Un signore distinto (più qualche questione esoterica)


E’ morto.

Inutile dire che me l’aspettavo, e che per lui in fondo è stata una liberazione, non ce la faceva più a vivere come viveva. Era impazzito di solitudine, si era lasciato andare, un uomo come lui, che tanto teneva alle sue nobili origini e al salvare sempre la forma e l’apparenza!

A tal proposito mi ricordo una sera di qualche anno fa, che ero a cena con un amico che mi chiedeva notizie su questo marito del tempo che fu. “Com’era?” mi chiese. E io “Beh, un signore distinto…” e, prima che aggiungessi una parola, lui cominciò a ridere e a tirarmi palline di carta apostrofandomi “Un signore distinto? E’ la descrizione di un marito? Di un uomo che hai amato e sposato? Un signore distinto??? E quando vi lasciavate che vi dicevate, distinti saluti?”.

Mi misi a ridere anch’io, ma in quel momento realizzati come oramai fossi distante da lui, uno stato d’animo completamente asettico nei suoi confronti.

O forse no.

Quando eravamo sposati avevamo constatato tra di noi una sorta di telepatia, al punto una volta di addormentarsi e fare lo stesso sogno, o altre volte formarsi nella nostra mente la stessa immagine, a fronte degli stimoli più disparati, ma non finisce qui.

Molti anni fa – eravamo già separati ed abitavamo a circa 80 km di distanza -, una notte mi sentii tirare il lenzuolo. Una strattonata al lenzuolo, un’altra, e mi svegliai. Un’altra strattonata, un’altra, come qualcuno che tentasse di richiamare la mia attenzione.

Fui presa dal panico (ero sola in casa) ma tentai di razionalizzare. A un certo punto come un’illuminazione: certo, io la sera a letto studiavo, consultavo, il letto era pieno di dizionari e volumi d’enciclopedia, sicuramente sarà stato un tomo caduto a terra che teneva bloccato il lenzuolo, per cui al minimo movimento avevo questa sensazione che qualcuno tirasse il lenzuolo. Rassicurata dalla spiegazione, volli fare la prova del nove, e tirai io il lenzuolo: libero.

Mi affacciai dalla sponda del letto, nessun volume a terra.

Guardai l’orologio, non ricordo l’ora esatta, ma dovevano essere circa le 3, 3 e mezzo di notte.

Mi rigirai e cercai di riprendere a dormire, ma le strattonate al lenzuolo ricominciarono.

Terrorizzata cominciai a pregare, pregare, pregare fino a che, vinta dal sonno, mi addormentai.

La mattina dopo era tutto tranquillo, devo dire che mi alzai ricordandomi a malapena quanto successo ma, non appena mi rivenne in mente, cominciai a telefonare a tutto il parentame, a cominciare da mio nonno, per assicurarmi che tutti stessero bene.

Al mio ex marito, francamente, non pensai affatto.

Tempo dopo, un giorno che capitai a trovarlo (ai tempi ancora ogni tanto ci andavo), mi raccontò che una notte era stato malissimo e mi aveva chiamato, chiamato con tutte le sue forze, seppur conscio che, ovviamente, non l’avrei potuto sentire.

Ricostruendo i tempi e l’ora, si doveva trattare proprio di QUELLA notte e di QUELL’ora. Ammetto che ne rimasi impressionata, anche se non sono nuova a, come dire, coincidenze inquietanti.

Beh, a volercela vedere, la coincidenza c’è anche stavolta. Ricordate, recentemente, che avevo scritto di sentirmi male, essere con il morale sottoterra, e di sentirmi totalmente affranta, senza apparente perché, e di essere addirittura arrabbiata con me per questa immotivata quanto inconsolabile malinconia? E avete notato che a un certo punto, altrettanto improvvisamente mi sono ripresa, riacquistando una gioia di vivere che è sembrata altrettanto immotivata?

Beh, a volerci vedere del mistico, anche qui i tempi coinciderebbero: il mio grande malessere col suo dolore e la sua agonia, e la resurrezione con l’avere lui, alla fine, finalmente trovato pace.

Impossibile pensare a un’autosuggestione, ho saputo della sua morte all’incirca un mese dopo.

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22 thoughts on “Un signore distinto (più qualche questione esoterica)

  1. io a queste “coincidenze” credo molto, perché un conto sentirle raccontare da altri, un conto viverle di persona. Quindi sì, indubbiamente le cose sono collegate

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    • Io di episodi così nella mia vita potrei descriverne decine, anche se mio figlia dice che io voglio vedere per forza, ovunque, “ogni cosa illuminata”. Eppure oltre un certo livello diventa difficile credere che sia tutto una mera coincidenza.

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  2. Non credo alle coincidenze, credo invece che tra due persone si possa creare una tale empatia da sentire, a distanza, quando una delle due sta male o è in pericolo…..capita, e sono rapporti davvero indissolubili, al di là delle circostanze.

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  3. Mamma mia! Queste cose mi affascinano terribilmente! Credo che solo alcune persone, forse quelle più sensibili, possano avvertire questi segnali. A me non capita nel mondo reale, però mi è capitato qualcosa di particolare nei sogni. Ma non è la stessa cosa visto che i sogni sono pilotati dal nostro inconscio…

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  4. Credo che un certo sentire , stranamente, rimanga . Anche se lontani, quando tutto è finito , c’è sempre a livello inconscio quel qualcosa che accomuna. E si ”sente”, si avverte. Strano ma succede. Mi dispiace comunque cara Diemme. Un abbraccio e buona Pasqua. Isabella

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    • L’alchimia intellettuale ed emotiva c’era tutta, e ha continuato ad esserci. Altri tipi di alchimie, tra cui anche quella esistenziale, invece hanno sempre latitato. Rinnovo gli auguri!

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