L’impazzimento collettivo

L’impazzimento collettivo non e’ il risultato casuale di una sfortunata serie di coincidenze. E’ il prodotto finale di un lunghissimo percorso attentamente pianificato e studiato scrupolosamente: si toglie pian piano lo stimolo a istruirsi, spargendo la falsa sicurezza che nella vita contino più la fortuna e il caso che non il duro lavoro su se stessi; si sostituisce l’educazione con il senso di falsa sicurezza dato dall’arroganza; s’inculcano con i media esempi, prassi, comportamenti vili, invece che ideali. Si scalda il brodo di coltura aumentando le ingiustizie sociali. Si tolgono di mezzo le forme di equita’, si versa sabbia nei meccanismi dell’ascensore sociale, si rinfocola l’idea che le spintarelle siano più efficaci dei diritti. Si cancella il welfare e si fanno aprire ovunque sale da gioco. Si concede a chiunque la possibilita’ di diffondere parole senza aver prima fornito gli strumenti per valutare le proprie parole e i loro effetti. Si prepara la guerra tra poveri per mantenere saldo il controllo sociale.

Non c’e’ nulla di casuale in tutto cio’. C’e’ dietro un disegno ben preciso di societa’, nella quale le condizioni di partenza, individuali e familiari, devono restare inalterate, al meglio, o calare, al peggio. Il classismo che affiora ovunque e’ il risultato finale di un’equazione, non un accidente improvvisato. Non e’ democrazia questa: e’ il suo simulacro svuotato di senso. (di Nicola Borzi, via fb)

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10 thoughts on “L’impazzimento collettivo

  1. Un tempo era la Chiesa a controllare i suoi fedeli. Si serviva dell’ignoranza per vendere indulgenze e punire con le eresie. Successivamente fu la volta di Hitler, che fece leva sul narcisismo di un popolo a discapito di un altro. Infine la politica attuale che, nonostante ci siano fattori anche esterni che hanno inciso negativamente sul nostro sistema, fanno di tutto pur di manovrarci come delle statuine.

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  2. Parole che condivido e mi chiedo : quando vedremo l’ alba di un mondo migliore, un mondo più giusto soprattutto coi più deboli, i più indifesi, i più sfruttati della Terra ! Per vederlo, o almeno scorgerlo, mi feci Cavaliere Errante …. ma erro ancora ( pur non stancandomi di fare e pensare, agire, anche contro i miei singoli interessi, e supportare ) …. ma quell’ alba è lontana ! Ne vidi i bagliori quando si incontrarono Moro e Berlinguer ( i migliori di quella generazione, i Politici lungimiranti ed onesti quali non ne vedemmo più … ) unendo i loro sforzi, ma prevalsero le forze del male e tutto si arrestò … per non riprendersi mai più !

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  3. Pienamente d’accordo con quanto scritto da Borzì e nutro parecchio timore. Penso comunque che questa situazione si sia verificata altre volte nelle società del passato, ma oggi sembra più evidente e più chiara perchè l’informazione è alla portata di tutti. E, come nel passato, arriverà una svolta e sarà cruenta.

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    • Una mia insegnante di storia amava enfatizzare che, in ognuna delle epoche in cui pareva che l’umanità avesse rinunciato a ragionare, valutare ed agire, ci sono pur sempre state delle menti pensanti che alla finehanno salvato l’umanità: io vedo che, in mezzo a tanto obnubilamento, menti pensanti ce ne sono ancora tante, anche se il lavoro che spetta loro temo sia sovrumano.

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    • Non abbassare la guardia, studiare, studiare, pensare, e anche gli insegnanti non devono abbassare la guardia e non rinunciare a invitare gli studenti a pensare, piuttosto che imparare a fare crocette e ad adagiarsi sugli allori per la promozione assicurata.

      Dobbiamo coltivare la curiosità, la flessibilità, il confronto. In questo, secondo me, il flusso immigratorio potrebbe essere un’opportunità di apertura mentale e confronto, tanto per cominciare.

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