Legiferare per cambiare?

discriminazione_del_diverso

Come sapete la discussione sul ddl Cirinnà mi ha fatto molto girare l’anima.

Me l’ha fatta girare non solo per quella che ritengo la banalizzazione e ridicolizzazione del matrimonio (quella è in atto da molto tempo, probabilmente da sempre, e indipendentemente dalla comunità gay), non solo per l’irrispettoso e malriuscito tentativo di far passare per altro quello che altro non è, non solo per le palate di letame che i sostenitori del ddl hanno gettato sulle famiglie etero, descritte unicamente come covo di violenze, falsità, spesso perversione (davvero molto, molto irritante), ma perché è stata sotto la luce dei riflettori come problema prioritario in un momento in cui la nazione è in ginocchio, la gente si suicida per la disperazione, i giovani non vedono un futuro ed emigrano, gli anziani rimangono soli e affamati, mentre microcriminalità e grande criminalità imperversano.

Si parlava di questo sull’autobus, con una persona che invece sostiene che sì, che in questo momento era la priorità, perché esistono un sacco di pregiudizi (e questo è vero) e che il modo per rimuoverli sia legiferare.

Purtroppo sono dovuta scendere (o è scesa lei, oramai è passato qualche giorno e non ricordo più) e mi dispiace, perché la discussione prometteva di essere interessante: io sono convinta invece che legiferare non aiuti alla rimozione del pregiudizio, e che questo si possa superare solo con un’opera di sensabilizzazione, aprendo una finestra su un mondo sconosciuto (e probabilmente per questo temuto e/o evitato), e aumentando la conoscenza e il livello di consapevolezza dell’altro.

Le legge, che si ripromette solo di essere coercitiva (reato usare il termine frocio, negro, reato l’antisemitismo e l’islamofobia) senza che, secondo me, cambi l’opinione delle persone che, nella loro testa e nella loro quotidianità, continueranno ad avere gli stessi identici pregiudizi e a comportarsi di conseguenza.

Una persona, molti anni fa, mi disse di aver cambiato commercialista perché aveva scoperto che il suo era omosessuale e gli faceva schifo: secondo voi, un ddl Cirinnà che permetta le unioni omosessuali, una legge sanzionatoria che punisca il termine ‘frocio’ ritenuto dispregiativo, potrà cambiare la testa di persone come questa? Io sono certa che no.

Io ho visto tanti pregiudizi abbattuti dalla conoscenza, dalla “sorprendente” scoperta che l’altro è come noi, e che le cose che uniscono sono più di quelle che dividono.

Ma noi, oramai si sa, siamo quelli che i disabili li chiamano diversamente abili ma poi col piffero che rimuoviamo le barriere architettoniche e che rinunciamo a parcheggiare davanti agli scivoli: siamo superficiali, egoisti, ma molto, molto legiferanti…

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21 thoughts on “Legiferare per cambiare?

  1. Non credo nemmeno io che una legge possa cambiare la mentalità delle persone… in fondo le leggi vietano i furti, eppure c’è chi ruba… le leggi puniscono chi uccide, eppure c’è chi lo fa lo stesso… I pregiudizi sono forse ancora più difficili da abbattere, sono radicati, e faticano ad andarsene..

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    • Con la legge sull’aborto, la gente contraria (tra cui io) continua a lottare contro l’aborto e a considerarlo un crimine, con tutte le leggi a tutela delle minoranze religiose l’antisemitismo continua ad esistere, e di scritte che recitano “Morte agli ebrei” et similia ne trovi quante ne vuoi, e continuano a spuntare come funghi.

      Le leggi a tutela delle minoranze e delle fasce più deboli in generale permette loro di vivere meglio e relativamente più tranquilli, ma secondo me non cambia di una virgola la mentalità della gente.

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  2. le lobby gay tengono in scacco gli abusivi che non hanno né moralità precisa né idea alcuna. Bergoglione 1 s’interessa solo del flusso dei clandestini ( se cessa fine del $ ) , Se difendi la famiglia “normale” “naturale” sei omofobo, transfobico ed altre amenità del genere . Per essere avanti ed intelligenti la beomassa tace o plaude…. è il disfacimento morale e civile d’un popolo.

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    • “non hanno né moralità precisa né idea alcuna”: la penso esattamente come te. Poi, lobby o non lobby, sempre una questione di voti è: voglio i voti dei tradizionalisti/cattolici/conservatori e non tocco il matrimonio, voglio i voti della comunità LGBT per cui gli faccio qualcosa che, diciamocelo, è tale e quale, così possono realizzare il loro sogno. Irritante (per me in generale, ancora di più se fossi gay) il fatto che si differenzi per l’obbligo alla fedeltà: che significa, che i gay sono promiscui a prescindere, al contrario degli angelici etero?
      La stepchild adoption non è passata, ma prima o poi passerà, e a che darà la stura? All’utero in affitto, come già avviene all’estero, checché si affannino a negare (e, d’altra parte, chi mi toglie dalla testa che questa legge è diventata prioritaria perché serviva alla lobby?)

