Casa mia casa mia, l’update

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Quando uno dei miei fedelissimi lettori, incapperato per chissà quale motivo, tuonò contro il mio blog, tra le cose che rimproverò è che parlavo sempre degli stessi quattro argomenti (che con la vita che faccio è già un miracolo che riesca ad arrivare a quattro argomenti diversi! 😆 ).

Uno degli argomenti incriminato è lo stato di casa mia, sottoposta quotidianamento all’intervento devastante degli Attila e non collaborante di nessuno, a parte la sottoscritta che sta dalla mattina alla sera fuori casa, e le cui possibilità (scarse forze a parte), sono notevolmente ridotte, ma è un po’ che non ve ne parlo, quindi provvedo!

Giorni fa raccontavo dell’accendere il fuoco, cioè parlavo dei fiammiferi, quando il mio interlocutore commenta: “Fiammiferi? Come sei antica!”.

“Chi poco sa, presto parla!”, ripeteva sempre mia madre.

Anch’io ebbi un tempo una cucina a gas con l’accensione elettrica.

Vennero i vandali e la ruppero.

Venne l’operaio incapace e la riparò male.

Rintervennero i vandali e fu rirotta.

“Beh,” risponde il mio interlocutore “Ci sono pur sempre gli accendigas prima di arrivare i fiammiferi!”.

Grazie per l’informazione. In realtà provammo anche quella strada, ma completiamo prima la questione delle parte elettrica.

Dovete sapere che, nonostante la mia casa sia piena di prese di corrente – talmente tante che l’elettricista, in fase di ristrutturazione della casa, mi disse che ero fissata per quante ne avevo fatte installare -, viene usata spesso e volentieri quella della cucina a gas, staccandone la spina e mandandola regolarmente a finire in terra dietro la macchina: ora capite che ogni volta che una persona deve accendere il fuoco diventa scomodo sdraiarsi sul pavimento, strisciare sotto la cucina a gas e andare a recuperare la spina?

Ecco allora l’ulteriore consiglio che mi arriva da gente più avveduta di me: metti una doppia, una tripla, affinché possano utilizzare la presa senza togliere la spina: prova provata, cari illuminati consiglieri, tolgono tutto perché fanno prima, e rigorosamente senza rimettere a posto dopo e senza nessuna attenzione per dove il filo vada a finire.

Passiamo all’accendigas: eternamente disperso, abbiamo casualmente scoperto che andava regolarmente a finire nella spazzatura, avendo qualcuno deciso che il suo posto era in bilico sul bordo della credenza, adiacente il secchio dei rifiuti (vi prego, non consigliatemi di mettere un gancetto al muro cui appenderlo, CHIARO CHE L’HO FATTO!!! Ma non sono ancora stata chiara su come funzionano le cose a casa mia?).

Restano i fiammiferi, che non è che non seguano la stessa sorte di dispersione nell’aere, diciamo che è più facile farne provvista, provvista necessaria anche perché, generalmente, capita che me li trovi a mollo (non chiedetemi la dinamica, lasciatemi un po’ d’onore e dignità!)

Ecco, moltiplicate la stessa attenzione dei miei familiari per ogni angolo della casa…  😯

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17 thoughts on “Casa mia casa mia, l’update

  1. Peccato! Era così tanto tempo che l’argomento “desperate house” non usciva dal blog, che noi lettori cominciavamo ad essere convinti che la tua casa era finalmente diventata un gioiellino. 🙂
    Ma ci consoliamo pensando che il tuo fedelissimo e “incapperato” lettore non avrà da ridire più che tanto se gli argomenti trattati rimangono quattro e non diventano tre. 😀

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    • Loro mettono sempre sul fuoco le pile che traboccano, per cui la cucina a gas è sempre tutta un laghetto…

      Resistenza? Temo di averla esaaurita! 😯

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  2. I fiammiferi in casa vanno sempre bene, manca mai salti la corrente e le batterie delle varie pile siano scariche, una candela da accendere potrebbe fare proprio al caso. Ovviamente conservando all’asciutto sia candele che fiammiferi!
    Anche a me il non sentirti più raccontare di certe “originali” comportamenti in casa tua, quasi mi ero illuso che certe deprecabili abitudini fossero un pò rientrate in un ambito più accettabile. Evidentemente non è così e, visto che non ti riescono le opere di persuasione contro i vandalismi domestici, almeno qualche sfogo in questo ambito credo possa essere, non solo opportuno, ma forse una maniera per renderti più sopportabili i compiti di riordino che finiscono sempre in capo a te! Un abbraccio cara Diemme e buona settimana!

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    • Ma se loro non facessero così, io poi che potrei raccontare? Se davvero i quattro argomenti di questo blog scendessero a tre, rischierei persino di chiudere!

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  3. Cheppoi … si acquista dai cinesi ( vaganti in strada o commessi fissi in un negozio ) un super accendigas piezoelettrico, che, azionato da loro funziona a meraviglia e lo si porta in casa, fieri di averlo pagato quattro soldi ( e con ciò, risparmiando la spesa, ove lo avessimo acquistato in un negozio NON cinese, munito di tutte le garanzie europee, lo avremmo pagato una cifra ), e, non appena l’ andiamo ad azionare per far bollire l’ acqua in pentola, quel bastardo fà cilecca … riproviamo e ancora cilecca ( tacci loro ai cinesi che appioppano cotali fregature … 👿 ), finchè non ci resta che buttarlo nel secchio delle immonizie riciclabili ( plastica + latta ) ! 🙂
    E allora, cara @Diemme che fare ???
    Tanto il cetriolo vola basso … e centra sempre il sedere dell’ ortolano ! 😦

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  4. Ahahahahahhh … mia cara madàm @Diemmèe, ma le cetriolòn si indirizzerà comunque verso il sedere dell’ ortolano ( e cioè verso il tuo, nella fattispecie ), poichè, i cavernicoli che abitano con te … si fregheranno anche le scatolette che Tu ( virtuosamente … ) hai acquistato da un tabaccaio italiano … e se le porteranno via, specie messieur @Attilàa … che, essendo un fumatore incallito, si risparmierà, rubandoli a casa tua, anche la spesa dei cerini ! 😯

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    • Ieri mi hanno rovinato la giornata tra padre e figlia… avevo chiesto a mia figlia di lavare i piatti (peraltro suoi) e prima di uscire, vale a dire alle sette di mattina) avevo pure riempito la bacinella con acqua calda e sapone: praticamente dieci minuti di lavoro.

      Lei si è ridotta a farli dodici ore dopo, cinque minuti prima di andare alla scuola guida, e avrebbe fatto tardi per finirli, per cui il padre le ha detto di andare che li avrebbe finiti lui. Dopodiché si è sbracato sul divano a non fare nulla. Quando io sono tornata alle otto di sera (quindi tredici ore dopo essere uscita!) e ho trovato la cucina in quelle condizioni ho dato di matto. Poi, siccome nel frattempo è tornata pure la pargola si è incominciata una gara a trois a chi strillava più forte, terminata col lancio delle stoviglie.

      Comunque Attila non fuma, forse è l’unico difetto che non ha.

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