E parlatemi!!!!!

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Mettiamola così, ho voglia di chiacchierare con voi ma non ho nessuno stimolo per un nuovo post, e allora vorrei chiedervi un favore: vi va di commentare qui scrivendo quello che vi pare, qualunque cosa vi passi per la testa di dirmi, ad eccezione di parolacce e improperi?

Eternamente grata,

vostra Dm.

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58 thoughts on “E parlatemi!!!!!

    • Ti facilito un attimo il compito, perché potrebbe diventare gravoso: parlami del romanzo più bello e di quello più brutto (in generale, non solo di questo periodo).
      “I miserabili” è già nella mia libreria, e spero di riuscire a leggerlo quest’anno.

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    • Un libro letto già da adulta, e che finora considero uno dei più belli in assoluto, è “La storia” di Elsa Morante. Probabilmente anche perché parla di una storia che in parte mi appartiene, ambientata nel quartiere in cui sono nata, sullo sfondo delle persecuzioni.

      Mi ricordo che amai molto anche “Vino e pane”, di Ignazio Silone, il cui protagonista, Pietro Spina, fu il mio idolo (credo di averlo letto al liceo).

      Poi ce ne sono tanti che mi sono rimasti impressi, quale per una cosa quale per un altra, “Il mago di Lublino” per la sua particolarità, “Le ceneri di Angela” che squarcia un velo su una miseria terribile, ma anche romanzi più leggeri, come quelli di Helen Van Slyke.

      Di brutto brutto brutto non me ne sovviene nessuno. Mi ricordo che faticai a leggere “La profezia di Celestino”, scritto davvero male, ma è un libro che ha un suo perché, e che tutto sommato rileggerei.

      “I miserabili” è stupendo, ma davvero impegnativo da leggere, e poi Hugo ha il vizietto di certe digressione davvero estenuanti, soprattutto per chi si avvicina al romanzo per la prima volta e tutto sommato avrebbe voglia di andare al sodo. Sono però convinta che a una seconda lettura quelle stesse digressioni rappresentino invece una ricchezza narrativa, permettendo di capire più a fondo i contesti umani e l’ambientazione storica del romanzo.

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    • “Le braci”, di Sandor Marai
      “L’orribile karma della formica”, di David Safier
      “La nonna vuota il sacco” di Irene Dische
      “Ga(y)o” di Paolo Ciufici
      “Viki che voleva andare a scuola” di Fabrizio Gatti
      ‘spetta che il dovere mi chiama, ora torno.

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  1. “O entreter do tempo, nem mesmo o vento frio, pode suplantar a espada do sol.” Mara Romaro do texto Por Agora
    “Il tempo divertente, neanche il vento freddo, può soppiantare la spada sole.” Mara Romaro, – “per ora”

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  2. In questo momento non mi viene in mente nulla di bello anche perché ho il cuore stretto dalla notizia della scomparsa del marito di una mia amica che abita all’Aquila. Sono qui fisicamente ma con il pensiero la seguo. Fra poco riceveremo la visita di un nostro figlioccio trentenne con la madre e penso si fermeranno a cena quindi andrò a preparare qualcosa. Non sono potuti venire a farci visita durante le feste perché entrambi con l’influenza e vengono oggi. Avevamo iniziato un poco di dieta(niente dolci, niente noci, datteri, fichi, panettoni, pandori, torroni) e stasera NON POSSIAMO EVITARE di far fuori tutto quello che avevamo messo da parte aspettando di perdere qualche chilo. A Roma come sai fa un freddo cane, qui al torrino, c’è pioggia e vento anche, insomma non posso lamentarmi anche perché dentro c’è sempre tanta pace. Ciao bella. Ti abbraccio. 😀 😀 😀

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    • Cara Lucia, mi dispiace per la disgrazia occorsa alla tua amica, come è successo?

      Bene gli ospiti, a quest’ora avrete già cenato e digerito, forse saranno persino andati già via, come è andata?

      Freddosì, ce nè tanto, oggi poi è anche piovuto davvero una giornata uggiosa!

