Delle diverse opinioni

punti-di-vista-sei-nove

Mi ha fatto riflettere il commento di Sergio nel post precedente riguardo la mia capacità di rispettare le opinioni altrui. In realtà non lo ritengo neanche un merito, ritengo la cosa più normale del mondo che persone di diversa estrazione, diversa cultura, diversa educazione, diverso carattere, diverse situazioni ed esperienze di vita, abbiano opinioni diverse, basate su propri criteri di valutazione.

Ora, i punti di vista si chiamano così proprio perché è il punto di vista, la posizione della persona, la prospettiva, insomma, chiamatela come volete, quella che cambia la percezione di ciò che si vede.

Facciamo conto per un momento di trovarci di fronte tutte persone mediamente intelligenti e in buona fede: se esistesse un’unica verità, se esistesse La Verità, la penserebbero tutti nello stesso modo, non vi pare? Magari una persona può essere disinformata, ma se fosse solo quello le divergenze verrebbero appianate con l’informazione, non sarebbe forse così?

La realtà però non è mai così semplice, non esistono, almeno nella dimensione umana, il Bene in sé e il Giusto in sé di platoniana memoria: a noi è più accessibile e consono il socratico sapere di non sapere, ed è proprio per questo che dovremmo avere, nei confronti di opinioni diverse dalla nostra, l’umiltà di ascoltare e considerare, piuttosto che la boria di giudicare e condannare.

Punti di vista - Elefante

Poniamo che le persone nella figura siano ferme nelle proprie posizioni e non si possano spostare. Si deve decidere se far muovere in avanti l’elefante.

Uomo a destra: “Se l’elefante si muove in avanti mi schiaccerà!”

Uomo al centro: “Non dire sciocchezze, se l’elefante si sposterà in avanti semplicemente si allontanerà!”

Donna a sinistra: “Se l’elefante si sposterà in avanti, porterà lontano da me quella coda molesta e quel sederone maleolente!”.

Uomo al centro: “Ma di quale coda e quale sedere vai cianciando, io non vedo niente!”.

Uomo a destra: “Vero, non vedo niente”.

Entità superiore democratica giudicante: “Due su tre non si oppongono allo spostamento in avanti dell’elefante, quindi si proceda!”.

L’uomo a destra muore e nessuno si spiega il perché.

Ecco, questa storiella me la sono inventata io in questo istante, ma è esattamente quello che succede quando non si valutano tutte le posizioni, anche quelle di minoranza, e non si ragiona sul perché delle differenti valutazioni.

Se i personaggi della nostra storia fossero persone aperte e lungimiranti, non arriverebbero a capire di che cosa si tratta e come procedere senza danneggiare nessuno?

Ecco, il non rispetto delle idee altrui è un’occasione mancata per crescere e capire, e soprattutto non far danni.

Certo, poi ci sono delle situazioni per le quali, secondo me, le valutazioni dovrebbero e potrebbero essere oggettive, salvo il capire come mai l’altro arrivi a pensare e a credere in qualcosa che non sta né in cielo né in terra (v. vignette in calce).

ferite credenti non credenti

donna stuprata italiani stranieri

Larga la foglia, stretta la via, dite la vostra che ho detto la mia!

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42 thoughts on “Delle diverse opinioni

  1. hai mai letto il libro “il cigno nero”???

