Maretta

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Oggi con mia figlia mi sono arrabbiata davvero tanto, ma oramai è un trend, la maretta c’è da parecchio.

E’ solo che lei non vuole capire, paragnosta figlia di paragnosta (padre…), le fa comodo così, tutti accomodati sulle mie spalle, comodi a fare i principini, oltrettutto sbuffando.

Già ieri sera mi ero urtata, c’era un asciugamano caduto in terra e lei ci è passata quattro volte davanti, senza che minimamente le passasse per la testa di raccoglierlo, cosa che alla fine le ho intimato di fare a brutto muso e che lei ha fatto con modi bruschi e aria scocciata. Stamattina poi, nel tempo che lei si stava lavando i denti (regolatevi…), mi sono smazzata una pila di piatti che non finiva più. Apro il forno, dove trovo una padella con dentro flaconcino vuoto di Fluibron: insomma, caricabatteria nella fruttiera, penne biro tra i panni da stirare, contenitori di medicinali nelle padelle… ma dico, avrò diritto di essermi un po’ stufata? Io sarò pure paranoica, sono una che ripone gli abiti classificati per colore e pulisce gli angoli con spazzolino e cotton fioc, ma questo mi sembra un po’ troppo dall’altra parte, non vi pare? Alla fine siamo uscite da casa con venti minuti di ritardo sulla tabella di marcia, cosa che per me significa dover correre, correre, correre e, francamente, non ce la faccio proprio più. Sono volate parole grosse (grosse per i nostri standard, s’intende), le ho dato dell’arrogante sbruffona, dell’animaletto ingrato, e al suo ribadire che lei il suo dovere lo fa perché studia, le ho fatto presente che lo studiare è un lusso che io le concedo, non un favore che lei fa a me. Questo sempre poi rinfacciarmi che è una brava ragazza, che non mi dà un pensiero, ok, ma se sei una brava persona lo sei per te, mica per me, e mica ti devo fare da tappetino perché mi fai il grande favore di non essere una vagabonda!

Insomma, alla fine la sua proposta (seria, detta in tono sommesso e accomodante, tanto per significare che mi stava facendo un ennesimo favore) è stata di pagarle un affitto e darle un mantenimento affinché lei possa andare a vivere da sola e togliermi il disturbo.

A questo punto la mia ira è decisamente aumentata: proposte sulla falsariga di quella del padre, “facciamo un patto, tu ti spacchi la schiena, paghi tutti i conti e io faccio la principessa”: ullallero!

Le risposto che se vuole la sua indipendenza se la deve guadagnare, si trovi un lavoretto e si mantenga, che parassitare è troppo facile, oltre che profondamente ingiusto e amorale.

Va beh, pubblico così, che se continuo a scriverci mi ci guasto il sangue…

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70 thoughts on “Maretta

  1. “Aiutati … che Dio t’ aiuta”, dice il proverbio .
    Ma io, essendomi nota la tua situazione famigliare, lo correggerei in AIUTATI … E FA’ IN MODO CHE T=U=T=T=I I COMPONENTI DELLA TUA FAMIGLIA TI AIUTINO … o quanto meno facciano il proprio senza lasciartelo cialtronescamente in surplus !!!

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    • Si accettano consigli… magari non quelli del tipo “Parlale”, perché è una vita che le parlo, e neanche il giudizio senz’appello che danno alcuni “E’ colpa tua che l’hai abituata così”: ma de che???

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    • Posso dirti di conoscere mamme che hanno sfruttato un mezzo di punizione indiretta. Ti piace lasciare i panni sporchi e quant’altro per casa? Bene, non toccare nulla fino a quando non avrà più nulla da mettersi. 😉 Ovviamente non essendo una mamma non potrei consigliarti altro. Buona giornata e stai su di morale. Passerà!

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    • Guarda, le abbiamo provate tutte, e per decenza non ti dico gli esiti (che puoi immaginare). Ovviamente questo comportamento non si può adottare per altro, perché bisogna tener presente che in quella casa ci vivo anch’io, e quando bagno, cucina, ingresso ecc. sono disastrati non è che io possa condurre una vita comoda e sentirmi a mio agio!