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    • Era malato da tempo di Parkinson e durante le feste la situazione è peggiorata. Gli ospiti sono andati via e ci hanno rallegrato la serata. Ciao Diemme. Notte serena.

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    • Brutta cosa il Parkinson… una mia amica ha la mamma con l’Alzhaimer e la suocera col Parkinson, praticamente non vive più, ma io penso sempre che stia peggio chi è malato che chi assiste!

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  3. Oggi sono arrabbiata. Sul lavoro m’hanno lasciata da sola a gestire un’ispezione rognosa… quel giorno tutti spariti
    Settimana prossima la tv viene a riprendere una mia attività.. tutti li con me.
    Sono furiosa.
    Odio la nostra italianitá
    Ci sta bene di essere un paese in crisi. Ce lo meritiamo
    Scusa ma oggi va così

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    • Tutti uguali! Una volta, tanti anni fa, si doveva fare un collaudo che si temeva andasse male: i responsabili ebbero tutti dei contrattempi, a chi morì il gatto, chi rimase incastrato nel traffico, lasciarono a farlo un ragazzino: uno schifo!

      Passato il collaudo, avuta telefonicamente la notizia del successo, tutti i contrattempi si risolsero immediatamente, e riuscirono tutti ad arrivare tempestivamente per festeggiare: blah!

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    • Guarda, per risponderti mi sono dovuta andare a leggere la trama su Wikipedia perché non ricordavo assolutamente nulla, il che non depone certo a favore del libro e sì, confermo che mi ha deluso; la trama è ben sviluppata, c’è una certa tensione, ma il finale prometteva qualcosa di profondamente diverso, e invece è stato il trionfo della banalità.

      Pentita di aver speso il mio tempo a leggerlo, decisamente deludente.

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    • Ciao cara, grazie! Ne terrò conto, siccome ho una lista lunghissimi di lIbri da leggere, questo per ora lo salto. Ti ringrazio e ti auguro un bel fine settimana! Un abbraccio!

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  4. Ho appena finito di sistemare la borsa di lavoro per domattina. Tra le altre cose dovrò accompagnare gli alunni in palestra dove ci sarà l’istruttore di educazione fisica che li farà lavorare. Io dovrò stare lì, ferma e immobile, a vigilare, cosa non so. Un messaggio su whatsapp della responsabile della motoria alcuni giorni fa ci ha avvertito che in palestra, enorme locale staccato dal corpo scuola, non funzionano i riscaldamenti e che la temperatura è gelida, quindi occorre che noi insegnanti, che non corriamo e saltiamo come gli alunni, ci copriamo bene:rischio broncopolmonite. Quindi dovrei sistemare nella borsa della scuola guanti, berretto di lana e sciarpone. Basteranno??? La collega che è andata ieri oggi si è assentata per febbre. Io non ho intenzione di “vigilare” e fare la mummia al gelo. Quindi: fare ginnastica con gli alunni, saltando e correndo per scaldarmi (rischio infarto?) o lasciare gli alunni all’istruttore e stare in aula al caldo a correggere compiti (rischio denuncia per insubordinazione?). Urge consiglio

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  5. Eppure guarda che, se ci si pensa bene, è veramente difficile trovare qualcosa da dire che non sia mera cronaca della nostra etimologia esistenziale, trita e ritrita.
    Non si riesce proprio ad uscire dalla nostra personale banalità e l’unica cosa che potrebbe avere il sapore dell’originalità sarebbe l’inventare nuove parolacce e improperi … ma … vietati essi sono.
    La malasorte ci accompagna. 🙂

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  6. E PARLATEMI ??? 😯
    Mamma mia come sei imperiosa. @Diemme bella …
    Purtuttavia … non ostante la tua richiesta drastica, eccomi a parlarti di qualcosa !
    Cosa ???
    Beh … della MAGGIKA, che è come il cynar … FA’ SEMPRE BENE !!! :mrgreen:
    °°°
    😀

