La parola soverchia

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E’ che insomma, lo so, io la parola di troppo ce la metto sempre, una signora era solita citare un vecchio adagio, “tu prendi i debiti con la bocca!”. Mia madre però ne diceva un altro di tutt’altro tenore, “Meglio perdere un buon amico che una buona risposta”, e io do più retta alla mamma che a un’estranea, non vi pare?

Anche se ecco, un buon amico magari no, ma un conoscente sì, cantarle alle persone dà troppa soddisfazione.

Che poi, un mio amico mi ha detto ultimamente: “Ma insomma, eri stata tanto carina a scrivere un post per Sol, c’era bisogno che dessi la stoccata nei commenti? E poi, basta chiamare Tizietta “Pelodifiga”, è volgare e non ti fa onore: e lascia correre ogni tanto!”.

Ah, se lui sapesse quanto lascio correre! Se lui sapesse quante me ne risparmio, quelle che poi dico sono la minima parte.

Mi sono sentita in dovere di precisare che il post non era per Sol, lei veniva solo citata a titolo del tutto casuale e poi, alla fin fine, che ho scritto? Non ne nego il valore, io sono la prima a stimare le sue capacità, ma se io di lei ricordo in primis et ante omnia la spocchia, diciamo che lei ci ha messo del suo.

Per quanto riguarda Tizietta (il cui nome reale mai più pronuncerò, portava con sé un carico d’affetto che mi fa effetto oggi il nominarla, alla luce dei nuovi sgradevoli sentimenti), gli ho spiegato che l’appellativo “Pelodifiga” non è tanto diretto a lei, che lo riterrei persino lusinghiero e non mi permetterei mai: infatti, nel mio immaginario, la farebbe apparire come una Messalina, una Mata Hari, una donna intrigante e conturbante, cosa che decisamente non è; per me quel nomignolo è una reprimenda per lui, alludendo al famoso adagio “Tira più un pelo di figa in salita che una coppia di buoi in discesa”, e quindi un rimprovero per avere svenduto a così basso prezzo un’amicizia solida e duratura.

Che poi, se il proverbio fosse stato “Tira più un pulsante del computer” l’avrei probabilmente chiamata “pulsante del computer”. Vabbè, facciamo così, se proprio devo cambiarle il nomignolo, rifacendomi al bastone e alla carota, proprio per essere più fine potrei chiamarla “Carotina”.

Concludendo, tanto oramai mi conoscete, lo sapete che ho una doppia anima, una di nobildonna e una popolare, ma quando c’è da cantarle sicuramente prevale quella popolare… e so’ soddisfazioni!

Ps: mi sento il dott. Jekyll e il mr Hide della lingua italiana…  😆

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37 thoughts on “La parola soverchia

  1. Ammappa! Ma pelodifiga era più simpatico, proprio a testimoniare il fatto che per sesso si svendono gli affetti, si sfasciano i matrimonio, si spezzano i fidanzamenti e così via…

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  2. Senti Diemme, se devi fare come tanti che usano tante belle parole e poi dimostrano che pensano tutt’altro è 1000 volte meglio che sei così! Diretta e spontanea, la chiarezza prima di tutto, non cambiare!!!!! 🙂

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  3. Uffi … ma ‘sto poste nun l’ avevi già fatto ??? 😯
    Uffi … UFFI ! 👿
    Postescritto : si te senti mistresse @Hyde e sor @Jekille de’ la lingua itajiana, vedi de ripijà li libbri de scola in mano, nun fà la sumarona, pija l’ esemmpjo da tu’ fija, che sta sempre su li libbri !!! :mrgreen:

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  4. Nòvo de zzecca ?!? 😯
    ‘Un me sembra mica, a gjudicà da le raggnjatele e da la porvere che ci sta, o no ???
    Aqquì de le dua l’ una : o 1) Nun hai sporverato bbene, oppuro 2) ‘sto poste bbino & trino nun l’ hai scritto te … terzio nun dato este ! :mrgreen:

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    • E invece è dato, perché l’ho scritto io di mia mano fresco fresco. Se invece secondo te è copiato da qualcosa o qualcuno, prego di indicarmi l’originale.

