I soldi dei figli

Ho assistito a una discussione di una madre che lamentava che il figlio convivente, che lavora, non mette nulla da parte, pur provvedendo alle sue spese – escluse quelle di casa perché nulla dai genitori gli viene chiesto.

Avreste dovuto vedere come si sono scatenate le pie donne intervenute, come al solito, ad elargire i propri saggissimi consigli.

Il consiglio più gettonato è stato: “Caccialo da casa!”: ora, mi dite voi perché una madre dovrebbe cacciare via da casa un bravo figlio, colpevole solo di godersi i soldi che onestamente guadagna, e che comunque non risulta fare debiti?

Al massimo, proprio come insegnamento di vita, gli si può chiedere un contributo per la casa, cosa che mi sembra giusto, poi i genitori possono decidere, se li fa contenti e non perché secondo me ce ne sia bisogno, di metterglieli da parte, che questo può anche essere un segno d’affetto di un genitore premuroso, ma oltre questo è un’invasione del diritto di un figlio maggiorenne di gestire la sua vita e i suoi soldi come gli pare e piace.

Non sono mancati i fautori del “Togligli tutto!” “Non fare più nulla per lui!”, etc. etc (la mamma dei seminatori di zizzania riesce a essere più prolifica della mamma degli idioti).

Ci sono genitori che davvero non mollano mai la presa e non riescono a tagliare il cordone ombelicale, ed è proprio questo che non responsabilizza il figlio. Conosco cicale cui non è mai mancato nulla, e formiche che hanno ottenuto solo di vivere una vita di sacrifici (eccomi!): non credo ci sia un modo giusto o sbagliato di gestire i propri guadagni, se uno non fa debiti, se non va a incidere sulle casse altrui, ognuno – persino nostro figlio! – è padrone di gestirsi la propria vita come vuole, indipendentemente da quello che noi riteniamo giusto o sbagliato.

E voi, cosa ne pensate?

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22 thoughts on “I soldi dei figli

  1. Non ho mai chiesto nulla ai miei figli, nemmeno per accantonare una somma che potesse essere utile in futuro. Ho sempre pensato che fosse un modo per responsabilizzarli e non mi sono pentita. Il più grande si è accollato un mutuo trentennale senza chiedere aiuto a noi genitori. Il più piccolo convive e partecipa alle spese del mutuo acceso dalla sua compagna. Io ho aspettato 40 anni prima di avere una casa mia (a metà), loro sono più giovani e non hanno mai pagato un affitto. Non ho nulla di cui lamentarmi.

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    • E infatti, io penso che per fare sacrifici c’è sempre tempo, quando ci tocca non ce li toglie nessuno, e allora godiamoci la vita finché possiamo! Io, come scritto pure nel post, ho sempre messo qualcosa da parte per un domani che non è mai arrivato, mentre mia sorella che si è sempre goduta la vita, e ha speso e spaso come se non ci fosse un domani, ha condotto una vita praticamente senza sacrifici e privazioni. Oggi, tornando indietro, forse mi regolerei diversamente, e anche se mia figlia non lavora sono contenta di poterle permettere un po’ di tranquillità: quando si dovrà prendere i suoi impegni poi, eventualmente, se li prenderà, e sono sicura che ne sarà in grado, perfettamente responsabile.

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  2. Penso sia giusto lasciargli vivere la propria vita e gestire i propri guadagni come preferisce. Se la famiglia non ha necessità di soldi e arriva tranquillamente a fine mese, che problema c’è? A me non è mai stato chiesto nulla finché ho vissuto in casa, anzi mi hanno sempre detto di tenermeli… certo che io da brava formichina li mettevo da parte… ma erano altri tempi, in cui si riusciva ancora ad accantonare un po’ dello stipendio ogni mese!

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    • Quando un figlio lavoro, farlo contribuire alle spese di casa anche se non c’è bisogno potrebbe essere una questione educativa, che rispetto, ma volere per principio gestire i soldi che si guadagna è una prevaricazione che assolutamente non condivido; i figli sono nostri, cioè nostra responsabilità, giusto quando sono piccoli, ma quando sono adulti noi genitori ci dobbiamo rassegnare: sono ADULTI, e pienamente responsabili della propria vita, che le loro scelte ci piacciano o meno (purché, ovviamente, se ne assumano piena responsabilità).

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    • ci sta il contributo, anche per questione educativa. ma non è un obbligo, ognuno gestisce la questione come desidera, dipende molto dal figlio secondo me

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    • Scusami, mi sono espressa male. Intendevo dire che se il figlio è giudizioso già di suo, che non sperpera, che è già “educato” insomma, ecco in questo caso un genitore può tranquillamente lasciargli godere il suo stipendio senza chiedere un contributo a scopo educativo

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  3. Avete ragione, donne qui convenute !
    E mi fanno ridere ( o piangere ??? ) quelle mamme scemoidi che, mentre non mollano i propri pargoli, fanno le saccenti, le filosofe, le psicologhe d’ accatto … coi figli altrui ! 😦
    Se poi mi riferisco a @Sissi ( che adoro … ) e penso che quelle jene dei miei coglioni potessero influenzare @Diemme … beh allora mi incazzo e darei loro una bella zampata alle loro freg@@, ma per fortuna @Diemme, pur lasciando @Sissi libera di fare ciò che vuole … non si permetterebbe mai e poi mai di buttarla fuori di casa !!!

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  4. Ma questi ragazzi avranno il diritto di mettere da parte i loro soldi per potersi fare una vita e andare a vivere da soli o no?????? Penso che il piacere di averli in casa, fino a quando sia possibile ripaghi di qualsiasi contributo, a meno che non sia necessario perché la famiglia ha problemi allora è un discorso diverso.

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  5. boh … a me fanno innervosire le mamme che ti dicono cosa devi fare con tuo figlio.
    ogni figlio è un unicum, non esiste una ricetta per avere un figlio perfetto.
    mio figlio ha tirato l’università per le lunghe, e due mie amiche mi dicevano: tagliagli i fondi! non pagargli più la retta! mandalo a lavorare! FAI COME HO FATTO IO ! bla bla bla …
    sai come è finita? che ho portato pazienza e mio figlio si è laureato in ingegneria, pur con ritardo, mentre i figli delle amiche “pedagoghe” non hanno combinato nulla.

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    • Ma infatti quelli che predicano generalmente sono quelli che sono più falliti con i figli, oppure che non li hanno proprio. Mi ricordo che lessi una risposta splendida di una tizia all’ex suocera che le dava dei consigli su come allevare i figli: “Grazie signora, ma mi basta vedere come ha allevato il suo per voler fare a meno dei suoi consigli!” 😆

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  6. non chiedo nulla a mia figlia che studia e lavora nei fine settimana. lei non spende nulla ma non importa. sono soldi suoi.mi sembra un diritto. Avrà tempo poi per usare i suoi soldi purtroppo solo per la spesa e l’affitto…

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    • Certo che è un diritto, mica questi figli sono adulti solo per guadagnarseli i soldi! Sarebbe un dovere contribuire alle spese di casa, ma se i genitori decidono diversamente, buon per loro. Come dici tu, avranno tempo per dover stare attenti per far quadrare il bilancio!

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