Roma bella m’appari

Piazza Venezia tramonto

Per giustizia, parliamo anche dei pregi di questa mia bella e sofferente città.

Un mio amico, per la prima volta in visita a Roma, disse che la cosa che gli faceva più impressione è che a Roma è tutto grande. Per noi la grandezza, e soprattutto l’arte, sono la normalità tant’è vero che, passeggiando, ogni tanto m’indicava qualche chiesa magnifica, qualche altra opera grandiosa, mi chiedeva cosa fosse e io alzando gli occhi, guardandola prababilmente per la prima volta, rispondevo quasi regolarmente con un’alzata di spalle: “Boh! Io non avevo neanche mai fatto caso che ci fosse!”.

Roma è tanta. Vado a visitare un altro luogo qualsiasi, città o paese che sia, e mi ci trovo bene, respiro meglio, cammino meglio, comunico meglio, e poi? E poi la stessa cosa, e al terzo giorno ti sei stancata. E poi scopri che il figlietto della tale va alle elementari in una città vicina, perché lì le elementari non ci sono, la talaltra ha dovuto interrompere gli studi perché la scuola superiore era troppo lontana… e tu pensi a quante ne hai sotto casa (io personalmente ho tre o quattro licei classici a tiro di schioppo, di cui due raggiungibili a piedi), licei linguistici, sociopedagogici, istituti tecnici (pure questi tutti raggiungibili a piedi). Nidi? L’imbarazzo della scelta, tra pubblici e privati, idem per tutte le altre scuole di ogni ordine e grado.

La piazzola verde? Qui abbiamo le ville, tante, pubbliche. Ospedali? Quanti ne volete, enormi, per non parlare di cliniche private, case di cura, di riposo, per lungodegenti… certo, tutto quello che in convenzione non è facilmente fruibile, ma insomma…

Vogliamo parlare poi di teatri? Decine. Cinema? Centinaia! Discoteche? A ogni angolo. Mostre? Tutte quelle che volete. Possibilità di fare corsi di qualsiasi tipo, dallo yoga alla ceramica, dal teatro alla zumba, alla lingua cinese (o qualsiasi altra), alla cucina? Una marea, spesso anche finanziati dalla Regione o Provincia.

Università? A occhio e croce ce ne sono almeno tre pubbliche (più tutti i vari poli sparsi, che le rendono decine) più un tot private.

Va beh, insomma, chi si deve trasferire, si dia una regolata anche su questo: Roma è la città del “Pètite et dàbitur vobis!”

PS: quasi dimenticavo: abbiamo anche supermercati aperti giorno e notte, e anche quelli, almeno dalle mie parti, rigorosamente a un tiro di schioppo!

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25 thoughts on “Roma bella m’appari

  1. Roma è bellissima. Quando ci abitavo la grandezza e i suoi monumenti, come dici tu, passavano in secondo piano. Perché erano una componente della città e ti ci abituavi. Esternamente ora dico che Roma è la città più bella del mondo. Ma, non ci abiterei. Buona giornata!

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  2. Roma è la città più bella del mondo, per quanto mi riguarda. Non mi stanco mai di visitarla, percorrerla a piedi in lungo e in largo, a piedi, appunto (riallacciandomi all’altro post!)
    Ma amo viverla da turista… preferisco vivere nella mia limitata cittadina di provincia (che se ricordi, io sono quella che va a lavorare in bicicletta 😀 )

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  3. Roma è magnifica e unica, su questo non ci sono dubbi, ma è davvero “troppo” in ogni senso e non vorrei viverci, ma starci per un po’ per viverla da turista sicuramente, anche se ci sono già stata, ma è sempre stato un “mordi e fuggi” e ho visto ben poco, buon pomeriggio! 🙂

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  4. Ciaaaaao, @Donna&Mamma …. super-extra-ipo stakanovista dei Post ! Hai scritto altrove che il motto è : “Vedi Roma … e poi muori” ! 😯
    E allora io dico : NOOOO … non la vedere, Tu devi vivere ! 😦

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    • Me lo auguro… oggi ero ai fori imperiali, guardavo il colosseo sullo sfondo, e pensavo che è davvero una città straordinaria.