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    • Ovviamente! Si tratta di voglia di indipendenza, normale in ogni ragazzo/a che vive ancora nella spensieratezza di avere un tetto sulla testa; ci siamo passati anche noi. Col tempo i dissapori andranno via da soli, al momento siete in rotta di collisione ed ogni parola pesa più di un macigno, ottenendo l’effetto contrario. Sii paziente.

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  2. verissimo e sacrosanto quello che sta scritto nell’immagine del tuo post … Si fa poca fatica a criticare e trovare tutto pronto senza fare nessuna fatica !!! io in questo caso non mi arrabbio nemmeno più ..non serve a niente. Che si arrangino e se non va gli bene… meglio stiano zitti e se la cavino da soli.
    Buon fine settimana carissima
    un sorriso e speriamo esca il sole
    ;))

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    • Io l’unica cosa che ho potuto fare è non occuparmi più del cibo: se vuole mangiare può pure comprarselo e cucinarselo: siccome la fame non pi può accumulare in attesa che qualcuno provveda, sul quel lato almeno non ho problemi, ma quanto la sconto, quanto!

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  3. Sai, qualcosa di me in tua figlia ritrovo. Quel continuo sottolineare di essere brava, di dare soddisfazione ai miei genitori (al contrario di mio fratello che li ha sempre fatti penare … almeno Sissi non ha fratelli! 😉 ), quel pretendere di essere accontentata in tutto e giustificata in ogni occasione proprio perché ero brava. Insomma, non avrei retto una figlia come me. 😦
    Dall’altra parte, devo dire che mia mamma non aveva un lavoro che la faceva stare fuori casa per 12 ore al giorno (aiutava mio papà in ufficio ma non aveva orari, anche se doveva badare a mia nonna che di salute era molto cagionevole) e soprattutto poteva disporre di un aiuto domestico quotidiano e aveva una casa di 160 mq.
    Ero abbastanza menefreghista e disordinata (in casa, perché nello studio, nel tenere in ordine libri e quaderni di appunti ero maniacale) e i miei lo sopportavano perché non davo loro altri pensieri. Un po’ come tua figlia…
    Mai e poi mai, però, avrei chiesto loro di mantenermi fuori casa (l’hanno fatto solo per due anni, quando frequentavo Lingue in un’altra città) e ancora prima di laurearmi facevo supplenze per mantenermi, almeno per ciò che riguardava abbigliamento e sfizi. Pretendevano che mi laureassi senza andare fuori corso e mi avevano già avvertita che non avrebbero pagato altre tasse e spese per l’università per gli eventuali anni in più. Nonostante mi sia laureata nei 4 anni, ho voluto pagare di tasca mia tutte le spese di laurea (tasse, scrittura della tesi – affidata a una dattilografa … beati i giovani di oggi che possono battersi la tesi da soli! -, fotocopie e rilegatura), per una questione di orgoglio.
    Quanto all’ordine, ora sono cambiata ma non per colpa mia: con tre uomini in casa (ora solo due ma uno, il più grande, fa per due 😦 ) è davvero un’impresa ardua tenere tutto in ordine. A volte è impossibile anche spolverare.
    Quanto a Sissi, penso che, al di là di tutto, le persone cambiano, le incomprensioni sono inevitabili e anche quando sembrano impossibili da appianare, alla fine tutto si risolve. Porta pazienza e spera nel futuro.

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    • Anche mia figlia è di un ordine maniacale per le questioni universitarie, almeno così mi sembra. A lavorare no, non ci pensa neanche, per un periodo qualche hanno fa le era venuta la voglia, vedendo le sue amiche che qualcosa cominciavano a fare, ma se l’è fatta passare subito. E’ vero, medicina è dura e non lascia grandi spazi, ma ti assicuro che è una questione di atteggiamento.

