Il 56° San Valentino aspettando il primo amore

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E così è trascorso il mio 56° San Valentino senza un Valentino accanto (o Marco, Franco, Alessio, etc).

Io ci ho scherzato ieri, che ero anche in ferie, sul fatto che mi stavo godendo i miei amori più grandi: la libertà e la sua più grande antagonista, mia figlia (per ora continuo a tradire la prima a vantaggio della seconda, còre de mamma ❤ ).

Davvero il problema è che io sia troppo esigente? Non credo proprio. Piuttosto il problema è un altro: quando sono stata corteggiata da personaggi di ceto sociale piuttosto elevato mi sono venuti i complessi, quando lo sono stata dai coetanei mi scattava l’istinto materno e poi, alla fine, temo che quello che ha avuto sempre la meglio sia stato lo spirito della crocerossina.

La mia amica Lucia notava che gli uomini che ho avuto accanto sono stati sempre tutti di bella presenza, Attila compreso (beh, almeno quello!), ma certo è un dato di fatto che ha avuto il sopravvento sempre l’essere attratta da qualcuno che avesse bisogno di me, praticamente, qualcuno da aiutare (e la forte propensione alle relazioni d’aiuto è sempre stata evidente sia nel lavoro sia nell’attività di volontariato, e l’amore non ha fatto eccezione).

Inutile dire che il tempo non lavora a mio favore: 30 kg di troppo e una vita monastica non offrono troppe occasioni alla vita, anche se zen people e astrologi vari continuano a sostenere che tutto è destino, tutto è scritto nelle stelle, e il partner destinato piove dal cielo, qualunque sia la vita che conduciamo: beh, che dire, per la Pdf è stato così, con la sottoscritta nel ruolo di strumento della Provvidenza, come nelle migliori tradizioni.

“Ma” mi rimprovera sempre Lucia “come fai a sapere che una persona non può andare se prima non provi?”. Può pure avere ragione, ma l’idea di “provare” una persona da cui non sia attratta, che non mi intrighi e, diciamolo pure, che io non stimi, non mi attira affatto.

E poi c’è anche il fatto che sono rimasta tanto ma tanto scottata, e si sa che chi è rimasto scottato dall’acqua calda ha paura anche di quella fredda (o, come si dice altrove, chi si è bruciato soffia pure sul ghiaccio).

Insomma, eccomi qui, col rimpianto della solitudine e in continua fuga da chiunque si accosti pure solo per offrirmi un caffè.

Comunque oggi è san Faustino, festa dei single, e quindi festeggio!

***

La mia idea di amore:

La mia idea di amore

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42 thoughts on “Il 56° San Valentino aspettando il primo amore

  1. Come puoi considerare la libertà l’amore più grande e, allo stesso tempo, sentire il peso della solitudine?
    Non è una domanda provocatoria: non capisco il concetto, perché io mi priverei di quest’assurda libertà, pur di condividere il mio tempo con la persona amata.
    Invece concordo sull’aberrazione del termine “provare”: o si va relativamente a colpo sicuro, oppure niente.

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    • La libertà non ha nulla a che vedere con la solitudine: le persone giuste accanto aumentano la libertà, perché danno lo stimolo ad agire, riempiono di entusiasmo, e di fatto sono un grande sprone nella realizzazione di se stessi. La condivisione alimenta la libertà, non la limita.

      Sì, “provare” è aberrante, però è pure un dato di fatto che a tante, tantissime persone è andata bene, hanno incominciato per gioco, per noia, e magari si sono ritrovate con il partner giusto. Certo, bisogna avere quella voglia di giocare quel tipo di partite, che io non ho.

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    • Per quanto riguarda il primo concetto, a me sembra che quel tipo di rapporto alimenti solo il narcisismo e l’autostima, ma è il pensiero personale di uno che ricerca un amore simbiotico e affettivamente dipendente (altrimenti non potrei mai e poi mai dire dire di avere “bisogno” di quella persona).
      Sui vari tentativi, invece, si potrebbe provare ad approfondire una conoscenza già esistente, basata possibilmente su qualche tipo di compatibilità, altrimenti chiamo quel modo di accontentarsi di chiunque “disperazione”.

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    • Il mondo è pieno di persone che non sanno stare sole cinque minuti, e che ritengono il trovarsi un partner quasi un’esigenza sociale. Grazie al cielo non ho di questi problemi, ma ho visto cose che voi umani non potete neanche immaginare!

