Art. 9: il patrimonio culturale, artistico, scientifico e ambientale

Art. 9
La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.

Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

 

Qui chiedo l’aiuto di tra voi sa qualcosa in più, perché io so meri titoli, e cioè che la Repubblica italiana non promuove un bel niente, che i fondi per la ricerca sono tagliati, che le nostre menti migliori vanno all’estero, che un’immensità di tesori dell’arte sono sepolti in magazzini e depositi dei Beni Culturali, che l’Italia non ha neanche un archivio dei suoi beni, senza contare la trascuratezza ambientale, di cui ci capita in continuazione di seguire qualche servizio.

Sono frasi fatte che l’Italia è il fanalino di coda dell’Europa, e a momenti del mondo, neanche al netto dei paesi in via di sviluppo, che studi, ricerca, iniziativa vengono scoraggiate, o è la triste realtà?

Ed ora, come sempre, l’opinione di Aida:

I primi 12 articoli della Costituzione sono preambolo e principi di una delle più belle opere d’arte che possediamo e l’art. 9 racchiude la tutela dell’arte, della scienza e della cultura. Questi tre ambiti sono disciplinati sia da altri articoli presenti nella Costituzione, sia in svariate norme e Codici appositamente approvati per definirne la materia e la competenza. Vivendo in una società moderna, “L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento” (art. 33 Cost); solo che la libertà, per essere tale, dovrebbe trovare supporto in fondi idonei che non provengano solo dalle donazioni. Se ci fate caso ogni giorno spunta sempre una nuova pubblicità che invoglia a donare per questo o quell’ente che svolge attività di ricerca, mentre in alcuni periodi dell’anno si richiedono fondi per migliorare e riqualificare i beni culturali. A mio parere la donazione privata ci sta fino ad un certo punto: trattandosi di beni dello Stato, la ricerca, l’arte e la cultura devono tessere principalmente sovvenzionate con i fondi pubblici e, solo di sghimbescio, dalle elargizioni di noi comuni cittadini. Essendo che lo Stato molto spesso non ricava una cippa dalla ristrutturazione di un edificio storico, o dalla scoperta di un nuovo farmaco, preferisce lasciare che il tutto venga privatizzato ed il privato, si sa, non agisce per scopo benefico.

Per quanto riguarda la cultura devo ammettere che lo Stato, in alcuni casi, sa mantenere la promessa. Non navigando nell’oro, personalmente ho potuto concludere i miei studi grazie alle borse di studio universitarie che, oltre ad essere date a chi non ha un reddito sufficiente, vengono erogate anche per Merito. Per merito non si intende il 30 e lode (che molto spesso rappresenta una forte discriminazione quando vali 30 ma per mantenere la media ti danno 26) quanto il superamento di un certo numero di esami che ti garantisce una borsa di studio sottoforma di assegno.

Anche i Master possono essere sovvenzionati dallo Stato. Annualmente l’Inps eroga borse di studio che, purtroppo, nella maggioranza dei casi sono destinate ai figli dei dipendenti pubblici. In altre parole, per quanto da un lato la scuola viene garantita grazie ai buoni libro, alle borse di studio e ad alcuni incentivi economici, dall’altro non tutti possono accedere se non aprendo un mutuo anche solo per pagare una retta universitaria.

Quello che più mi duole, nel campo della ricerca e della cultura, sono i dottorati. Il dottorato è una delle poche vie che un neo laureato può seguire qui in Italia, salvo il fatto che non sempre è remunerato e non sempre ti garantisce un solido futuro. Il dottorato ti consente di approfondire, anche autonomamente, gli studi intrapresi con la laurea, ma nella maggioranza dei casi si finisce con l’incentivare la carriera accademica del professore di turno.

Concludendo: possediamo un patrimonio culturale, storico e scientifico degno della migliore università mondiale, solo che non sappiamo valorizzarlo perché agiamo con l’idea del profitto, e non della cultura. Che dire. Auspico che la mia generazione sia in grado di sostituire alla parola profitto quella di amore, perchè solo così si potrebbe davvero cambiare l’Italia, anche con un tornaconto economico.

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14 thoughts on “Art. 9: il patrimonio culturale, artistico, scientifico e ambientale

  1. Promuoviamo pure la Finanza … ma. per dirla con Papa @Francesco I, che sia una Finanza al servizio degli uomini ( dei più deboli, dei più sfruttati dai potenti … dei derelitti della Terra ) e non viceversa !
    E, per citare l’ indimenticabile Poeta @Giovanni Pascoli, che venga un Mondo più giusto, un Mondo in cui si possa dire alla Morte : “Tuo sono, e non Tu sei mia” ! 😦

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    • Si, al servizio di tutti. Sarei felice di pagare una retta universitaria se so che poi troverò lavoro. Sono felice se pago le tasse quando saprò che le stesse saranno devolute anche alla scienza e non sia IO a dover mantenere la ricerca togliendo altri soldi. Sarei felice di fare un viaggio se ci sono regole da rispettare e non andare da qualche parte e trovare che i beni culturali (o quelli ambientali) sono alla mercé della sporcizia.

