nostra mente è già fissato e predetto, negativo e ineluttabile, ci toglie grandi possibilità di una felicità che non possiamo tracciare e stabilire a tavolino, ma che la vita ci riversa addosso solo se siamo capaci di uscire dal nostro guscio e andarle incontro.

Aveva ragione il Papa a dire “Non abbiate paura”. Le donne che abortiscono sono quasi sempre donne che hanno paura, semplicemente paura, che sono disperate proprio nel senso stretto di mancanza di speranza, di fiducia in tutto quello che la vita, fuori dal loro controllo, offrirà loro per essere realizzate e felici.

Dobbiamo lasciarlo perdere questo controllo, questa psicopatologia ossessiva del controllo, che ci rende così fragili e pieni di paura. Non ce l’abbiamo il controllo del futuro, tanto vale la pena prenderci tutte le possibilità che la vita ci offre, e un figlio è una possibilità enorme di continuare a vivere in pienezza, gioia, progettualità, e continuare in qualche modo a vivere anche quando, in questo mondo, le nostre uniche tracce saranno nella memoria di chi ci ha amato.

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32 thoughts on “Tienilo, e non avere paura

  1. Bellissimo post, hai ragione, molte volte si tratta di paura, ma altre volte no, ci sono proprio donne che non sono in grado di essere madri e a parer mio fanno bene a non farlo, anche se, invece dell’aborto sarebbe stato meglio se avessero preso provvedimenti prima! Poi ci sono anche tanti altri svariati casi, che riguardano la sfera delle malattie o delle malformazioni o altro……ed è per questo che ritengo giusto che ci sia una legge che da la possibilità di abortire, perché può essere una tutela per la madre e da la possibilità di poter effettuare una scelta.
    Buon fine settimana.

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    • Io credo che nessun figlio sia predestinato, ci sono persone nate “bene” che hanno avuto una vita disgraziata, e persone nate in ambiente disgraziato, e magari non volute, che nella vita hanno fatto grandi cose, o quantomeno hanno realizzato la propria felicità.

      Per quanto riguarda malattie etc., al di là del fatto che la penso nello stesso modo, e cioè che non bisogna aver paura, non è generalmente di questo che si parla quando si affronta il problema dell’aborto. Generalmente ci riferiamo a persone sane, che incinte di un figlio sano, che pensano di ricorrere all’aborto perche la situazione esterna è difficile e pensano di non farcela, o semplicemente non vogliono per mille motivi, quasi sempre più fantasmi che motivi davvero fondati e irrisolvibili.

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  2. Forse nessuno ha voglia di commentare perché con questa confessione hai toccato il tasto della fragilità umana che tutti, in modo consapevole o meno, abbiamo dentro. Ed è difficile ammettere di essere fragili, non piace a nessuno avere delle debolezze e metterle in mostra.
    Confessione per confessione, quando ebbi la minaccia d’aborto per il secondogenito, in ospedale tutti mi rimproveravano perché non stavo ferma nel letto “perché così rischi di perderlo davvero questo bambino”. Io rispondevo “Questo bambino non ha bisogno di me adesso, se vuole nascere nascerà, ma quello che ho a casa ha solo 16 mesi e lui sì ha bisogno di me, adesso”.
    Difficile non sentirsi in colpa ma ormai ho superato tutti i sensi di colpa e ringrazio Dio che tutto sia andato bene allora e vada tutto bene adesso.

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    • Grazie Lucetta, ma credo anche di essere stata graziata: senza questa gravidanza inaspettata la mia vita non sarebbe così piena, non avrei avuto tanta forza per affrontare i problemi ma neanche tutta la gioia che ne è scaturita.

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  3. È stato bellissimo leggere il tuo post. Sono giovane e a volte mi chiedo se sia giusto o meno in futuro avere dei figli. Il mondo lì fuori è crudele e forse non mi va di lasciare mio figlio nelle sue mani. O forse come dici tu è solo paura perché il mio nipotino di quasi un anno mi riempie di gioia. Sei una forza. Grazie.

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    • E cosa ti fa pensare che sia stato semplice? Sai cosa ero solita dire? “Dicono che i figli crescono presto, che il tempo passa e non te ne accorgi, e invece io mi sto accorgendo di ogni singolo minuto, che sembra non passare mai”.

      Devo dire però che adesso, a posteriori, mi sembra che non sia stato tutto così difficile, mi godo solo il bello dell’esperienza, la fase difficile è dimenticata, e anche di quella ricordo solo il bello.

