“Tu non ti vuoi bene” e altre cazzate zen

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Io le chiamavo “le cazzate zen” e Xavier si arrabbiava, perché lui ci credeva. Il fatto è che, a parte lui, un sacco di gente, poco dotata di spessore e ancor meno di coerenza, si attacca a una spiritualità di facciata, fatta di frasi preconfezionate che suonano tanto bene e che, se veramente interiorizzate e vissute, avrebbero pure un loro perché: peccato che ne venga fatto un uso altamente improprio, o nessun uso del tutto.

Non ne posso più di gente che si riempie la bocca di certe frasi (su fb quasi non pubblicano altro) e poi, al di là del problema di un’inesistente coerenza, a volte non sanno neanche quello che dicono.

Per esempio, l’abusata frase “Tu non ti vuoi bene” o “Non ti vuoi abbastanza bene”, che cosa significa? Devi avere più cura di te stesso/a? Devi trovare spazio per te, perché se non ti ricarichi poi crolli? E non sarebbe meglio dirla così?

E invece dicono, con quell’aria di superiore (e idiota) bonarietà, “Tu non ti vuoi abbastanza bene”, che fa tanto mistico orientale.

Mi ricordo una di queste zen, che a un certo punto era rimasta incinta non sapeva bene di chi, e aveva deciso di abortire. Alla mia domanda su dove fosse tutta la sua spiritualità mi rispose: “Se il Signore permette che il bambino muoia si vede che questo era il suo percorso su questa Terra”. Al che, ve lo confesso, le risposi “Ma vaffanculo, ipocrita!”.

Un’altra, sempre molto zen, che si occupava di una specie di pranoterapia alternativa et similia, sempre con la bocca piena di “Tu non ti vuoi abbastanza bene” e “Ti devi volere più bene”, una volta se ne uscì con me con l’implacabile giudizio “Tu sicuramente sbagli. Non so in cosa, ma sbagli”: non so in cosa! Condannata senza neanche il capo d’imputazione, alla faccia dell’astenersi dal giudizio, tendere la mano senza condannare, far arrivare la persona a capire il suo problema (“la verità non si rivela, si mostra”) etc. etc. etc. Insomma, oserei dire una persona inutile, ma oggi devo dire dannosa, visto che ruppe i rapporti con me dopo aver ricevuto una lettera anonima di cui mi attribuì la paternità (e ovviamente io non ne sapevo nulla, e ancora oggi continuo ad ignorarne pure il contenuto, che non ha mai voluto mostrarmi in quanto, in qualità di autrice, riteneva la conoscessi già).

E poi Xavier, Xavier, che mi parlava delle costellazioni familiari, e s’arrabbiava della mia definizione di “cazzate zen”: e qui, inutile che ve lo dica, lo sapete come è andata a finire, un pelo di ciuccia, e addio agli alti valori dell’amicizia, addio al legame spirituale di gemellini astrali e compagnia cantante.

Vi assicuro che su fb la voglia di depennare chi non pubblica altro che certe frasi a effetto è tanta, specie quando loro conoscenti più stretti mi garantiscono che la persona è tutt’altro, e altro è parlar di morte altro è morire.

Ah, quasi dimenticavo quell’altra zen che mi voltò la faccia perché non odiavo gli uomini. E poi, non ero neanche comunista.

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39 thoughts on ““Tu non ti vuoi bene” e altre cazzate zen

  1. Esiste un luogo più democratico di Facebook?
    Lì, anche gli idioti hanno voce in capitolo.
    Comunque condividio il tuo pensiero (cambia solo il termine: “minchiata” anziché “cazzata”), tanto che, una delle frasi che odio di più in assoluto, è “ama te stesso, prima di amare gli altri”.
    Proprio a causa della dilagante idiozia socialnetworkiana, un pensiero potenzialmente sensato (il significato di fondo, almeno per me, è che tutti meritiamo rispetto) è stato stravolto, ed è diventato un più egoistico ed egocentrico “ho il diritto di mancare di rispetto agli altri” (atteggiamento applicato soprattutto nelle relazioni sentimentali).