    “Supponiamo che un legislatore dotato di coraggio, influenza, intelligenza, intuito e perseveranza riesca a promulgare una legge che entra in vigore il 10 settembre 2001: impone porte a prova di proiettile dotate di serratura in tutte le cabine di pilotaggio (con costi elevati per le compagnie aeree), nel caso che i terroristi decidano di utilizzare gli aerei per attaccare il World Trade Center di New York. So che è assurdo, ma si tratta solo di un esperimento mentale (sono consapevole del fatto che forse non esiste un legislatore dotato di intelligenza, coraggio, intuito e perseveranza; è questo il punto dell’esperimento mentale). La legge non è molto amata dal personale delle compagnie aeree poiché gli complica la vita. Ma avrebbe sicuramente evitato l’11 settembre.
    A colui che ha imposto le serrature alle porte delle cabine di pilotaggio non viene eretta alcuna statua nelle piazze e nel suo necrologio non viene neanche fatto cenno al suo contributo. «Joe Smith, che contribuì a evitare il disastro dell’11 settembre, è morto in seguito alle complicanze di una malattia al fegato.» Considerata l’inutilità del provvedimento e lo spreco di risorse che ha causato, il pubblico, coadiuvato con piacere dai piloti delle compagnie aeree, lo butta fuori a calci dal suo ufficio. Vox clamantis in deserto. Il legislatore si ritira depresso e con un profondo senso di fallimento. Muore pensando di non aver fatto nulla di utile. Vorrei tanto andare al suo funerale, ma non riesco a trovarlo.
    Esistono due possibili approcci ai fenomeni. Il primo consiste nell’escludere lo straordinario e nel focalizzarsi sul «normale»: l’osservatore trascura gli eventi isolati e studia i casi comuni. Il secondo approccio consiste nel ritenere che, per capire un evento, è necessario considerare prima di tutto gli estremi, soprattutto se, come il Cigno nero, implicano uno straordinario effetto cumulativo.
    quello che molti spacciano ed etichettano come «sconosciuto», «improbabile» o «incerto» per me non è tale. Non è una categoria specifica e precisa della conoscenza, un campo «secchionizzato», ma il suo opposto: rappresenta la mancanza (e i limiti) della conoscenza.”

    questo tuo post mi ha riportato direttamente ai ragionamenti su cui mi sono imbattuto nella lettura del libro..

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    • No, non ho letto il libro, che a quanto ho capito affronta un altro problema: non considerare le opinioni… come definirle, delta più? Quelle che nonsono in linea con quelle della massa, quelle che rispondono ad analisi e valutazione che la massa non compie, principalmente perché miope e incapace di analisi profonda.

      Tutto quello che tu scrivi, purtroppo, già lo so: i grandi uomini e le grande donne, nel corso della storia, sono stati troppe volte messi a tacere, così nel piccolo così nel grande 😥

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    • no beh, l’argomento del libro non è proprio quello.. ma è un discorso diverso. Il collegamento mentale che ho fatto io e che ho associato al tuo post era più che altro in riferimento al fatto che le persone possano avere più opinioni che hanno origine dalla diversità con cui ognuna di loro si è imbattuto nella vita, al fatto che il concetto di verità può essere piuttosto astratto… così come il senso di giustizia… che ha nelle sue basi proprio l’esistenza di una verità.. (questo riferito alle vignette). Non volevo aggiunger nulla di ignoto ma riportare un punto di vista differente che rinforzasse la tesi.. 🙂

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  2. C’è il rispetto delle idee o verità altrui, oppure anche il loro “sorvolamento”… nel senso che io posso ritenere che certi punti di vista siano errati o inaccettabili, ma me ne frego, e non mi impegno a contestarli né a discuterne.
    Va anche detto che ogni nostra opinione è legata pure al fatto che pensarla in quel tal modo può essere per noi più vantaggioso: nessuno, credo, ritiene opportuno ragionare in maniera autolesionistica, per cui si privilegiano, anche inconsapevolmente, le argomentazioni o conclusioni più favorevoli “alla propria casa”… argomentazioni che, ad evitare inutili confronti, in molti casi restano inespresse. 😉

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    • Il fatto di pensarla in un certo modo solo perché più conveniente non rientra nella buona fede che ho posto come premessa. Come sono solita dire a certi propositi, uno certe cose può sperarle, non pretenderle, o può pretenderle con prepotenza, non certo in nome di giustizia ed equità.