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  4. Dovresti essere l’esempio di ogni donna che in certi momenti si sente sola, anche se tu, una volta rimasta incinta, sola non ci saresti rimasta (avevi qualcuno dentro di te che poteva farti compagnia!).
    Anni fa una mia amica rimase incinta all’età di 17 anni. Era una di quelle ragazze che siamo soliti dare l’appellativo di “libertine”, ma nella realtà dei fatti rimase incinta proprio nella sua prima volta (il che libertina non c’era). Non abortì ma partorì quella figlia e raggiunti i 18 anni si sposò con quello che era il padre. Qualche tempo dopo incontrai la mamma e mi confidò che secondo lei la figlia aveva sbagliato. Non so se intendeva al fatto di non aver preso precauzioni, o se non avesse scelto di abortire, fatto sta che questo sbaglio l’aveva costretta (secondo lei) a crescere in fretta abbandonando la spensieratezza di essere giovane.
    Le risposi che doveva ammirare sua figlia, sia per la limpidezza con cui ha gestito la situazione (non si è mai vergognata dell'”errore”), sia per la forza di averla portata avanti. Perché se avesse scelto di abortire poteva vivere la sua giovinezza, ma avrebbe preso forse la strada più ovvia, quella che comunque rappresenta solo una piccola parte delle responsabilità della vita.

    Detto questo è da ribadire una cosa. Quando capita non esistono colpe ma responsabilità. Nel momento in cui si fa sesso si deve essere in grado di conoscere tutti i rischi e non lasciarsi guidare dall’istinto animale. Lo dico per chi colpevolizza l’errore di un’avventura. Esistono modi per prevenire le gravidanze indesiderate, perché non si può giustificare l’istinto per una semplice debolezza. Che sia lei o lui ognuno deve conoscere le conseguenze e forse forse molti problemi si risolverebbero a valle.

    Posto che ognuno è libero di fare qualsiasi scelta, credo che molte volte non prendiamo in considerazione le probabili conseguenze, lasciandoci guidare dall’istinto. E’ giusto ragionarci su perché la vita è bella e la paura può essere combattuta in qualsiasi modo.

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    • Al di là di tutto, io credo che i genitori dovrebbero appoggiare una figlia che vuole tenere il proprio figlio ma in questo caso, dal momento che l’ha tenuto e si è addirittura sposata col padre del bambino, proprio non capisco questa ostilità dei genitori. La vita quella ragazza se la godrà molto più di noi, avendo tirato su un bambino quando era piena di forze e ritrovandosi con le mani libere, in quanto il figlio sarà ormai grande, in giovane età, e con più modo e possibilità di fare di tutto e di più, e con la coscienza a posto e la grande gioia di un figlio.

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    • E purtroppo non ce l’ha fatta… http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/05/07/news/neonata-abbandonata-trovata-nel-giardino-di-una-casa-1.15302088

      Quanti rimorsi avrà quella ragazza, oltre alle conseguenze penali non appena la beccano? Sembra cinico dirlo, ma io ho sempre insistito che bisogna diffondere questa informazione della possibilità di partorire in forma anonima e lasciare il bambino in ospedale: si chiama propagandare l’abbandono? No, si chiama dare una possibilità in più a due vite, quella della madre e quella del figlio.

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    • La cosa che colpisce di più è che nessuno in famiglia ha sospettato che la 16enne fosse incinta. Pare che avesse partorito prematuramente ma anche così, e pur ammettendo che magari la corporatura della ragazza potesse ingannare, come fa una madre a non accorgersi di una gravidanza? Io ho due figli maschi ma tu che hai una femmina non avresti sospetti?
      Questa è una storia triste e non di degrado, come infatti sottolineano i quotidiani definendo la famiglia come “medio borghese”, ma mette in evidenza la mancanza di comunicazione familiare. Spiace dirlo ma credo che le famiglie in futuro saranno sempre più afflitte da questo tipo di “disturbo”.

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    • Queste storie sono prima di tutto di una tristezza infinita, e poi una sconfitta per l’intera società. Io che ho una figlia femmina che dico? Che forse nascondere le cose è più facile di quanto sembri, magari era grassa, oppure era talmente magra che il pancino era appena accennato.

      Ora lei ha un omicidio sulla coscienza (e forse lo avrà anche sulla fedina penale), alla piccola è stata negata la vita e a una coppia di aspiranti genitori adottivi la possibilità di realizzare il proprio sogno e di regalare a quella povera creatura tanta felicità.

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    • Prova provata. Mia madre dice sempre, rispetto a qualsiasi situazione di vita, “Va’ dal provato, non anda’ dal medico”, vale a dire “consigliati con chi è passato per la stessa esperienza e l’ha superata, non con i teorici”.

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  5. E’ sempre una scelta difficile e così personale quella dell’aborto.
    Stimo tantissimo le ragazze che nonostante le difficoltà riescono, da sole, a crescere un figlio, figli che solitamente hanno a loro volta una marcia in più rispetto ai coetanei, una forza che gli altri non hanno.

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  6. Non la dovevo avere una figlia per la medicina, ma è arrivata…
    Non pensavo che sarei stata due volte per morire…ma è accaduto.
    Non volevo operarmi al cuore…ma ho dovuto…
    Da diversi anni ormai sono fatalista e rilassata, programmo solo ciò che è impossibile non fare, neanche le vacanze programmo più, decido la sera, preparo valigia e parto..

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    • Penso che l’ansia di controllo sia la rovina della nostra vita, dovremmo più abbandonarci alla vita, che conosce se stessa più di quanto la conosciamo noi.

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