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  2. Ciao carissima, io, per ragioni che puoi comprendere, ho poca occasione di passare a commentare anche post ed interventi che lo meriterebbero, per cui nemmeno baderei quelli dai contenuti da te così ben descritti. Però sarebbe proficuo, anche per coloro che non hanno altro da scrivere che simili idiozie, che nessuno si soffermasse a commentare, nemmeno per contraddire, perchè il silenzio sarebbe il messaggio migliore che meritano e che non lascerebbe loro nemmeno lo spunto per polemizzare!

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    • Caro Sergio, non credo che basterebbe: certa gente si parla addosso, indifferente al fatto che ci sia qualcuno che l’ascolti o meno!

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  3. E che dire di quelli che suggeriscono: “Prova con lo yoga, ti farebbe tanto bene!”. A parte che dello yoga non me ne può fregar di meno, ma che ne sai tu (intendo chi dà questo tipo di consigli) della mia vita, di ciò che faccio, di ciò che potrebbe farmi bene o male? Io proprio non capisco questa insana abitudine di farsi i ca**i degli altri. E comunque Facebook non mi avrà mai, ne sono sempre più convinta.

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    • Beh, oddio, magari uno un consiglio lo può pure dare, però i consigli dati da chi predica bene e razzola male suonano strani, e poi ti danno dei consigli che dimostrano che non hanno capito un tubo di te, e non hanno mai ascoltato una parola di quello che hai detto da quando ti conoscono: per esempio, a me che mi lamento che arrivo la sera distrutta che non ce la faccio neanche a cenare, per cui va a finire che mangio un pezzo di pizza lungo la via del ritorno, sai che dicono? Di prepararmi anche il pranzo per il giorno dopo, così me lo porto da casa e mangio in maniera più sana! Hai presente come sono messa con la casa? Una mi consigliava, anzi no, esortava, quasi intimava, di prendere un tapirulan. Alla mia domanda “E il posto?” La risposta è stata “Lo trovi”. E già, come quell’altra risposta irritantissima, sempre rigorosamente zen “Se veramente lo vuoi il tempo lo trovi, se non lo trovi è perché questa cosa non la vuoi veramente fare”. Il tutto detto chiaramente da desperate housewives che non hanno lavorato un’ora in tutta la loro vita!

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    • No comment, caro cavaliere, no comment! Se si ripresentasse forse per prima cosa lo riabbraccerei, poi gli darei la zampata di cui sopra dicendogli “E questo è per quello che mi hai fatto soffrire, e poi per ricordarti di quello che avresti dovuto usare nel prendere le tue decisioni e non hai fatto”, e poi lo riabbraccerei, perdonandolo completamente. Dopo di che, metterei una ‘nticchietta in più di distanza tra me e lui, e in caso di bisogno mi ricorderei che sono una semplice amica, anzi una conoscente, e non un familiare.

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  4. Ci sono alcune cose che fanno girare le palle hai ragione. Le frasi fatte le detesto specie quando hanno dietro una lezione di vita general purpose, che va bene per tutto. Sei stato mollato? no problem vogliti bene, hai perso il lavoro? E cazzo vogliti bene…. a volte un bel vaffanculo funziona meglio.

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    • Guarda, a me può pure non perdonarmi…. di che poi, di avere sbugiardato Miss Pelodiciuccia? Di aver smascerato la sua meschineria e la sua grettezza? Di non averle tollerate?

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  5. Facebook è una grandiosa vetrina, può essere utilizzata per rimanere in contatto con persone care, ma lontane oppure gratuitamente e comunque con pochissimo investimento, per pubblicizzare il tuo lavoro o un tuo prodotto, o ancora un servizio. In molti non lo hanno capito il suo potenziale e lo usano per sparare cazzate di primo mattino… ci sarebbe da farne un libro e diventare famosi con le cazzate altrui.. o lo hanno già fatto?

