Archivio | 2 novembre 2016

Gruppo di famiglia in un interno

stewe-griffin

Mia figlia, arrabbiata: “Io quella l’ammazzo!”

Io, davanti al pc, con tono neutro: “Ti aiuto a nascondere il cadavere”.

Lei, urlando, ma già divertita: “Perché nasconderlo, io voglio esporlo!”.

Io, mentre clicco qualche like su fb, con tono di annoiata compiacenza: “Ok, mettiamo la testa su una picca”.

Ma secondo voi, siamo una famiglia normale???

 

L’acèdia ed altre parole desuete

parole_desuete

Ogni tanto si parla di parole nuove, anzi vecchie, desuete, che usiamo poco e non abbiamo proprio usato mai.

Ho trovato un sito simpatico (per me) e me lo sono messa a spulciare: divertente scoprire termini nuovi, o rispolverare i vecchi. Io, fermandomi giusto ai primi, vi propongo questi e, come si usa alle elementare, voglio pure cimentarmi a comporre una frase con questi termini: raccogliete il guanto di sfida e le componete anche voi?

Acèdia: sostan., mancanza di vitalità spirituale, di energia psicofisica spinta all’azione, indifferenza mista a malinconia, stato torpidamente depressivo che impedisce alla volontà di operare.

Ecco, decisamente è il mio stato d’animo attuale. Non sapevo che esistesse un termine cosi esatto per descriverlo e invece sì, amici miei, soffro d’acedia. Io mi lamentavo sempre di mancanza d’entusiasmo, e invece non c’è bisogno di negare il contrario per esprimere il mio stato d’animo, il vocabolo c’è, e si chiama “acedia“.

Acrimònia: sostan., l’essere acre specie in senso figurato, asprezza, astio, ostile disposizione di animo.

Questo vocabolo lo conoscevo, e direi di poter definire decisamente acrimonia quello che provo nei confronti della pdf: profonda, irrefrenabile e irreversibile acrimonia (che siccome abbiamo stabilito che parlo sempre delle stesse quattro cose, oggi era decisamente il turno della pdf  😆 )

Adonestare: verbo trans. Dare apparenza di onestà e di giustizia a qualcosa che non lo è completamente.

Questo vocabolo invece proprio non lo conoscevano, ma è facile capire che è l’attività principale dei nostri politici: l’impressione è che tutto il loro operato è continuamente sottoposto ad adonestamento!

Afròre : sostan. m., Odore grave e forte, caratteristico dell’uva in fermentazione e del carbone che si accende. Anche per indicare acre odore di sudore.

Beh, per chi abita a Roma e viaggia sui mezzi pubblici, l’afrore è pane quotidiano, è quello che sostituisce l’odore dei pini dei luoghi di vacanze dell’estate!

Albagia: sostan. f., alterigia derivante da eccessiva opinione di se stessi: pieno d’albagia. Boria, pomposa vanità.

Albagìa, più che termine dotto, dovrebbe essere antico, visto che mia madre lo usa spessissimo, da quando ho memoria. Io preferisco il termine arroganza, così posso dire che va a braccetto con l’ignoranza giocando con la rima, che invece non saprei fare con albagìa, e neanche con boria o prosopopea. Che poi, pensate un po’, la prosopopea è anche una figura retorica, che vuol dire tutt’altro: per caso qualcuno sa se c’è qualche nesso? Sarei proprio curiosa di saperlo!

E voi, avete qualche parola strana/dotta/desueta da proporre?

Fonte: http://www.lastradaweb.it/article.php3?id_article=369