Solo uno che manca…

Persone che non ci sono più

Mi ha scritto un ex blogamico, tra un’e-mail aggressiva e insolente e un commento altrove sempre altrettanto aggressivo e altrettanto insolente, che tanto si era rotto l’anima di me e del mio blog, soprattutto relativamente alla ricorrenza dell’argomento Xavier.

Comunque la mia risposta ufficiale a lui è che chi si annoia di leggermi può pure non farlo, non è un obbligo di legge e a questo punto mi pare pure autolesionistico continuare a venire qua, come se il mio stile o i miei sentimenti potessero cambiare: beato lui e tutti quelli che riescono ad archiviare, io non ce la faccio.

Io  penso che a volte chi se ne va neanche si renda conto di quanto sia importante per l’altro e della consistenza e solidità dell’altrui affetto, altrimenti non lo farebbe, sia per non infliggere una ferita così dolorosa a chi ha la sola colpa di volerci bene, sia perché le persone che tengono a noi credo siano un bene prezioso e raro, e vadano tenute care.

Mi ricordo quando ci paragonavamo a due gemellini di latte, e lui mi raccontò una storia, che volevo ricercare tra le mille e-mail ma, che ve lo dico a fare, non ce l’ho fatta.

Cerco di razionalizzare pensando che esistono problemi più gravi, ma sono proprio i problemi più gravi che mi fanno per prima cosa sentire il bisogno di un appoggio, quale lui è sempre stato, e in seconda istanza considerare, di fronte ai problemi veri che, come giustamente ha scritto Emaki,  ci ricordano la vanità della nostra vita, quanto sia stupido rovinarsi la vita così, per scemenze, in un momento come quello in cui si poteva stare tutti bene, e ognuno godere della felicità dell’altro.

Basta così,  in questo momento sono talmente sconvolta per le vittime del terremoto – anzi, per le vittime dell’incapacità, incuria e avidità umana, perché di fronte alla causa naturale, alla causa di forza maggiore, forse avrei avuto maggiore capacità di accettazione -, che non posso pensare che una parte della ferita che sanguina sia per quel coltello, sempre lui, infilato lì alla cieca oramai da quasi due anni…

 

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12 thoughts on “Solo uno che manca…

  1. DM, spesso ci si allontana senza dir nulla, o ci si allontana con una scusa come le altre. Il male che fai allontanandoti dall’affetto della controparte è incalcolabile, ma la vita ti pone davanti situazioni che, paragonate all’allontanamento, trovano un abisso. Certo, la ferita di Xavier te la porterai dietro per anni e farà parte dei tuoi connotati, ma il tuo blog continua ad essere seguito e, nel bene o nel male, hai sempre una rompipalle che ti commenta qualsiasi cosa tu scrivi (scusa l’eufemismo nei miei confronti)! Ah, sai se ci sono catene di supermercati che hanno preso l’iniziativa di raccogliere generi di prima necessità per i terremotati dalle tue parti?

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    • Tu e Silvia siete sicuramente le mie commentatrici più affezionate, mi sa che quest’anno al primo posto delle classifiche WordPress vi ci piazzerete voi!

      Tornando a X., lui non si è allontanato senza una spiegazione, anzi. Mi ha detto che non si sentiva di frequentare una persona che disprezzava (e maltrattava) così tanto la sua donna. Secondo me in parte era vero, in parte è anche un po’ una scusa, probabilmente aveva anche bisogno un po’ di cambiamento, di aria nuova, di spazio, capita di aver voglia di voltare pagina. Per quanto riguarda la parte vera però avrebbe dovuto e potuto avere la maturità di classificare la questione come una lite tra due vecchie amiche, da spicciarsi tra di loro e chiamarsene fuori. Così facendo invece ha esacerbato gli animi, fatto precipitare la situazione e, di fatto, peggiorato lo stato delle cose per entrambe, perché io ci ho sofferto e ci soffro infinitamente, ma certo non mi sono risparmiata nei confronti di quell’essere immondo che ha (aveva?) a fianco. Probabilmente, se lui se ne fosse tirato fuori rispettando l’autonomia del nostro rapporto e la nostra “adultità”, saremmo arrivate a un accettabile compromesso di quieto vivere: certo non saremmo mai tornate amiche, quando si spezza il rapporto di fiducia non è più recuperabile, ma avrei potuto fare buon viso a cattivo gioco e tollerarne l’esistenza in vita.

