Di nonni e di bugie

burattinaio

Io, lo sapete, le menzogne le odio.

Le menzogne sono inganno e manipolazione, sono una espropriazione della personalità dell’altro, che si vuole dirigere dove ci aggrada, negandogli la conoscenza della realtà e la possibilità di valutarla e di decidere della propria vita in maniera autonoma e consona ai propri principi e ai propri sentimenti.

Questa riflessione nasce dalla solita puntata di Forum, che mi capita di “intravedere” ogni sabato.

Quella di oggi parlava di una ragazza cui, per disaccordi tra il padre vedovo e la di lui nuova compagna da una parte e i nonni materni dall’altra, era stato detto che questi nonni erano morti, privandola per 25 anni della loro presenza, con tutto l’apporto affettivo e l’importante testimonianza di vita che questa rappresenta.

Purtroppo non ho potuto aspettare la sentenza del giudice (ero di passaggio) e non so come sia andata a finire, ma certo una mia opinione me la sono fatta, e cioè che sia stato gravissimo privare una bambina della presenza dei propri nonni che spesso, per questi bambini, sono un vero e proprio patrimonio (mia figlia, tanto per dirne una, definisce la presenza di mia madre nella sua infanzia “un angolo di fiaba”).

Io ho sempre pensato, e credo di essere anche stata sempre coerente col mio pensiero, che sia meglio una brutta verità che una bella bugia: salvo casi estremi, la verità è un atto di rispetto, mentre la menzogna impastoia la vita di chi la subisce.

Pensate che molti dei disaccordi gravi con mia madre derivano proprio da questo, l’attitudine ad aggirare la verità magari o per indorarti la pillola e, secondo lei, non farti soffrire, oppure per confondere le acque per portarti – secondo lei – dove dice lei, cioè dove lei ha deciso che è giusto che tu vada. Nella mia vita con questo suo modo di fare ha provocato tante di quelle guerre, mi ha dato tanti di quei dolori, fatto perdere tante di quelle occasioni, che non credo riuscirò mai a perdonarla: non ultimo, mi ha portato alla straziante lite definitiva con mio padre, che tanta pena mi ha recato per anni, fino alla sua morte, impedendomi di riappacificarmi in tempo utile, prima della sua fine, visto che aveva deciso anche di nascondermi la malattia che lo aveva condannato a morte.

Mi ricordo della Pdf e di come l’affetto che le portavo – oramai l’avevo adottata come sorellina – sia completamente svanito alla scoperta che mi aveva spudoratamente mentito, e come i miei sentimenti per Attila si dileguarono in un nanosecondo, senza possibilità di ritorno, pure lì alla scoperta di una sua menzogna: perché è così, sulla differenza di opinioni, gusti, credo, scelte di vita, si può discutere, ma la menzogna mette uno sbarramento a tutto.

Insomma, la ragazza chiedeva un risarcimento (anche se ci sono danni che non si possono risarcire) per il gravissimo danno subito, e irreparabile: la nonna era oramai morta, e avere un nonno anziano a 25 anni non è come averlo ancora giovane e gagliardo fin dalla prima infanzia.

Io, nonostante tutti i disaccordi con la Lobot, non solo non ho mai ostacolato il rapporto tra lei e mia figlia, ma anzi l’ho proposto, promosso, organizzato e sponsorizzato, e non le ho mai negato la presenza del padre nonostante per me sia stato un suicidio, di cui però mi rammarico ma non mi pento.

Inoltre non ho mai coinvolto terzi nelle mie liti, e anche per questo disprezzo profondamente la Pdf, né mi sono fatta coinvolgere nelle liti altrui, e per questo mi ha deluso e ferito profondamente Xavier. Relativamente a lui però, siccome “ogni cosa è illuminata” devo dire che, sia pure involontariamente, mi ha regalato col suo gesto maggiore coscienza di quanto fu giusta la scelta che feci quando, in una posizione analoga, mi rifiutai di abbandonare una persona amata con cui terzi, a me pure carissimi, avevano rotto i rapporti (stasera mi sto parlando un po’ addosso).

Tutto questo per dire a chiunque mi legga: fate agli altri credito d’intelligenza, non negate loro gli strumenti per decidere, e per strumenti intendo la conoscenza della realtà, per fare le scelte che riguardano la loro vita. Non abbiate l’arroganza di ritenervi capaci di prevedere quello che l’altro farà e dirà a fronte di una verità o di una bugia, e se questo sia giusto o meno.

La verità obbliga a crescere, e crescere significa diventare più capaci di vivere, e soprattutto vivere con maggiore intensità, consapevolezza, libertà.

