Una seconda possibilità

Ti aspetto fino a dieci

La foto, ve l’avviso, non c’entra niente, è che avevo voglia di stucchevolezze.

E’ che mi hanno raccontato una storia, niente di che, che mi ha colpito. Cioè, non la storia, l’epilogo.

Pure quello, niente di che. Due stanno insieme, non sono proprio anime gemelle, lei probabilmente a lui tiene molto, lui invece probabilmente con lei ci sta pure bene, ma senza troppa convinzione. E la convinzione diventa sempre meno, sempre molto meno, si affievolisce fino a che lei fa un passo falso, francamente non ricordo neanche quale, parliamo di comportamento e non di tradimento, ma è la goccia che fa traboccare il vaso della sua poca convinzione, sbrocca e la lascia.

Lei è innamorata, è disperata, chiede una seconda possibilità e lui… lui gliela concede, motivando con se stesso “perché a me non è stata data” (riferendosi ad altri, evidentemente).

Ecco, al di là di mille altre considerazioni che non mi metto a fare, mi è sembrato dolce, umano, saggio addirittura, non volere che altri soffrano quello che abbiamo sofferto noi, appellarsi al nostro dolore per risparmiarlo a un altro, e pensavo a quante volte ho avuto una seconda possibilità, e a quante volte l’ho concessa: mah, non è che il bilancio sia proprio positivo e poi, francamente, non sono neanche sicurissima che ne valga la pena, ma voi che ne pensate?

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25 thoughts on “Una seconda possibilità

  1. Guarda, sinceramente io la darei anche, ma mentirei, purtroppo sono fatta male, nel senso che come ho già detto, se perdo la fiducia non mi torna più e quindi non sarebbe una seconda possibilità perché sarei sempre sulla difensiva e la fiducia non ci sarebbe, sarebbe già finita in partenza.

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    • Anch’io sono così. Di rapporti ne ho rabberciati tanti, ma non è mai la stessa cosa. A volte, per certi aspetti, può essere persino meglio, ma manca quella magia, quel legame intimo che faceva dell’altro una persona speciale, e mi riferisco a tutti.

      Magari ritornerà a essere una persona con cui stai benissimo, passi del tempo piacevolmente, può persimo aumentare la confidenza in grazia dell’ostacolo superato, ma è quel quid che mancherà sempre, quella spensieratezza che tocca il cuore dell’altro, libero da qualsiasi macchia. E’ un po’ come quando hai avuto la polmonite, o la tbc: le macchie sui polmoni rimarranno per sempre, per quanto tu guarirai e condurrai una vita normale, per quanto tu possa diventare anche uno sportivo, quella macchia c’è, e ad ogni radiografia te ne chiederanno conto, s’insospettiranno, e dovrai spiegare…

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    • A questo credo meno, hai presente quella storia dei giapponesi che le crepe le aggiustano con l’oro per farlo diventare più prezioso? Il fatto è che sarà pure più prezioso, ma mai come prima, l’integrità si è rotta.

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  2. Io credo che le seconde possibilità possano esistere, ma è fondamentale che le basi e la sostanza abbiano un fondo di novità. Diciamo che credo alle seconde possibilità se sono delle prime possibilità che coinvolgono le stesse persone.
    In ogni caso non se ne vedono spesso in giro di vere seconde possibilità, anche perché la paura gioca un ruolo chiave.

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    • Hai detto bene, non esistono seconde possibilità, ne esistono di prime con gli stessi attori e sì, la paura fa 90, è quello che irrigidisce e fa partire con uno svantaggio la seconda prova.

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  3. Secondo me, anche ammesso che ci sia una seconda possibilità, se un rapporto è destinato a naufragare, prima o poi affonderà definitivamente.
    Un esempio. La moglie di un mio amico ha scoperto il suo tradimento (non una cosa da nulla, una botta e via, parliamo di anni…) e gli ha dato una seconda possibilità. Naturalmente lui ha promesso che non avrebbe mai più frequentato l’altra, naturalmente non ha rotto quella relazione. Lui dice di aver tentato ma di non esserci riuscito. Morale della favola: due anni dopo la moglie ha scoperto, leggendo gli sms sul cellulare di lui, che la storia non era finita e l’ha cacciato di casa, senza se e senza ma.
    Risultato? Sono felicemente divorziati. Lei ha un nuovo compagno e lui finalmente può vivere la sua relazione alla luce del sole. Mi chiedo: non sarebbe stato meglio cacciarlo di casa la prima volta?

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    • Ci sono cose che non si perdonano, e il tradimento è una di queste, anche perché non parliamo di un attimo di debolezza prontamente confessato, ma di castelli di menzogne portati avanti per anni e anni: e che t’aspetti da una persona così?

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    • Io invece penso che le persone cambino, e non esiste persona che non sbaglia mai, non si può sempre distruggere tutto e ricominciare daccapo, fino al prossimo errore: ma, come è stato detto anche nel commento successivo a questo, deve essere davvero una nuova possibilità, non la reiterazione delle dinamiche precedenti!

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  4. Che ne pensiamo … che ne penso io ???
    Che il perdono, senza un intimo convincimento da parte del perdonante ( senza l’ affetto, oserei dire, nutrito per arcana predisposizione … si pensi al @Fra Cristoforo di manzoniana memoria ), è fasullo, manieristico … privo di effetti positivi, sia per il perdonato che per il perdonante, insomma è un atto sterile e, non di rado, ipocrita . E dunque offre una 2^ chance farlocca … anche se il perdonante ( o la perdonante ) è convinto/convinta, in una specie di auto-esaltazione pseudo religiosa, di essere “un dio sceso dal cielo sulla terra per fare della terra un cielo” !
    Ahi … quanto bello e struggente e vero, è invece il semplice perdono che impegna il cuore, e quanto bene fà, lui che illumina le buie zone recondite dell’ anima nostra, al mondo oscuro e cialtronesco che ci ritroviamo a vivere !