      PS: ci stiamo informando, per ora non ho notizie.

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  2. Al di là di qualsiasi considerazione e discorso, che abbiamo già fatto, e del momento tragico, questo è il tuo blog e quindi sei libera di scrivere e dire tutto quello che vuoi e che senti, se a qualcuno non va bene deve passare oltre, di blog ce e sono tanti dove andare!

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    • Ci manca solo che ci tolgano questa valvola di sfogo, che pretendano che siamo compiacenti H24, per il loro sollazzo e una nostra ulteriore restrizione e mancanza d’aria!

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  3. Non dimentichiamo la libertà di parola, non dimentichiamo l’educazione e il rispetto…se tutto questo non c’è la partita va chiusa e l’altro/a lasciato a cuocere a fuoco lento.
    Lo so che l’argomento è leggero in questo momento ma se passi da me ti ho nominato.

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  4. La verità è che scrivere un blog non è affatto semplice, e interessare sempre tutti i lettori occasionali e ancor di più tutti i lettori affezionati è impresa quasi disperata. Il sottile gioco che accomuna scrittore e lettore ha regole semplici fondate sulla libertà. Ma c’è sempre chi si sente un po’ più libero di quanto sarebbe opportuno, e soprattutto si sente libero nella maniera sbagliata.
    Un meccanismo questo diffuso in ogni ambito della relazione umana.

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    • Il blog è un diario on line, c’è chi lo usa per dare spazio a velleità giornalistiche e chi invece, come me, lo usa come valvola di sfogo, per dare spazio a tutto quello che passa per la testa. La consultazione del blog è libera e gratuita, quindi chi gradisce passi, legga, se vuole scriva, è il benvenuto: per tutti gli altri il mondo è grande e le vie del Signore sono infinite, ne imbocchino una e se ne vadano dove gradiscono, a passi lunghi e felpati!

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  5. Non so di chi stai parlando e tutti i risvolti della storia se non quelli che hai citato, ma ti capisco comunque… non è facile sentirsi criticare da chi pensavi di avere dalla tua parte…. 😯
    Ma io credo che il blog sia anche una sorta di vetrina dove ci esponiamo a parlare e ad esprimere i nostri pensieri ed opinioni, accettando quindi tanto gli sguardi curiosi quanto i giudizi…
    Quando poi la conoscenza del nostro pubblico diventa anche personale il rapporto coi lettori diventa ancora più difficile, perché il lettore è anche influenzato dall’opinione che ha di te e della tua vita e non è più oggettivo…
    Ma forse se il Blogger ne è consapevole lo può mettere in conto e leggere certi commenti senza farsene ferire, prendendoli per come sono, ovvero le osservazioni di chi lo conosce al di fuori del blog e non di un estraneo, per cui influenzate da altri fattori. ..
    Un abbraccio😊

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  6. Cara Diemme, so bene di essere un tuo visitatore saltuario, ma questo più per mancanza di tempo, che per tiepidezza nei tuoi riguardi, o disinteresse per gli spunti mai banali che proponi.
    Anzi, direi che è proprio l’impegno e l’approfondita proposizione dei tuoi post a non consentirmi banali o affrettati commenti, un motivo aggiuntivo dall’astenermene, anche perché, come credo di aver già avuto occasione di attestarti, la mia stima e considerazione, e non solo, nei tuoi riguardi, col tempo è solamente cresciuta, alla faccia della virtualità di questi legami!
    Questa dovuta premessa per considerare che, secondo me, queste frequentazioni si possono fare in maniere differenti, ovviamente senza obblighi, se non quello di una educazione e correttezza comportamentale, ma dettate da familiarità, amicizia e mettiamoci pure affetto, con l’altra persona.
    Credo proprio di poter anche affermare che nei tuoi post, al di là della condivisione o meno dei contenuti specifici e dei punti di vista che esprimi, il rispetto per altre idee e la massima correttezza nei confronti di coloro che non le condividessero non le ho mai trovate assenti, quindi chi non ti vuol più leggere e seguire in ciò non mi pare possa trovare alibi e scuse.
    Come in ogni modalità di interazione fra persone, mi pare che anche qui ognuno abbia modo di dimostrare la propria statura umana, ovviamente in tutti i sensi.
    Ciao amica mia, buon weekend a te!

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