Quelli che ti lasciano a distanza

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Ve ne volevo giusto parlare qualche tempo fa, quando, raccogliendo le confidenze di un’amica, mi raccontò che il suo compagno le aveva comunicato la fine della loro lunghissima e idilliaca relazione con una telefonata in ufficio, e lei sarebbe voluta morire, mettersi a urlare, piangere, disperare, ma non poteva, e non poteva arrabbiarsi, chiedergli perché, dargli del bastardo, etc. etc.: era sul posto di lavoro, in mezzo ad altra gente, quindi doveva tacere e continuare a lavorare.

Sono in tanti che fanno così, tanti e, in questo caso, anche se sono certa, se non altro per un fatto statistico, che ci saranno anche donne che l’avranno fatto, io l’ho sentito solo di uomini.

Per carità, poi ho avuto pure un’amica che mi ha raccontato di aver svuotato la casa scientemente (della sua roba s’intende), cominciando da dietro, lasciando solo quella visibile cosicché, quando è stata pronta per andarsene, è stato un attimo mettere in valigia quel poco che era rimasto e sparire per sempre: ma ve lo immaginate? Tornare a casa e trovarla vuota, per sempre. All’improvviso. O almeno questo è quello che vivete, che appare ai vostri occhi, perché la premeditazione è stata fatta sotto il vostro naso sì, ma a vostra totale insaputa.

Un mio amico ha fatto di meglio, ha deciso che la storia con la sua donna, che viveva lontana e con la quale aveva rapporti sporadici, erano finiti e si è messo con un’altra, considerandosi libero. Peccato che si sia dimenticato di dirglielo: quando poi, di lì a poco, lei si è fatta sentire per chiedergli che cosa aveva intenzione di fare per le feste (Pasqua o Natale che fosse, non ricordo), se l’avrebbe raggiunta e le avrebbero passate insieme, oppure preferiva che lo raggiungesse lei, oppure era impegnato per lavoro, ha realizzato la sua piccola omissione.

Oggi, se solo hanno la grazia di comunicartelo, ti lasciano con un sms, o un messaggio su WhatsApp: e non ditemi che è una vigliaccheria dei nostri tempi, è sempre stato così (io stessa sono stata lasciata con un messaggio in segreteria telefonica, di quelle esterne, che funzionavano con la vecchia audiocassetta!): credo che la viltà sia nata con l’essere umano.

Che poi, questa gente, neanche studia il momento in cui dirtelo, o insomma, farti arrivare il messaggio: questo potrebbe arrivare in qualsiasi istante, magari mentre stai guidando (e Dio voglia che non sia un pullman o un aereo!).

A volte mi chiedo quanti siano i più pietosi del “siediti, dobbiamo parlare”, che se ti senti di svenire almeno non cadi, e chi ti sta parlando è lì, che può raccoglierti e portarti un bicchiere d’acqua.

Ma di che stiamo parlando, uccidere senza vedere la faccia di chi muore è sempre molto più comodo!

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65 thoughts on “Quelli che ti lasciano a distanza

  1. scusate ma perchè solo agli uomini? Ora mi incavolo io mentre lavoravo a 250km da casa e quindi rientravo solo per il week end mi son visto recapitare da un avvocato la lettera di richiesta di separazione…quindi non la menate solo contro gli uomini poichè anche le donne alcune sono belve e per di più l’ultimo week end era come sempre tutto ci ci cocò sesso insomma niente di anormale e per di più avevamo una figlia…allora come la mettiamo adesso? Senza parlare di un altra storia dove a 2 mesi dal matrimonio ti dicono scusa ma no perchè non amo il lavoro che fai????Dopo 7 anni non ami il mio lavoro? a 2 mesi dal matrimonio??? Ma daiiiiiiii…..Quindi care signore calma a dar sempre addosso all’uomo… diciamo che sia da un fronte che dall’altro vi sono le persone inumane e belve…

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  2. Benché lasciare non sia mai semplice, mille volte essere lasciata e lasciare di persona. Io sono fuggita, senza preavviso. Ma era un marito violento ed è proprio un’altra storia.