      Stasera, per esempio, sono tornata a casa dopo una giornata massacrante. Siamo uscite insieme stamattina, e quando sono tornata lei era già a casa (un punto per me). Sta al bagno, fissa, ben sapendo che quando torno dall’ufficio, dopo un paio d’ore di viaggio, presumibilmente ne ho bisogno, fosse pure solo per una rinfrescata, e sempre col tono acido e sdegnoso mi comunica che si sta facendo un riposino (sì, sulla tazza!) e non ce la fa ad alzarsi. Intanto io vado a cambiare il letto, per programmare il bucato per domattina così quando mi alzo lo stendo: ma de che, lei sta sta scrivendo qualcosa al computer e non mi lascia aprire la lavatrice! Le tiro il lenzuolo dietro il pc intimandole stizzita di metterlo a fare lei il bucato e lei, quando ha finito di scrivere e lascia finalmente libero il bagno, alla mia domanda se avesse programmato il bucato, risponde più acida che mai rimproverandomi di non essermi interessata a quello che aveva fatto durante il giorno. Preciso che io m’interesso sempre, pure troppo, a quello che lei fa durante il giorno, ma quello non era il momento, e io ho avuto una giornata di lavoro infernale, senza tregua, svolgendo il lavoro di almeno tre persone, e siccome il mio lavoro richiede una concentrazione piuttosto elevata, ne sono uscita veramente fusa: ma lei, si sa, conosce solo le sue esigenze!

      A me quello che dispiace è che è cambiata: cioè, disordinata lo è sempre stata (e anche ‘na ‘nticchia manipolatrice), ma era più dolce, più piena di entusiasmo, con più voglia di farti una sorpresa per farti contenta, e invece ora si è davvero indurita; forse le manca lo sfogo fisico, visto che l’università non le lascia più spazio neanche per la palestra, forse mi rimprovera questa rottura col padre (in fondo lei vorrebbe mi occupassi anche del suo papà, che ha tanto bisogno!).

      E che ti devo dire, sarà una fase di passaggio!

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    • Mah! Per ora si permette pure di tenere il muso. Oggi è un altro giorno che la lascio a casa, dobbiamo andare a pranzo fuori e lei ancora dorme, non so quante volte sono che la vado a svegliare. Poi quando la pianto a casa rinfaccia che non l’ho svegliata nel modo giusto: e poi ditemi che non è genetica!

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  4. Rimango scioccata dalle cose che succedono con tua figlia. Nel senso che non riesco a mettermi nei panni di una ragazza e non avere in mente neanche l’idea di alzare da terra un asciugamano. Ultimamente poi sto capendo quanto sia fondamentale avere una figlia femmina che coadiuva il lavoro della madre dentro casa. Anche io vorrei vivere da principessa, ma spesso non ho neanche un minuto per fare una doccia, con mia madre che ultimamente, dopo un malore, è diventata stressante e depressa. Non so. Sicuro sono momenti stressanti per entrambe, io quando studiavo non mi concedevo neanche il tempo di andare in bagno per urinare, figuriamoci per aiutare, ma non ho mai disertato i miei compiti, come quello di accompagnare mamma a fare la spesa e spazzare per terra dopo pranzo e dopo cena.
    Si, ammetto, rinfaccio spesso di essere una che non ha mai dato problemi, che non chiede nulla (neanche 20 euro per le scarpe, che ultimamente in un modo o nell’altro sono riuscita a recuperare per comprarle) e spesso ho rinfacciato a mio padre di non avergli fatto sborsare un centesimo per i miei studi. Ma le liti tra me e mio padre sono ben diverse da quelle tue con tua figlia. non vertono di certo sulla pigrizia e sulla mancanza di aiuto!
    Per il resto beh, hai ragione. Adotta il metodo dell’indifferenza. Non credo che le passerebbe per la testa andare all’università con pantaloni luridi e magliette sgualcite.

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    • Ecco, tua madre è depressa (hai scritto anche stressante, non so se volevi dire stressata): io probabilmente do un’immagine di solidità che invita tutti a buttarmisi addosso a peso morto, e che ti devo dire! Le persone più sono inette più riescono a circondarsi di persone che le aiutano, più sono capaci e più sono tragicamente sole e calamitano fagocitatori di energia!