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    • La buona fede può essere anche inconsapevolmente corrotta o infiltrata dai personalismi… ed equità e giustizia sono concetti relativi, anch’essi figli del sentire di ognuno.
      Di solito io spero e non pretendo, anche perché ritengo di non essere nella condizione di farlo, e ciò probabilmente è un bene, se non altro perché mi consente di variare la mia opinione: darvi materialmente seguito costituirebbe un punto fermo, uno stop.. tarpando così le ali a sue successive evoluzioni. ( so già che questa mia ultima frase ti piacerà 😀 )..

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  3. E’ vero, tu sai discutere con gli altri, anche con fermezza, se è il caso, ma lasci spazio all’espressione altrui. La rispetti anche se non la condividi. Idem io.
    Noi due, infatti, alcune volte ci siamo “scontrate” su argomenti che lasciano spazio a varie opinioni e idee e convincimenti personali. La discussione, in tal caso, arricchisce i colloquianti, anche se non si arriverà a un cambio di opinione. E’ occasione di crescita. E noi due siamo ancora qui a discutere, condividere e confrontarci, anche a crescere, perchè alla base di tutto c’è il rispetto reciproco.
    Ma questo non è così per tutti.
    Tanto per citare l’ultima mia, nel blog sono stata costretta per la prima volta a mettere la moderazione ai commenti per arginare offese a me e ai miei ospiti per la questione referendum-trivelle. Ho lasciato spazio a ogni opinione, anche diversa dalla mia, ma espressa con rispetto e motivazione. Eppure da uno sono stata considerata deficiente, ignorante,persino disturbata mentale e tutto perchè sull’argomento non la penso come quel qualcuno. Beh…di quei qualcuno in giro ne esistono non pochi.

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    • Lo so. Molti su fb hanno rinunciato a pronunciarsi su questioni serie, altri hanno addirittura chiuso il profilo a causa degli insulti in cui degenerava ogni confronto. Io non ti dico quanta gente ho direttamente bannato, per non correre neanche il rischio di leggerla in gruppi di cui facessero parte o bacheche altrui: le opinioni diverse le tollero, insulti e maleducazione no.

      PS: la moderazione nei blog la ritengo indispensabile…

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  4. Molte volte volte ascoltare tutti i vari punti di vista aiuta a vedere le cose da una prospettiva diversa, quando questo è fatto civilmente, e a farsi un parere più completo e preciso. Poi c’è chi vuol avere ragione a tutti i costi e quando lo contrasti offende e c’è invece anche chi, avendo padronanza di linguaggio, ti fa passare da imbecille elegantemente pensando che tu non ci arrivi, e questi proprio non li sopporto!

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    • Sì, si usa, quando non puoi smontare un’argomentazione smonti la persona che la presenta, vecchio trucco di avvocati per rendere non credibili i testimoni che potrebbero far emergere la verità…

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  5. Cara amica, hai ragione che il rispetto delle opinioni altrui dovrebbe essere una cosa normale, per la quale, quando si riscontra, non si dovrebbero spendere particolari elogi.
    La stessa cosa si potrebbe dire per l’onestà, che non dovrebbe far notizia, come invece spesso lo fa, ad esempio, la riconsegna di un portafoglio trovato.
    Il fatto è che oggi tutto questo è sempre meno scontato, specialmente in certi ambiti, e chi mi conosce sa a quali mi riferisco, come pure che non li posso evitare, dove il doversi guardare le spalle, o beccare botte a tradimento, è fatto tutt’altro che raro. Alla faccia del rispetto!
    E’ per questo che aver l’opportunità di confrontarsi con persone che considerano e quindi rispettano idee differenti diventa particolarmente apprezzabile, forse anche perchè spesso le idee non sono poi tanto dissimili, direi che sono addirittura molto condivise.
    Lo so che mi sono fermato solo alla tua premessa, infatti al riguardo di tutto il resto, come sempre ben analizzato, non posso che dire, ancora una volta, che è pienamente condivisibile.