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13 thoughts on “Di nonni e di bugie

  1. Guai a chi tocca i nonni ! 👿
    Ma scherziamo ???
    Vorremmo forse togliere @Sissi a quella ‘nonna fragola’ della @Lobot che vive solo per ella ??? 😯
    O per santanna, giuseppe e maria, si pensi a quale atto crudele sottrarre al nonno @bagonghi-zumbòn quel nipotino ino … ino. che è @brunetta, il nano bagonghi fra i nipoti, il più amato da lui, pofferbacco !!! :mrgreen:

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    • Eppure guarda, tra Sissi e la Lobot si è instaurato un certo rapporto di complicità. Che devo dirti, non è il rapporto affettuoso nonna nipote, ma tante volte Sissi si è sentita protetta per la presenza e il sostegno della nonna laddove mia madre, donnetta d’altri tempi mite e affettuosa, non le sarebbe stata certo di nessun conforto e di nessun aiuto.

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  2. In poche parole il giudice ha respinto le richieste della ragazza poichè il padre aveva negato la possibilità di vedere il nonno in quanto violento. La storia era che quando morì la mamma di lei per una grave malattia, il genero (in continua lotta con il suocero) pare avesse subito dei maltrattamenti, forse delle violenze da parte dell’anziano, che lo costrinsero ad allontanarsi assieme alla bambina, per paura che le ritorsioni si rivolgessero anche alla piccola. Quindi per questioni di “tutela e integrità fisico – morale” il giudice ha respinto ogni richiesta di risarcimento rimproverando invece il nonno (non convenuto nella causa ma solo ospite della puntata). Il giudice gli ha detto “Se lei ci teneva tanto alla nipotina, doveva giocare di furbizia. Se ne stava fermo senza usare violenza e cercava di coltivare l’affetto con la ragazzina”. Così, qualora l’allontanamento non avesse avuto giustificazioni (ad esempio per causa della nuova compagna, o per ripicca del genero) era fondata la richiesta di risarcimento. Molto probabilmente può darsi che la ragazza avrebbe dovuto sollevare la domanda nei confronti del padre, non della matrigna, in quanto questa è madre adottiva, il primo è padre legittimo.

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  3. Grazie del tuo intervento Aida, ero rimasta con la curiosità: in effetti, non si capisce poi perché la ragazza abbia citato in giudizio solo la madre adottiva e non il padre, sarebbe stato più logico il contrario (e avrebbe fatto meno la parte della serpe allevata in seno, visto che ha pure riconosciuto che la mamma adottiva era stata un’ottima madre),

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  4. I nonni come gli zii sono figure fondamentali per un bambino… io che sono cresciuta frequentando zii e cugini cui sono ancora molto legata avrei perso una fetta di felicità senza loro…
    Per questo è necessario sopire eventuali difficoltà di rapporto per favorire questa frequentazione. ..😊

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    • Anche per me i nonni soprattutto, ma anche gli zii e i cugini con cui sono cresciuta sono state persone importanti e in alcuni casi fondamentali.

      Mi dispiace che mia figlia, per certi versi, non abbia avuto la stessa persona (i cugini da parte mia sono tutti all’estero, e mio padre è morto pochi giorni dopo la sua nascita). Beh, diciamo che almeno non ci aggiungo del mio per allontanarla dagli altri!

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  5. @Diemme cara, approfitto della tua consueta, gentile ospitalità per esprimere, in questo spazio che mi è congeniale più di ogni altro, i miei più affettuosi auguri alla mia amatissima amica @Sabby, la stessa che anni fa, quando della blogsfera non sapevo alcunchè, mi prese per mano e mi insegnò a muovermi negli spazi tecnologici, standomi costantemente vicina, pur noi due lontani geograficamente lontani, con l’ anima ! Come saprai, Lei ha chiuso il suo Blog … e chissà mai se lo riaprirà, così ho perso ogni contatto ! Ebbene, se avrai occasione di sentirla, confermale che non l’ ho dimenticata e che le auguro ogni bene … sperando in cuor mio che abbia finalmente raggiunto ed assaporato quelle gioie che, un tempo, le furono negate dai suoi stessi famigliari !

    Ps: so che Tu, ove non fossi sommersa dai tuoi impegni, saresti stata la prima a ricordare l’ avvenimento … ed a festeggiarlo come merita meglio di ognuno di noi !

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  6. I nonni sono un privilegio della vita e anche la Verità lo è. Sempre. Poi, come nella chiusa del tuo post, ognuno saprà fare le proprie scelte, anche sbagliate, ma avrà sbagliato da sè, con consapevolezza e senza imbrogli.

    Complimenti per il post: sei riuscita a intrecciare parti importanti di te e della tua vita con un fatto di cronaca. Non è cosa facile, almeno da scrivere, anche se spesso colleghiamo esempi di noi stessi a storie altrui.

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    • Forse invece è facile, perché siamo tutti sotto uno stesso cielo, e le dinamiche umane quelle sono… non è la prima volta che, nei casi trattati a Forum, ritrovo temi che, direttamente o indirettamente, mi toccano.

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