La rivoluzione gentile

Ogni tanto ricapito su vecchi post e, devo dirvi, per certe versi la cosa è piacevole: mi piacciono, mi ci rispecchio, mi ci riconosco ma… per certi altri no, perché vedo che la mia situazione è eternamente la stessa, mi pare di cambiare, di andare avanti, alcuni stati d’animo – positivi o negativi che siano – sono ogni volta convinta di provarli per la prima volta e invece no, me li ritrovo descritti tali e quali, e allora la sensazione di girare in tondo, di camminare a vuoto, di un eterno avvicinarsi e allontanarsi dalla meta senza mai raggiungerla, purtroppo si fa strada.

Uno di questi giri in tondo è proprio quello della dieta, anzi, qui è peggio perché ogni volta il giro si allarga, vale a dire che riparto ogni volta da una situazione peggiore, perché lievitata sia da un punto di vista anagrafico che ponderale.

Eppure stavolta mi sembra diverso. Stavolta mi sembro più sulla buona strada, nel senso che non ho più forza di volontà, non ho più convinzione, ma semplicemente più serenità.

Oltretutto, avendo visto davanti a me un baratro che mi sono sentita incapace di affrontare – o forse semplicemente spaventata -, mi sono come “affidata”, e ogni volta che mi sembra di non farcela semplicemente mi dico “Signore, dammi la forza” (che poi questa frase mi fa tanto ridere, perché mi ricorda una di quelle esilaranti vignette “anti-zen”, che io adoro, e precisamente quella in cui il personaggio in meditazione prega “Signore, dammi la pazienza, perché se mi dai la forza faccio una strage!”).

Insomma, ce la sto facendo, ma ce la sto facendo in serenità. Non sto seguendo una dieta, sto semplicemente bene, e stando bene riesco a seguire i miei ritmi e le mie esigenze, che mi portano naturalmente su una strada più sana.

E poi, c’è la legge dell’attrazione, che secondo me funziona. Pensavo giusto di trovarmi, in qualche modo, un amico/amica di passeggiate, e approfittare delle belle giornate per fare un po’ di moto.

Tempo un giorno e m’imbatto in una mia amica, che abita vicino a me e, guarda caso, lavora pure vicino a me, ma che ciononostante non incontro mai. Mi dice che è uscita a farsi una passeggiata, perché lei ha proprio bisogno di muoversi e, se la famiglia non la segue, cammina da sola: figuriamoci se non colgo la palla al balzo e non la ingaggio per dar seguito alla mia decisione!

Non finisce qui: informata della mia idea, la mia amica mi linka un sito di un’associazione di quartiere che organizza camminate nel quartiere stesso: evviva, anche un’occasione per conoscere gente nuova, il che non guasta mai!

Insomma, io continuo, stavolta silenziosamente, senza darvi il bollettino minuto per minuto per poi sparire quando getto la spugna: avete visto mai che un giorno me ne esco con l’agognata notizia della piena vittoria?

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26 thoughts on “La rivoluzione gentile

  1. la volta scorsa avevi affrontato la dieta con una ferocia pazzesca. mangiavi pochissimo e ti avevo fatto notare, all’epoca, di non esagerare. questa volta sì, ti leggo più motivata e meno “ossessionata”. camminare in compagnia è uno dei regali più belli che ti puoi fare, per l’umore e per la dieta. vai! :*

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    • Sono talmente motivata che riesco in genere pure ad organizzarmi e portarmi – quasi sempre – il pranzo da casa, non ti semra un miracolo? Solo che non sempre tutto dipende da me: per esempio ora, sto in ufficio e non mi posso spostare, devo fare ancora l’intervallo di pranzo e sono le tre e mezzo, ma ti pare una cosa possibile?

      Cioè, il pranzo me lo ero portato, ma vorrei comprare uno yogurtino per merenda, altrimenti muoio!

      PS: devo fare ancora l’intervallo di pranzo

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    • Ecco, rimandare gli orari dei pasti è la cosa più pericolosa, perché poi vien voglia di abboffarsi di qualsiasi genere alimentare pur di cibarsi!