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    • Mille volte che? Suppongo tu intenda “mille volte meglio”.

      Sì, la tua è un’altra storia, come quella citata nella mia risposta a VinVivendo: in questi casi non si può certo parlare di fuga inaspettata e fulmine a ciel sereno!

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  3. Le statistiche ?!? 😯
    Ne scrisse @Trilussa … many and many years ago …
    °°°
    “Me spiego: da li conti che se fanno
    seconno le statistiche d’adesso
    risurta che te tocca un pollo all’ anno:

    e, se nun entra ne le spese tue,
    t’entra ne la statistica lo stesso
    perche’ c’e’ un antro che ne magna due.”
    Trilussa (Carlo Alberto Salustri), 1871-1950

    Dunque, @Diemme cara … pussa via alle statistiche, che sono mere contazioni ( astratte ) “senz’ anima” !
    Il dolore dell’ essere improvvisamente lasciato ( e/o cornificato ) per qualsivoglia motivo, E’ UNICO sia per l’ uomo che per la donna …. a prescindere da chi dei due soffra di più !
    Postescritto : quanto alla splendida canzone BELLA SENZ’ ANIMA che ci hai linkato, chette devo dì ??? 😦
    Si lei nun cjà l’ anima, cjavrà quarcosantro de bbono, magara er lato A e/o er lato B … eccò ‘sta crisi noyo nun bbuttamjio ggnjiernte ! :mrgreen:

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  4. Credo che lasciare con un sms o un messaggio in segreteria sia di una viltà unica. Siamo adulti e ci si deve prendere la responsabilità delle proprie azioni, anche perché non posso credere che sia un fulmine a ciel sereno, ci devono per forza essere stati dei problemi o delle discussioni o delle avvisaglie prima, dei problemi si deve parlare, come in qualsiasi tipo di rapporto.

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    • Sì, vile e, secondo me, anche un’ammissione di colpa. Anche applicato a rapporti diversi, uno Xavier che, a fronte di anni di amicizia, non ha avuto il coraggio di parlarmi a voce, intendo neanche per telefono, ma si è nascosto dietro una tastiera, la dice lunga sul fatto che poi, in fondo in fondo, lo sa che tutte le ragione non le ha, e che guardandomi negli occhi, ma fosse pure sentendo la mia voce, forse non ce l’avrebbe fatta a comportarsi nello stesso modo.

      Gente che ha bisogno di raccontarsela davanti allo specchio, l’unico in grado di dar loro ragione!

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  5. Gira gira e fài la rooooootaaaaaaaaaaaaaaaaa
    ma @Ginevro è sempre quàààààààààààààààààà
    seppuro cambiano i fattooooooriiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii,
    er prodotto uguaaaaaale èèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè ! :mrgreen:

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  6. vigliaccheria,codardia,viltà e crudeltà sono asessuate e in casi come quelli citati sono delle vere e proprie bassezze umane,dallo stesso valore di un’esecuzione alla schiena…Le persone che compiono atti del genere è meglio tutto sommato averli persi per sempre,anche se ancor meglio sarebbe non averli mai conosciuti/e…

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  7. L’ ultimo coniglio a cui purtroppo mi sono legata ha pensato bene di infrangere una promessa (sapendo quanto sono importanti per me) il giorno del mio compleanno (15 dicembre)..Per poi ricomparire dopo le feste e chiedermi “tutto bene?”..

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    • A volte mi chiedo se si rendano conto… se siano degli “strateghi” (litigano quando ci sono le ricorrenze così risparmiano sul regalo), dei conigli, privi oltre che di coraggio pure di dignità (si ripresentano… ), oppure proprio non ci arrivano, e alle volte ti giuro mi pare proprio buona l’ultima ipotesi 😯

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    • Credo che lo facciano di proposito, perché dire che non ci arrivano è troppo facile, come il serial killer che in giudizio viene definito “incapace di intendere e di volere”.. Nonostante tutto io sorrido, e lui??? Si morde le mani e continua a chiedere scusa.. Poverino.. Hai sbagliato persona..prima mi rompi la cristalleria e poi attacchi i pezzi, non esiste colle che riesca a cancellare lo crepa!!

