Di coerenza e questioni sociali

testa ingranaggi

Leggendo vecchi post mi rendo conto che questo blog un tempo affrontava di più i grandi temi sociali, mentre oggi spesso si limita a una cronaca del proprio quotidiano: sarà perché oramai sul resto mi sembra di avere detto tutto?

In realtà ho detto tutto ma, evidentemente, non mi sono mai riuscita a spiegare, perché tanti pensano di me questo e quello, non capendo come si possa essere contro il divorzio e divorziata, contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso e sostenitrice dei diritti dei gay (diritti, non presunti tali, ergo pretese!), contro l’aborto e a favore della 194, per l’accoglienza degli immigrati e per la ruspa, etc. etc. etc.

Qualche povero di spirito potrebbe commentare: “Poche idee ma confuse”, ma sbaglierebbe.

Io direi piuttosto molto idee, e molto complesse e articolate!

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17 thoughts on “Di coerenza e questioni sociali

  1. “molto idee, e molto complesse e articolate!”, mi piace. Io, che mediamente non mi ritengo povero di spirito, potrei pensare a qualcosa tipo “schizofrenia sostenibile” :-). Potrebbe andare?

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    • Non è così, posso spiegare. Dunque:

      Divorzio: il matrimonio è una cosa seria, è un impegno teoricamente e presumibilmente a vita. I due si impegnano ad amarsi e a rispettarsi, etc. etc. etc., finché morte non li separi. Ora, è ovvio che, oltre ai cataclismi che possono rimescolare le carte, c’è anche il fatto che per far funzionare un matrimonio bisogna essere in due, ed entrambi devono onorare l’impegno assunto, altrimenti per l’altro potrebbe trasformarsi in una prigione, cosa che non è: la famiglia deve essere un porto sicuro, fonte di forza, luogo di ristoro, non un incubo e quindi, se per causa di forza maggiore o perché uno dei due viene meno all’impegno il matrimonio non rispecchia più quello che deve essere, non si può far altro che prenderne atto, ergo divorzio.

      Matrimonio omosessuale: il matrimonio è un istituto sociale che ha delle caratteristiche ben definite, già presente nel nome (da mater, è l’istituto all’interno del quale avviene la maternità, sempre nelle intenzioni). Ora, fermo restando il diritto delle persone a essere rispettate, a vivere la propria sessualità come più aggrada loro (sempre nel rispetto del partner), a vedere riconosciuti i propri sentimenti e la propria unione, a vedersi riconosciuto il diritto di assistenza del partner etc. etc., mi dite tutto questo che c’entra col matrimonio?

      Aborto: lo ritengo un omicidio, e questo l’ho detto e sostenuto in lungo e in largo, sono per la cultura della vita e per la prevenzione (peraltro prevista dalla 194, per quanto poco attuata), ma non si possono chiudere gli occhi davanti alla realtà, che significherebbe ricorso alle mammane: se non si può scegliere tra il bene e il male, se bisogna scegliere tra due mali, meglio che di due vite, entrambe preziose, almeno una si salvi.

      Immigrazione: per quanto riguarda l’immigrazione, ritengo che si debba ragionare non in termine di stranieri ma di esseri umani, e che ogni uomo sia cittadino del mondo e abbia diritto a trovarsi un luogo in cui costruire la sua vita: di qui allo sbraco, a permettere ad alcuni di loro di distruggere la nostra cultura, stuprare le nostre donne, parassitare le nostre casse, renderli impuniti qualsiasi sia il crimine da loro commesso, ce ne corre e quindi: sì all’accoglienza, sì anche all’assistenza (ma non all’assistenzialismo), no alla delinquenza, sì ai progetti d’integrazione per chi vuole vivere in pace e in serenità, sì alla ruspa per gli altri, delinquenti, nullafacenti e malintenzionati di varia fatta: ti sembra incoerente e schizofrenico?

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    • No, cara Diemme, non mi sembra per niente incoerente, né schizofrenico. La mia voleva essere solo una battuta scherzosa, equiparare l’articolazione del tuo pensiero con una cosa complessa come la “crescita sostenibile” attraverso il paradigma del neologismo scherzoso di “schizofrenia sostenibile”.
      E’ che oggi il mio pensiero rischia di essere in uno stato “decisamente troppo sintetico”. Sii paziente. 🙂

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    • Ma guarda che mica mi ero offesa, anzi, mi hai fatto da spalla per potermi spiegare meglio! E poi, avrò tanti difetti ma non la coda di paglia (abbenché una mia amica sia rimasta impressionata dalla mia reazione nei confronti della Pdf… fermi restando i torti della medesima, che quelli nessuno li nega! 😛 ).

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  2. Io di te ho sempre pensato che hai le idee ben chiare e non manchi di farle comprendere.
    Anzi, se ricordi, ho avuto più occasioni di affermare che sei una persona molto profonda ed impegnativa con la quale relazionarsi, ma non per questo meno stimolante ed interessante da avere per amica.
    Credo che con te gli argomenti di discussione e confronto non mancherebbero mai e che nello stare in tua compagnia il tempo passi senza nemmeno accorgersene!

