Tu che hai dimenticato le parole

amico melodia del cuore

L’idea mi era venuta quasi due mesi prima, un pensiero allegro e naturale.
Perché no? mi ero detto. Di solito troviamo le scuse tipo “ora ho troppo da fare”, “ma è lontano” e così via, fino all’ovvia conclusione “più avanti, forse”.
Strano per un orso come me non aver avuto, invece, nessuno di questi pensieri. La lontananza? Ehi, i treni ci sono apposta. Il tempo? Dai che un paio di giorni si trovano.
A volte vediamo impicci dove non ce ne sono. Forse perché ci è comodo così.
Ma allora perché sì? Che ne so, perché dopo tante parole scritte è giusto che arrivino quelle parlate.
All’inizio della mia frequentazione dei blog ero fortemente intenzionato a mantenere rapporti virtuali, è che c’ho bisogno di gradualità, io.
Le vacanze invernali erano a tiro ed ho lanciato la proposta: “e se venissi a Roma?”.
Buffo perché non mi aspettavo di sentire un po’ d’indecisione dall’altra parte. Dov’era quello spirito allegro e cameratesco trovato sulle pagine in rete?
Ecco, partivo per conoscere questa donna, per infilare su di un unico filo quelle perline raccolte qui e là.
Così sono su questo treno che l’alba è ancora lontana. Sono nelle condizioni migliori: senza pensieri. Dovrebbe essere diverso? Dovrei strabordare di emozione chilometro dopo chilometro? Non è così. Però sono felice, mi godo il viaggio, lascio tutto alla sorpresa finale, non voglio creare immagini su cui operare poi un confronto.
Scorrono i paesi sull’Adriatico, poi a destra, per tagliare decisamente la penisola.
I paesaggi mi sembrano tutti nuovi, ed in effetti molti lo sono. Registro tutto nella mia testa.
Ed infine l’entrata nella stazione d’arrivo e non ce la faccio a smettere di sorridere, che tutto mi sembra così strano. Scendo dal treno e dopo una ventina di metri comincio a vedere una sagoma di rosso vestita. Mi accorgo che la gente davanti a me le fa da paravento e non le è possibile vedermi.
Dal sorriso ebete che ho stampato in faccia non le sarebbe difficile riconoscermi. Eppure anche quando ormai siamo a pochi metri è incerta.
Vabbè che di fianco a me cammina un superfusto, che in questo momento pensa che l’ho presa in giro quando le ho detto che sono più sul magro, però 😆 no, poi il sorriso si allarga e parte il primo abbraccio.
Non mi è difficile essere quello di sempre, almeno con gli amici.
Cominciano così un giorno e mezzo di chiacchere infinite, di camminate interminabili di cui però non mi accorgo. Ci raccontiamo anche le cose più dure con una grande leggerezza dentro.
Grazie a Diemme scopro posti stupendi, che mi emozionano, che poi sono quelli di una Roma forse meno turistica.
Insomma ho un bellissimo senso di condivisione.
Qualche casa ha per lei un significato diverso e a me sembra di viaggiare nel tempo.
Poi la città di notte e di nuovo l’alba.
Sappiamo che ci sarebbero state anche altre cose da vedere o altre parole da spendere, ma il tempo scorre.
Di nuovo in stazione e davvero ora non so come salutarla, tutto sembra poco o inadeguato. Il lancio di un bacio ed un arrivederci.
Di più non vi racconterò, ma al ritorno ero talmente sazio che non mi è venuto d’addormentarmi.

E poi…

Non siamo una coppia più uno, rimaniamo, a mio parere, tre persone con rapporti incrociati, con aspetti comuni e aspetti riservati.
Ne parlammo già in passato di “cosa accadrebbe se…”
Ovvio che io ti auguri d’incontrare un partner al tuo livello o di tuo gradimento. Io ho dovuto aspettare fino a quest’età, e a volte faccio (bè, facevo, dai) fatica a crederci.
E accadesse probabilmente i nostri rapporti andrebbero rivisti ancora.