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    • Caro Sergio, io penso che, riguardo a rispetto e verità, si potrebbe usare lo slogan “Se non volete farlo per altruismo, fatelo per egoismo”: infatti sono due fattori che rendono la vita più facile a tutti, anche se i furbi e gli ipocriti non lo capiscono! Chi dà coltellate alla spalle, chi mente, chi aggredisce, chi ha la mente chiusa, poi alla fine vive una vita di pessima qualità.

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  6. Trullallero … trullallà !
    EVVIVA @DIEMME ( donna con la D maiuscola …. ) come la MAGGGIKA ROMA ( squadra con la S maiuscola … come sa bene il Napoli, preso a calci in culo ieri all’ Olimpico ) !!! 😀

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  7. cominciamo col dire che per legge e per natura esiste una bella percentuale di lobotomizzati, nullafacenti, che ha la missione di insultare il prossimo. Il rispetto è materia sconosciuta ai piu’ soprattutto nel web laddove i pavidi und vigliacchi si nascondono come vermi sottoterra.Poi diciamo che ci sono quelli “invasati” che ti etichettano e ti perseguitano come se non si potesse avere pareri discordi su un argomenti e concordi su altri. Infine ci sono i veri e propri dementi da web , i troll. Mi hanno bannato 7 volte su libero (!!) su segnalazione d’una stronzetta che probabilmente fa “servizietti” a qualcuno dello staff …. non ero gradito ! Ormai non credo piu’ al confronto tra le persone se non a 4 occhi .. 🙂 🙂

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  8. Ah … dire EVVIVA @DIEMME, Donna con la D maiuscola,è un commento che non ti dire niente ?!? 😯
    Mah … certo che sei strana, eh ??? E non mi dire di no !!! 👿

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  9. Belli il tuo esempio e la tua storiella…mi hanno ricordato il mito della caverna di Platone. .. ( e questo è un complimento 😉 )
    Per chi non lo conoscesse: si immaginino delle persone che hanno sempre vissuto in una caverna da cui filtri debolmente la luce che proietta sulle pareti della caverna le ombre della realtà che accade fuori…bene, queste persone crederanno che l’ombra della realtà sia la realtà e sarà difficile se non impossibile convincerli del contrario…
    Questo significa che per non essere ingannati da false verità occorre partire dal presupposto che può essere vero tutto e il contrario di tutto e non fossilizzarsi solo sul proprio punto di vista, ma prendere in considerazione tutte le possibilità per quanto all’apparenza impossibili dopo di ché farsi una propria opinione….😊ma insomma il genere umano è affascinante anche e sopratutto perché vive di queste contraddizioni…non colpevolizziamoci a vicenda, piuttosto guardiamoci consapevoli di sbagliare e poi ricominciare e poi risbagliare. …😊