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    • Generalmente, se ho l’opportunità di ragionarci abbastanza a lungo, riesco a portare gli altri alle mie idee.

      Ieri ho parlato a lungo con mia figlia del significato del matrimonio, alla fine ci siamo pure divertite (castigat ridendo mores 😉 ), ma qualche spunto di riflessione gliel’ho dato.

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  3. La sai una cosa? Sarà l’età….ma non vedo perché uno si debba giustificare per le proprie idee e i propri pensieri, sono diventata davvero insofferente al riguardo! Io ho i miei pensieri e tu hai i tuoi, ci si confronta e ognuno dice il suo pensiero, ma quello che mi da davvero fastidio è quando nasce la santa inquisizione su perché uno la pensa in un modo e uno in un altro…..
    Il confronto è bello proprio perché i pensieri sono tanti e diversi e sentire altri pareri e altri punti di vista è sempre utile, ma nulla oltre a questo!

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    • Qui non parlavo tanto di non accettazione di idee diverse, quanto di incomprensione. Come già denunciato altre volte, la gente tende ad attribuirti le idee “a pacchetto”, dando per scontato che se tu pensi una cosa (ammesso che tu la pensi), la pensi per un certo motivo e ne pensi una serie di altre secondo loro collegate: questo è davvero fastidioso! Non è che uno si debba giustificare, ma siccome con gli altri si interagisce e si chiacchiera, quando ci si rende conto che l’interlocutore non ha capito nulla e, per quanto tu schiettamente ti possa esprimere, ha delle idee distorte sul tuo conto, ti cadono le braccia.

      Per esempio, una cosa banale, io sono contro l’aborto perché ritengo il bambino per l’appunto un bambino, una vita umana innocente che merita tutela e rispetto: da questo come minimo ti dicono che sei sessuofoba, che vuoi “punire” le donne mandandole a morire sotto i ferri da calza delle mammane e poi, se dichiari che sei a favore della pena di morte e l’eutanasia (e io lo sono) ti danno dell’incoerente perché se dici che solo Dio può togliere la vita (quando l’ho detto????), non puoi essere contro l’uno e a favore delle altre.

      Addirittura sono riusciti a dirmi, per questione dell’utero in affitto, che sono incoerente perché non posso esprimere solidarietà con Israele per le vittime del terrorismo e poi essere contraria all’utero in affitto che lì dicono sia consentito: francamente, con tutta la buona volontà, mi sfugge il nesso e ho la forte tentazione di giudicare l’interlocutore fortemente disturbato…

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  4. Il fatto è che ognuno ha, questo sì, il diritto di seguire e mantenere le proprie convinzioni, senza preoccuparsi del consenso che trovano.
    Manifestare ciò tramite internet, blog o social neteworks, rappresenta anzitutto una testimonianza scritta dei propri convincimenti, spesso contraddicenti il cosiddetto “comune sentire” o l’interpretazione edulcorata dei fatti, riveduta e corretta secondo il gusto mainstream del momento.
    Oltre al fattore testimonianza può essere motivante l’eventuale curiosità di incontrare virtualmente chi ha idee simili alle nostre.. o anche il sottile e un po’ irriverente piacere di provocare chi la pensa assai diversamente da noi.. 😉
    Enrico con account enricoerre

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    • A volte scrivendo e spiegando mettiamo meglio a fuoco le nostre idee anche con noi stessi, e a volte possiamo onestamente cogliere delle contraddizioni, o degli aspetti non considerati, e aggiustare il tiro.

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  5. Il fatto di dialogare, secondo me, va preso “alla leggera”, come un passatempo… intanto ognuno non si smuove dalle proprie conclusioni.
    Per questo occorre stare ben attenti a non farsi coinvolgere in discussioni accese o veri e propri diverbi, assolutamente inutili e capaci solo di mettere i contendenti di cattivo umore o, nei casi peggiori, creare strappi insanabili fra di loro.

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  6. Si arriva a un punto nella vita del blog dove i temi più complessi ed articolati si sono sviluppati per primi invogliando il pubblico a leggerti. Più c’è la fase di mezzo temi meno impegnativi ma pur sempre interessanti, io dopo 4 anni dall’apertura del mio salotto ora sono nella terza fase. che nn è quella del declino ma quella che citi tu. Post leggeri accompagnati da foto che adoro scattare e per altri temi tosti aspetto di sentirli dentro di me. Ora va così e non mi forza. Buona domenica.

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    • E infatti, a me sembra di aver detto tutto, ogni argomento è esaurito, e da qui non ci si rende tanto conto che il pubblico è cambiato e che magari a loro il nostro pensiero è ignoto, e a noi il loro, su argomenti su cui non si è avuto più modo di tornare.

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