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  5. Seee l’ originale …. dichi Tu, me ce vorebbe la machina der tempo pe’ trovallo !
    The original post ??? 😯
    Ahò … mischja bbene le carte che cjài ‘n mano : ma nun l’ aveva ggjà scritto ‘sto poste farlocco l’ inquieto @Arthuro, quer tizzjo che fà le foto pe’ quela specje de rivista da vetrina ???
    Mica so’ micco, eh ???
    E/o ricncojonito, che nun me lo ricordo, quanno er bbravo @Arthuro l’ aveva .. ehm … come se dice ??? … ah … ecco : RIBBBLOGGATO ‘sta trama, e co’ la scusa de recensì ( o de recensionà ??? …. Boh … nun me ce stai a fa’ capì ‘n’ amata cippa co’ tutti ‘sti poste stracopijati e/o riacchjiappati de bbel bbello quaellà ) Tu e lui ve ciè sjete rimessi a riparla e/o a risparlà de le solite roggnje, der tipo de @Ginevro ( che palle … ) e de @Rosa de Maggjo ( mmhhh …. quela è bbona puro l’ antri mesi dell’ ano ), come si noi fossimo tutti scordarelli ar punto tale de pijà pe’ novo cjò che se leggeva ggjà a li tempi de li cartagginesi … o ggjù dellì ! :mrgreen:
    Però la tua sfida de aritrovallo … l’ accetto eccome ! Peccui, prima vado a denuncjà a la Bboncostume er parucchjere che t’ ha devastato la chjoma e te manna ‘n giro come ‘no spaventapasseri, eppoi viaaaaaaaaaa … sotto co’ A LA RECHERCHE DER POSTE PERDUU !!! 😀

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    • Ecco sì, ricercalo, perché io non ho mai copiato niente in vita mia, e scrivo di getto come mi passa per la testa, quindi va pure sul blog di Arthur e cerca l’articolo originale. Che poi Arthur (che, detto tra noi, è l’amico qui citato che mi ha cazziato) possa aver scritto qualcosa sullo stesso argomento può pure essere, ma sicuramente, visto che oltretutto la pensiamo diversamente, altro testo e altro tenore!

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  6. Sfida accettata ( ho appena denuncjato a la Bbboncustume quelo … ehm …. dietologo ( dicjamo così … ) che te manna pe’ strada sparuccata come ‘no spaventapasseri spidocchjato … ) e quinni er mar da lungi e quinne er mont … ma che cacchjo sto a dì ??? Quelo l’ ha scritto @Leopardi, mica cacchjo … e quinni ecchime qquì : EVVIVA @DIEMME, CHE NUN LA DA’ A NESSUNO, abbenchè parecchi jè stanno intorno de notte e de mattina, pronti a pjassela !!! 😀

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  7. Eh eh eh … stacce @Diè, io ne avrei di argomenti da vendere nuovi di zecca, senza dover ricorrere ai mezzucci di “post triti e ritriti” fatti passare per nuovi di zecca, come se una monetina di rame, dopo esser stata spesa e rispesa, passata di mano in mano prima di arrivare da noi, fosse millantata come nuova, pur essendo notorio a tutti ( ed anche a te che – a tuo dire – avresti studiato il Latino ) che NIHIL NOVI SUB SOLE ! :mrgreen:

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    • Facciamo una cosa cavalie’, m’arrendo: hai vinto il premio Mr. Parola Soverchia, e nessuno riuscirà a toglierti lo scettro, neanche una malalingua della mia schiatta!

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  8. Io che sono tra quelle persone che le cose le pensa ma non le dice o le dice in modo soft e quindi secondo questo discorso sono il contrario rispetto a te, posso assicurare che il risultato non cambia se non solo all’apparenza 😉 per cui visto che quello che conta è la sostanza, perché cambiare il tuo modo d’essere? 😊

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    • Te lo chiedo perché quella storia è stato il regno della parola soverchia, e non è che io non mi sia chiesta, in questi anni, se magari me la sarei potuta risparmiare…

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    • Ho seguito la storia a posteriori, in effetti qualche particolare di sicuro l’ho perso….
      Se pensi che avresti potuto evitare qualche cosa di sgradevole allora è diverso, secondo me non è mai troppo tardi per fare un passo indietro e chiedere scusa…😊

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    • Stai scherzando? Io a lei la decapiterei con la mannaia, altro che chiedere scusa. Pensavo a lui, nel senso che avrei potuto accuratamente evitare il discorso di lei, mordermi la lingua ogni volta che mi saliva sulle labbra la parola soverchia, ma oramai che la frittata è fatta che posso fare? Mica posso andare da lui e dirgli: guarda, mi dispiace avere detto ogni due per tre che lei è una stronza, lo penso, è vero, ma mi sarei dovuta limitare a pensarlo senza manifestarlo!

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    • Sì, credo di aver sbagliato a concedere loro la mia amicizia, e a sprecare per loro tanto tempo, tanti pensieri, tanto affetto e, occasionalmente, non è che non ci sia stata pure qualche spesa.

