Archivio | 9 dicembre 2016

Art. 3 – La pari dignità

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ART. 3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Oggi sembra ovvio, ma non dimenticate che l’Italia usciva dalle leggi razziali…

E secondo voi poi, è rispettato quello che c’è scritto? In teoria sì, ed è già molto, ma in quest’epoca di forte immigrazione, non vi pare ci siano dei rigurgiti razziali e delle derive xenofobe?

E secondo voi la Repubblica li rimuove gli ostacoli? Secondo me no: per esempio, chi non si può permettere di studiare spesso e volentieri, per valente che sia, deve rinunciare, chi non trova lavoro non viene aiutato dallo Stato a trovarlo, al massimo può far ricorso agli ammortizzatori sociali, quei pochi che sono rimasti, e così via. E i senzatetto? Più in là ci arriveremo, ma ricordo bene un articolo della Costituzione che sancisce il diritto alla casa: dov’è? Non parliamo poi delle barriere architettoniche che impediscono ai disabili gran parte di quello che ai normodotati è concesso (senza contare l’inciviltà della gente, che costituisce un’altra barriera…).

Ecco, su questo articolo mi farebbe proprio piacere la vostra opinione!

Update: mi è venuta in mente una cosa, che secondo me c’entra con questo articolo che viene evidentemente violato, e che a me non va giù: avete presente che alle ultime votazioni – ormai penultime… -, potevamo esprimere due preferenze, purché le due persone indicate fossero di sesso diverso? Ma qui non viene sancito che siamo uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso? E invece, per le elezioni, la distinzione di sesso la fanno, se io ritenessi rappresentanti validi e volessi nominare due donne o due uomini non potrei, dovrei votare il candidato che stimo e metterci accanto magari una capra del sesso opposto: questo non solo discrimina, ma viola il mio diritto di voto e di scegliere liberamente la mia rappresentanza, nonché quello del candidato di essere eletto a prescindere dal sesso di appartenenza! E’ un abominio, l’ho sempre detto e ancora non mi sono tolta bene il sassolino dalla scarpa, perché dopo la legge Cirinnà, due persone dello stesso sesso possono addirittura sposarsi, ma non essere indicate contemporaneamente su una scheda: ma non vi sembra un assurdo? E se uno dei due candidati è trans, o ermafrodito, come la mettiamo? Donne e omosessuali hanno lottato per l’uguaglianza, chi va a votare e chi viene votato deve essere considerato unicamente un cittadino, senza distinzione di sesso!