Come parlare?

***

Mi sono imbattuta stamattina in questo spot pubblicitario della Treccani, delizioso a mia avviso e anche piuttosto realistico: per esempio, voi considerate che io svolgo gran parte del mio lavoro al telefono, dove mi capita di essere all’inizio, per il mio interlocutore, “signorina”, dopo qualche parola “signora”, e infine decisamente “dottoressa” (ergo lo spot, tale e quale).

Questo mi riporta alla mente una discussione che faccio spesso coi miei familiari, e ogni tanto pure con qualcun altro: è vero che quando uno parla deve cercare di farsi capire, ma non è neanche secondo me ipotizzabile che uno debba impoverire il proprio linguaggio per essere certo di essere capito! Insomma, magari in una circostanza specifica si può pure fare, ma a regime, per esempio in un discorso pubblico, o quando scrivo i manuali, o questo blog, ma perché mai mi dovrei porre il problema che un certo vocabolo potrebbe non essere noto? Non può essere considerata dagli altri semplicemente un’occasione per impararlo? Esistono i dizionari per questo!

Insomma, io mi sono seccata di essere rampognata (questa l’ho detta apposta 😉 ) per come parlo, che poi voi mi leggete, non mi sembra proprio di usare vocaboli astrusi, un lessico dantesco, etc. etc. etc.: voi che ne pensate? Dovremmo appiattire il linguaggio per cercare di raggiungere un pubblico più vasto (e sfaticato), oppure cercare di esprimerci con la maggiore proprietà linguistica possibile, e chi non capisce si documenti, così la volta successiva non avrà questo problema?

Continuo a pensare che imbattersi in un termine che non si conosce sia un’ottima occasione per impararlo, voi come la vedete?

Annunci

38 thoughts on “Come parlare?

  1. Sono d’accordo, non amo un linguaggio particolarmente ricercato, ma non vedo perché si debba usare un linguaggio impoverito, come dici tu, se qualche vocabolo è sconosciuto è un buon motivo per impararlo! 🙂

    Mi piace

    • Senza contare che i vocaboli non esistono per caso, magari indicano qualcosa che generalmente non sappiamo come indicare, una sfumatura che non sappiamo come esprimere, non sappiamo proprio che esista un vocabolo specifico che significa proprio quello che intendiamo.

      Poi, ogni tanto va di moda un vacabolo, è stata la volta di basìto e ora di ossimoro, spesso usati anche a sproposito. Io rimango innamorata del termine “incignare”, che significa usare per la prima volta, e che scoprii per caso.

      Mi piace

    • sai che non lo conoscevo….bene un termine nuovo, comunque “incignare” così senza saperlo, avrei detto avesse un significato completamente diverso 😛

      Mi piace

  2. Sono d’accordo con te e trovo lo spot molto bello.
    Quando sto in cattedra, se dovessi parlare al solo scopo di farmi capire, dovrei mettermi al livello dei ragazzi, che conoscono e usano al massimo 400 parole (comprese congiunzioni, preposizioni, semplici e articolate…), più tutta una serie di neologismi che io stessa faccio fatica a capire. Io parlo come se parlassi a un pubblico adulto e ciò non significa che io non sia chiara nelle spiegazioni, naturalmente, mi riferisco perlopiù al lessico ma sto attenta anche alla sintassi, usando i congiuntivi come vanno usati (non dico, ad esempio, “Se sapevo che pioveva, prendevo l’ombrello” 😦 ), a costo di sembrare “fuori moda”. Insomma, visto che ho dei dubbi sulla capacità espressiva di certi genitori, senza contare la mancanza di dialogo fra loro e i figli, ritengo che almeno la scuola abbia l’obbligo di insegnare la lingua nel modo più ortodosso possibile. Poi, è anche vero che se uso un vocabolo che non conoscono, difficilmente ne chiedono il significato. Io addirittura cambio tono della voce quando pronuncio una parola difficile (secondo i loro parametri, non in assoluto), per attirare l’attenzione ma, nella maggior parte dei casi, i ragazzi sono propensi a tenersi il dubbio. Allora io stessa chiedo: “Ma avete capito il significato?”. Pochi ammettono di non sapere.

    Quando scriviamo sul web, non ci sono scuse per non attenersi alle regole della lingua. Non c’è fretta che tenga: la lingua è una sola e quella va usata nel modo più corretto possibile e con una certa varietà lessicale che non deve essere concepita come sfoggio di cultura, cosa che spesso purtroppo accade.

    Mi piace

    • Sai che data la povertà lessicale e sintattica dell’ambiente che generalmente si frequenta (e parlo anche del linguaggio usato in tv!), io stessa a volte inciampo nei congiuntivi, non mi vengono più “a orecchio”, ci devo pensare, e pure dopo che ci ho pensato suonano talmente strani che quasi quasi m’imbarazza usarli. Ho notato che anche mia figlia non li usa più (brillante studentessa universitaria, e proveniente dal classico!), laddove all’asilo non ne sbagliava uno. La varietà linguistica, la ricchezza dei termini che la nostra lingua ci mette a disposizione, sono una risorsa talmente preziosa che è davvero un peccato lasciarla esaurire così, ma tant’è.