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    • Bruno, qui non stiamo parlando specificatamente di perdono: a volte il dare una seconda possibilità significa anche “darsi” una seconda possibilità, indipendentemente dai torti e dalle ragioni. Se andiamo ad attingere alla saggezza popolare, si dice “La prima si perdona, la seconda si bastona” e anche “Non c’è due senza tre”, ma non si dice “Non c’è uno senza due”.

      Insomma, alla seconda volta si è recidivi, ma alla prima una chance bisogna darla, è giusto darla, a meno che non si stesse aspettando l’occasione buona, come io sospetto anche in casi che conosciao… 😉

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  5. Che fai @Diemme … (ari)cominci ad arrampicatte su li specchi ?!? 😯
    Guarda amica bbella che lo specchjo nun è a gradini pe’ cui Tu te ce pòi arampicà senza finì cor culo pe’ tera, eh ? Qquì, cadenno a tera come ‘na pera matura. rischi de fatte male serjamente a le chjappe ! :mrgreen:
    Che puro le crjature lo sanno, che ‘na scjanse SEGUE UN PERDONO “SICERO & AFFETTUOSO” … artrimenti ‘sta scjanse è farlocca, taroccata e quinni inutilizzabbbile da parte der perdonato o de la perdonata, e serviresse solo a riscjaqquà la mala-coscjenza der perdonante o de la perdonante !
    Ergo …. molla er pappafico @Djè : o se perdona come se deve ( e quinni se offre ‘na scjanse bbona da usà ar perdonato o a la perdonata ), oppuro se mena er cane pe’ l’ aja, TRERTIUM NON DATUR !!! 😀

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  6. Comincia ad esserti fastidioso ??? 😯
    E Tu cancella il mio commento ogni volta che ti dico che ti arrampichi sugli specchi : ti autorizzo a farlo ! 😀

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    • Bruno, non mi pare il caso. Se a volte hai scritto cose che ho ritenuto ledessero la mia privacy, o che rinfocolassero una polemica, come sai sone restate in moderazione, ma se arriviamo a superare questo è censura, credo sia più costruttivo trovare un modo per dialogare, cosa che tra la gente – fb mi conferma – pare difficilissimo. In certe discussioni – parlo sempre di fb – io vedo che volano insulti, fascista, comunista, persona meschina, ti arrampichi sugli specchi (gli argomenti sono sempre quelli) e non si capisce un tubo di chi sostiene che cosa e quali sono le argomentazioni portate a sostegno: vogliamo arrivare a questo sul mio blog? Non lo permetterò per cui, caro Bruno, se non sei d’accordo con le mie argomentazioni limitati a dissentire, senza insinuare che io di argomentazioni non ne abbia e mi “arrampichi sugli specchi”, che davvero, è irritante!

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  7. Fac Tu sicut facere amas, ego ibi semper felix manebo ! 🙂
    An passage, comunque, se mi si insulterà con la parola COMUNISTA …. ebbene io invece LO RITERRO’ UN COMPLIMENTO ! 😀
    Postescritto : sarà difficile, eh ? … ma mi sforzerò di tacere quando mi sembrerà che Tu ti stia arrampicando davvero sugli specchi ! :mrgreen:

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  8. Riassumendo, alla fine si tratta di un rapporto in due andato in crisi. Una crisi annunciata. E lui, che (magari senza rendersi conto) non aspettava altro che “un passo falso di lei”. Passo che… prima o poi doveva arrivare, ovvio. Chi non sbaglia mai? Il seguito sarebbe stato una rottura con tanto di lacrime dalla parte di lei.
    E la fine.
    ……………………………………………………………………………………………………………………………..
    Soltanto che…..
    soltanto che, mentre si prefigurava una vita da scampolo, una “libertà” scatenata dal rapporto di coppia, lui si rende conto che il futuro sarebbe ancor più scuro. Che non avrebbe avuto “più aria”, ma più dolore.
    E si affretta, nei ultimi minuti alla chiusura della borsa a “ricomprare le azioni”. E per non doversi spiegare per il suo ritorno “al suo grande amore” come una sua sconfitta….lui butta il disco musicale del “ti do la seconda possibilità, amore”. Una possibilità, che lui poveretto…. 🙄 non ha mai avuto.
    Furbo il tipo.
    P.S. Niente riferimenti alle tue ultime frasi.

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    • Ah, quelle, piucchealtro una domanda rivolta a me stessa, ci dovrei pensare a lungo. Direi che mi è stata concessa tante volte, e altezzosamente l’ho sempre rifiutata (e come mi pento, la vita arride al giunco, non a quelli della categoria “mi spezzo ma non mi piego”, che poi infatti si spezzano!), e quando l’ho concessa, ammetto, in linea di massima non è mai servita.

      Spiego meglio la prima osservazione: davanti a persone che mi hanno danneggiato, la vita, sempre attraverso loro, mi ha offerto una seconda possibilità, che io ho rifiutato per tigna. Lì la mia incapacità di perdonare, di non concedere alle persone la seconda possibilità di darmi una seconda possibilità (scusate il giro di parole, mi capisco daa me) mi ha fregato, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.

      Peccato di spocchia (superbia), mortale.

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