Orlando ed altre stragi: per chi è lecito soffrire.

je-suis

Il post riportato da Silvia, scritto dalla blogger Pirofobia, si conclude con le parole:

Oggi nessun #JeSuisGay o #PrayForOrlando su Facebook. Che strano. No, perché se non lo facevi per Parigi passavi per stronzo.

Posso smentire questa affermazione, io ne ho trovate infinite, ma su questo rinfacciare ogni volta al mondo che non ha sufficientemente manifestato dolore e sdegno per questa o quella tragedia umana, riporto le parole di mia figlia, che ha scritto di getto, arrabbiata, per difendere il suo diritto a provare il più profondo dolore per la strage di Orlando, senza doversi giustificare verso il mondo per non averlo manifestato anche per questo o per quell’altro.

Ma sono io o stanno tardando i post che danno dell’ipocrita a destra e a manca per la personale gestione emotiva della strage di Orlando? Perché quando ci sono questi massacri nessuno si addolora mai in modo geopoliticamente e storicamente corretto, e io sto veramente aspettando di ricevere istruzioni da menti più illuminate. Non tenetemi sulle spine! Posso piangere? O sto ipocritamente ignorando qualche mio privilegio? Posso, per un’inutile (lo capisco) ma sentita manifestazione di supporto, usare il fiocco arcobaleno o è indebita appropriazione di un dolore che non mi tocca? Sto offendendo qualche altra strage avvenuta nel lontano millenovecentoqualcosa se mi addoloro per il massacro di adesso? Chiedo formalmente scusa per avere un cuore che non è un archivio storico corredato di note critiche a margine, oggi sono solo molto triste perché sono state spezzate 50 vite, distrutte 50 famiglie e ferite altrettante persone.
Non ce la faccio proprio a fare lo storico, il politico o il giornalista improvvisato, sono triste nel mio modo incoerente e politicamente scorretto. Perdonate un essere umano.
‪#‎Orlando‬

 

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17 thoughts on “Orlando ed altre stragi: per chi è lecito soffrire.

  1. Scusa Diemme, ma se leggevi bene avresti visto prima di tutto che il post non è mio ma l’ho solo condiviso perché mi ritrovo nei concetti espressi, secondo, in fondo al post, ho detto la mia in proposito ai vari “Je suis…” che ormai sono diventati una moda e basta e comunque io non sono su FB come sai, e quindi non posso sapere se ne hanno messi o no ti pare?

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    • Ho letto bene, infatti ho scritto “riportato da Silvia”: ehi, non era mica una critica, solo un riprendere il discorso da un’altra prospettiva. Scusa se lo è potuto sembrare, ma sto facendo mille cose insieme e la fretta è una cattiva consigliera!

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    • No no figurati, era solo per precisazione, anche perché a me sinceramente i vari “Je suis…” sanno molto di falso ora….come dicevo ormai è diventata una moda, e poi preciso sempre anche nei commenti che il post (per me fantastico) purtroppo non è il mio 😉

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    • Magari non sono falsi, ma sicuramente non si riesce a star dietro a tutto, è chiaro che la solidarietà è per ogni essere umano che soffre, poi qualche fatto più eclatante, se non altro per proporzioni, o semplicemente più rilanciato dai mass media, e si segue quella bandiera, il che non significa che si sia scientemente deciso di non manifestare solidarietà per altro.

      Comunque mia figlia ha ragione, è una lagna su fb questo giudizio continuo sul “perché hai manifestato per questo e non per quello”, anche se mi rendo conto poi che ad ognuno il suo personale dolore, quella della propria gente o in qualche modo categoria di appartenenza, sembri sempre più doloroso e più trascurato, meno considerato e meno urlato.

      A me per esempio pare sempre che le stragi che avvengono in Israele siano minimizzate, quasi che morire in quel modo fosse normale o che ormai ci dovessimo essere avvezzi.

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    • Assolutamente, l’Isis in particolare di attentati ne ha fatti tanti con decine e decine di morti….ma quando non si tratta dell’occidente i morti hanno meno valore si vede….se ne parla a malapena o non se ne parla affatto soprattutto il televisione, sul web per fortuna l’informazione è più omogenea.
      Riguardo a manifestare quando succede qualcosa se ieri sera non avessi trovato quel post, non avrei pubblicato ne detto niente talmente era la rabbia e il dolore per quei poveri ragazzi, sicuramente non avrei scritto “Je suis gay” perché io non sono gay ma li rispetto, e poi che c’entra se serano gay o etero o altro….erano ragazzi che si stavano divertendo e basta!

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    • Comunque ho corretto un po’ il post, precisando meglio l’autore e, spero, anche il mio pensiero.

      Tornando a fb, dove ribadisco che di manifestazioni di solidarietà ce ne sono state tante, prendo da lì questa bandiera, anche se non condivido il pensiero che vi è riportato.