      Sul chiedere il significato di un vocabolo che non si capisce, mi rendo conto che qualcuno possa sentirsi in imbarazzo, ma i ragazzi generalmente neanche quando leggono o studiano, se s’imbattono in un vocabolo che non conoscono, ne vanno a cercare il significato.

      Io quando leggo i libri uso come segnalibro una matita, e quando incontro un termine sconosciuto scrivo sulla prima pagina (quella bianca), vocabolo e pagina del libro, così quando torno a casa posso cercare il termine e rileggere il periodo alla luce della nuova conoscenza. Oggi poi con gli e-reader, con il dizionario incorporato, è ancora tutto più semplice, a volte manca davvero solo la volontà.

      Liked by 1 persona

  3. Perfettamente d’accordo Diemme! La lingua è uno strumento favoloso, ricco di potenzialità: perché utilizzarlo solo in maniera limitata? Dovremo tutti imparare a farne un uso completo ,un uso che sfrutti le enormi risorse che la lingua ci mette a disposizione, sia in termini di semantica che di sintassi.

    Mi piace

    • Esattamente. Ogni tanto esce un’iniziativa del tipo “adotta un vocabolo”, ma poi vedo che il tutto cade e l’uso della lingua rimane tale e quale.

      Mi piace

    • Morirebbe, ma comunque già così non è che goda di ottima salute… tra un utilizzo minimo dei vocaboli della nostra lingua e l’uso sempre più massiccio di termini stranieri, spesso maccheronicamente italianizzati, pare che non si trovi più una lingua italiana piacevole da ascoltare, né in strada né nei film e neanche nei telegiornali; si va avanti a frasi fatte e a cliché (chiedo venia, stereotipi!), dove il personale è sempre altamente qualificato, l’ipotesi sempre inquietante e il condizionale d’obbligo. Non parliamo neanche dei vari “senza se e senza ma” e di ciò che è “efficiente ed efficace”, di cui sono certa di avere già parlato visto che li ho proprio sul gozzo!

      E poi, avete provato a leggere gli annunci di lavoro? Tutte figure professionali indicate in inglese, che non si riesce mai a capire cosa accidente vogliano!

      PS: m tu ce l’hai un vocabolo italiano ricercato o desueto che ami particolarmente?

      Liked by 1 persona

    • Ti dirò, quando scrivo mi piace leggere i sinonimi delle parole che uso, e così facendo scopro tante parole ricercate e desuete che non immaginavo… non ho un vocabolo in particolare, ma mi piace il linguaggio delle poesie più antiche 😉

      Mi piace

  4. Concordo pienamente con te, leggere un buon testo, con vocaboli ricercati, favorisce un ampliamento delle conoscenze personali. E’ vero che in certe circostanze tendiamo a modificare il nostro linguaggio, arricchendolo o semplificandolo, per adattarlo al nostro interlocutore, ma appiattirlo mai.
    Mi infastidiscono i termini troppo specifici se usati troppo e fuori dal contesto, termini medici o scientifici in un racconto, ad esempio, perchè rendono la lettura pesante e distraggono.. Ma anche in questo caso potrebbero diventare occasione di apprendimento.

    Mi piace

    • riferendomi al discorso che fai con Silvia
      dove hai appreso “incignare”? E’ un antico verbo siculo, almeno da noi si usa nel dialetto parlato, la c nella pronuncia è quasi una g.

      Mi piace

    • In realtà non l’ho appreso da chissà quale fonte strana, nel senso che era non ricordo se un libro di grammatica, ma mi pare più di antologia che, in calce a qualche sezione, presentava un qualche vocabolo, o locuzione, o figura retorica. La cosa particolare è perché memorizzai proprio quello che per me fu una scoperta.

      Io ho una madre che parla per proverbi e frasi fatte, cosa che ho sempre detestato, mentre ora mi rendo conto che mi ha trasmesso un patrimonio culturale particolare e prezioso. Una delle espressioni che usava spesso è “Non se l’era ancora ingegnato“, “Ancora se lo deve ingegnare“. Il significato delle sue parole si evinceva facilmente dal contesto, ma non mi spiegavo l’origine di quella parola, “ingegnarsi”, che in italiano vuol dire tutt’altro. Poi, quel giorno, su quel libro d’italiano, la folgorazione, la descrizione del verbo “incignare”, che significava esattamente quello che intendeva mia madre, e di cui evidentemente “ingegnare” era una storpiatura dialettale (come tu mi confermi). Tu mi dici che è un antico verbo siculo, un mio amico pugliese mi ha fatto la stessa domanda, raccontandomi che lo aveva sempre ritenuto una voce dialettale pugliese (o forse sarda, non ricordo più, la moglie è sarda e in questo momento mi sfugge la collocazione precisa), e quindi era stata una scoperta constatare che si trattava invece di una parola italianissima: buffo il mondo, eh? 😉

