I consigli

Che detesto i consigli assolutamente non richiesti lo sapete.

Che sono una calamita attiraconsiglinonrichiesti pure lo sapete, me ne sono lamentata più volte tra queste pagine. Qualcuno, rimproverato per questo, mi ha detto che se io mi lamento di qualcosa è normale che l’altro mi dia consigli (e questo ci può stare, ma è necessario che i consigli siano idioti?).

Che poi, a parte il fatto che spesso e volentieri i consigli “potresti fare così” sono invece ordini imperiosi “No no, sbagli, DEVI fare così!”, la situazione è ulteriormente degenerata, perché la gente ti deve dare consigli anche se non ti lamenti di niente, anzi, stai proprio affermando che a te la vita va benissimo (e magari a loro invece va male).

Nella fattispecie mi riferisco a due persone (diciamo una, perché la seconda alla fine ha capito) che, di fronte a una me gioiosa e festosa che racconta come sta bene, come abbia ripreso in mano la propria vita e come si stia organizzando con risultati promettenti, attaccano la solfa di come io sbagli e di come debba fare invece un’altra cosa: ma quanti complessi ha la gente? Questo dovere, spesso nell’infelicità della propria vita, sbracciarsi per impartire lezioni agli altri, da quale profondo bisogno nasce?

Io capisco la buona fede, ma a volte penso sia anche questione d’intelligenza e di empatia porsi nei confronti di una persona in un modo piuttosto che in altro, e se non c’è tra due persone intelligenza ed empatia, di che stiamo a parlare?

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10 thoughts on “I consigli

  1. Ho conosciuto recentemente una persona che, malgrado non ci fossimo mai visti prima, ha ben pensato di darmi consigli non richiesti.
    Ho capito subito che era sua abitudine.
    Dopo avergli spiegato un paio di volte qual era il mio obiettivo, ha continuato a perseverare nei suoi consigli.
    A questo punto ho capito che in realtà quello che voleva fare non era tanto convincermi a intraprendere una determinata strada (la sua), ma convincere sé stesso che la strada intrapresa da lui era quella giusta.
    Un auto convincimento, insomma.
    Credo che spesso ci sia anche questo elemento.

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    • Il fatto che non vi foste mai sentiti prima non significa niente, certe gente dà consigli a prescindere: una volta parlavo con una persona e usai non ricordo che termine, forse “espressione”, che la signora che mi sedeva accanto (nota, NON QUELLA CON CUI PARLAVO, ma una con la quale non c’era stata alcuna interazione) capì come “depressione”, e iniziò una filippica sulla gravità della situazione e a darmi disposizioni su come educare mia figlia. Io penso davvero che la gente non stia bene, e forse ci sta anche quello che dici tu, l’autoconvincimento, il raccontarsela, il suonarsela e cantarsela, ma a volte credo che dietro questo bisogno di mostrarsi tanto saggi si celino tanta solitudine e tanti complessi.

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  2. Tanti complessi sicuramente. Forse anche un bisogno di certezze spropositato.
    Poi ci sono quelli che ti danno i consigli e loro hanno fatto e fanno esattamente l’opposto.
    Ma l’umanità è bella perché è varia…

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    • Sai che ti dico? Magari quelli che hanno fatto l’opposto sono i più titolati a dare consigli, visto che magari hanno tratto insegnamento dell’esperienza e quindi invitano gli altri a NON fare i loro errori. Il problema semmai è con quelli non che “hanno fatto”, ma che “fanno” esattamente il contrario, oppure che l’hanno fatto e negano, sostenendo che loro sì che ci hanno saputo fare!

      Comunque, si tratta sempre di consigli non richiesti, il che mi fa venire un altro tragico fatto: che l’unica occasione in cui la gente si astiene dal darmi consigli è quando glieli chiedo: allora sì che cominciano a balbettare “beh, è una situazione complessa”, “E’ una decisione che devi prendere tu”, “magari quello che va bene per me non va bene per te” etc. etc. etc.

      Cioè, io credo che quando la gente ti dà consigli, sotto sotto lo sa che sta solo dando fiato alla bocca, ma se poco poco pensa che tu davvero seguirai il loro consiglio, allora sentono il peso della responsabilità e preferiscono dileguarsi.

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  3. purtroppo la ‘cultura del consiglio’ è molto diffusa..pochi riescono ad ascoltare senza suggerire o giudicare..è un lavoro complesso da fare su se stessi ma è il modo migliore per aiutare veramente gli altri..invece che consigliare..ascoltare 🙂 ti auguro di lasciarti rovinare il meno possibile i tuoi momenti di gioia e serenità per questi imprevisti 🙂

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    • Buongiorno Claudia, e benvenuta!

      Tu dici “ascoltare senza suggerire e giudicare”, ma io credo che qui il problema sia il “suggerire e giudicare senza ascoltare”, e che i suggerimenti non suonino come suggerimenti, ma disposizioni, date non solo senza titolo, spesso non solo culturale ma neanche affettivo, e assolutamente inopportuno, data la mancanza della fase di reale ascolto e molto spesso anche di un minimo di buon senso.

      Ti ringrazio per il tuo caro augurio, in realtà un po’ la gioia me la rovinano, non quella dei risultati, ma quella del potere comunicarli e condividere. Ma un “Bene, brava, continua così!”, sono tanto difficili da dire? E in mancanza di questo, almeno il silenzio, a seguito di un ascolto reale, non si potrebbero avere? E invece no, qui pare che basti dire pure solo buongiorno per scatenare il “sbagli” e “devi” del passante di turno.

      Considera che io vivo in una casa di proprietà, ho un buon lavoro, una figlia splendida, la notte dormo come un sasso e conduco una vita magari faticosa ma serena, segno che forse tutti ‘sti errori nella vita non li faccio; di certa gente invece ho l’impressione che abbia i cassetti traboccanti di Porzac, Lexotan e affini (o di fiori di Bach, che pure continuano a consigliarti senza sosta).

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    • so come ti senti e ti racconto una piccola cosa di me, da poco vivo da sola anche abbastanza lontana dal ‘nido’ famigliare 🙂 questa scelta mi dava tanta gioia, poi una ad una le persone hanno iniziato a dirmi: fai attenzione, ma come fai, se hai problemi chiama, ma non hai paura, ma se sicura ecc…la mattina della partenza mi lascia mamma in stazione e le chiedo: ma qualcuno che è felice per me c è?ovviamente lei ha capito cosa intendevo..gli altri agiscono e parlano nell’unico modo in cui sanno farlo. Io ho fatto un grande lavoro su me stessa e in quel momento cosi importante della mia vita mi sono chiesta: vuoi lasciare che quei giudizi ti rovinino questo momento?e la mia risposta è stata no. E poi ho risposto alla domanda che ho fatto a mia mamma: qualcuno felice x me c è? si io! Perche vedi gli altri possono dire ciò che vogliono..e noi possiamo decidere quanto lasciare che incida sulla nostra vita e felicità. Non sto dicendo che sia semplice è, ci vuole allenamento 🙂 buon allenamento! 🙂

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    • A me scatena l’orticaria la presunta “saggezza” di gente che puzza di capra lontano un miglio. Davvero, io non voglio ferire, ma quando senti certa gente che è palesemente idiota dalla punta dei piedi alla cima dei capelli che continua a pretendere d’insegnarti a vivere, davvero la provocazione è forte.

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