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    • Che poi erano quasi le quattro del pomeriggio quando sono riuscita ad avere il cambio, mi sono vestita per uscire, e mi sono all’improvviso ricordata di avere delle carote già pulite in borsa. Mi sono rispogliata e le ho divorate.

      Anche oggi mi sono portata il pranzo, peraltro appetitoso: sto diventando bravissima!

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    • E’ un ottimo trucco quello di preparare il pasto a casa, perché indubbiamente lo prepari con meno calorie e soddisfacendo il tuo gusto (che è fondamentale). Mantenere alto l’umore è importantissimo!

      p.s. Ho dovuto seguire una dieta solo dopo la gravidanza, perché quei chili presi non volevano andarsene e mi stavano creando problemi alla schiena. Non è stata una dieta ferrea né eccessivamente difficile (erano 7kg da perdere), ma ho imparato moltissimo sull’alimentazione e su come gestire le proprie emozioni in merito. Ancora oggi, dopo 12 anni, cerco di mantenere il livello il più sano possibile, pur sgarrando abitualmente ogni weekend 😉

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    • Ho detto che me lo porto, non che lo preparo… 😆

      Scherzi a parte, lo sai che invece dopo la gravidanza sono tornata in forma praticamente subito? Avevo preso 16 kg, e ne ho persi 11 in clinica, e altri tre subito dopo. Praticamente mi sono rimasti un paio di chiletti, niente di che, due li maschero bene.

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    • io ne avevo messi 25 fino a che ho smesso di pesarmi a tre settimane dal parto (quindi presumibilmente anche 28)… ho faticato molto a rimettermi in forma!

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  2. DM, colgo l’occasione per informarti che l’ultimo mio post l’ho reso privato. E’ una situazione personale che ho condiviso con te e con pochi amici blogger, ma che vorrei rimanesse tale.
    Per quanto riguarda invece il tuo articolo, beh, che dire. La passeggiata è un ottimo spunto per far moto senza necessariamente iscriversi i palestra. E’ un’attività che io pratico da anni con mia madre e, prima ancora con le compagne di scuola e di università. Giro il quartiere, alle volte la città ma dedico sempre quella mezz’oretta al giorno per non perdere l’abitudine. La cosa mi dà forza e sollievo, mi aiuta ad essere diversa e a ritrovare la forma fisica.
    A dire la verità la mia famiglia è una veterana delle passeggiate. Dove abitavo prima c’era il lungomare e ci si andava almeno un paio di volte a settimana. Trasferita in una nuova città (in piena periferia e senza un posto dove poter trascorrere il tempo libero) io e la mia famiglia abbiamo dato avvio alla pratica della passeggiata. Da qualche tempo l’abitutine l’abbiamo trasmessa a molta gente del quartiere che, preso spunto da noi, spesso li vedi passeggiare. Molte mamme obbligano le figlie a camminare e non c’è giorno in cui non capita di incrociare nuove persone, nuove mamme e nuove figlie. Dovresti trascinare la tua Sissi!

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    • Caliamo un velo pietoso sulla questione Sissi, i cui orari di vita sembrano inconciliabili coi miei.Il fatto che passeggiare a Roma non è affatto una cosa piacevole, tra smog e traffico anche pedonale: hai presente che per andare al lavoro ci sono dei punti in cui, in certi momenti, non riesco a passare neanche a piedi?

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    • Neanche da me è piacevole passeggiare. Tra SUV che ti tagliano la strada e parcheggiano sui marciapiedi, sembra difficile anche scendere sotto casa a buttare la spazzatura. Ma a differenza del mio quartiere Roma offre numerosi spunti. Se non sbaglio c’è un quartiere molto famoso dove ogni saracinesca, ogni muro ha un murales decorativo tanto che qualcuno ha fatto una guida turistica.

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    • E’ anche un’occasione sociale, ilsocial non basta, mettiamo un limite al mondo virtuale, che è bellissimo per carità e a me ha dato moltissimo, ma non ci deve fare dimenticare il piacere di prendersi un caffè guardandosi negli occhi, di ridere insieme, fare le smorfie dal vivo (molto più espressive degli emoticon!) e farsi sane passeggiate all’aria aperta!

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