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  10. Ciao Diemme, sono d’accordo su molto di quello che dici, anche se la lettura dei commenti mi ha fatto sorgere un’ “obiezione” (mi lego anche al commento che riguarda il referendum, dal momento che su fb e su altri blog il mio non-voto frutto di seria documentazione è stato considerato nel più gentile e meno offensivo dei casi come dovuto a menefreghismo e scarsa informazione…). Prendiamo l’esempio dell’elefante: mentre le tre persone non possono (o se sono italiani più probabilmente non vogliono :D) spostarsi e discutono sul da farsi, ne arriva una quarta cieca che, non essendo in grado di vedere la situazione, ascolta le ragioni dei tre. La persona cieca si fa un’idea della forma, delle dimensioni e della posizione dell’elefante ascoltando gli effetti che lo spostamento provocherebbe descritti da ognuno degli altri, e a quel punto se ne esce con un “potrei sbagliare, ma secondo me se gli fate fare un passo a sinistra si allontanerà da tutti senza troppi danni”. L’entità superiore dirà comunque di far fare un passo avanti all’elefante, perchè nessuno ascolterebbe un cieco che poi è pure minoranza, il tizio davanti morirà, e gli altri due accuseranno il povero cieco, perchè le loro posizioni non erano sbagliate, e la magistratura probabilmente lo processerà, perchè la colpa a qualcuno va data comunque.
    Perchè questo commento? Varie ragioni: la prima e sicuramente più sensata è che oggi ho poco da fare, visto che con l’internet day, qui al cnr abbiamo un dispiegamento di giornalisti e polizia che ha fatto desistere molti dal venire in ufficio 🙂
    La seconda è che le opinioni vanno bene, spesso aiutano a crescere, ma ci sono argomenti non-opinabili, per cui non è vero che l’opinione di tutti conta allo stesso modo. Credo che, anzi, stiamo assistendo ad una deriva pericolosa in questo senso: la facilità con cui si stanno diffondendo tante teorie antiscientifiche e complottistiche è una derivazione diretta del fatto che molti credono che la loro opinione e quella di un esperto contino allo stesso modo, anzi, che l’esperto sia un venduto, corrotto, al soldo delle multinazionali e bla bla bla, quindi difendere a spada tratta le proprie convinzioni diventa quasi un sentirsi eroi puri e senza macchia a combattere contro un sistema cattivo e corrotto. Si postano foto della coda dell’elefante gridando “vergogna!!! questi animali non hanno una testa! e voi vi ostinate a credere all’uomo davanti che dice che la ha, mentre è evidente da queste foto che non è così!!11!!SVEGLIAAA!!111” e dall’altra parte si risponde con gli stessi toni. Il vero problema oggi è che la tua frase, semplice e condivisibilissima, “Magari una persona può essere disinformata, ma se fosse solo quello le divergenze verrebbero appianate con l’informazione”, è vera solo in teoria, perchè nella pratica informarsi, informarsi bene, è una cosa che costa tempo e fatica, e non sono molti quelli disposti a farlo. Con tutte le informazioni che abbiamo a disposizione oggi, sapersi districare tra quelle false, quelle parzialmente vere, quelle maliziosamente confezionate in modo da modificarne solo alcuni minimi aspetti per spostarne il peso, è un lavoro che costa davvero uno sforzo in più, mentre gli slogan sono tanto facili, e le foto del sedere gigante dell’elefante sono così evidenti che non serve altro, per credere che l’elefante una testa manco ce l’abbia…
    Io credo nel rispetto delle idee, ma più passa il tempo e più vedo certi effetti, e meno mi sento democratica. Ancora un pochino lo sono, eh… ma ti giuro che a volte diventa proprio difficile 😛

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    • Carissima, dire che concordo in toto con la tua ottima analisi è dire poco! Della serie: “Eccellente, perché non l’ho scritto io!” 😉

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    • Direi di sì. Anch’io – che ho votato sì – ho difeso gli astensionisti che, come te, hanno ragionato sulla questione e preso una decisione ponderata. Di quelli che se ne sono fregati invece ho una pessima opinione, e comunque non sono d’accordo con la questione del quorum, sia perché invalida il referendum per motivi di becero qualunquismo, sia perché comunque il partito del no ha una doppia possibilità rispetto a quello del sì, il che mi sembra veramente antidemocratico.

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    • la gente che se ne frega esiste da sempre ed è fisiologico, e sono d’accordo sul fatto che in questo modo si possano usare anche loro come strumento di voto, e non sia giusto. Ma proprio dopo aver ragionato su questo referendum mi sono convinta della necessità del quorum, anche se andrebbe abbassato proprio per non sfruttare chi non vota per menefreghismo. Prendiamo proprio questo caso: votare si avrebbe significato voler abrogare la norma, votare no, non volerlo fare, votare scheda nulla avrebbe significato dire essere d’accordo sul quesito ma non avere un’opinione a riguardo. invece astenersi per me ha avuto il significato di dire che ero contro al referendum e al fatto che sulla questione fosse presa una decisione popolare. I sondaggi all’uscita dei seggi, inoltre, hanno mostrato che il 56% dei votanti ha voluto esprimere un voto contro il governo: se in questo caso non ci fosse stato il quorum, una decisione su un quesito che interessa tutta l’Italia sarebbe stata presa da una minoranza, per di più guidata da un mero scopo politico e non da coscienza del problema, cosa che onestamente troverei grave…

