Lettera alla sposa

fedi su rosa bianca

Cara I.,

mi ha stupito, e chiaramente fatto piacere, la notizia delle tue imminenti nozze, e immediatamente mi si sono affacciate nella mente tante immagini, tante riflessioni.

Quasi quasi neanche ricordavo più esistesse il matrimonio. Certo, negli ultimi tempi si è parlato tanto di matrimonio, ma di quello gay, e quindi certamente non del matrimonio classico, di quello che lega un uomo e una donna, quello in cui si uniranno per formare una carne sola, i propri figli, e che si dedicheranno reciprocamente l’uno all’altra e a questi loro figli in quel meraviglioso progetto unico, entusiasmante e tanto impegnativo, che si chiama famiglia.

Certo, non è facile, e non è neanche più di moda.

“C’è un paradosso nell’esperienza dell’amore: due bisogni infiniti di essere amati si incontrano con due fragili e limitate capacità di amare”. (R.M.Rilke)

Dicevo, sono rimasta sorpresa dalla notizia perché mi pare che quasi la gente non si sposi più, questi nostri figli o non nascono o nascono senza famiglia: io sono “all’antica”, antichissima, probabilmente ho un concetto romantico del matrimonio che non va più di moda ma sai com’è, chiedo venia, sono stata cresciuta male: mia madre adorava mio padre, e dopo 37 anni di matrimonio ancora lo aspettava alla finestra, e il cuore le batteva all’impazzata a vaderlo apparire all’orizzonte. Lui morì baciandole le mani, e dicendole che non avrebbe saputo vivere neanche un giorno senza di lei.

I miei zii sono insieme da quasi 70 anni, e sono legati non come il primo giorno ma molto, molto di più, vista la tanta vita trascorsa insieme.

Ecco, per me il matrimonio è questo, non quel qualcosa a termine che va di moda adesso, ma un impegno gioioso in cui ognuno partecipa a un miracolo anzi, a tanti miracoli, non ultimo quello della (pro)creazione.

Oltre questo non posso dire, non sono la più qualificata visto che il mio, di matrimonio, è durato ben poco, ma qui ce n’è un’altra di osservazione da fare: il matrimonio è una questione che riguarda due persone, non una, ed entrambe devono contribuire al suo successo, per la felicità di entrambi ( per questo i libri che vi regalo sono due!).

Io credo che tra gli ingredienti per la buona riuscita di un matrimonio ci siano prima di tutto la voglia di farlo riuscire, il rispetto dell’altro, la cura quotidiana per la sua felicità e il suo benessere. Alcuni ritengono il matrimonio un vincolo, quasi una trappola, ma è vero il contrario, un matrimonio che nasce dai sentimenti più sani è un porto sicuro dove ripararsi dalle tempeste della vita, è un trampolino da cui lanciarsi per nuove avventure, sentendosi stimolati e sostenuti, è un’inesauribile fonte di forza, entusiasmo e motivazione.

Ecco, io ti auguro, vi auguro, null’altro che questo, e spero di aiutare aggiungendo questa ricetta trovata in rete:

INGREDIENTI:
250 g di amore
250 g di humour
250 g di attrazione sessuale
500 ml di ammirazione e rispetto reciproco
500 g di parità intellettuale
1 pizzico di parenti acquisiti, a piacere, da aumentare se graditi
1 budget adeguato
1 abbondante spruzzata di lavoro di squadra
4 cucchiaini di disponibilità ad ammettere i propri errori
250 g di capacità di scusarsi velocemente
250 g di fiducia e incoraggiamento reciproci
1 grande interesse o hobby in comune (o più d’uno, se piccoli)
250 g di piacere reciproco
Bagni separati (compatibilmente con il budget)

E poi, ricordiamoci sempre le tre regole fondamentali per un matrimonio felice:

Tre regole matrimonio felice

Auguri!

Advertisements

15 thoughts on “Lettera alla sposa

  1. Ah ah ah ah ah … son d’ accordo con te, @Diemme cara, sul fatto che un Matrimonio ( e cioè la voglia di stare insieme e starlo per tutta la vita con immutabile affetto, comprensione e amore ) NON necessita di atti scritti, sanciti dalle autorità amministrative laiche o bollati ‘ad aeternum’ dagli enti religiosi ( quali che siano : cattolici, ebrei, papuasici, euganei … insomma tutti ), poichè ha in sè un legame assai più profondo e di garanzia assoluta …
    Quale ??? 😯
    l’ AMORE !!! 😀
    Postescritto : quanto al “Listone della Felicità” che hai elaborato Tu ( confessacelo … quella è farina del tuo sacco e non del sacco di @R.M.Rilke ), mi permetto di aggiungerci, a mo’ di candelina sulla torta, ‘NA QUINTALATA DE SESSO COME SE DEVE, DA SCAMBJASSE A TUTTE L’ ORE COMUNQUE E/O DOVUNQUE !!! :mrgreen:

    Liked by 2 people

    • E sì, il sesso è un gran carburante dell’amore e no, l’atto scritto non serve per amarsi, in compenso quando non ci si ama più rappresenta una pastoia non da poco!