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  7. Ciao! Io e te abbiamo un conto in sospeso…le nostre madri! Ricordi? Mia madre tiene la casa in base a chi potrebbe venire a visitarci ovviamente senza preavviso come è consuetudine dalle mie parti. Lei si alza di mattina e prima di qualsiasi altra cosa inizia ad applicare il protocollo giornaliero di pulizie domestiche ovvero pulire sul pulito iniziando dal rifare i letti. Non si sa mai che l’improvvisato visitatore abbia voglia di ispezionare proprio la camera da letto per verificare se le lenzuola sono precise in prossimità degli angoli. Nonostante io mi sia sbattuta per studiare, non mi sia mai drogata, abbia frequentato persone per bene, non sia rimasta incinta troppo giovane (il fatto che non sia rimasta incinta anche dopo però non va bene lo stesso), che sia una persona indipendente ecc non ha mai contato nulla perché mi rifiuto di applicare quello stupido protocollo, ignoro l’utilizzo del ferro da stiro, non so rammentare nemmeno un calzino, cucino cose strane, sono disordinata e cose così. Tutto questo mio essere diversa da mia madre ha sempre generato scontri che mi hanno portata a vivere da sola dall’età di 19 anni immersa nel peccato perché convivo e non mi voglio sposare e perché non ho nessuna intenzione di riprodurmi! Ecco in sintesi questa è la situazione. Adesso, a distanza, andiamo d’accordo! Laura

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    • E’ un tasto doloroso quello che tocchi. Ora mia madre è malata, e io non vengo meno al mio dovere di figlia e l’assisto per tutto quello che posso, ma il rancore non è venuto meno di una virgola. Anch’io non le ho mai dato un dispiacere, e il problema con lei non è stato neanche il fatto delle faccende domestiche (io stiro pure e rammendo i calzini!), anche il fatto di avermi ostacolata negli studi ufficialmente perché non voleva vedere libri in casa è stato tutto sommato un pretesto. I disaccordi erano con mio padre, vuoi per soldi (io ho sempre guadagnato bene, e lui mi avrebbe tolto fino all’ultimo centesimo, sia per bisogno, sia per mentalità), e lei ha fatto il braccio destro, avendo ben cura di immobilizzarmi mentre lui inferociva affinché non potessi neanche ripararmi con un braccio, e poi soprattutto spiare, spiare, spiare, senza neanche poi essere capace di farlo, perché tanto non capiva un accidente di tutto quello che vedeva, sentiva, leggeva. Il fatto poi che io sia sempre stata uno spirito libero non l’ha mai mandato giù, probabilmente schiattava d’invidia: lei non aveva mai fatto nella vita quello che voleva, perché mai io avrei dovuto? Non importa che quello che io facevo non era niente di malle e in nulla trasgressivo, era una questione di principio: una donna, una femmina, e per di più nella posizione subordinata di figlia, deve obbedire ciecamente, punto e basta, e per obbedire s’intendeva soprattutto studiare – o non studiare – quello che dicevano luro, sposarsi chi dicevano loro quando dicevano loro e soprattutto versare in casa ogni centesimo guadagnato, salvo rielemosinare qualcosa in caso di strettissima necessità.

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    • Hai fatto centro! Con questa storia emozionante hai portato alla luce un aspetto di cui nessuno parla, lo spirito di competizione, l’invidia e il possesso che talvolta affliggono il rapporto tra madre e figlia. Spesso, quello che mal sopportano le madri è proprio l’essere spirito libero delle figlie che viene additato come frivolezza. Io penso che molte madri facciano figli per puro egoismo e sono proprio quelle che fanno di tutto per non lasciarti andare per non lasciarti essere quello che vuoi.
      Secondo me il bello di dare la vita dovrebbe essere quello di dare una possibilità ad una nuova persona di farsi un posto nel mondo, di essere capace di cavarsela da sola e non di essere l’appendice di un’altra, una fotocopia o una rappresentazione delle aspettative altrui. Laura

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    • Io non ricordo bene (sono specializzata nel non ricordare, che ci vuoi fare, è il mio cruccio, ma tutto non si può avere! 😦 ), ma ricordo soprattutto il ricorso a immagini di film anche se poi i film erno spesso tratti da classici della letteratura e quindi sì, effettivamente, ci sono sia gli uni che gli altri!