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    • Goldie, per me rimane il fatto che se sei chiamato a votare e non lo fai, lasci che decidano gli altri, e te ne assumi le conseguenze. Il motivo per cui voti una cosa o un’altra non è questione in cui qualcuno può entrare. I voti contano tutti uguale e, per quanto io sia inorridita dal fatto che possa votare certa gente il cui QI sembra non raggiungere quello di un criceto, tant’è che il voto di tutti ha lo stesso peso, e i motivi per cui uno esprime un voto piuttosto che un altro rimane una questione esclusivamente sua. Il quorum tarpa le ali al partito del sì, lo costringe a combattere con le armi spuntate. Io sono contraria, proprio per una questione di democrazia, in cui tutti devono avere le stesse possibilità. Non era questione da essere decisa dal popolo? Per quanto mi riguarda, il popolo come massa – e non parlo quindi dei singoli individui – non è in grado di decidere su nulla: c’è gente ai seggi che, quando mi sono trovata a essere scrutatrice, mi ha chiesto di indicarle quella cosa bianca con la croce rossa che il prete le aveva detto di segnare, e una persona intenzionata a votare PD (perché così le avevano detto) ha votato PDL perché insomma, nel nome il PD c’era e più o meno erano uguali. Gente che vota, e il cui voto vale quanto il tuo.

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    • Bhé, è vero per tutto ciò che non ha quorum. Nel referendum abrogativo il quorum è stato deciso dal legislatore proprio ad indicare che se un quesito non interessa la maggior parte degli aventi diritto al voto, allora non era un quesito da porre. Come dicevo prima, la scheda nulla avrebbe voluto dire che mi assumevo la scelta di far decidere ad altri, e non era questo che volevo. In molti referendum che davvero interessavano alla gente, il quorum si è sempre superato. In questo caso si partiva già dal fatto che non si erano riuscite a raccogliere 500000 firme per promuoverlo, e se nemmeno mezzo milione di persone ha firmato, il quesito non mi sembra popolare. Qui non avere un quorum avrebbe significato comunque che per una stragrande maggioranza che riteneva il quesito inammissibile, una minoranza risicata avrebbe deciso che fare, e mi pare antidemocratico comunque (perché il mio “non voglio che certe cose siano decise con un referendum” non deve avere peso? Se avessi voluto votare no sarei andata, ma non era quello il mio voto e non era neppure un ” decidete voi”) tanto che questa è stata la prima volta che non ho votato… Quanto al fatto che il mio voto valga quanto quello di altri…non mi ci far pensare, che è meglio.

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  11. Più rifletto sulla questione dell’astenersi dal voto per esprimere il proprio disaccordo sull’essere chiamati a decidere relativamente a una questione che non ci riguarda, più rimango perplessa…cerco di pensare: “se non fossi d’accordo sul decidere io se validare o meno una legge cosa farei?”
    Bene: mi hanno tirato dentro a una decisione che non mi riguarda ma se mi rifiuto di dire la mia, prendo una decisione comunque perché avvallo quanto è già stato deciso…quindi: sono mio malgrado coinvolta e la mia astensione implichera comunque una decisione….mi devo prendere questa responsabilità, è mio dovere informarmi e farmi una mia opinione ed esprimere la mia opinione…..
    Cerco di guardare questo ultimo referendum da tutti i punti di vista, ma rimango del parere che la soluzione “civicamente” più saggia sia questa…
    È un mio limite ma capisco le motivazioni di chi si è astenuto ma non mi sembra l’astensionismo una soluzione….😊 una abbraccio a tutti☺

