Legge elettorale e violazione dell’art. 3

scheda-candidato-sesso-diverso-nn

Stavo scrivendolo come update dell’art. precedente (anzi, l’ho scritto e ce lo lascio), ma lì rischia di non essere letto da chi ha già letto il post, e invece è un concetto a cui tengo:

mi è venuta in mente una cosa, che secondo me c’entra con l’art. 3 che viene evidentemente violato, e che a me non va giù: avete presente che alle ultime votazioni – ormai penultime… -, potevamo esprimere due preferenze, purché le due persone indicate fossero di sesso diverso? Ma qui non viene sancito che siamo uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso? E invece, per le elezioni, la distinzione di sesso la fanno, e se io ritenessi rappresentanti validi e volessi nominare due donne o due uomini non potrei, dovrei votare il candidato che stimo e metterci accanto magari una capra del sesso opposto: questo non solo discrimina, ma viola il mio diritto di voto e di scegliere liberamente la mia rappresentanza, nonché quello del candidato di essere eletto a prescindere dal sesso di appartenenza! E’ un abominio, l’ho sempre detto e ancora non mi sono tolta bene il sassolino dalla scarpa, perché dopo la legge Cirinnà, due persone dello stesso sesso possono addirittura sposarsi, ma non essere indicate contemporaneamente su una scheda: ma non vi sembra un assurdo? E se uno dei due candidati è trans, o ermafrodito, come la mettiamo? Donne e omosessuali hanno lottato per l’uguaglianza, chi va a votare e chi viene votato deve essere considerato unicamente un cittadino, senza distinzione di sesso!

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7 thoughts on “Legge elettorale e violazione dell’art. 3

    • Decisamente Pj, poche cose sono più odiose delle quote rosa, tipo quote disabili: sono quanto di più sprezzante e umiliante nei confronti della donna. Io non vorrei mai avere un punto in più, nell’essere scelta per un qualsiasi ruolo politico/istituzionale, per il fatto di essere donna. Al massimo potrei ammetterlo per un qualsiasi ministero/assessorato od altro di tutela alla maternità, ma perché sono madre, non perché sono donna!

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  1. Quote rosa ??? 😯
    Fuori da le palle !
    Poichè in una Democrazia, sono i meriti dei cittadini eletti, e non l’ essere loro femmine e/o maschi, liberi di muoversi e/o handicappati, e/o @peppigrilli ( e cioè in uno status ancora più handicappato ) che devono emergere, le loro specifiche qualità, le loro peculiari attitudini a dare il meglio !
    In conseguenza a ciò, continuo a urlare “@Diemme … for PRESIDENT” ! 😀

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  2. Le tue osservazioni, cara Diemme, non fanno una piega, l’incoerenza è lampante!
    Evidentemente con la Cirinnà si erano prefissati un preciso obiettivo, forse non considerando nemmeno altre implicazioni, tu ne hai segnalata una, ma ce ne saranno sicuramente altre.
    Però io vorrei spezzare una lancia a favore del pur discutibile meccanismo, in quanto in tante piccole realtà ha “snidato”, non dando più alibi nel chiamarsi sempre fuori, tante donne che han sempre considerato l’impegno amministrativo come prerogativa maschile.
    Credo che, rispetto a prima, un passo in avanti sia così stato fatto, almeno a me pare…
    Ciao e buona settimana!

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    • Caro Sergio, diciamo che io non vorrei essere rappresentata da una donna che ritiene che l’impegno amministrativo sia prerogativa dell’uomo… non vorrei che pensasse che quello della donna sia di stare a casa a fare la calzetta! Se una donna ha bisogno di alibi per non fare… beh, che non faccia e lasci spazio a chi ha intenzioni più costruttive!

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  3. Cara Diemme, difficile darti torto, però tu non consideri una situazione, che non fa certo parte del mondo nel quale vivi e ti relazioni, che non ha ancora perso schemi che si riterrebbero superati.
    Ma te lo spiego in maniera diversa, citandoti un dato oggettivo: le donne che accettano di candidarsi e vengono messe in lista, nonostante il discusso criterio della preferenza di sesso diverso (che, in una lista con prevalenza maschile, teoricamente le dovrebbe avvantaggiare), finiscono sempre agli ultimi posti, quindi poche vengono elette.
    A questo aggiungo che, nonostante il previsto criterio della rappresentanza minima per entrambi i sessi (ovviamente per favorire la presenza femminile), in sempre più frequenti casi si constata che, giustificando che nessuna donna si è resa disponibile, si vedono tutt’ora giunte quasi totalmente al maschile. Per esperienza personale, dovendo effettuare la surroga di una componente femminile, mi ci sono volute convocazioni e consultazioni molto più lunghe di quelle sommate di Mattarella e Gentiloni per la crisi di governo. Conclusione, le donne ci sarebbero, c’è ancora una diffusa mentalità che continua ad assegnare il ruolo politico al mondo maschile, a porsi come ostacolo e questa mentalità, sia chiaro, è sopratutto nella sfera femminile!

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    • Mi confermi quello che penso… libertà, parità, sono tutte cose che devono nascere prima di tutto dentro di noi (comunque se ti serve io mi candido, conosco pure la Costituzione! 😉 ).

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