      PS: pensavo pure però che sembrava di respirare attaccati al tubo di scappamento dell’auto… 😯

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  5. Oggi su Five living (un canale tv che si occupa di case, arredamento, antiquariato, sgombero garage e altro) ho visto delle magnifiche case in vendita nel centro di Roma. 80 mq alla modica cifra di 890 euro… ma scherziamo? Questo è un valido motivo per non viverci e fare i turisti, anche se immagino che pure gli alberghi non siano così a buon mercato. 😦

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  6. Non commento sò troppo de parte..
    vabbè è bella, con tutta la monnezza, i clacson, le doppie e triple file…non me ne frega niente. E’ la mejo!
    camminaci dentro, perditici, di notte…una malia.
    Roma/Amor

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  7. Sì è vero, ricordo quando sono stata a Roma… ed è tutto grande. L’ho trovata forse fin troppo grande, ma credo sia questione di abitudine, di gusti… e magari anche il fatto che ho girato sempre a piedi… una fatica ;D

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  8. Roma: città d’agosto, capitale calda, deserta, quasi innaturale.
    Una città che offre scorci interessanti quando non si è distratti dal suo caos metropolitano e il ritmo frenetico.
    Roma ferragostana, città silente, sorniona ma mai vuota che offre occasioni irripetibili di riappropriarsi di spazi, rapporti, incontri , difficili da percepire in altri giorni dell’anno. Il silenzio festivo irreale mattutino e quel borbottio liquido… delle sue fontane.
    Conoscere il numero delle fontane oggi esistenti a Roma è praticamente impossibile, poiché disseminate tra strade, piazze, cortili, giardini, palazzi e parchi, se ne contano alcune migliaia.
    E’ facile pensare che nessuna città al mondo possa vantare un numero di fontane superiore o uguale a quelle esistenti a Roma. Da sempre hanno costituito il principale arredo urbano della città, che si esprime sia nelle splendide fontane monumentali sia in quelle che, create unicamente per uso pubblico, sono poi divenute un elemento caratterizzante di quartieri e rioni, legandosi a leggende o eventi realmente accaduti.
    L’attrazione e l’interesse che le fontane suscitano a chi visita la città sono sintetizzabili nelle parole di Shelley, grande poeta e viaggiatore dell’ottocento: “Bastano le sue fontane per giustificare un viaggio a Roma”.
    In questo breve viaggio fra le fontane romane, vogliamo far conoscere alcune tra quelle meno note e imponenti che, costruite per soddisfare i bisogni del popolo, si sono radicate nella storia e nelle leggende della nostra città.
    Iniziamo dalla Fontana del Facchino che si trova in Via Lata ed è incastrata nelle mura del Palazzo De Carolis. Venne inizialmente attribuita a Michelangelo, ma è probabile che il suo autore sia stato Jacopo Del Conte, che la realizzò sul finire del cinquecento. La fontana ritrae un mitico facchino romano, tale Abbondio Rizio, noto per la sua erculea forza, ed è annoverabile fra le statue parlanti di Roma, poiché fu utilizzata frequentemente, come quella più famosa di Pasquino, per esporre spiritosi e corrosivi libelli indirizzati alla Curia e al governo pontificio.
    Addossata alla facciata della chiesa di Sant’Atanasio dei Greci si trova la Fontana del Babuino, così chiamata dai romani per la bruttezza della figura rappresentata, che invece è probabilmente la raffigurazione della divinità sabina Sauco o Fidio.
    Anche questa, come la precedente Fontana del Facchino, è considerata una delle statue parlanti di Roma.