      Bandiera arcobaleno 50 morti Orlando

      Ad Orlando sono morti 50 gay (o, come qualcuno ha precisato, 49 più il terrorista), ed è chiaro che erano persone, come gli ebrei che muoiono in Israele e nel resto del mondo, certo che sono persone, come i cristiani in altre parti del martoriato Medio Oriente, persone: sono persone, ma sono persone che vengono uccise perché gay, perché ebrei, perché cristiani, è una guerra al diverso, e mi sembra di minimizzare l’ignobile motivazione della strage, delle stragi, dire non sono gay ma persone, non sono ebrei ma persone, non sono cristiani ma persone, non sono neri ma persone, voglia quasi significare “perdonare” la diversità: ma siamo impazziti? Sono gay, ebrei, cristiani, neri, con tutto il diritto ad esserlo, con tutto l’orgoglio di esserlo, ma soprattutto con tutta la normalità di esserlo, e suona male una frase che potrebbe essere interpretata come dire che “in fondo”, “nonostante la categoria d’appartenenza” sono persone, e siamo così umani noi!

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    • mi spiace ma non sono d’accordo, sono state uccise da un pazzo, senza motivazione, hanno detto questa sera che anche lui frequentava il locale ed aveva rapporti omosessuali, quindi si tratta solo della follia di criminale competamente fuori di testa!

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    • discorso lunghissimo e qui impossibile: se ci facciamo invadere da personaggi che hanno culture tanto diverse ed assolutamente impossibili da integrare in quanto estremisti ( o ti converti o t’ammazzo) senza ribellarci , mantenendoli pure e coccolandoli…. piangere dopo è da minchioni. Come il tipo (che non è pazzo ma solo estremista) ce ne sono in giro a migliaia pronti a colpire anche qui con il placet dei beobuonisti che tanto hanno la scorta… e degli altri che se ne fregano. Ci aspetta solo quello che abbiamo preparato. 🙂

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  2. No … @Silvia ha ragione : lei ha espresso il suo pensiero su annotazioni altrui, ma hai torto anche Tu a settorizzare, o meglio a ghettizzare, la sanguinosa strage avvenuta ad Orlando per opera di un lucido mentecatto appartenente all’ Isi : ebbene, seguivo sul TG le varie riflessioni, ed un portavoce del PD, dopo aver condiviso i pensieri degli Islamici ( in Italia … ce ne sono 5.000.000 a quanto sembra ) che asserivano che l’ Islam non è contro il Popolo d’ Israele, ma è per pace nel mondo, ad un certo punto li ha mandati letteralmente a fanculo, urlando loro di smetterla con le sceneggiate Islam = amore, Allah = pace, Corano = libro d’ amore, di perdono e di pace … e di scendere invece in piazza per protestare sia contro i carnefici arabi, sia contro i loro mandanti ( arabi anch’ essi ) !
    Come la penso io su Orlando ???
    Certamente in maniera diversa da come la pensi Tu : per me ( e mando affanculo i vari, ridicoli, ripetitivi JE SUIS oggi tanto a la page … ) : trattasi, di crimine contro l’ umanità ( e non contro gli Ebrei ), crimini per i quali dobbiamo lottare TUTTI affinchè cessino subito !
    Ma questo era chiaro a priori, poiche JE SUIS BRUNO’, Tu JE SUIS DIEMME’ !

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  3. Ghettizzato … è meglio !
    E comunque, non ci dobbiamo ulteriori spiegazioni, poichè, come già dettoti, Tu JE SUIS DIEMME’, je suis Brunò !
    A bientoit … bella fra le belle ! 😀

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  4. I vari je suis sono uno dei tanti modi per manifestare sdegno, dolore, partecipazione verso fatti crudeli che ci lasciano sbigottiti. Je suis, bandiere, striscioni a lutto, scarpe rosse, anche parole, poesie, pensieri, post, ma anche silenzi, possono essere espressione di sincero cordoglio e partecipazione.O di “mode”. Quest’ultima prende uno spazio di nessuna importanza, aderire perchè tutti aderiscono senza una sentita coopartecipazione, lascia il tempo che trova in chi lo fa. Infastidisce la politicizzazione, la ghettizzazione, la settorialità, ma è inevitabile che questo avvenga, purtroppo. Arrivare, però, a disquisire su quale deve o dovrebbe essere la top ten partecipativa sinceramente mi lascia perplessa. Purtroppo stiamo quotidianamente assistendo a un ampio ventaglio di nefandezze, tutte sono tali, tutte tremende e tutte riconducono a un comune denominatore: zero rispetto per la vita umana.E su questo ci dovremmo soffermare e contro questo lottare.

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    • E infatti è questo il problema, non soltanto l’efferatezza delle stragi, ma la banalità delle motivazioni. Non è solo il disprezzo per il diverso, ma per la vita umana in generale. “Je suis…” in fondo sta a significare “Io sono un essere umano, tale quale a loro e, al di là dell’umana solidarietà e del cordoglio, resta anche il fatto che nessuno di noi è immune”.
      Cosa fare per fermare tanta follia? Francamente non ne ho idea, mi sento disarmata davanti al male. Disarmata, ma non disposta a farmi fagocitare dalla paura, non dobbiamo permettere che la follia di pochi paralizzi la vita, non dobbiamo darla vinta al terrorismo, non dobbiamo cedere al terrore.
      Forse ha ragione Malala, che diceva che con le armi uccidi i terroristi, con l’educazione il terrorismo e forse ognuno di noi, nel suo piccolo, può contribuire ad educare alla vita.

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