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    • No no, ho voluto proprio dire stressante, perchè non so mai cosa effettivamente vuole e giungo a fine serata che mi sento nervosa e stanca. del tipo non vuole uscire, ma la infastidisce il fatto che esco sola, e allo stesso tempo vuole uscire ma rimanere in macchina, poi però scende e stressa perchè il supermercato dove l’ho portata è pieno di gente e la cosa la innervosisce.
      Comunque stanotte stavo pensando al tuo post e mi sono accorta di una cosa. Tua figlia in un certo senso ha ragione quando afferma di non averti dato grossi grattacapi e di essere fiera del fatto che studia. Insomma, tu (come anche mio padre spesse volte) le hai detto che se fa qualcosa di buono lo fa principalmente per lei. Non è vero, o meglio è vero solo in parte. Fino ad una certa età noi figli viviamo attraverso le vostre soddisfazioni. Vi inorgoglite quando parlate di noi e dei nostri traguardi, mentre vi nascondete quando commettiamo qualcosa di vergognoso. Una figlia con la fedina penale pulita non può che essere una cosa buona per la sua vita e la sua carriera, ma sappi che quando un figlio commette qualcosa di sbagliato, nel 90% dei casi non è rovinata solo la sua vita, ma quella di tutta la famiglia. Non parlo dei tempi passati, della fuitina e dell’onore di una figlia vergine. Parlo di quei casi in cui un figlio viene sorpreso a rubare, a spacciare, a frequentare la malavita. Le vicende toccano direttamente e indirettamente la famiglia, a livello economico e di dignità. Nonostante i tempi moderni è difficile fare amicizia con una famiglia il cui figlio, ad esempio, ha tentato di uccidere l’ex compagna, perchè la famiglia viene tacciata come quella che non ha mai sorvegliato abbastanza, o non ha mai fatto abbastanza per educare quel figlio. Insomma, pur volendo fare i moderni, diciamocela tutta. se avessero sorpreso tua figlia a spacciare o a prostituirsi per comprare le cose di nicchia, tu, uno scrupolo di coscienza non te lo saresti fatto? Non avresti dormito la notte pur di capire dove hai sbagliato nell’educazione. Invece, con una figlia che, pur essendo pigra, non ha dato grandi problemi, parte della tua salute ne ha giovato.

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    • Cara Aida, non sono assolutamente d’accordo con te. Vero, se ci date soddisfazioni viviamo di queste soddisfazioni, ci inorgoglite, certo, ma posso dirti, per l’esperienza di tutta una vita, che nella quasi totalità dei casi figli problematici nascono da famiglie problematiche (guarda i casi recenti di famiglie che giustificano i figli assassini – in un caso addirittura piuttosto preoccupandosi di precisare, per mantenerne l’onore, che il proprio figlio non è gay). I figli sono, in un modo o nell’altro, lo specchio della propria famiglia, e figli con buoni principi come mia figlia nascono da madri con buoni principi come me. Mia figlia, che sgobba a scuola, è figlia di una madre che sgobbò a scuola ieri e sgobba sul lavoro oggi. Mia figlia, che non si sente per certi versi smarrita, è perché ha avuto sempre la spalla forte e il porto sicuro di sua madre. Insomma, mia figlia è una brava figlia anche perché sua madre si è fatta un beeeeep tanto per crescerla, evitandole crisi esistenziali che poi sono quelle che portano sulla cattiva strada. Quindi, oltre a fare la brava ragazza per sé stessa, ringrazi sua madre per averle permesso, nonostante l’inferno delle situazione tra me e suo padre, di poter essere una ragazza equilibrata e motivata.

      Anche per quanto riguarda il padre, io ho sopportato l’insopportabile per non interrompere il suo rapporto con lui, mia figlia non è mai stata usata come strumento contro il padre, nonostante io sia stata molto sobillata in proposito (quasi tutte le esortazioni degli onnipresenti “consiglieri” terminavano con le parole “e tu non fargli più vedere la bambina!”). Quindi, cara Aida, mia figlia è una brava persona perché IO sono una brava persona, e stia zitta e mosca e mi sia grata per quello che è.

      Quelli fannulloni, e che rubano, o che si drogano, hanno spesso situazioni alle spalle assolutamente devastanti, mentre la principessina qua ha vissuto in un ambiente sano, si renda conto della fortuna che ha avuto e zitta e mosca!