    La Fontana del Mascherone venne fatta edificare dai Farnese nel 1570. Essa fu collocata in Via Giulia, in corrispondenza dei giardini di Palazzo Farnese, oggi sede dell’Ambasciata francese. Sia la vasca di raccolta dell’acqua che il mascherone da cui essa sgorga sono di epoca romana e provengono da una delle tante terme capitoline.
    Non sempre dalla Fontana del Mascherone sgorgava acqua poiché, in occasione di feste particolari, dalle sue cannelle usciva un ottimo vino dei Castelli romani, come nel 1720 quando – durante la festa organizzata per Marc’Antonio Zondadari, in occasione della sua elezione a Gran Maestro dell’Ordine di Malta – dalla fontana sgorgò vino per tutta la notte.
    La Fontana dell’Acqua Angelica si trova nel rione Borgo e, più precisamente, in Piazza delle Vaschette. Fu commissionata dal Comune di Roma all’architetto Buffa nel 1898 e inizialmente collocata a fianco della Chiesa di S. Maria delle Grazie, a Porta Angelica. Pur essendo di pregevole fattura, la notorietà della fontana è dovuta alle proprietà terapeutiche della sua acqua, ritenuta ottima per la cura delle affezioni delle vie biliari.
    La Fontana dei Libri si trova in Via degli Staderari, nota anche come fontanella della sapienza, è una delle fontane fatte realizzare dal Comune di Roma nel 1927 dall’architetto Pietro Lombardi per decorare il rione S. Eustachio. Ai lati della testa del cervo, simbolo del rione, ci sono quattro antichi libri che ricordano la vicina Università “La Sapienza” che, fondata nel 1303, continuò ad operare sino al 1935. Un particolare curioso è che il rione S. Eustachio viene erroneamente indicato come il quarto rione di Roma, mentre è l’ottavo.
    La Fontana della Botte è in Via della Cisterna, a Trastevere. Si tratta di un’altra pregevole opera dell’architetto Lombardi, realizzata negli Anni Venti, su commissione del Comune di Roma. Per la sua progettazione, l’architetto si ispirò alle tante osterie che popolano questo storico quartiere romano, rappresentando gli elementi caratteristici di queste attività: la botte, lo sgabello e le fiaschette utilizzate per la mescita. Inizialmente la fontana non fu molto apprezzata dagli osti trasteverini, che venivano spesso accusati – a volte a ragione – di allungare il vino con acqua.
    Un’altra fontana, raffigurante un facchino, è quella posta in Largo S. Rocco che fu realizzata per conto della Confraternita degli Osti e Barcaioli nel 1774. La fontana ritrae un giovane popolano con il cappello da facchino che versa acqua in una botte, mentre nella fontana in Via Lata, costruita circa duecento anni prima, il facchino la versa dalla botte.
    Il 6 aprile 1644, appena pochi mesi dopo aver realizzato la celebre Fontana del Tritone, al Bernini fu affidato l’incarico di costruire una fontana bassa di piccole dimensioni da utilizzare come “beveratore delli cavalli”, che solitamente si costruiva accanto alle fontane monumentali. Il Bernini creò la Fontana delle Api, considerata un elegante saggio del Barocco romano. Ma, purtroppo, durante i lavori di sistemazione della piazza, l’opera andò perduta. L’attuale Fontana delle Api, posta alla fine di Via Veneto, è una copia realizzata con molte alterazioni dallo scultore Adolfo Apolloni.
    Queste sono alcune delle fontane che impreziosiscono le strade e piazze della nostra città e, sperando di aver suscitato l’interesse dei lettori, ci auguriamo che vogliano continuare in prima persona questo viaggio, tra le leggende, la storia e la magia dell’acqua che si fa arte.

    ROMANE FONTANE DIMENTICATE

    di Fausto Corsetti

    Un caro simpatico saluto e un sorriso

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    • Ti ringrazio di questo tuo interessante e prezioso contributo. Una curiosità: conosci le collane della Newton Compton su Roma? Piazze di Roma, Fontane di Roma. Chiese di Roma etc.?

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