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  6. Ok la vignetta in primis mi ha fatto piegare dal ridere. Ora,non considerare il nome del mio blog che è veramente principalmente ironico, sai che è proprio vero? Forse ci si prende troppo sul serio, certe volte. E quando uno è davvero saggio e un passo avanti agli altri non te ne accorgi neanche da quanto riesce a mimetizzarsi e elaborare concetti semplici ma non meno profondi. E ovviamente È prima di SEMBRARE. La frase “ama te stesso”, è bellissima. Ma ormai troppo inflazionata e puzza di retorica. Peccato.

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    • Inflazionata e distorta nel suo significato più profondo, perché ama te stesso non è un invito all’egoismo, ma al rispetto della propria vita. E’ un invito a curare la propria salute fisica e psichica, a non avere atteggiamenti autodistruttivi, a non permettere a nessuno (neanche ai nostri genitori!) di farci del male, e così via.

      “Ama te stesso” è un’affermazione potentissima, e “Ama il tuo prossimo come te stesso” lo è altrettanto, soprattutto se letto in chiave di fratellanza ed empatia.

      Io credo nell’aspetto spirituale del mondo, della vita, di ognuno di noi, ma vivere la spiritualità non è riempirsi la bocca di frasi fatte, peraltro senza dar loro alcun seguito (perché intendiamoci, dar seguito a certi princìpi è impegnativo!).

      Io rispetto pure chi non crede neanche al pancotto, e lo dice apertamente: è la falsità che non sopporto, sono le parole dietro cui non c’è niente, e poi quest’odiosa psicologia di corridoio per cui tutti ritengono di sapere tutto degli altri e di poter insegnare al mondo a vivere: che poi, queste persone, sono generalmente le più limitate e le meno adatte a pontificare, generalmente casalinghe disperate con tanto, tanto tempo da ammazzare, o uomini inetti che passano la vita a parlare dei massimi sistemi continuando a vivere sulle spalle di qualcuno; certo, non sempre è così: le persone da me citate erano per esempio tutte delle gran sgobbone, ma tutte irrealizzate nella vita o in parte di essa, per cui si sono dovute creare un personaggio che riscattasse quel posto nel mondo che non erano riuscite ad ottenere.

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  7. Lei: Amore, Ho scelto te perché avevo intuito quella potenza, quello fluido ancestrale antagonistico a tutto che è superfluo. Il tuo Karma talmente empirico che puo portarmi sulle Chakra viventi delle anime eteree che hanno infinitamente superato l’illusione amorfa e l’opacità equivoca dei sentimenti altrui.
    Portami, ti prego, portami in alto per convivere l’essenza divoratrice di un senso immacolato e sublime. Ti voglio irreversibile nel tuo intento, nella tua maniacale pulizia dei pensieri maniacali. Ti vo….

    Lui: Si, va bene, ma poi me la dai?

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    • Anzi che aspetta il poi, generalmente gli uomini puntano sul prima. Questo forse è stato un po’ spiazzato da un discorso di cui non ha capito nulla, e meglio così, perché se avesse capito qualcosa sarebbe fuggito a gambe levate da una sciroccata simile!!!!!

      PS: Bentornato!

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    • Eh eh, caro mio, dici bene tu, ma a me pare oramai, dopo dieci anni, di avere parlato un po’ di tutti, e poi forse è finita la voglia. Mi sono detta che avrei dovuto dire qualcosa di Dj Fabo e dell’eutanasia, ma penso che già sia stato detto abbastanza e poi, il fatto che un giovane sano e libero si sia ridotto in quelle condizioni per un cazzo di telefonino in macchina, mi dà una tristezza infinita: ma che tristezza, mi dà un dolore che non posso affrontare.

      Festa delle donne? Meglio che non riattacco con il mio acceso antifemminismo: io credo che le donne siano creature speciali, non ho alun dubbio sul nostro valore e il nostro ruolo, ma le femministe fanno di me la più bieca e becera maschilista.

