Archivio | 13 dicembre 2016

L’e-reader e l’agognato ritorno alla lettura

ebookreader

Non voglio farvi stramazzare al suolo con un blog monotematico dedicato unicamente alla Costituzione, e quindi torno un po’ a parlare anche dei temi a noi cari, cioè i fatti nostri  😆

Dovete sapere che io un tempo fui stata una lettrice accanita (rientrò nei vantaggi della singletudine). Con la nascita di mia figlia però dovetti rassegnarmi, non senza lottare, a non poter leggere NULLA, visto che non mi faceva infilare non due parole una dietro l’altra, ma neanche due lettere.

Col tempo la situazione è ancora peggiorata: il carico di lavoro a casa, come sapete, è aumentato (per i neofiti: Attila re degli Unni e tutte le orde dei barbari erano delle assennate donnette di casa rispetto a mia figlia e al di lei padre), fino a diventare praticamente infinito e quindi, dopo una settimana di lavoro e il sabato con mia madre, la domenica la trascorro a pulire, pulire, pulire, rigorosamente senza alcun risultato: ci fosse una volta che mi vado ad asciugare le mani e trovo nel portasciugamani un asciugamano anziché uno zaino o un giaccone, ci fosse una volta che scanso una sedia per sedermi e non ci trovo una montagna di generi alimentari e oggetti sconosciuti, ci fosse una volta che trovo due scarpe uguali una accanto all’altra, etc. etc. etc.

Capite bene che, in questa situazione, il tempo e il modo di sedersi in poltrona, magari un dondolo, per rilassarsi e leggere, sono semplicemente impossibili da trovare, e così mi sono ritrovata col tempo in una situazione di analfabetismo di ritorno e, a parte questo, nessuno svago, nessuna possibilità di un’attività rigenerante e ricreativa quale la lettura può essere.

L’altro dramma della mia vita è il tempo passato sui mezzi pubblici, che qualcuno utilizza pure per leggere, ma io vorrei sapere proprio come fa: di posto a sedere, generalmente, non se ne parla, e quando sei in piedi con una mano ti devi reggere a qualche sostegno e con l’altra tenere stretta la borsa: terza mano per tenere il libro, quarta per sfogliarlo, non pervenute.

A volte, certo, capita di sederti, e in quell’occasione ti accorgi che la luce non è sufficiente, oppure vorresti leggere un libro di quelli mastodontici, e non lo puoi certo tenere in borsetta, o hai finito quello che stavi leggendo e ti sei dimenticata di prenderne un altro.

Ma, con l’e-reader, tutti questi problemi sono stati miracolosamente superati: leggero, la pagina sempre illuminata al punto giusto, non c’è bisogno di una particolare posizione favorevole per leggere. Per tenerlo e sfogliarlo bastano praticamente due dita, e così da sei mesi a questa parte la qualità della vita mi è decisamente migliorata, il viaggio in autobus non è più solo tempo perso e la mia mente ha ricominciato ad essere nutrita. In questi pochi mesi ho letto 14 e-book (oltre a un audiolibro e due libri tradizionali, extra lettore), e posso decidere sul momento, a seconda dello stato d’animo, e quindi sintonizzarmi sulla lettura che gradisco al momento, leggera o impegnata, romantica, avventurosa, saggistica, umoristica, classico, mattone storico, etc. etc. etc.

Lo so, 14 non sono moltissimi, una media di poco più di due al mese, ma considerate che parliamo pur sempre di viaggi in autobus, e sugli autobus romani nelle ore di punta, io quindi direi che sfioro il miracolo, e mi accontento.  🙂

PS: messaggio per Aquila: sto leggendo “I miserabili“, davvero splendido!