Di grandi amici e saghe familiari, corsi e ricorsi

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Ho risposto scherzando al Cavaliere che avrei ripreso l’argomento Xavier, sul quale lui si era pronunciato all’incirca con le parole “Che palle, non se ne può più!”. Francamente neanch’io ce la faccio più, e non so che darei perché questo dolore avesse fine.

Mi pare quello che dicono delle doglie, che le donne accetterebbero di partorire un cane pur di farla finita, o accetterebbero di farsi squarciare con un cesareo pur di non sopportare ancora quegli spasmi.

O quelli che alla fine accettano un’operazione che li menomerà, proprio perché l’alternativa sarebbe il dolore.

Io non ho idea se lui si renda conto o meno di quello che ha fatto, e soprattutto non solo di quanto sia ingiusto, ma di quanto sia idiota, perché l’effetto è stato assolutamente controproducente, in quanto prima avevo semplicemente tolto la mia amicizia alla pdf, poi la mia stima, mentre ora ho per lei un disprezzo viscerale, e qui passo per associazione di idee a un altro discorso, già affrontato altrove.

Una signora che conosco raccontava di aver litigato con una sua cognata (credo che parliamo di una parentela acquisita da 30 o 40 anni circa), e di non perdonare al marito di non essere intervenuto in sua difesa.

Memore di altre pretese del genere e delle dolorose conseguenze (leggi “saghe conseguenti”), ho provato a dire la mia: se un estraneo t’importuna, ovvio che un amico, un familiare DEBBANO intervenire, ma io penso che in una lite tra fratelli, cugini, cognati, genitori e figli adulti, amici, non sia assolutamente giusto coinvolgere altre persone, amici e familiari di entrambi, che si trovano prese tra due fuochi, e a cui chiedere di “scegliere” è veramente grave.

Ricordo un anziano signore che, messo in mezzo in una di queste liti, cui era totalmente estraneo, si accorava pensando a tutte le persone a lui care cui non avrebbe potuto più rivolgere la parola per presa di posizione: ma come si fa a pretendere una cosa del genere? Io coi miei amici e coi miei familiari ci litigo in proprio, non vorrei mai portarmi appresso altre persone e creare muri su fronti estranei, partiti, barricate.

La saggia mia nonna diceva sempre di “non dar colore alla minestra”, nel senso di non drammatizzare e non permettere che i sassolini diventino valanghe, e invece spesso è proprio quello che si tende a fare.

Ho visto tante famiglie di amici litigare per questioni tra figli (compreso, a volte, che si erano fidanzati e uno dei due aveva lasciato l’altro), ho visto persone rompere i rapporti con la propria madre o con i propri fratelli per vie del/la consorte (o viceversa), e credo che in questo ci sia tanta, tanta immaturità, che alla fine diventa una forma di cattiveria, di prigionia delle proprie ragioni, contro quelle di qualsiasi altro.

Penso questo, a distanza di due anni e due giorni dal distacco di Xavier, dopo che ho perduto un altro amico, e ritrovato un altro ancora, di importanza forse superiore a lui, non fosse altro per il fatto che entrambi mi accompagnavano da una più giovane età.

Vado avanti, con la ferita che forse è diventata pure feritoia, ma che non cessa di sanguinare: col tempo si è perduta la familiarità, la consuetudine, ma mai l’affetto.

L’amico ritrovato è stato ritrovato dopo vent’anni, ma io e Xavier, oggi, vent’anni non li abbiamo.  😥

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23 thoughts on “Di grandi amici e saghe familiari, corsi e ricorsi

  1. Non bisogna mettere mai in mezzo altre persone, è assolutamente ingiusto e una mancanza di rispetto. E’ come nelle separazioni o nei divorzi, dove non si deve mai mettere in mezzo i figli. Nel tuo caso sinceramente penso che anche la campagna denigratoria che hai fatto verso la pdf dopo la litigata con Xavier non abbia di certo aiutato, anzi. Non si può mai sapere se le rotture si posso riaggiustare oppure no….ma se fosse capitato a me, e avessi voluto riappacificarmi, avrei cercato di tenere la pdf lontano da qualsiasi discorso o riferimento, ma questo non vuol dire che le cose si sarebbero sistemate….chissà?