      Adozioni gay? Sulle adozioni gay non ho molto da dire, nel senso che il discorso è talmente ampio che ogni cosa detta qui sarebbe riduttiva, e poi su questi temi, come per esempio l’aborto, si va a finire sempre agli stessi botta e risposta, e si gira in tondo senza nessun valore aggiunto, ma sul matrimonio gay mi sono ampiamente pronunciata (contro).

      Ma sbaglio o tu non ti sei mai pronunciato sul pavido Xavier e la perfida Pdf?

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  8. Clap … clap … clap … standing ovation a @Valentino ! 😀

    Un soprannome che nun me pjace .
    ( ballata dedicata a @Diemme )

    TREMENDISIA @Djemme ??? 😯 Nun me pjace,
    me sa de vecchjo … de rancido, stantìo,
    de tormentone, de ladra in contumace,
    mejo PUPONA, ch’ è bbona avante e indrìo ! 😀

    De resto noi ‘sta donna la pensamjo
    ppjù che tremenda … audace, eppoi sincera,
    e generosa puro … e la soggnjamjo
    come se fusse sempre ‘na chimera !

    Romana infine e poi trasteverina,
    caparbja sì … ma anche conturbante,
    e quanno s’ arza ‘n volo ma matina
    margrado er peso … ljeve e affascinante ! 😀

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  9. Ciao Diemme, non ci conosciamo, mi sono trovato a leggerti cercando la parola ”spiritualità” sulla piattaforma. L’unica cosa che mi sento di lasciare in questo commento, visto che ormai ci sono, è il consiglio di non guardare ai ”credenti” per valutare il ”credo”. Come dici, non ci sono molti buoni esempi in giro per il mondo. Se proprio devi, orienta il tuo sguardo verso i Maestri (quelli originari) e poi dentro di te, per sentire in modo intimo e personale cosa possono insegnare o lasciare di prezioso A TE (degli altri, non ti curar)

    Buona Vita 🙂

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    • Tranquillo, non giudico il credo dai credenti, ma giudico i credenti dal gap tra dichiarazioni di principio e azioni, tra cui c’è troppo spesso un abisso.

      Mi ritengo una persona spirituale, condivido molto della saggezza zen, ma quando questi “credenti” sciorinano la loro graaaaaaaaande saggezza, la mia reazione è tra lo sbadiglio per la noia e la rabbia per la piena coscienza della loro pochezza, ipocrisia e incoerenza.

      Ah, quasi dimenticavo: benvenuto! 🙂

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    • Hai ragione, d’altronde ”la folla grida un mantra, (ma) l’evoluzione inciampa!” come recita il testo di Gabbani, che esprime quello di cui stiamo parlando anche noi, la spiritualità che diventa ”moda” e che inevitabilmente perde tutto il suo significato autentico (è sulla bocca di tutti, ma nell’animo di pochi)

      Un altro Maestro ci dice pure che ”molti sono i chiamati, pochi sono gli eletti” e che il mondo è pieno di ”sepolcri imbiancati”

      Buona giornata Diemme e grazie per il benvenuto!

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    • Prego, è un piacere. Comunque in seguito a questo tuo secondo intervento ho riletto il post, oramai un po’ datato, e c’era scritto chiaramente che certe affermazioni “se veramente interiorizzate e vissute, avrebbero pure un loro perché”, è solo che non ho ancora conosciuto una sola persona che abbia mostrato un velo di coerenza tra teoria e pratica. Mi dirai che tanti, che non si riempiono la bocca di parole, mettono in pratica certi principi non solo senza sbandierarli, ma forse senza neanche sapere che siano mai stati enunciati.

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    • Se veramente interiorizzate e vissute, hanno uno straordinario perché, direi una capacità trasformativa molto potente nella nostra vita. Sì, ti risponderei indicandoti il bicchiere mezzo pieno, anche se capisco possa essere faticoso guardarlo, e ti rimanderei ancora una volta, in piena umiltà, a dare meno importanza a quello che fa la gente là fuori, e a guardare invece alla tua esperienza di Vita. È un consiglio che do anche a me stesso, continuamente

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