Archivio | 6 aprile 2017

Il bene e il male

Cari amici,

mi sento a volte in difetto per non aver detto una parola sugli ultimi avvenimenti, il ragazzo di venti anni pestato fino alla morte per aver tentato di difendere la fidanzata, il padre che accoltella i due figli e poi si uccide, i bambini straziati dal gas in Siria, l’attentato a Sa Pietroburgo…

Ecco, il problema è che non ce la faccio, in questo momento non ce la faccio a posare neanche un minuto dei miei pensieri su un male tanto grande, in questo momento, anche di equilibrio precario se vogliamo, devo mettere i paraocchi e andare avanti a testa bassa.

Cerco, come sempre, di seguire l’esortazione di Gandhi, di essere io il cambiamento che voglio, di migliorare quel piccolo mondo intorno a me, ma più di questo non posso: la camera sterile non esiste solo per un corpo in convalescenza che non può permettersi di contrarre infezioni, esiste pure per l’anima, o forse sarebbe meglio dire la psiche, che a un certo punto ha bisogno di un attimo di ritiro, perché l’alternativa sarebbe il burn out, inutile a tutti e tutto, e dannoso a se stessi e a chi ci circonda.

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