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    • Il problema è che queste persone, poi, fanno figli, un giorno scoprono chissà perché non vanno d’accordo, divorziano e ci rimette la prole.
      Due persone possono amarsi reciprocamente nel modo che vogliono (purché rispettoso per entrambi), ma il sentimento ci dev’essere.

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    • Sai che non è così? Chi si sposa senza amore ha più probabilità di avere un matrimonio duraturo, perché l’amore passa, mentre i motivi che hanno portato a contrarre quel matrimonio rimangono. Triste, ma così.

      In realtà non ci si dovrebbe mai sposare “perché ci si ama” (anche per questo sono contraria al matrimonio omosessuale, completamente privo di senso), ma perché si vuole costruire una famiglia, e quella – anche se pare brutto detto così – adesione al “progetto famiglia” sottintende un impegno che non può finire a seconda degli alti e bassi dell’amore. Se due si amano e il loro unico legame è quello, se hanno voglia – loro pieno diritto – di lasciarsi quando non si amano più, non si dovrebbero assolutamente sposare. Il matrimonio non è una festa coi regali, è un impegno di vita, nei confronti propri, del proprio partner e della prole.

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    • Ma allora che senso avrebbe, quel matrimonio?
      Hai ragione su quanto affermi, ma allora lo ritengo solo una maschera, e non un’unione tra due persone legate sentimentalmente.
      Mi sembrano tanto quei matrimoni tra nobili che andavano di moda un tempo: pura convenienza personale.

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    • Il matrimonio è la pietra miliare della famiglia, l’istituto fondante. Il fattore sentimento è intervenuto in tempi recenti, ed è bene che sia così, date le due carni che diventano una sola e i figli che vengono generati, ma prima di tutto il matrimonio è un contratto – oggi nessuno vieta a due persone di amarsi anche al di fuori del matrimonio – in cui ci si impegna a costruire qualcosa di solido e duraturo, una famiglia da proteggere e tutelare.

      Quando due si sposano dovrebbero farlo “per sempre”, tranne ovviamente cause di forza maggiore, per le quali in teoria il divorzio/annullamento del matrimonio sono previsti anche dalle istituzioni religiose. Cioè, se mio marito mi picchia o mi tradisce (e viceversa), se si gioca i beni di famiglia alle corse, se è un tossico, uno psicopatico, etc. etc, ho ben ragione di porre fine a quello che comunque non rispetta i presupposti del matrimonio e che quindi matrimonio non deve essere, ma è un abominio mettere fine a un matrimonio perché è passata una con le tette più grosse o uno col portafogli più gonfio. In un matrimonio ci sono alti e bassi, nessuno può pretendere 40, 50 anni di unione con lo stesso identico amore e senza uno screzio o un momento di crisi, ma se si è “famiglia”, se si agisce nel rispetto della famiglia e per la felicità dei suoi componenti, partner e figli, le crisi si superano. Non è uno scherzo il matrimonio, e chi già a priori lo considera “a tempo” non si dovrebbe proprio sposare.

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    • La religione non c’entra niente, ma prima il matrimonio era soprattutto un fatto religioso, praticamente unscindibile da quello civile. Ti parla una sposata solo civilmente e divorziata 😉

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    • Comunque, tornando al tema iniziale, hai preso in considerazione l’ipotesi di coltivare la scopamicizia?
      Detto per scherzare: da single, soprattutto oggi, ci si dovrebbe “permettere” di tutto.

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    • E’ l’ultima cosa che m’interessa, anzi, la prima di quelle che non m’interessano. Se ho un bisogno è di un sostegno, di essere importante per qualcuno, e quindi “l’amico con benefit” non mi risolverebbe proprio niente. E poi io, pur essendo pienamente cosciente di averne pieno diritto senza dover rendere conto a nessuno, non riuscirei mai a unirmi a una persona con cui non avessi un coinvolgimento mentale ed emotivo (di qui i lustri di solitudine… 😉 ).

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    • Chiaro, il coinvolgimento ci dev’essere (anche se non necessariamente a lungo termine e in modo “esclusivo”), altrimenti sarebbe solo esercizio fisico.

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  2. Il matrimonio alla fine dei conti è un contratto, in cui ci si impegna reciprocamente a vivere congiuntamente. Si dice “costruire una famiglia” perché presuppone l’impegno nel condividere.
    La psicologa ripete spesso che la cosa fondamentale in una coppia è la progettualità, avere aspettative di vita comuni, da perseguire insieme.
    In tutto questo l’amore ben venga, ma inteso come amore reciproco, rispetto, fiducia, sostegno.
    L’innamoramento va da sé che tanto prima o poi (molto spesso prima) finisce… l’amore invece, lo si costruisce un giorno alla volta.
    E suvvia, fattelo offrire questo caffè! :*

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    • Grazie Bia, è quello che intendevo, sei riuscita a dirlo molto meglio!

