Tiziana e gli indignati postumi

tiziana-31enne-suicida

Non pensavo fosse stato possibile, ma abbiamo finalmente trovato qualcosa che sopporto ancora meno del politicamente corretto: l’indignazione della rete (fenomeno su cui, tra l’altro, stanno facendo – giustamente – sarcasmo a iosa, tipo “gira la ruota e scopri per che cosa ti devi indignare oggi”).

Fermo restando che io so di questa donna solo adesso, che non ho visto il video, non ho ascoltato le sue parole né letto la loro trascrizione, un’idea comunque me la sono fatta: si fa filmare non dal suo fidanzato in un rapporto tete-a-tete perché, per quanto io possa essere contraria, ci può stare tra i segreti del talamo anche il filmarsi, stragiurando che la cosa rimarrà confinata a loro due, che porteranno il segreto nella tomba, ma da altri, con altri, si fa filmare mentre fa sesso con più uomini, mentre dice cose orribili di se stessa e il filmino lo invia ad almeno cinque persone.

Ora, mi dico, può una persona fare una cosa del genere e cadere dal pero quando scopre che è stata diffusa?

Con buona pace di tutti quelli che mi attaccheranno per questa mia affermazione, io sono del partito di quelli che affermano che se l’è andata cercando.

Non sto sostenendo che chi ha messo il video in rete abbia fatto bene, ha comunque violato la privacy della donna, l’ha esposta al pubblico ludibrio e merita di pagare per il suo gesto. Non sto sostenendo che si abbia avuto il diritto di deriderla, ma che di scemi e morbosi è pieno il mondo suppongo si sappia.

Non sto sostenendo che meritasse di morire per il suo gesto, ma infatti nessuno l’ha uccisa, si è tolta la vita da sola, oltretutto dopo che la legge aveva fatto di tutto per aiutarla, dandole una nuova identità (a quanto ho capito, non ho ancora approfondito tutta la vicenda), e obbligando il web a cancellare ogni traccia di questa storia, originali e parodie.

Sto solo sostenendo che se uno lascia un portafogli, magari pieno zeoppo di soldi, sul tavolo di un bar del centro, se ne va a spasso per tre o quattro ore e poi torna a riprenderselo, non può stupirsi se non lo ritrova e quindi, fermo restando che la colpa del furto è sicuramente del ladro, si può ragionevolmente sostenere che se l’è andata cercando?

E quegli altri idioti che sostengono che una donna si deve poter vestire come le pare senza per questo dover essere aggredita, lo sanno o no che quella donna non vive in un mondo perfetto e che la prudenza è d’obbligo? Non accetto chi mischia le carte come se chi dice “se l’è andata cercando” stesse assolvendo ladri, stupratori, stalker e feccia varia, chi lo dice sta solo sottolineando un’ingenuità e un’imprudenza ingiustificabili in chi vive nel mondo reale e non abbia vissuto fino a ieri sul cucuzzolo di una montagna, completamente isolato dalla società reale.

Riposi in pace quindi Tiziana, e si vergogni chi l’ha messa alla gogna, ma io sono d’accordo con chi ha scritto che non si può pretendere di avere diritto e libertà di fare quello che ha fatto, e poi non essere strutturati per sopportarne le pressoché inevitabili conseguenze.

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21 thoughts on “Tiziana e gli indignati postumi

    • Chiedo venia, mi sono accorta solo ora di aver risposto ai commenti su questo post solo da un certo punto in poi!

      Sì, l’indignazione è fuori luogo, e secondo me fuorviante per la messa a fuoco del problema.

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  1. La lapidazione di massa non mi piace, tanto quanto i roghi delle streghe e il banale pettegolezzo da mercato.
    Inizio a non sopportare anche io, che “la rete” sia li a guardare e giudicare. E io quando giudico lei?? (Scriverò un post su quest’ultima cosa)
    Comunque tornando alla ragazza. Beh mi spiace che abbia pagato per molto più di quel che aveva fatto. Un filmino porno non è una minigonna. In entrambi i casi nessuno ha il diritto di stuprarmi… ma io la minigonna la metto in serenità, filimini con uno o più uomini mi sembra un livello differente.
    Ma ripeto, in questo momento,l’unica cosa che riesco a pensare è che comunque ha pagato lei. Troppo.
    Le m… che l’hanno fatta arrivare a questo, sono lì tranquille.

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    • Su questo non posso che darti ragione, ma le merde che l’hanno fatta arrivare a questo le hanno solo dato una spinta sulla strada su cui già era. Secondo me, come accennavo nella risposta a Goldie, lei la depressione ce l’aveva ancora prima di farli i filmini e sì, è decisamente una ragazza che aveva bisogno d’aiuto, e che ha pagato troppo caro per un gesto che, in fin dei conti, ha fatto male solo a se stessa.

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  2. Ciao carissima, il tuo ragionamento secondo me non fa una piega, sebbene mi venga da domandarmi, anche se forse non dovrei, se anche questo nostro commentare, in piccola parte, non concorra a rendere possibile quel grande fenomeno del “non farsi gli affari propri” che la rete è arrivata a creare!

