Come Valjean

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Cari tutti,

ora che ho compiuto il mio dovere di brava blogger diversificando gli argomenti e non battendo sempre sulla stessa nota, posso ributtare là con nonchalance un nuovo post sull’eterno argomento: ebbene sì, Xavier.

Come forse ricorderete stavo leggendo “I miserabili”, l’intramontabile capolavoro di Victor Hugo di cui mia figlia è irrecuperabilmente innamorata, tanto da averlo letto non so quante volte, compreso in inglese e nella versione originale francese, ed essersi preparata con le sue mani l’abbigliamento da barricata, con tanto di coccarda, che usa in occasione di tutte le mascherate.

Per chi non conoscesse la storia (mi si perdonino errori ed omissioni, ma tanto lo sapete che la memoria non m’aiuta), il romanzo tratta la storia di Jean Valjean, un uomo che finisce in galera per avere rubato un tozzo di pane per i suoi nipoti affamati e, con la pena inasprita a causa di vari tentativi d’evasione, trascorre in catene vent’anni.

Una volta liberato si rende conto però che il suo passato rappresenta un marchio a fuoco, per il quale sarebbe sempre stato scacciato da tutti. Uscito di prigione pieno di rabbia per il mondo intero, incontra un religioso che, salvandolo da un nuovo arresto, riesce a illuminarlo della sua luce e a fare di lui un uomo onesto (oserei dire in odore di santità).

Personaggio che dimostra in ogni frangente grandi capacità, oltre a una notevole forza fisica, e dotato di mille risorse, Valjean riesce a costruirsi una nuova identità e a diventare addirittura sindaco di un paese che, grazie  alle sue iniziative e intuizioni in campo industriale, conoscerà un benessere mai vissuto prima, ed egli stesso accumulerà una ricchezza non indifferente.

Si intreccia alla sua storia quella di una ragazza madre che, a causa dell’intervento di “anime pie” che la mettono al bando, nonché della riprovevole disonestà e rapacità della coppia cui aveva affidato la propria bimba, conoscerà ogni vergogna e dolore.

Presa sotto l’ala protettiva di Valjean, che non riuscirà però a salvarle la vita a causa della di lei salute ormai irrimediabilmente compromessa, gli raccomanda la sua bambina, Cosette, che lui riuscirà a portar via alla dannata coppia criminale cui era stata affidata e a darle una vita felice e piena d’affetto.

Giunge il momento però in cui i figli spiccano il volo e il rapporto, anche se perfetto o addirittura simbiotico che c’è col genitore – vero o di fatto – si spezza, e Cosette non sfugge a questa regola.

Sposa un giovane cui, per onestà, Valjean confida il suo passato, ignoto alla stessa Cosette, ma male gliene incoglie giacché, in seguito a questa rivelazione, lo stolto giovane gli impedirà di continuare a vedere l’amata figlia, gettandolo nella più cupa disperazione.

Ora, ho letto il libro con interesse, a volte con brama e curiosità, pur conoscendone la trama, a volte con noia, date le lunghe digressioni di Hugo, e la lettura mi ha preso molto tempo, visto che non potevo dedicarle troppo spazio (solo i viaggi in autobus); a un certo punto non vedevo l’ora di portarla a termine, vuoi perché mi ero appassionata, vuoi perché ero pure ansiosa di passare ad altro.

Quello che non mi aspettavo era che, trovandomi a leggere, nella parte finale, del dolore di Valjean, della nostalgia struggente per Cosette, di quell’anno lontani pesato su di lui come fossero trenta, ritrovassi il mio stesso dolore e la mia stessa nostalgia, cosicché la lettura di quest’ultima parte mi è stata particolarmente difficoltosa, affannosa, straziante, penosa.

Con Marius la Pdf condivide la gelosia, la cecità, forse pure una sorta di soggezione per un personaggio che ha sempre percepito con un impercettibile imbarazzo, per cui non gli è parso vero di potergli trovare un’onta e liberarsi del disagio di quel sotteso – anche se mai dichiarato – confronto.

Cosette, da parte sua, pur se salvata da Jean Valjean da un miserevole destino e ricoperta di cure, pare, di fronte all’amore di Marius, superare bene quel distacco e riuscirsene a fare facilmente una ragione.

Ah, l’amour! Che altro dire, c’est la vie, e, come sempre, “cherchez la femme!” (o cherchez l’homme, a seconda dei casi  😉  ).