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    • Si non lo nego e ti do ragione sulle famiglie e sulle ripercussioni che esercitano nei confronti dei figli. A questo punto dovresti essere orgogliosa del fatto che lei sia cresciuta ascoltandoti e traendo i migliori insegnamenti da te. Però non sempre la famiglia è causa del mal vivere dei figli. Nel senso che spesso i figli rinnegano quelle famiglie con tanto di valori perché reputano giusto il modo di vivere degli amici, e così via. Io non potrò mai sapere quello che tu hai fatto per tua figlia e quello che lei ha fatto per te, ma io, se solo sentissi mio padre dirmene contro, mi incazzerei di brutto non tanto perché sono una brava figlia, quanto perché non lavorando sgobbo a casa e mi accollo spesso i problemi della mia famiglia e sono quella su cui possono contare. Il mio intervento comunque era riferito alle mie esperienze

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    • Comunque l’idea di andare a vivere da sola non sarebbe male, nel senso che sarà costretta a pulire e rifare i letti, a cucinare e a mantenere in ordine. Mica può chiamare la donna delle pulizie!

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    • Sì, ma con quello che mi costerebbe mantenerla fuori, ammesso e non concesso che io possa permetterlo, mi ci pagherei una domestica a tempi pieno che le andrebbe dietro dietro a pulire e raccogliere e magari, con l’occasione, farebbe qualcosa pure per me! 😆

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  5. Ecco, qui ci vuole la disintossicazione!
    Mia cugina, mamma divorziata, figlia al liceo e quindi non si alza paja (come dicono a Roma).
    Sedia: piena di maglie, jeans, calzini…”mà ma non hai lavato mi serve qualle gialla, mà domani c’ho tennis, la tuta?…Mia cugina: silenzio. Mà hai capito?
    Giorno dopo sulla pila di panni appare spazzola e sapone….

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    • Abbiamo provato anche quello: lei lava a mano la cosa che le serve urgente, e per asciugarla la stende sul resto del bucato quasi asciutto, rinzuppandomi le mie maglie etc….

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  6. film già visto…. quando la mia bimba aveva circa 17 anni , dopo averle inutilmente ripetuto 1000 volte di sistemare “almeno” la sua stanza .. visto lo scarso risultato un giorno ho buttato tutti i suoi vestiti in strada (abitavo sopra una banca !!) . Risultato: da allora stanza in ordine ma….. guai ad aprire un armadio !!!! Ora che la “bimba” ha una casa sua.. DEVI RESPIRARE PIANO PER NON SPORCARE !!!!!!!

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  7. Ormai credo che tu le abbia provate tutte…..io una prova la farei ma non credo che tu riusciresti a farlo: Uscirtene la mattina e rientrare solo la notte per dormire e così per una settimana! Vuoi vedere che si decide a fare qualcosa in casa?

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  8. Devi essere vittima di una qualche nemesi…. probabilmete anche tua figlia trae qualche ispirazione dal padre… tipo quella della casa indipendente a zero spese.

    Direi che sei abbastanza in trappola.. o persa in un inestricabile labirinto.. 😉

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  9. Sono figlia anch’io e da un lato un poco la capisco… spesso faccio poca attenzione a dove metto le cose, a volte le accatasto tutte assieme e sgombero una volta sola… ma dall’altro se vedo un asciugamano in terra lo raccolgo, mi sembra normale… quindi non saprei… sicuramente le ultime righe sono più che giuste, comodo chiedere e ottenere senza alzare un dito… già in troppi vivono così… 🙂

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    • Ehipenny, io non so ovviamente cosa succede a casa tua, ma costringere una persona praticamente a farti da schiava, risucchiare tutto il suo tempo per venirti dietro dietro a raccogliere le tue cose da terra e a buttare nel secchio i tuoi scarti è disumano, e io non capisco davvero cosa intenda la gente che mi dice di lasciare tutto com’è, dovrei mangiare su un tavolo sporco, cucinare in pentole sporche, mangiare in piedi perché il tavolo e le sedie sono occupate, e comunque su un tavolo sporco? E’ chiaro che la sua stanza la lascio com’è, anzi, tutto quello che trovo in giro di suo mi limito a portarlo nella sua stanza, è per questo che lei non ci vive più e preferisce gli spazi comuni….
      Lei sostiene che ha diritto al suo riposo, che la vita non è fatta solo di dovere, che lei è una creativa che deve avere il suo spazio per esprimersi, ed è pure vero per carità, ma io? Io non ho diritto al riposo? Io non ho diritto a una vita non fatta solo di dovere? Io non mi posso esprimere, devo stare solo a testa china a strofinare? Se vuole il suo spazio per esprimersi, se lo liberi, ma non occupando il mio! Se vuole il suo tempo, se lo ritagli, non fagocitando il mio: questo significa essere parassiti: dire all’altro “fallo tu che io non ne ho voglia” significa approfittarsi dell’altro, raddoppiarne la fatica significa togliergli anni di vita. Non è umano, non è solo mancanza di rispetto, è disprezzo assoluto per la vita dell’altro, quella vita che anche l’altro ha diritto a vivere. Fa tanto la vegana per la compassione per gli animali, cominci ad avere compassione della madre, e fanculo polli e galline!

