Archivio | 17 ottobre 2016

Alla facciaccia tua!

spumante-stappato

Oggi, leggendo sul blog di Memole un post, su cui sono ampiamente intervenuta, mi sono ritrovata a riflettere sull’espressione da lei contestata, che oltretutto pensavo tipicamente romanesca, e alla sua variante “Alla facciaccia sua/tua/di tizio” di cui al titolo.

Al contrario dell’amica e collega blogger, io quell’espressione la amo moltissimo: è un’espressione ruspante, ottimista, verace, piena di vitalità e voglia di guardare avanti. “Me ne infischio dei nemici e vado avanti, la vita mi sorride e io la celebro!”, questo è secondo me il senso di quest’espressione goliardica e gaudente.

La amo perché non è un augurare il male ad altri, non è un godere delle altrui disgrazie, quanto un godere del nostro bene, un festeggiare la fortuna e la lietezza della nostra vita che, nonostante tutto e tutti, va avanti e ci riserva occasioni di gioia.

Che noi, magno cum gaudio, celebriamo “Alla facciaccia de chi ce vo’ male!”.