L’ultima volta che l’avrò visto

Oggi, spinta da un ingiustificato senso del dovere, sono andata a trovare l’ex-marito.

Mi ero ripromessa di non andare mai più, e per anni sono stata fedele a questa decisione, ma l’averlo saputo colpito da tre infarti, un’altra serie di malattie broncopolmonari, una caduta grave con seria compromissione della schiena, più un lutto familiare piuttosto doloroso abbenché indiretto, mi ha fatto più o meno decidere per una deroga.

Suppongo sia l’ultima volta che l’avrò visto. Abita lontano, la strada non è ne agevole né piacevole, almeno per me. Oggi mi sono decisa anche confidando nel nuovo navigatore, che invece mi ha penosamente abbandonato lungo il percorso lasciandomi, dato il mio senso di orientamento pari a sotto zero, in braghe di tela forte difficoltà.

Arrivo livida, coi capelli dritti, dopo aver passato tutto il percorso ad accostarmi, spegnere il navigatore e riavviare, e quello continuava, dopo qualche minuto di indicazioni, a darmi “percorso cancellato”: un segno del destino?

Mi vede dopo anni, e la prima cosa che mi dice è che mi vede molto stanca, non in tiro come la volta precedente: non vi dico quello che gli avrei voluto rispondere, visto che lui rispetto alla volta precedente aveva avuto altro che crollo!

A parte tutto poi non aveva praticamente più voce, si è giustificando dicendo che oramai non parla più con nessuno.

A tavola mi racconta la storia della sua vita, o meglio, quella che lui si racconta essere la storia della sua vita, completamente rivisitata e distorta.

A fine pasto ha fretta di alzarsi perché il ristorante deve chiudere: secondo me non è vero, visto che è anche un albergo e la sala rimane comunque aperta, e poi sono amici suoi e, a quanto ho capito, anche debitori nei suoi confronti. Gli faccio notare che forse è l’ultima volta che ci vedremo, possiamo pure prendercela un po’ con calma: ne è cosciente, replica con rammarico che, forse, anche l’ultima volta che ha visto la figlia sarà stata l’ultima volta, giacché da anni anche lei diserta.

Abbiamo discusso un po’ di lei, della sua ex moglie che, con suo (di lui) grande disappunto, ho amato come una sorella, e che mi è mancata decisamente più di quanto non mi sia mancato lui.

L’ho riaccompagnato a casa, poi sono ripartita e mi sono riaccostata dopo qualche metro per i soliti problemi con il navigatore. A un certo punto me lo ritrovo di nuovo lì, con la faccia contro il finestrino: gli faccio un ulteriore distratto cenno di saluto, poi continuo a smanettare col malefico ordigno.

Torno con la tensione alle stelle per le difficoltà d’orientamento, e corro al centro commerciale per rendere l’inutile aggeggio.

Pentita di essere andata ma, conoscendomi, se non fossi andata mi sarei tenuta il rammarico vita natural durante: è che sapete, col tempo poi dimentico il grosso degli aspetti negativi, la loro intollerabilità anche temporanea, e un’ombra di dialogo sembra possibile.

Mi ha rinfacciato la dedica del mio libro, “solo per dovere”: ho utilizzato per la prefazione una presentazione scritta da lui, mi sembrava doveroso avesse la sua copia, ma qualsiasi altra parola nella dedica non sarebbe stata sincera (tra le altre cose, ha definito il libro splendido).

Ora probabilmente mi direte che ho fatto male, che è stata una visita senza senso, e allora vi risponderò con le parole di mia nonna, “fallo e pèntete!”: è stato mio marito, credo che un addio fosse dovuto.

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39 thoughts on “L’ultima volta che l’avrò visto

  1. Io non penso che tu abbia fatto male, hai fatto quello che pensavi andasse fatto. E poi non è vero che con il tempo si dimentichino gli aspetti negativi, almeno per ciò che riguarda certi legami e certe situazioni. Ad ogni modo, meglio pentirsi che provare rimorso, come giustamente hai detto.
    Credo che tu abbia un’innata propensione filantropica che, pur facendoti violenza, non riesci proprio a ignorare.