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    • Questo non è possibile, significherebbe far pagare a chi è (ancora) innocente gli errori dei suoi predecessori. In questo campo, per me, non imparare dagli errori pregressi è una scelta d’umanità. Difficile, dagli esiti troppo spesso dolorosi, ma per me l’unica possibile.

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    • Proprio per questo, non concedere tempo ed energie a tutti indifferentemente, ma concentrati su alcune persone senza aspettarti nulla in cambio ma fallo a chi merita o ne ha bisogno….😊
      Ma non dimenticare te stessa in tutto questo, perché è amando te stessa in primo luogo che puoi aiutare gli altri ❤

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    • Non è così banale: chi lo merita non lo sai prima, e chi ha bisogno in genere è proprio la serpe in seno che ti rinnega appena cessato il bisogno (pdf docet e, d’altra parte, c’è un proverbio che non a caso recita “amico beneficato, nemico dichiarato”). Come vedi, non è facile o facilmente intuibile a priori.

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  9. Cerca di trovare il tuo criterio di scelta finché vedrai che svilupperai una sorta di ” sesto senso” ed alla fine il salto di qualità sarà notevole e sopratutto starai meglio tu con gli altri e con te stessa 😊

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    • Non credo che sia così facile. In genere, comunque, diffido delle persone deboli, perché sono banderuole che si uniformano a chi gli sta accanto e strilla più forte, e quindi inaffidabili, diffido delle persone invidiose e complessate, ma spesso queste sono caratterische che potrebbero subentrare successivamente, in seguito a un cambio di sorte dell’uno o dell’altro. E poi, ci pensavo oggi giusto a proposito della pdf: diffidare delle persone che si considerano nullità, generalmente lo sono!

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    • Non è affatto facile….io col tempo ho deciso di usare un solo parametro che secondo me è il più equo: sto vicino solo a persone buone…e la bontà io la riconosco sempre…forse perché ho incontrato tante persone non buone…ma ai miei occhi una persona buona spicca 😊 un abbraccio ☺

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    • Beata te, a me sembrano tutti buoni o quasi, sai com’è, omnia munda mundis. E poi “buono” è un termine davvero generico, che significa davvero poco. Chi è buono? Chi non farebbe mai del male a una mosca, ma magari non interviene se lo fanno gli altri perché è un pavido? E’ buono lo scriteriato “volemese tutti bene”, senza alcun senso della realtà, che magari mette col suo buonismo a repentaglio l’incolumità altrui? E’ buono il mite, quello che non reagisce per debolezza, il superficiale bonaccione?

      Chi è buono Ema, chi è buono? Dimmelo tu visto che per te è facile, per me non lo è. Di persone buone nel senso totale, vero e profondo che intendo io ne avrò conosciute tre o quattro al massimo, e questo lo sai che significa, se uno dovesse decidere di stare vicino solo alle persone buone? Vivere in isolamento, senza fidarsi mai di niente e di nessuno, senza dedicarse a niente e a nessuno, senza dare una seconda possibilità a niente e nessuno.

      Scusami Ema, io sono contenta che tu abbia trovato un tuo criterio e un tuo equilibrio, ma io continuo a ritenere che le cose non siano così facili, e che l’unica sia continuare ad esporsi, a rischiare, godere il bene di ritorno, ma ogni tanto ripararsi in un angolo a leccare le ferite, aspettare che si richiudano, e nel frattempo magari chiudersi a riccio, fino alla prossima.

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    • Chi è buono? Il pavido, lo scritteriato ed il buonista possono essere buoni ma non sono queste loro caratteristiche che li rendono buoni. Mi rendo conto che la mia situazione personale mi rende in questo caso una privilegiata, dandomi maggiori occasioni e capacità di discernimento e, pertanto, i miei consigli non sono per tutti applicabili. Credo però non sia impossibile, pur con un certo sforzo mentale e di tempo, discernere negli altri quel complesso di qualità morali che spingono l’uomo a fare il bene, a essere generoso, affabile, cortese, mite (ma queste ultime caratteristiche da sole non implicano la prima, piuttosto il contrario può essere probabile). E questa non è altro che la semplice definizione di “bontà”. E non credo neppure che la bontà risieda in pochi, ma che forse la maggior parte delle persone tendano a non accorgersene negli altri (piuttosto se ne accaparrino la prerogativa per se stessi facilmente), presi come siamo dalla frenesia del vivere quotidiano. Non credo, infatti, che privilegiare la ricerca del buono significhi vivere nell’isolamento anzi piuttosto vedo una maggiore pienezza e ricchezza nei rapporti con gli altri, data la maggiore consapevolezza nell’instaurarli. 🙂

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