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    • Sergio, l’uomo è un animale sociale, non ci è chiesto e non è naturale che viviamo chiusi in cellette in cui ognuno si fa gli affari suoi, l’interazione è normale. Quella che non è normale è la morbosità, la gogna, il dito accusatore puntato senza pietà e senza concedere spazio neppure alla più tiepida attenuante; che poi, m’immagino il pulpito di quelle dita puntate!

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  3. hai centrato il problema: un adulto, sano e libero puo’ fare cio’ che vuole del suo ma……. le merde che violano la sua privacy vanno punite ! Direi poi che un tardivo pentimento per l’accaduto seppellendolo nel dimenticatoio avrebbe potuto far vivere alla ragazza una vita normale…. tra i tanti pregi del web c’è anche quello di far affiorare le merde…..

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  4. Sono anch’io d’accordo con il tuo ragionamento.
    Come chi si indigna perché in America i poliziotti hanno sparato ad un tredicenne e poi si scopre che con altri stava rapinando uno, che sono fuggiti e che poi il ragazzo ha puntato la pistola giocattolo (ma con tanto di puntatore laser) verso i poliziotti….

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    • E infatti… la manipolazione delle notizie è una gran brutta bestia, e la cecità dei lettori è più brutta ancora.

      Una volta una donna musulmana, parlando con me, mi chiese come potevo essere dalla parte di Israele, che con uno degli eserciti più forti del mondo, oltretutto spalleggiato dagli Stati Uniti, se la riprendeva senza pietà contro un manipolo di bambini armati di miseri sassolini.

      Le risposi come poteva lei piuttosto pensare che se uno degli eserci più forti del mondo, per lo più spalleggiato dagli Stati Uniti, avesse agito veramente contro dei bambini armati solo di sassolini, dopo sessant’anni quei bambini sarebbero stati ancora lì (non per battere sempre sul medesimo tasto, ma per me è l’argomento su cui viene a galla più facilmente la falsità dei media e la cecità del lettore medio).

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    • Ema, anche a me fa pena una ragazza che si uccide perché non ce la fa a vivere, e può darsi che non ce la facesse neanche prima, e che si sia assoggettata a tante cose per essere popolare, per essere accettata, in qualche modo, nella sua testa, per essere amata, non sarebbe né la prima né l’ultima. Di ragazze che fanno quello che di loro non farebbero mai pur di compiacere il proprio compagno, persino indipendentemente dal fatto di esserne innamorate è pieno il mondo (e anche il contrario…).

      Quello che io discuto sono le argomentazioni, una non può fare amore di gruppo, farsi filmare, spedire il filmino a un tot di amici, e poi stupirsi del fatto che “la sua intimità” sia andata a finire in rete, e non si può stupire che da questo non sia scaturito rispetto e ammirazione ma commenti di bassa lega (anche perché generalmente è gente di bassa lega quella a caccia di quel tipo di materiale).

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    • Capisco quello che vuoi dire ed è quello che qualsiasi persona dotata di buon senso penserebbe e lo condivido anche io ma con una riserva…
      Come dici giustamente tu, questa ragazza aveva difficoltà ad accettarsi e tanto bisogno di farsi accettare dagli altri per cui è evidente che fosse un soggetto fragile e non mi stupisce che al di là di ogni buon senso sia rimasta ferita e stupita dall’atteggiamento irrispettoso che ne è conseguito…tanto ferita da togliersi la via…😯
      e penso anche che forse come società avremmo dovuto essere più intelligenti e corretti, “difendendola” dalla denigrazione, prendendo le distanze…
      Chi è più forte secondo me ha il dovere etico-morale di difendere il più debole.
      Come società siamo secondo me responsabili di ciò che lei ha fatto a se stessa…

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    • “La società è responsabile” o “noi come società siamo responsabili” secondo me assolve il singolo, spalmando la responsabilità su un’entità non meglio identificata. Offenderla e stalkerarla sono atti di bullismo, e il bullismo porta spesso al suicidio della vittima. Siamo colpevoli quando siamo bulli, quando non difendiamo chi è vittima di bullismo (chi tace acconsente…), quando non educhiamo i nostri figli a non essere bulli e a sostenere e difendere le vittime del bullismo.

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    • Esatto, aquilanonvedente, io penso che anche se ormai sembra impossibile che qualcuno non sappia che fare certe cose in rete comporti determinate pericolose conseguenze, questo non giustifichi i comportamenti da cui derivano tali conseguenze, ovvero denigrare, irridere e mettere alla gogna un altro essere umano, dato che rimangono comportamenti sbagliati…insomma “chi è senza peccato “…

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  5. Esatto diemme, io credo che la responsabilità sia in primo luogo dei singoli che in questo caso specifico hanno denigrato e perseguitato la vittima, in secondo luogo, ma non meno importante, della società cui questi individui appartengono, che non prende le distanze da comportamenti simili se non a tragedie avvenute…
    sono d’accordo quando dici che un mutamento di mentalità e di atteggiamento verso il prossimo dovrebbe partire dall’educazione dei nostri figli…un lavoro da fare famiglia per famiglia…☺

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