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    • esatto, emaki81: l’astensionismo E’ una decisione, e molte persone che conosco hanno preso consapevolmente questa decisione. Uno dei problemi di questo referendum a mio parere è stato che nelle discussioni più o meno pubbliche si è spesso attaccato l’astensionismo ribadendo che astenersi voglia dire fregarsene o lavarsene le mani, quando per molti è stato tutto il contrario, e ho trovato più astensionisti in coloro che si sono informati su tutti i vari aspetti e le implicazioni del quesito posto, che tra altri che si sono recati alle urne seguendo indicazioni da una parte o dall’altra. Io mi sono presa la responsabilità di dire che non era una questione su cui si doveva richiedere una decisione popolare, se poi più del 50% delle persone l’avesse pensata diversamente da me e fosse andata a votare per il si o per il no avrei preso atto della volontà popolare… mi piacerebbe che si accettasse anche il fatto che ci si può astenere proprio per dare un voto democratico. Se non concordo con il si e non concordo con il no, e oltretutto ritengo che non si debba usare lo strumento referendario per simili quesiti, l’unico modo per mandare un segnale sul mio pensiero resta il non concorrere al raggiungimento del quorum. Ovviamente ho valutato che questo implichi spostare il peso verso il mantenere lo status quo, ma pesando le parti in causa ero portata a ritenerla la cosa meno dannosa, per quanto non fossi concorde al 100% col no.

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  12. CLAP …CLAP … CLAP … applausi sinceri per l’ ottima risposta di @Goldie all’ eccellente domanda di @Emaki81, del resto mica avevo dubbi : fra Ingegneri ( e l’ una e l’ altra lo è … come me, anche se ai miei tempi la Facoltà di Ingegneria era tutt’ altra cosa, e mi di scusi l’ involontaria immodestia ! ) ci si intende sempre, poichè, gira e rigira, finisce sempre per prevalere, in ogni dilemma ( o trilemma, o quadrilemma … o lemma elevato alla ‘enne’ per enne tendente all’ infinito ), una appassionata ed appassionante razionalità – @Enrico Fermi docet !!! – incline alla non logica del vivere caotico, e cortomirante, su questa infima terra cialtronica ! 😀

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  13. Wow. ..che elogio, cavaliere errante! 😊
    Al di là della razionalità ( che c’è ) credo non occorra per forza essere d’accordo per capirsi e rispettare le posizioni uno dell’altro. …😊anche io subito ho pensato ” ma dobbiamo scegliere noi su una questione del genere? Non sono in grado di deciderlo tra loro?” Poi però la mia scelta è stata diversa: visto che non votare implicava implicitamente abrogare quanto già deciso, mi sono sentita in dovere di informarmi e prendere una posizione, così ho letto ed ascoltato le ragioni del Sì e del no e mi sono fatta una mia opinione ed alla fine ho votato Sì 😊 ma questa è stata la mia scelta e la strada che ho deciso di seguire anche nella vita…☺ un saluto a tutti😆

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    • Ema, non votare non significava abrogare quanto già deciso, tutt’altro! Il referendum ne sosteneva l’abrogazione, che ci sarebbe stata se avesse vinto il sì!

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    • Sì scusate volevo dire avvallare, ma quando mi sono accorta di avere scritto una cosa per l’altra avevo già inviato…abbiate pazienza sono stordita. …😊

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    • E’ che scriviamo tutti troppo di fretta, io quando rileggo quello che ho scritto, magari dopo un po’ di tempo e dopo che tutti l’hanno letto, a volte vorrei sprofondare dalla vergogna, soprattutto quando le acca vanno dove accidente vogliono!

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    • Vero…io adesso ho preso a usare lo smartphone per seguire WordPress e il correttore mi regala spesso belle sorprese e grandi figuracce 😂 la svista di cui sopra però non è colpa del correttore ma è tutto merito della mia distrazione …😉

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