      Sono calabrese e tutto il mare della Calabria è spettacolare. Non c’è angolo che non abbia il suo fascino ma purtroppo viene rinomato quello di Rimini. Il mare di Rimini, se lo vedi in TV, sembra una discarica a cielo aperto mentre da noi ogni lato di mare è cristallino. Purtroppo viene valorizzato poco e, a parte Tropea, Pizzo e Soverato, il resto rimane abbandonato in molti casi al degrado

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    • Non mi ripeto, la sintesi è sempre la stessa: siamo governati/ammnistrati da ladroni incompetenti ignari (o peggio, disinteressati) del patrimonio umano, culturale, ambientale della nostra nazione.

      Ci sono Paesi in cui il popolo paga volentieri le tasse ed è più che lieto di contribuire alla macchina sociale: gente che sa che ogni centesimo va a migliorare la cosa pubblica: l’Italia, aimhé, non è tra queste, e l’evasione fiscale viene vissuta ancora come legittima difesa.

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    • L’evasione fiscale, DM, certe volte è necessaria. parlo di quella del piccolo commerciante che non fa lo scontrino da 70 centesimi o della mamma che da lezioni private per 20 euro al giorno senza rilasciare ricevuta. E’ necessaria se vuoi sopravvivere…. Vediamo quella dei grossi polli, e allora sì che l’evasione potrebbe risolvere la situazione!

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    • Un mondo più giusto… tu pensa che io ci credevo, da bimba, che fossi nata in un mondo più giusto, dove il governo pensava ai cittadini, gli onorevoli erano onorevoli, persone di grande cultura e spessore, e decisamente con una marcia in più, e i ministri persone competenti capace di amministrare, coerentemente al loro ruolo, questa nostra Repubblica, così duramente conquistata con la resistenza e messa ora in ginocchio dagli incompetenti e sciacalli ancora più che dalla guerra!

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  2. Non proprio, sostieni: “non sappiamo valorizzarlo perché agiamo con l’idea del profitto” magari fosse così: avremmo un’economia floridissima. Purtroppo è tutto trascurato e quasi considerato inutile. Ricordi le parole di Tremonti (ministro dell’economia): “con la cultura non si mangia”?
    Quasi tutti i politici la pensano in questo modo, quantomeno con gli investimenti sui beni culturali non riescono a soddisfare i loro amici.
    In teoria lo Stato, attraverso il mibact e le sue ramificazioni (sovrintendenze) controlla e gestisce il patrimonio artistico-storico-culturale-demoantropologico. Qualsiasi intervento di manutenzione o restauro sugli stessi deve essere verificato ed approvato da un loro funzionario.
    I fondi destinati sono altamente insufficienti, bastano a malapena al pagemento del personale, sono inferiori all’1% del pil a fronte di un introito dal turismo culturale superiore all’8% del pil.
    Altro aspetto importante, mancano parametri di valutazione degli interventi omogenei, sono troppo legati alla persona fisica dell’ispettore, ma ci sono.
    Non ho ancora valutato le nuove riforme apportate da Franceschini, non ho ancora avuto rapporto con personale del ministero (manca il lavoro).

    Mi rendo conto di aver scritto molto e non aver chiarito, mi scuso.
    Buona giornata DM 🙂

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    • Hai ragione, dovevo spiegare meglio. Un profitto personale e non a favore del popolo. Effettivamente se valorizzassimo al meglio il patrimonio ambientale e culturale alla fine saremo il popolo più ricco del mondo. Essendo che gran parte degli interventi spettano allo Stato in concomitanza con le regioni, beh! La questione è semplice: lo Stato non procede perché questa serie di elementi che sottolinei incidono di molto su un intervento diretto.
      Ci sono luoghi nel mondo dove un semplice rudere ne hanno fatto un’attrazione a livello mondiale. Forse la politica dell’amico ha perso di fronte a quella di un’economia comune….

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    • Come immaginavo e ho appena risposto a Pietro. D’altra parte, conosco i miei polli (i nostri governanti intendo) e i principi che ispirano le loro folli decisioni.

      Ieri, durante le operazioni di soccorso del Rigopiano, si sottolineava come i vigili del fuoco non fossero forniti di guanti ed indumenti termici, come le turbine che dovevano liberare le strade dalla neve fossero in numero insufficiente o guaste: maledetti ladri al governo (parlamento e ammnistrazioni varie che siano), tasche piene di soldi e mani che grondano sangue!

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    • Di questa mancanza di organizzazione ne paghiamo le conseguenze noi mentre la responsabilità sarà rimpallata da una parte all’altra. In altre realtà gli interventi sarebbero stati tempestivi: lì dove la neve cade anche a maggio (parlo della siberia, della russia, ecc…) l’organizzazione è adeguata.

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    • Forse per profitto Aida intendeva anche profitto personale, che pare sia il principio che aspira tutte le nostre amministrazioni. Ma, soprattutto, forse è la loro ignoranza a essere talmente oceanica da non capire il valore del nostro patrimonio culturale.

      D’altra parte, che ci aspettiamo da gente che non capisce il valore neanche di quello umano?

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    • Concordo … Resta la delusione per aver sprecato possibilità (economiche) ed opere.
      Non è solamente l’isis che distrugge i nostri riferimenti culturali: lasciarli al degrado, con tempi più lunghi, porta a risultati simili 😡
      Buona domenica 🙂

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