      PS: Tu dici che dovrei? E tutta quella manfrina del dopo caffè, quando non c’è alcun interesse, sai che noia, e pure un tantino d’imbarazzo.

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    • Un caffè… io ero andata ad un aperitivo senza averne voglia, mi avevano obbligato le mie amiche “devi uscire, devi conoscere, devi provare”… aperitivo che si era trasformato in cena e pure in dopocena… eccomi qua, dopo 8 anni 🙂

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  3. Io sto per raggiungere i 40, però sono single da 10. Ovvero dalla mia storia più importante, quella che mi ha davvero fatto male, quella che ha fatto da spartiacque nella mia vita. Però la verità è che ora quella faccenda non c’entra più con il mio presente, con la mia singlerità 😀
    A dirla tutta, sono serena.
    Ieri ho scritto un biglietto a mia nipote, di 11 anni quasi 12. Le ho scritto perchè mi riesce meglio che a voce e perchè penso che le mie confidenze di oggi potranno essere un riferimento – lo spero – per lei tra qualche anno, se non avrà ancora buttato quel biglietto. Le ho scritto cosa ho capito in tutti questi anni, e cosa sto ancora cercando di imparare, sull’amore. E davvero la cosa più importante – per una relazione di coppia o ancora di più per creare una famiglia – è prima di tutto star bene con se stessi. Finchè l’altro appaga un nostro bisogno, la cosa non potrà funzionare. Negli ultimi anni sto crescendo, pian piano ma con soddisfazione. Mi sto delineando come persona, imparo a conoscermi e a volermi bene. Non so se troverò la persona giusta, non so se lo sarò mai per qualcuno. Magari no, ma sto bene. Perchè i miei passi hanno senso per me, sono io a guidarli con tutte le conseguenze, ma è il mio cammino. Buona giornata e buon San Faustino! 😉

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    • Anch’io sono serena, però il rimpianto di non avere accanto un compagno ce l’ho. Sono serena perché sono in pace col mondo (si fa per dire), ho una figlia meravigliosa, non mi manca niente, sono padrona della mia libertà, faccio e disfo come voglio. Però l’entusiasmo e la progettualità che si ha quando si è in due è spesso insostituibile, ovvero, può essere sostituito solo dall’entusiasmo e la passione per una causa, politica o sociale.

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    • ..la progettualità in due è a maggior rischio della progettualità personale.. e sull’entusiasmo ho le mie grandi riserve, forse perchè mi son trovata ad avere a che fare con diversi partner che frenavano/ostacolavano i miei entusiasmi, le mie proposte, con una continua frustrazione delle mie esigenze.. 😉

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    • Più o meno la stessa mia esperienza, salvo in un caso, in cui però la relazione è stata rovinata dall’opposizione ostinata dai miei, unita al fatto che io stessa, uscita appena da un matrimonio di cui non accettavo la fine, ero completamente disorientata e bloccata. Poi, ci si sono aggiunti “i buoni amici” (suoi), rosiconi da morire, a gettare benzina sul fuoco, e in qualche modo la situazione è degenerata con esiti da cui mai mi sono ripresa, e penso che ormai mai mi riprenderò.

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    • Abbiamo sempre la possibilità di rialzarci e rinnovarci. Anche se ci vorrà tempo, anche se dovremo lavorare molto su noi stessi. Sta a noi, solo a noi (e lo dico in primis a me stessa, credimi 😉 ) ma ne vale la pena 😉

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    • Non è questo il punto. A volte i danni che derivano da un’unione sbagliata, non sono solo psicologici, quelli per cui può bastare tempo e forza di volontà.

      Se ti dico che i segni li avrò per sempre, credimi, so quel che dico, senza rassegnazione o pessimismo.

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  4. Con l’età si diventa più esigenti, il sesso in se stesso….o qualcuno con cui poter uscire non basta più, come è ben descritto sopra si cerca qualcuno su cui poter contare, sempre!