      Mi piace

  5. C’è un film con Stallone, non ricordo il titolo, in cui lui interpreta un boss mafioso ignorante, che ogni giorni si sforza di imparare una parola nuova ed utilizzarla nel giusto contesto. E’ un ottimo modo per imparare una lingua!
    Io invece mi impegno ad imparare un nome al giorno, nella nuova classe della prima media di mia figlia. Ma è un’impresa titanica… meglio il vocabolario 😀

    Mi piace

    • Hai detto bene, “ogni giorno si sforza”: qui mi pare che la voglia di sforzarsi sia quella che manca! Che poi, nello storpiare termini stranieri e altre manipolazioni del linguaggio mi pare ci sia una sorta di arroganza, un “parlo come mi pare”, salvo poi andare in psicanalisi perché nessuno li capisce… 😉

      Mi piace

  6. Al 1000% in accordo con te…. pensa che un sacco di volte mi è capitato di incrociare persone che quasi si sentivano in colpa a correggermi dei testi o in imbarazzo a farmi notare qualche errore.. e ogni volta che io magari ringraziavo loro rimanevano praticamente sbalorditi… io l’ho sempre vista come una grande opportunità di colmare le mie lacune… ma evidentemente non è così per tutti…

    Mi piace

    • Non devono necessariamente essere desueti… è sufficiente siano appropriati! Certo, se continuiamo con l’odierno andazzo i termini più appropriati diventeranno facilmente desueti… sarà tutto bello o brutto, buono o cattivo, non ci sarà più nulla di stupefacente, mozzafiato, grazioso, gradevole incantevole, mirabile, pregevole, entusiasmante, adeguato, sgradevole, orrido, squallido, vile, perfido, amabile, affabile, gentile, delicato, cortese, amorevole, benevolo, comprensivo, disponibile, tollerante, altruista, malvagio, malevolo, prepotente, aggressivo, orrido, antiestetico, ripugnante…

      Liked by 1 persona

  7. Come la vediamo noi ??? Ma esattamente come te mia bella @Diemme, e a riprova di questo mio convenire sul tuo pensiero, ti ricordo che ci fu un tempo in cui aprimmo una “sezione speciale dell’ Accademia della Crusca”, in cui si abbeverarono non pochi tuoi lettori ed anche estranei di passaggio, assegnando noi, ad ogni singola parola scritta, il suo giusto e naturale etimo, nonchè le più svariate interpretazioni rispettando sempre la loro radice etimologica ! 😀

    Mi piace

  8. Mia cara, intanto saluto tutti i nostri amici ed amiche …. e prometto che, a partire da oggi, sarò meno battagliero e polemico !!!
    Come mai ?!?
    Beh … sono stato colpito da un improvviso scoppio di felicità, alla notizia che l’ Ingegnere @Aquilanonvedente, non ha più metastasi ( tacci loro … ) che ne minino la salute !!! 🙂
    Un bacione speciale a @Sissi che, con affetto paterno ( ma senza nulla togliere al papà Sig. @Attila ), stringo a me e grido : AD MAJORA !!! 😀

    Liked by 1 persona

    • Approfitto del blog di Diemme . Oh, meno male che sei tornato qui a salutarci. Il giorno 6 volevo farti gli auguri di buon onomastico e non sapevo dove…..e allora te li ho fatti da me sperando che tu li leggessi.
      Sì, bella notizia quella di Aquila. Anche in questo mondo virtuale si gode e si soffre per gli amici. 🙂

      Mi piace

  9. Oggi si usano temini abbastanza poveri o che addirittura sostituiscono altri termini che magari anche solo con un suono dovrebbero significare qualcosa. basta sentire alcuni termini usati dai ragazzi..onestamente non condivido questa povertà sul linguaggio.
    Peccato, imparare è sempre un arricchimento.

    Mi piace

    • Non è carino piombare in un blog sconosciuto solo per chiedere di venire a visitare il proprio, senza neanche fare la parte di un minimo di intervento su qualcosa. Non mi stupisco di avere trovato il tuo commento nello spam, evidentemente altri sono andati per le spicce più di me.

      Mi piace

  10. Io sono del parere che quando si parla bisogna cercare di essere compresi da tutti.
    Diverso è quando si scrive: allora lì c’è la possibilità per il lettore di apprezzare la proprietà del linguaggio e imparare anche qualche parola nuova.

    Mi piace

    • Quando si parla il significato di un vacabolo che non si conosce si evince facilmente dal contensto, o comunque difficilmente è fondamentale alla comprensione del discorso nel suo insieme, e poi si può sempre chiederne il significato all’interlocutore, rispetto alla lettura in cui comunque devi fare la fatica di prendere il dizionario.

      Diversamente è quando i vocaboli che non conosci sono l’80% del discorso, ma lì allora o c’è un problema in chi parla o c’è in chi ascolta.

      Mi piace

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...