    P.S. Finalmente riesco a postare un commento, visto che sono al pc. Con il tablet non ce la faccio… devo avere dei problemi quanto tu con il navigatore o sarà che lo odio perché mi ricorda la scuola, ma d’altra parte è comodo, specie quando il computer è occupato (quello di mio marito, dato che il mio rotto ancora non l’ho sostituito 😦 )

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    • Forse invece ho fatto male, visto che sono sotto shock e sono due notti che non riesco a dormire e sto con un mal di testa terribile, di cui generalmente non soffro: ma forse non avevo scelta, forse a lasciarlo andare così, senza dargli un ultimo saluto, mi sarei portata dietro non dico il rimorso, ma certo una brutta sensazione di disagio.

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    • Non so che dirti, forse dovrei imparare a lasciar andare e a non portarmi vita natural durante il passato appresso come un fardello… o forse è più giusto così, che non fare come altri che archiviano le persone come fossero documenti scaduti.

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    • Non so se avrei avuto rimpianto, ma certo questo incontro è riuscito a distruggere ogni preesistente e inconsistente “aura” di buoni ricordi: un uomo che si è autodistrutto passando tutta la vita a raccontarsela, e che non ha perso il vizio.

      Meno male che vive in un piccolo paese in cui ancora esiste un po’ di carità, per cui alla fine qualcuno che bussa alla sua porta per sentire come sta ancora c’è.

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  2. Mi unisco a chi sostiene che non è stata affatto una visita senza senso… secondo me è stata la conferma con i fatti che le tue parole hanno un senso… che ciò che dici, ciò che pensi, ciò che racconti di te e del tuo modo di vivere la tua vita non è solo un “romanzo” ma sono frammenti della “te più vera”..

    e anch’io penso che il “a chi serviva” non abbia poi eccessiva importanza… sicuramente a te serviva, forse anche a lui, ma non è in questa direzione che va visto quello che hai fatto… secondo me va vista come qualcosa che collega la tua mente, il tuo cuore, la tua vita e un pò anche l’esistenza stessa come essere umano…

    tutto ciò che resterà da questa visita, in positivo o in negativo, nel ricordo o nella malinconia è solo una componente di un fatto compiuto… ciò che conta è l’integrità che porta con se…

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  3. Cara Diemme pure io mi associo all’unanime opinione che il tuo è stato un gesto giusto, anche se poi sei stata male, perchè si tratta di una persona che ha fatto parte della tua storia personale, con la quale, se ti sei sposata, ci deve pur esser stato un legame importante, a prescindere da poi come deve esser finito, di cui non so e non è necessario sappia nulla di più!
    Almeno se un domani, viste le sue precarie condizioni, vedrai la sua immagine su una lapide, non ti verrà il rimorso di non aver fatto questo gesto e la mia ora non vuol esser macabra ironia!

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    • Probabilmente, alla notizia della sua morte, avrei avuto un grosso rimorso per non avergli detto addio ma, nell’insieme, credimi, è stata una situazione gravosa. A lui la mia vita ha portato conforto, questo l’ha detto lui, ma io continuo a non sapere spiegare a me stessa perché l’ho fatto. Certamente non solo non ci sono più gli antichi, anzi, antichissimi sentimenti, ma neanche la più tenue ombra di un loro ricordo.

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  4. A volte ci si sente “spinti” a compiere determinati gesti che ci costano sacrificio e basta. Tu sei una donna ” impetuosa” ma GENEROSA verso gli altri. Hai fatto bene a fare questa visita.

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  5. Io credo tu abbia fatto bene ad andarlo a trovare…
    Perché per chiudere dei ponti non si fugge via, abbandonando la situazione, ma si va li per appurarsi che il passaggio sia chiuso…😊

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    • Mi piace questa immagine, appurare che il passaggio sia chiuso. Sì, vederlo e constatare il silenzio tombale in cui si è ormai irreversibilmente trasformato l’antico dialogo.

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    • Io trovo sia un segno di forza e determinazione piuttosto che di debolezza…
      Io torno indietro per verificare di aver gestito definitivamente una situazione per quanto sgradevole possa essere farlo…
      Credo sia saggio farlo per me e per l’altro. ..😉

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    • Appurare che dell’altro non c’importa più nulla può curare grandi ferite e rimuovere grandi rimpianti, anche se non era questo il caso.

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  6. Pingback: Un signore distinto (più qualche questione esoterica) | Diemme - La strada è lunga, ma la sto percorrendo

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