    Ma visto che la cosa ancora ti fa star male, hai provato a ricontattarlo? Forse con il tempo si è calmato ora….

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    • Silvia, la campagna denigratoria nei confronti della pdf è stata fin troppo mite, se pensi che non ho mai messo in mezzo (e ci mancherebbe!) fatti suoi personali, confidenze, fatti e pensieri di cui ero a conoscenza per via privata. Pensa che un mio blogamico mi ha chiesto per curiosità di vedere una foto della pdf, e io ho declinato: tutto questo mi pare una forma di rispetto assolutamente dovuta, ma che altri non avrebbero avuti (e chissà se lei questa delicatezza l’ha avuta nei miei confronti). D’altra parte, tra la lite con lei e quella con lui sono passati quasi quattro mesi, e ti assicuro che sono stati quattro mesi difficilissimi, con questo muro che comunque stava cambiando – in negativo e sgradevole – i nostri rapporti. A roma si dice “se non si sfascia non s’aggiusta”. La cosa, secondo me, è stata approcciata male, io e lei ce la dovevamo vedere tra di noi e fuori di qui, ma lei fuori s’è chiamata, lasciando lui tra due fuochi, e più o meno subliminalmente chiamato a prendere le sue parti.
      Credimi, ce l’ho messa tutta per mettermi nei panni di lei, ma né lui né lei mi hanno aiutata in questo, sono stata l’unica a sforzarsi di rimettere insieme i cocci. Quando ne ho parlato coi miei amici, quasi ho sperato che qualcuno potesse offrirmi una prospettiva diversa, e in effetti una, ma una sola, in mezzo a tutti gli altri che hanno detto che è un’infame e basta, ha provato a buttarla tutto su una timidezza infinita (e pure su questo avrei le mie riserve): ok, facciamo pure finta che certe azioni siano state dettate dalla timidezza, a te pare normale vedere questa catastrofe e non muovere un dito? A me no, e non riesco proprio a mandarla giù.

      Riguardo al tuo ultimo pensiero, la risposta alla prima domanda è sì, al resto della frase è no.

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    • Non credo, nel senso che si, sarebbe una forzatura, mi dovrei censurare ogni due per tre, cosa già successa e che ha fatto scaturire tutto quanto è successo. Non dimenticare che la bomba scoppiò perché io chiesi a lui come si trovava lei con lo smartphone che lui gli aveva regalato, quindi non avevo detto proprio niente di che. Qui si è soliti dire “Se non si sfascia non s’aggiusta”, e io credo che il nostro rapporto in quel momento fosse una cosa che andava sfasciate per ricostruirla, eventualmente, su nuovi equilibri.

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    • Ripensavo, più che una mancanza di rispetto è una mancanza di buon senso. Queste persone (ne ho conosciuta più d’una), ritengono piuttosto che sia una mancanza di rispetto nei loro confronti il fatto che il marito/padre/fratello/amico – e corrispettivi femminili – non intervengano in loro difesa. Questo bisogno del tutore mi pare molto infantile, e che denoti una forma d’insicurezza. Insomma, per rispondere a tono, a sessant’anni, a un cognato che è entrato nella tua famiglia a venti, o a un’amica con cui hai condiviso a momenti pure la tazza del gabinetto, ma che ci vuole, il rinforzo?

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    • Probabilmente è per questo che non ha intenzione di riprendere i rapporti, perché conoscendoti sà che dopo poco sareste ancora al punto di partenza….

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    • Esistono delle vie di mezzo. Se ti chiamo il giorno del compleanno per farti gli auguri puoi pure rispondere al telefono, mica mi ti metto a parlare della pdf! Il problema secondo me è proprio una certa fragilità, dopo il fattaccio magari qualche riga scritta c’è pure scappata, ma il viso a viso (o voce voce 😉 ) l’ha sempre evitato.

      Una mia amica, sorella di un mio ex che si comportò più o meno nello stesso modo, evitando ogni confronto, sostenne che lui sapeva bene di avere sbagliato e si vergognava. In effetti, quando lui dopo qualche tempo torno, la buttò là quasi come pretesa “Purché non ne parliamo mai più”: neanche gli ci risposi.