      Mi piace

  2. Il matrimonio è quello che decidi nel cuore al di fuori di religioni e convenzioni.
    Il rispetto è la base di tutto.
    Ma quello che hai postato all’ultimo mi fa morire, fotocopio e incollo in cucina? No, vabbè, già c’avevo piazzato il cuore con il buco di una Parabellum…e non dico altro.

    Liked by 1 persona

  3. “Bagni separati” (compatibilmente con il budget) assolutamente! Non ha prezzo 🙂
    In una convivenza (matrimonio) io credo soprattutto nel dialogo e reciproca rispetto per i proprio spazi.

    Buon fine settimana cara Diemme ❤ Spero state bene …

    Liked by 2 people

    • Il reciproco rispetto per tutto, non solo per i propri spazi, ma per le proprie idee, per i propri sogni per le proprie scelte, per i familiari, etc. etc. etc.

      Rispetto è la parola magica della riuscita di ogni rapporto. Ovviamente, la reciprocità è d’obbligo.

      Liked by 1 persona

  4. A proposito di “propri spazi” … che per caso il sor @Atty se ne sta spaparanzato sul sofà di casa tua ??? 😯 Male …. male, quello NON è il suo spazio, se ne torni dunque nello spazio suo, e cioè da mammy @Lobot, cacchio ! 👿

    Mi piace

    • Sì mio caro, è spaparanzato sul sofà di casa mia, proprio in questo momento… mentre la bimba, fino a poco fa, dormiva sdraiata su di me (che ero sveglia), bisognosa di morbidezza mammolose ❤

      Liked by 1 persona

  5. Un gjorno me ne annavo a spigolare
    sculettanno chjome ar vento in riva ar mare,
    quanno che vidi ‘na nave navigare
    bbatteva la bbandjera tricolore !

    Guardai ancora e vidi ‘na sirena
    strizzai l’ occhi … e la scorgevo appena :
    era er sor @Atty ed era primavera,
    era ‘n natante … oppur ‘na bbombonjera ?!?

    Allora guardai mejo ‘n mezzo ar mare :
    era er sor @Atty e me fece pena …
    poichè mentre notava ‘na bbalena
    se lo ìnghjottì … chè nun rjuscì a scappare !!!

    E drento me … sperai : “Che sarà l’ ora
    che quer gran pesce NUN lo sputi fòra,
    come che a @Ggjona fece la bbalena
    che lo rivomitò sopra a la rena” ??? 😯

    Ggjà me le vedo, @Sissi e @Donna&Mamma,
    cor pjanto ‘n gola, e co’ li soggni intatti
    nero-vestite ad aspettà la manna,
    entrambe smjagolanno come i gatti !

    Dice : “Come finì quer loffjo sicofante ?!?
    Morse o rivisse come la @Chimera” ?!?
    Scese la sera … e sora @Djemme sà
    de ritrovasselo … sbracato sur sofà !!! :mrgreen:

    By : la @SPIGOLATRICE ERRANTE .

    Mi piace

  6. Matrimonio…. Quando morì mia nonna, mio nonno uscì pazzo. Con la bara davanti agli occhi iniziò a pestare la testa al muro così forte che al funerale dovette mettersi un cappello per coprire la grossa ferita che si procurò sulla nuca. Trascorsi due mesi lui iniziò ad andar di matto. Non capiva più nulla, si urinava addosso, usciva di casa senza una meta e non riusciva a dare più valore neanche ai soldi. Nel giro di due anni esatti morì, con l’unica consapevolezza di aver amato perdutamente una donna che gli morì davanti agli occhi per una brutta malattia, dopo due mesi di sofferenza e sessant’anni di vita insieme.

    Mi piace

    • Una volta era così, ovviamente parlo del caso di matrimoni riusciti. Il fatto è che riuscivano pure perché ci si impegnavano, e alla fine i frutti erano dolci da raccogliere. Oggi non funziona più niente, e raccogliamo solo gramigna.

      Liked by 1 persona

    • Un tempo i fidanzamenti duravano non più di qualche mese. Ci si sposava e ci si conosceva durante la vita coniugale. Bisognava per forza stare assieme, il divorzio non c’era e quando fu introdotto la mentalità era talmente “arretrata” che divorziare era una vergogna. Poi si sopportava di più, si era meno egoisti e meno egocentrici ed ognuno aveva i suoi compiti, senza lamentarsi. Oggi invece passano anni prima di arrivare al matrimonio tanto che la vita coniugale sembra scontata. Si è egoisti, nella coppia deve contare l’interesse di uno o dell’altro e nessuno rinuncia più a nulla. Prima del vivere insieme viene lo star bene, nel senso che se io, moglie o marito, sto bene, allora tutto è rose e fiori. Se ho un malessere, se non riesco a soddisfare una voglia, allora sfacelo tutto, perchè vengo prima della stessa famiglia. Ovviamente i tradimenti c’erano pure allora, passavano ingiustamente in secondo piano, ma difficilmente un uomo o una donna lasciava il tetto coniugale in nome di un’avventura di sesso e divertimento. Ho ancora le cartoline che spediva mio nonno quando si trovò in guerra negli anni 40. Altro che dolce stil novo! Ogni volta che le rileggo mi vien da piangere!

      Mi piace

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...