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27 thoughts on “Come Valjean

  1. Ciao, non so spiegartene i motivi ma questo tuo post conteneva i sapori… cioè leggendo sentivo le sensazioni, dolcezza, tristezza, solitudine, malinconia, ironia… è stata una lettura condita che ha trasudato sensazioni… molto piacevole.

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    • Mi piaci più quando fai i commenti seri, di quelli tuoi, che mettono a fuoco il punto forse più di me che ho scritto il post, analitico, preciso, chirurgico, fine conoscitore della vita e dell’animo umano.

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    • Hai ragione, Diemme. Il fatto è che se iniziassimo anche solo ad analizzare veramente la semplice frase “chercher la famme” o “chercher le masculin” dovrebbe venire fuori letteralmente l’universo.
      Rispondiamo intanto alla prima domanda “Perchè chercher une femme?”
      Cos’è che ci spinge? Cosa vogliamo veramente? Cosa vuole da noi questa famigerata femme? È veramente una femme o è solo una pdf travestita da femme fatale? … e siamo at the very first beginning.
      Ma dì la verità, mi preferisci davvero così?

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    • È una storia lunga … c’era una volta in un lontano passato un giovane che amava passeggiare in paradiso. Non ricordo bene il suo nome, mi pare si chiamasse Adamo, ma non ne sono certo. Ecco questo Adamo conosceva una ragazza. Lei aveva un nome corto che proprio non ricordo. Uno di loro due ha fatto una cazzata di qualche tipo che non ricordo nemmeno bene. Da allora il mondo è più complicato e si è riempito di serpenti …
      😀 😀 😀 mi hai fatto distrarre un momento e quasi quasi rivelavo tutto quello che sapevo. Facciamo così, questo giro passo, al prossimo post cerco di essere più serio. Chiedo perdono per le mie uscite infelici di oggi. 🙂

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  2. Quoto @Erik …. e lo applaudo ! 😀
    Il suo, è un bellissimo e poetico commento, e ti rappresenta davvero per quella che sei : dolce e battagliera, dura e tenera, malinconica e talvolta romantica … mai nemica del vero o amica del rancore, insomma una imperdibile compagna !
    Quanto a @Sissi … ama I MISERABILI ???
    Beh … l’ ho sempre detto : è una ragazza rara !

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  3. E fai bene … ad esser fanatica di ciò che scrivi, poichè :
    1) hai una figlia straordinaria … e non dirmi che esagero su @Sissi ;
    2) disponi di lettori/commentatori del calibro di @Erik, capace di recepire il tuo mondo poetico come pochi altri ! 😀

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    • Prenditi il tuo tempo, le digressioni di Hugo mettono a dura propria la pazienza del lettore, anche se devo dire, col senno di poi, che hanno un loro perché. Intanto potresti rompere il ghiaccio con questo splendido musical, una delle tarappresentazioni dei Miserabili, sicuramente tra le più riuscite:

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    • Si. Il lavoro mi sta rubando tutto. Le trasferte sono cosi frequenti e cosi lunghe, che non esisto più io. A questo si aggiungono genitori che invecchiano e che giustamente hanno bisogno di me (ed io vivo a 80km) e una sorella latitante.
      Oggi sono proprio in crisi.
      E così guasto l’unico giorno libero

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    • Anche a me: damerino, parassita senza alcun senso della realtà, scroccone con gli amici, avaro con la moglie, oltre che di un disumano egoismo (impedire a Cosette di vedere suo padre, che per lei fino a quel momento era stato tutta la sua vita, e che non c’era cosa che non avesse fatto per lei!).

      Pure quando fa la rivoluzione la fa per finta, della causa non gliene frega un accidente, vuole solo melodrammaticamente morire perché pensa di aver perso per sempre una fighetta di passaggio: ridicolo e sì, mi ha dato ai nervi dall’inizio alla fine del romanzo!

      Vogliamo poi parlare di quando NON sventa l’agguato dei Thenardiér, e lascia che a Valjean venga fatto ogni male, col rischio che in questo male venga coinvolta anche Cosette? Oppure di quando lo stesso Thenardiér si presenta da lui per infamare e danneggiare ancora Valjean, e lui lo ricopre di soldi, probabilmente degli stessi di Valjean che gli sono stati affidati quale dote di Cosette? Blah!

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  4. @Marius ??? 😯
    Uno scassaminchia della madonna : chiede, pretende … impone a @Cosetta, la fa diventara un’ ingrata nei confronti del povero @Jean Valejan …. ‘sto disgraziato che non è altro ( … tacci sua ) !!! 👿

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