      Non lo vidi più per tantissimo tempo e poi, quando tanta acqua era passata sotto i ponti (nel frattempo io avevo avuto la bambina ed era pure già cresciutella), ci rivedemmo, e mi chiese un sacco di cose, parte delle quali mi rifiutai di dirgli (per es. numero di cellulare, nome del blog). Lui rimase un po’ interdetto, e mi disse “Se non vuoi dirmi le tue cose personali, non capisco proprio cosa ci stiamo a fare qui”, e io gli risposi più o meno “Appunto”.

      Vedi, l’affetto nei confronti di Xavier è pressoché identico, ma la natura del rapporto in caso di riabboccamento sarebbe completamente diversa: mi rendo conto che prima era “uno di casa” e che ora, semplicemente, non lo è più.

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    • E’ stranissima la sensazione di estraneità e, ribadisco, a parità di affetto. Mi farebbe effetto vederlo tra le mie cose. Prima quando veniva a trovarmi lo ospitavo, per me era casa sua, ripeto, un fratello, ma ora mi farebbe effetto svegliarmi e pensare che c’è un estraneo in giro per casa.

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    • Penso che si tratti di persone comunque deboli che hanno bisogno di avere un appoggio e del sostegno da altri, è un sintomo di insicurezza che denota la paura di non riuscire a sostenere da soli un confronto.

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    • Sarà pure debolezza ma poi, quando si tocca con mano il casino che si è creato e il dolore delle persone di cui si è causato l’allontanamento, si tratta pure un po’ di cinico egoismo.

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    • Sono egoiste e cattive. Io dico sempre, di queste persone, che non essendo in grado di usare mezzi usano mezzucci. Chiaramente mi riferisco a lei, nei confronti della quale la pessima opinione non fa che crescere.

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  2. Rispetto il tuo punto di vista, @Diemme cara, ma non posso NON dar ragione alla nostra @Silvia : il tempo scava la roccia, indipendentemente dalla nostra volontà, e Tu vuoi forse negare che non abbia scalfito il cuore di @Xavier ???
    Peraltro, non è un mistero di quanto io l’ abbia amato, e ammirato ( raramente, e nella blog-sfera e nella realtà, ho incontrato un Uomo capace di tanto buon senso e di non comune affetto !
    E percio, ti esorto anch’ io a riprendere i contatti con lui, facendo una cosa saggia e giusta !!! 😀

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    • Questo dovresti dirlo a lui, io non ho mai smesso di cercare il contatto, ma non vorrei mai essere una stalker!

      Se lo chiamo, e lo chiamerò forse due volte l’anno, per Natale/capodanno e per il compleanno, abbenché io, come sai, abbia cambiato numero, lo chiamo sempre dal vecchio, o dal telefono di casa, affinché sappia che sono io, non devo cogliere di sorpresa nessuno: voglio salutarlo, non “fregarlo”. E lui, infatti, non risponde.

      Caro Bruno, hai decisamente sbagliato destinatario dell’esortazione!

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  3. Chissà se, avessimo mai la possibilità di tornare indietro nella vita, agiremmo in maniera diversa, ignorando quel tanto che basta le pdf da evitare che la storia si compia così come oggi evolve?
    Il tempo cancella tante cose, ricordi e torti, momenti felici e passioni, tristezze e potenzialità sopite nel non detto. Eppure ci sono cose che nemmeno il tempo riesce a spostare dentro la cartella “oblio”.
    Forse anche di questo Xavier dovrebbe essere contento, io credo.

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    • Guarda, tante volte mi sono chiesta che farei tornando indietro e, francamente, l’unica cosa che non farei è diventare amica della jena.

      Non mi romperei una caviglia per intrattenerla, perché lei poverina era così sola, e il momento in cui mi ha chiesto l’indirizzo e-mail di Xavier per abbordarlo, semplicemente non dovevo fare la democratica inoltrando a lui la richiesta.

      Xavier sarà contento di non essere stato cancellato? E che significato avrebbe mai tutto questo? 😥

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  4. Per @Diemme ( 2-2-3S : corazzata ??? Sì ??? Non barare,eh ??? ) : Tu, pensala come vuoi, ma io credo che il destinatario dell’ esortazione, che ho indicato, sia quello giusto ! 😀

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  5. Attenderlo pacatamente, ma dando segnali CHIARI ED EVIDENTI della tua disponibilità a riprendere un tratto di strada comune ( mai ) interrotto ! 😀

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