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  3. Le leggi non cambiano il modo di pensare della gente… però una piccola differenza tra ciò che è consentito e ciò che non lo è, una legge può aiutare in questo

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  4. “si possa superare solo con un’opera di sensibilizzazione, aprendo una finestra su un mondo sconosciuto e aumentando la conoscenza e il livello di consapevolezza dell’altro”

    ora mi chiedo solamente se, un essere umano, possa aggiunger altro a queste parole…

    ovviamente per quel che mi riguarda ho detto tutto quello che potevo dire… :)))

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  5. Non direi che si tratti di pregiudizi… le persone comunque vanno giudicate in base alle loro qualità, a prescindere dall’orientamento sessuale: quindi esistono soggetti spregevoli e rivoltanti sia fra gli omo che fra gli etero, come anche persone di lodevoli qualità, per quanto immaginare un tal soggetto intento in pratiche omo possa creare in taluni un senso di fastidio, ancor più se si tratti di uomo piuttosto che di donna.
    Quanto al matrimonio, esso è, per definizione, l’unione religiosamente o statualmente sancita, con assunzione di reciproci diritti e obblighi, fra un uomo e una donna… possibilmente anche ai fini della prosecuzione della specie.
    Le unioni civili sono quindi un modo diverso, terminologicamente parlando, per classificare rapporti che hanno, sul piano contrattuale, notevoli affinità col matrimonio, ma che non si possono chiamare con quel nome, e servono ad acquietare le mediaticamente sovradimensionate pressioni del mondo gay (e anche i gay votano, si sa).
    Le coppie etero entrano nelle unioni civili per “buon peso”, ma non è per loro che si è fatta la legge: loro, volendo, potevano, nella stragrande maggioranza dei casi, anche decidere di sposarsi.
    Quanto alle leggi… esse sono talora il frutto di un’ideologia che trova così la sua espressione coercitiva verso chi non la condivide (e questo è il loro lato oppressivo), ma anche il modo per blandire chi da esse invece trae beneficio o suppone di trarlo o comunque si sente dai loro contenuti gratificata… ciò che elettoralmente giova, soprattutto se i gratificati si presume siano numericamente in ascesa.

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    • “Quanto al matrimonio, esso è, per definizione, l’unione religiosamente o statualmente sancita, con assunzione di reciproci diritti e obblighi, fra un uomo e una donna… possibilmente anche ai fini della prosecuzione della specie.
      Le unioni civili sono quindi un modo diverso, terminologicamente parlando, per classificare rapporti che hanno, sul piano contrattuale, notevoli affinità col matrimonio, ma che non si possono chiamare con quel nome”: praticamente quello che ho sempre sostenuto, per cui sono stata tacciata di omofobia 👿

      Per tutto il resto, chiaramente, concordo!

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  6. Anche io sono del parere che i pregiudizi se ci sono non si eliminano ma per quanto riguarda il discorso disabilità cui hai accennato se non ci fosse almeno la legge ( che comunque è carente ) che ci tutela la nostra situazione sarebbe ancora peggio…..😯
    Per il caso dell omosessualità non so se valgono altri criteri, ma in generale non è la legge che cambia l’atteggiamento e la testa delle persone ma può alzare mediamente la qualità di vita o almeno provarci….😐

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    • Io infatti non sto dicendo che le leggi tutela delle minoranze non servono, solo che non servono a rimuovere i pregiudizi (e, vivaddio, in alcuni casi neanche a crearli, v. leggi razziali, che non trasformarono certo in razzista chi non lo era e continuò a difendere quelli che comunque riconosceva come fratelli spesso a richio della propria vita).

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    • Io non credo. Le persone intelligenti cambiano, perché si fanno attraversare dallavita, e la vita di cambia. Poi ci sono quelle coi paraocchi, quelle impermeabili alla realtà e alle evidenze della vita e quelle no, quelle sono d’accordo che non cambino.

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  7. La tua analisi e pure le tue conclusioni, cara amica, sono per me totalmente condivisibili!
    In merito al legiferare, vorrei aggiungere, questo sulla base di esperienze dirette in tutt’altri ambiti, che sta sempre più venendo meno la visione d’insieme che comprenda una maggioranza silenziosa, sofferente e laboriosa a seconda degli approcci considerabili, a vantaggio di componenti, o lobby, come vogliamo considerare, che ha opportunità e palcoscenici nei quali lamentare proprie aspettative, che per non esser tacciati di disallineamento con coloro che sono ritenuti più moderni ed aggiornati, se non addirittura più civili, è necessario soddisfare con priorità.
    Volevo parlare d’altro, ad esempio delle norme, per me concettualmente abominevoli, secondo le quali se un comune ha ridotto all’osso le sue spese di gestione ora viene “premiato” con la “generosa” possibilità di effettuare il turn-over dei propri dipendenti (ovviamente pure essi numericamente già ridotti al minimo indispensabile) di 1 ogni 4 cessati. Chi poi si meraviglia di quel che vien prodotto nelle nostre aule parlamentari?

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