Tutto il resto è cronaca.

donna_che_piange

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10 thoughts on “Tu che hai dimenticato le parole

  1. Boh … nun cjò capito ‘n’ amata minchja ! 😯
    Maddechè se parla … ??? Che vordì tutto sto vedesse a Roma … tutti sti salamelecchi, sti arivederci e via …. senza manco jettà la monetina nella Fontana de Trevi ???
    Chi ce capisce ‘na mazza …. è bbravo !!! :mrgreen:

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  2. Non è difficile nella vita toccare gli estremi e, quando un amore non più sperato si affaccia nell’esistenza rassegnata, la confusione diventa centrale e non si capisce nemmeno più dove siano gli estremi. Quel che appare chiaro è che l’intensità di un tempo era vera.
    E se si riflette bene, quel che possiamo dare di più importante ad una amicizia vera è il rispetto per le emozioni che il suo ricordo fa rivivere nei nostri cuori e la libertà per l’altro di essere se stesso.

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  3. Come dico sempre, è facile dire belle parole, soprattutto per qualcuno rispetto ad altri, ed è sempre bello sentirsele dire……ma quando pian piano le parole restano tali e i fatti smentiscono il tutto ci si accorge che erano solo una bella e colorata bolla di sapone purtroppo, e quando scoppia non resta che delusione.

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  4. Saper dare di volta in volta il giusto peso a parole e azioni… questa è la vera sfida…siamo umani, istintivi, incoerenti, spesso incapaci di frenare “gli sfoghi” e ancor meno dall’altra parte di interpretarli….forse il segreto sta nel trasformarsi in attenti osservatori senza cercare si essere anche giudici…ammiro chi ci riesce,se esiste…😊

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  5. Ciao carissima, leggere di questo incontro, sebbene non si possa capire (giusto così) del prima e del dopo, mi ha fatto un pò immedesimare in quello che potrebbe essere l’incontro con una persona, in partenza virtuale, ma col passar del tempo e con l’approfondimento della conoscenza, esser divenuta cara e sopratutto reale!
    Il percorso poi, per come descritto, potrebbe essere proprio uno di quelli che farei io per venire a trovare te, carissima amica! Chissà che prima o poi non si possa davvero realizzare!
    Un abbraccio grande e buon inizio di settimana!

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  6. Nel diritto positivo ( e cioè nell’ insieme delle leggi che lo Stato, attraverso il potere legislativo, ossia il Parlamento, si pone al fine di garantire un’ equa convivenza fra i suoi cittadini ), non di rado il testo delle leggi che lo compongono è così ingarbugliato e in tal misura oscuro che i giudici, onde pervenire ad una giusta comprensione della norma, si applicano in una interpretazione analogica, e cioè paragonando la norma stessa con un’ altra già applicata e di facile comprensione, potendo così pervenire al significato della prima per analogia con la seconda . Quando anche questo procedimento non dà risultati chiari e comprensibili, allora si ricorre all’ interpretazione autentica, e cioè all’ interpretazione fornita dagli stessi parlamentari che quella norma medesima emanarono .
    Ebbene, nel brano postato ( chissà perchè ??? ) dalla nostra infaticabile @Donna&Mamma nè l’ una interpretazione nè l’ altra mi sono servite granchè ! 😯
    Confesso che, per quanto mi riguarda, continuo a non capirci un’ amata ceppa !
    I personaggi mi par di capire son tre, e forse trattasi di due donne ed un uomo ( che sospetto essere il prezzemolino @ginevro … ma forse mi sbaglio … boh ! ), ma alla partenza i generi e le funzioni dei tre personaggi si rimescolano, ed è arduo capire “chi dice a chi”, “chi risponde a chi”, “chi parte e chi resta” ; il tempo della storiella poi ve lo raccomando : credo che nemmeno Sant’ @Agostino ci avrebbe capito una beata minchia ! :mrgreen:

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  7. hahaha ciao Dieme 🙂
    Leggendo i commenti, … mi rassicura che alla fine, … ?
    Ma si, Roma e bella …
    Ma forse ti ha delusa un amicizia virtuale, poi nel reale? Un po di amaro fra le righe?
    Buona giornata a tutti …
    baci a te,…

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