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    • Infatti credo tu abbia assolutamente ragione… forse non basta, ma potreste parlare… lei pare avere un punto di vista irremovibile, potresti provare a spiegare ciò che hai scritto nel commento… consigli che mi vengono 😉

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  10. Come scrive il buon @Enry …. ti sei persa nel labirinto, essendo la tua casa divenuta, per mano di @Sissi & Babbo, la Reggia di Cnosso coi suoi fasti micenei e i suoi nefasti pasifei ! 😯
    E così, spossata e impaurita, etera fanciullona, ti aggiri, perdendotici nei meandri oscuri della costruzione di @Dedalo, agghiacciandoti la pelle gli immondi muggiti dell’ orrendo, lascivo @Minotauro ( e cioè del sor @Attilauro … ), spinta alla ricerca, Tu ardimentosa e fatale @Tesea, di un @Arianno che ti indichi la maniera per uccidere il mostro ed il percorso uscire incolume dall’ orrido a riveder le stelle !
    Il mito tuttavia … talvolta diviene realtà, per cui ti auguro di riuscire ( ahitè … con le sole tue forze ) a districare l’ ingarbugliato ‘uommere’ sissi-attileo ! 🙂

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    • L’unica cosa da fare con questa casa è chiudere gli occhi e uscire, ma se riacquisterò la forma fisica ti assicuro che le cose cambieranno! Tutt’è iniziare a far girare la spirale al contrario, e i circoli viziosi diventeranno virtuosi!

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  11. Riacquistare la forma fisica … Tuuuuu ?!? 😯
    Sì … perdindirindina, anche senza l’ aiuto del Nume @Apollo, CI RIUSCIRAI !!! 😀
    E per il duo @Sissi & Sor @Atty …. saranno MICCE E POLVERE DA SPARO, affettuosissime zampate in culo con ejezione di ogni loro suppellettile fuori dalla “tua” chesa !!! :mrgreen:
    Post Scriptum : vedi @Donna&Mamma … io ed il buon @Enry la pensiamo pressochè alla stessa maniera su quasi tutti gli argomenti che posti Tu, ma lui verte al pessimismo della ragione, Io, aucontraire, all’ ottimismo della volontà, onde per cui lui ti vede in trappola a cagione di una qualche Nemesi maligna, io invece ti vedo districarti da quell’ orrido trappolone … libera e gioconda ! 😀

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    • Sì, lo so, colpa pare dei conservanti contenuti nei cibi, i corpi non si decompongono più, almeno non in tempi brevi, ma prima o poi… (più macabra di te, tiè! Macabro tu mi provochi, io te distruggo, io me decompongo!

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  12. Ah ah ah ah ah ah … djable d’ un @Enry : Tu, ne sai una di più dello stesso Mister @Woland in persona, e puoi colpire facilmente @Donna&Mamm(on)a poichè lei è un BERSAGLIO GROSSO, ma aspetta che diventi scheletrica …. poi ti voglio vedere come riuscirai a centrarla fra una tibia e una costola affusolate e semi-invisibili ! :mrgreen:

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  13. Ciao Diemme…scusami, ma a volte non capisco se sei vera o ironica.
    Alla fine della lettura del Post soffro, perché mi rendo conto che parli seriamente!
    Scusami ancora se mi permetto…ma perché non organizzi una serata famigliare di sensibilizzazione, magari con raccolta di idee, proposte, “fondi” per una vacanza…o qualt’altro?
    Io, a suo tempo ho raccolto poco ma…quel qualcosina, a tutt’oggi, pesa sulle scelte fatte!
    Piuttosto di niente…..
    Ti auguro un buono e rilassante weekend!
    Nives

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    • Pensi che non abbia mai parlato con loro? Con il padre è impossibile, è completamente sordo a tutto, e la figlia… in parte capisce, in parte è stanca davvero, in parte pure, diciamocelo pure, viziata, ma soprattutto ha 23 cromosomi paterni.