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    • Idem! I miei colleghi di lavoro ci hanno rinunciato. Pensa che metto a punto io stessa un protocollo, quindi tutta farina del mio sacco, per arrivare ad un numero (solitamente una quantità) e poi, se me lo chiedi la settimana dopo…non me lo ricordo più. Tutto questo perché volto pagina e vado avanti…almeno, me la racconto così 😉

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  8. Eccheccentra ??? 👿
    Che ci azzeccano ( direbbe @Di Pietro ) il @Venditti e la sindachessa con Roma ???
    Loro passeranno … ma Roma no, Lei continuerà anche dopo di loro, in quella sua eternità radiale ed universale, ad esser bella, affascinante … UNICA !!! 😀

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  9. Ciao DM. Da quando ho riaperto il blog e perso il lavoro ho attraversato una serie di fasi altalenanti che mi hanno permesso di crescere e di diventare una persona forte nello spirito e nell’anima. Sono riuscita ad evitare una crisi depressiva grazie ad una serie di accorgimenti che nè un medico, nè uno psicologo possono davvero darti: quello di darsi degli obiettivi. Fino a qualche anno fa, poco dopo che presi la laurea, non avevo nessun futuro, nessun impulso pronto a farmi vivere qualcosa di emozionante. Poi ho iniziato a frequentare i blog, a leggere, curiosare e a darmi dei compiti con cui affrontare il tempo che trascorreva. Ho iniziato attività come lo sport (a casa, va beh, ma almeno risparmio qualcosa), il cucito, la scrittura e sono giunta ad un punto in cui credo di sentirmi più forte. Negli ultimi cinque anni (è il periodo in cui ho smesso di lavorare) ho assistito ad una trasformazione del mio carattere che non credevo fosse possibile. Mi sento più forte, più preparata, più coraggiosa. Inoltre, per non abbattermi, ho intrapreso una strada. E’ un piccolo segreto che coltivo da un pò di tempo ma che mi ha permesso di sentirmi persona e di avere una dignità. Fino ad un anno fa non credevo fosse neanche possibile intentare questo piccolo sogno. Mi vedevo ad un bivio terrorizzata dal fatto che se dovessi trovarmi un giorno da sola, senza nessun supporto, sarei diventata una nullità. Ed invece ho scoperto che con le mie forze e la mia volontà posso farcela. Certo, si tratta di sciocchezze, roba di poco conto, ma mi hanno dato una forza e la consapevolezza che posso farcela, anche da sola, anche senza l’aiuto o il supporto degli altri.

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    • Quando finì il mio matrimonio, trovai conforto proprio dalla ex di mio marito: chi può di lei avrebbe potuto capirmi? Mi disse, quando ero disperata, “Ricordati che la vita è bella” e io le risposi: “Lo dici proprio tu che hai avuto una vita tanto difficile?” e lei, di rimando: “La vita è bella proprio perché è difficile”. Beh, è vero che i ricchi sono spesso degli eterni insoddisfatti, ed è vero che a volte scopriamo le nostre capacità quando siamo costrette a utilizzarle. Per superare la depressione, credo che l’azione sia una delle cure più efficaci.

      La gente ricorre al Prozac, ma la tecnica migliore è “andare ai materassi” (tanto per restare nel film linkato):

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    • Cucinare? Oggi ferie, sgobbo a casa, ho accompagnato mia figlia all’università e al ritorno mi sono fermata direttamente a mangiare alla gastronomia sotto casa: sogliola al forno con patate e pomodoro e un carciofo alla romana come contorno (già che c’ero, ho comprato pure la cena bell’e pronta, così alla fine della giornata avrò avuto il mio quarto d’ora di ferie, tra una sgobbata e l’altra 😐 )

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