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  5. Carissima Diemme, per quanto ti conosco, posso ben comprendere, oltre ogni precisazione, il senso di questa tua esternazione, che, alle persone che ti ammirano e vogliono bene, non può che suscitare un senso di tenerezza, anche se tu un poco riesci ad ironizzarci su.
    Vorrei dire che, più che te, da questa situazione ci hanno rimesso e ci rimettono i vari Valentino, o altri nomi, che non hanno avuto occasione o opportunità di conoscerti ed apprezzarti, perchè, nonostante le esperienze negative che hai incontrato, per i principi ed i valori che manifesti, per tutto il tuo modo di essere, le tue sensibilità e tante altre belle cose, rimani una donna che non può che rendere felice colui col quale poter condividere la propria vita.
    Io credo che ci sia ancora troppa superficialità, forse ancor più che nel passato, nell’approccio fra persone, da entrambe le parti, a scapito della possibilità di scoprire i valori veri, che sono poi quelli che rendono durature le ragioni per star insieme nel tempo. Spesso non si va oltre le apparenze iniziali, che poi sono perlopiù condizionate dagli aspetti esteriori, mentre è quel che ha dentro una persona, le sue convinzioni ed i valori che esprime, a renderla straordinaria ed irrinunciabile.
    Comunque, San Valentino o San Faustino, ti auguro di continuare a mantenerti la bella persona che sei sempre: le gratificazioni non ti potranno mancare!

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    • Caro Sergio, il problema è che molti tendono a capire il valore di ciò che hanno quando lo perdono ma, come ebbi a dire a un amico anni or sono, il filo della vita non si riavvolge.

      Se sei in una situazione con una donna di valore e piena d’amore che dedica la sua vita a te, e tu la bistratti o la lasci, poi non puoi pensare di tornare indietro con calma e trovare lo stesso amore, la stessa considerazione, per non parlare di quella che potrebbe essere una vera e propria devozione al partner e alla felicità della famiglia.

      Non ho mai accettato i ritorni, che ci sono stati pressoché regolarmente, poi a un certo punto mi sono detta che forse sbagliavo e che bisognava offrire una seconda opportunità, ma non ho potuto far altro che prendere atto che un amore estirpato non ritorna.

      Grazie per la tua stima!

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  6. A scuola: “Prof, lei festeggia San Valentino?” Io: “NOOOOOOO, sono sposata da 31 anni e sto con mio marito da 36…”. Facce tristi. Ho demolito i sogni di amore eterno di 24 sedicenni/diciassettenni sognatori. 😦

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  7. @Diemme cara … fai molto bene ad aspettare l’ Amore Eterno, ma guardandoti mentre siedi sulla panchina ( cfr. foto allegata al post ) sei diventata scheletrica !
    Così non va, amica bella, devi mangiare assai, poichè agli uomini, abbenchè portatori di Amore Eterno, piacciono le donne in carne, e non già gli scheletrini !!! 😀

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  8. Mangia … mangia, mia bella sognatrice ( ma coi piedi per terra ), non ti farà male, purchè Tu mangi cose genuine e rispetti gli orari del tuo stomaco, e cioè fare una buona colazione a inizio giornata, poi fare un pranzo e infine cenare, senza mangiucchiare ciofeche negli spazi intercorrenti fra questi momenti !
    Inoltre, sempre vedendo la foto di te che ci hai qui linkato … mi sembra che sia giunta l’ ora che Tu vada da un buon parrucchiere e ti faccia finalmente aggiustare le chiome, mutando anche il lugubre abito che indossi … e cioè indossandone uno più colorato e più adatto ad una donna charmant come te e, per concludere, calza ai piedi scarpe laccate rosse con tacco da 12, magari mettendo fra i tuoi dentini una rosa rossa fuego ! 😀

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  9. Ah ah ah ah …. 😆 ma quale lavoro ! 😯
    Il mio consiglio, da maschio romantico ma carnale, verteva il tuo migliorare quel lugubre aspetto che 1) la dieta ( peraltro disattesa da te … ), 2) le scarpe basse a ciabatta, 3) i capelli scarmigliati portati “a mazzo di cicoria” mostri attualmente !
    Si dice : aiutati, che il ciel ti aiuta … e quindi lo vuoi aiutare questo cielo ???

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  10. No cara, l’arrivo del patner giusto non è questione di destino o altre diavolerie astrologiche. Nel 1986 ho fatto un piccolo fumetto dove ho disegnato la mia storia d’amore, inventata di sana pianta, con un ragazzo bellissimo che nella realtà incrociavo nelle mie passeggiate in piazza con le amiche (17enni). Quel ragazzo è mio marito, Diemme. 😂
    Disegna la tua storia o scrivila, e lei si realizzerà. 😘

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