      Poi qui c’è anche un circolo vizioso, un grosso handicap in questa storia è la mia stanchezza cronica, ma con il padre stalker e con la vitaccia che faccio avendo tutto sulle mie spalle, questo circolo non è facile spezzarlo.

      Forse il problema è che io do pure scarsi rinforzi positivi, questo lo so, ma insomma, nessuno è perfetto, e non mi sembra da parte mia di fare poco.

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    • Ciao Diemme, ti capisco perché ne ho cresciuto 3 di figli. Pure a casa mia le tensioni erano altissime…perché le provocavo! Oggi tutti e 3 le ricordano, ma con “bontà”. Alessandra ora che è alle prese con due figli adolescenti…capisce…vorrebbe fare meglio ma, alla fine diventa ancora più severa di me!
      Mi permetto solo di consigliarti una lunga “pausa”…o “tregua”…perché la salute è un diritto sacrosanto che tutti abbiamo il diritto-dovere di difendere!
      Che ne dici della partenza per una vacanza?
      Ti abbraccio con affetto
      Nives

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    • Aiuto…Diemme….speriamo che quel progetto si attui in breve tempo….è disumano quanto ti viene chiesto!
      Ne hai parlato con Sissi?
      Spero che la domenica sia stata buona con te!
      Nives

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    • Sissi domenica è stata uno zuccherino, e io ho potuto concludere, con poca fatica, altre faccende, smaltirmi degli arretrati e vedere un filino di luce in fondo al tunnel. Speriamo duri.

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  14. Sono d’accordissimo con Bruno, il cavaliere errante. E’ ora che ti fai rispettare. Hai fatto benissimo ad alzare la voce con Sissi.

    Sai Diemme non ricevo più le tue notifiche. Mi sono iscritta di nuovo e speriamo che possa riceverle senza difficoltà. Se dipende da te, fa qualcosa. Io non mi sono mai cancellata. Oggi sono venuta a vedere se perdurava il tuo silenzio e mi sono accorta che dal primo aprile avevi iniziato di nuovo a scrivere ma io ero ferma al post sul papà. Ciao

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    • No, io non ho fatto niente, ci mancherebbe che mi fossi privata di un’amica! Non so che dirti, forse ti eri cancellata senza accorgertene, di dare un clic nel post sbagliato capita a tutti prima o poi.

      Con Sissi il braccio di ferro, ahimé, sta continuando, vi terrò aggiornati…

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  15. Ai miei ho rappresentato che le loro disponibilità economiche sarebbero state, da quel momento in poi, dimezzate per pagare la donna a ore che viene da noi a fare delle pulizie.. io pago per la casa nel suo complesso, ma il tempo necessario a rimediare al loro casino sarebbe stato a carico loro. Punto. Miglioramento.

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  16. Non sono la persona migliore per dare consigli data la fatica che ho fatto io a mia volta a rapportarmi con i miei genitori e loro con me…non per motivi di doveri in casa, ordine, pulizia e rispetto degli spazi altrui ma per altri motivi, ma data la mia esperienza e quella delle mie amiche sono convinta che questi problemi troveranno soluzione e prima di quanto tu possa immaginare…😊

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    • Vediamo un po’… al momento un fermo ci voleva, io stavo davvero scoppiando e una regolata dovevamo darcela. Certo lei è stanchissima, mi fa una pena povera creatura… però io non le sto chiedendo grandi fatiche, ma piccoli gesti, che dovrebbero diventare automatici, e soprattutto rispetto per il mio di lavoro, pure dovesse essere il doppio per solevarla dal suo.

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    • Sembra che le costi fatica fare quel che le chiedi o pensare di farlo…sembrate proprio due donne stanche anche se per motivi diversi e che per questo faticano a immedesimarsi l’una nell’altra…per questo sono sicura che passerà, perché comunque tra voi c’è affetto. ..😊

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  17. Pingback: Ancora una stretta di vite | Diemme - Ogni cosa è illuminata

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