Di sana e robusta Costituzione

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Cari amici,

scongiurato il pericolo di un ritorno al fascismo (cfr. Wikipedia, Costituzione della Repubblica Italiana: con l’avvento del fascismo lo Stato fu deviato verso un regime autoritario dove le forme di libertà pubblica fin qui garantite vennero stravolte: le opposizioni vennero bloccate o eliminate, la Camera dei deputati fu abolita e sostituita dalla «Camera dei fasci e delle corporazioni», il diritto di voto fu cancellato”), ma rimasti in una fase di stallo, in uno Stato in balìa di incompetenza e corruzione che non sta portando nulla di buono, è ora di metterci a tavolino e pensare a una reale applicazione della salvata Costituzione, a partire da una conoscenza della stessa, senza la quale parlare di riforma non ha – come non ha avuto – alcun senso.

Ho pensato così, come avevo fatto una maratona della mia interpretazione dei Dieci Comandamenti (li ricordate? Fu un bel periodo!), così di farla di tutti gli articoli della Costituzione, che credo nessuno o quasi di noi abbia studiato a scuola, nonostante l’obbligo di acquistare il libro di Educazione Civica, che probabilmente staziona ancora intonso nelle librerie di molti di noi.

Ecco, io credo che una delle prime riforme da fare sia proprio quella di introdurre l’obbligo dello studio della Costituzione, uno non può definirsi cittadino italiano se non conosce i principi fondamentali che ispirano questa nostra Repubblica, quelli che ci dovrebbero orientare e essere punto di riferimento per tutte le leggi ordinarie successive. Meglio, se proprio si deve scegliere e tutto non si può fare, sapere un po’ meno dei Sumeri e un po’ più di quello che è significato, per l’Italia, la perdita e la faticosa e umanamento costosa riconquista della libertà.

Da nipote di nonno partigiano e di altro nonno morto nei cambi di sterminio, lieta di aver contribuito, almeno con il mio NO, alla difesa della Costituzione, vi presenterò nei giorni prossimi tutti gli articoli, uno per volta ovviamente, sperando che ne nasca una discussione costruttiva, o perlomeno una conoscenza di base, spero anche un “appassionamento” a questa nostra bandiera della libertà.

Prossimamente su questi schermi  ❤

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14 thoughts on “Di sana e robusta Costituzione

  1. “[…] è ora di metterci a tavolino e pensare a una reale applicazione della salvata Costituzione, a partire da una conoscenza della stessa […] Ecco, io credo che una delle prime riforme da fare sia proprio quella di introdurre l’obbligo dello studio della Costituzione, uno non può definirsi cittadino italiano se non conosce i principi fondamentali che ispirano questa nostra Repubblica”
    Completamente d’accordo con te, abbiamo una Costituzione bellissima [come qualcuno declamò anni fa] che non conosciamo e che puntualmente tradiamo. Basterebbe tornare a usarla per quello che è: la Bibbia della nostra cultura, società, essere civile.

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  2. Ciao cara Diemme, col sospiro di sollievo tirato nell’apprendere l’esito della consultazione referendaria, nonostante i minacciati effetti catastrofici dai vari soloni dell’economia schierati a favore di riforme che sarebbero state sicuramente peggiorative e la fine degli ossessivi ed assillanti presenzialismi televisivi del contaballe fiorentino, constato che ho pure risparmiato nella ristampa degli opuscoli con la costituzione da consegnare ai neo diciottenni ed ai neo cittadini.
    Sebbene per tanti che hanno votato no non si sia trattato proprio di difendere la costituzione, ma di mandare un messaggio forte e chiaro rispetto a politiche molto sentite e chiaramente valutate contrarie ai cittadini italiani (immigrazione e sicurezza su tutte), credo che un’azione divulgativa, che consenta di conoscere meglio quel che abbiamo difeso dallo stravolgimento, possa essere più che meritoria, tanto più che sarà senza i ricchi cachet alla Benigni, affabulatore bravo, dimostratosi poi al lato pratico piuttosto ipocrita, o forse opportunista.

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    • Va beh, i ricchi cachet alla Benigni magari no, ma una qualche retribuzione per il lavoro che vado a fare lo sai che non mi dispiacerebbe? Lo farò lo stesso, con passione e con la massima accuratezza (acribìa… 😉 ), però non mi dispiacerebbe guadagnarmi da vivere con un lavoro che m’appassiona e non con uno che, come ora, semplicemente mi dà da vivere!

      Va beh, consoliamoci col fatto che la cultura premia se stessa ❤

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  3. Intanto godiamoci questa giornata 🙂
    e poi penseremo…cioè, voglio dire…sai che si è messo in testa il mio preside? vuole che ogni insegnante della scuola si carichi un articolo della Costituzione e lo interpreti al collegio dei docenti come crede! e a organizzare il tutto dovrei essere io!!!il mondo è pazzo, sempre di più 😦

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  4. Difficile cambiare, quando chi sta in alto a tirare i fili pensa solo di variare qualcosa che è stata fatta funzionare benissimo prima di lui. Il problema non è tanto quello che vorrebbe cambiare ora (e che, dati i risultati, non potrà più progettare di fare), ma quanto ha combinato nel frattempo.
    Un sorriso per una serena giornata.
    ^___^

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    • Io quanto ha combinato nel frattempo non sono in grado di valutarlo, ci sono varie correnti di pensiero e per me la possibilità di verificare è piuttosto limitata, certo è che questa riforma era una porcata, e proprio le ragioni del sì, quelle non di pancia intendo, non riesco proprio a capirle!

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