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  8. E’ una cosa tristissima e credo sia una mancanza di coraggio anzichè una vigliaccheria. Oddio, non giustifico il comportamento, ma come dici tu è più facile farlo alle spalle che a viso aperto. Uno potrebbe ripensarci, lasciarsi impietosire dalle lacrime dell’altr@ o peggio evitare un possibile omicidio… Che dire. E’ una cosa orribile!

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    • Sì, è orribile, e sto tornando sui miei passi, comincio a non essere più sicura del fatto che il fenomeno sia trasversale (intendo in proporzione): su internet gira tanta ironia sulla donna che dice “caro, ti devo parlare”, frase che a loro sembra così terrorizzante perché, evidentemente, non sono troppo abituata a pronunciarla. Loro non ti parlano mai, qualunque cosa accada la donna ci deve arrivare sola a farsi, nella propria testa, il film di quello che è passato per la testa a lui.

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    • Effettivamente nonostante nei millenni l’uomo sia il simbolo della forza, non lo è altrettanto del coraggio, almeno di ammettere che in una storia, se qualcosa finisce non è necessariamente colpa della donna. Strano invece che gli uomini tirino fuori gli artigli quando si tratta di maltrattare.

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    • Ancora. @Aida hai per caso il i dati con i percentuali che indicano “il simbolo della forza” come il maggioritario nel rinunciare ad un rapporto (usando il metodo a distanza)?
      Credi forse che “il simbolo della fragilità” non ha… non usa… o non userà mai una tale pratica?
      Non dico, la cosa può essere vista criticabile o meno. Ma perché buttare sempre la gallina morta nel cortile del vicino? Questa non mi va.

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    • L’articolo fa riferimento ai rapporti di breve durata @Aida. Diciamo che è più facile dire “Adio” ad un rapporto che dura tre giorni che invece uno che si è cimentato per mesi. Poi fa riferimento alle donne unicamente senza, pero, informare se uomini sono o non predisposti allo stesso modo (nelle stesse condizioni). Poi, se posso menzionare il fatto che la Daily Mail considera il fatto che la donna accetta una relazione con un partner, puramente “procreativo”, con connotazioni genetiche. Un po riduttivo, non credi?
      Ancora una cosa. L’articolo finisce cosi, dicendo che “Il 77% predilige il contatto face to face ma di breve durata, in modo da evitare ripensamenti o sceneggiate di cattivo gusto.” Riferimento alla donna.
      C’è…. ci vediamo… la voglio baciare…. lei mi ferma e mi dice, “Mi dispiace, è finita”.
      Poi si gira e se ne va.
      Insomma… che differenza fa?

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    • La nozione procreativa è un pò ancestrale, poichè fa riferimento a quello che è il fine ultimo del rapporto sessuale, quello tanto agognato da alcuni moralisti e comunque intrinseco nella natura. Si, ho scelto alcuni articoli che trattano dal punto di vista femminile, perchè non ho la capacità di mettermi nei panni di un uomo. Però posso dirti che noi donne siamo più facili di lacrime e più propense ad aggrapparci ad ogni appiglio, o almeno lo è in alcuni casi. Breve o lunga che sia la differenza, secondo me, consiste nell’intensità con cui si vive una relazione. Ci sono storie che, dopo due mesi, già si sposano, e storie che dopo dieci anni ancora nulla di fatto…

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    • Il primo esempio è un Blog @Aida. Non ha fondamenti scientifici. Se poi, si chiama anche “Il maschio dominante”…. non vale la pena commentare.
      Sul secondo esempio, che è sempre un blog (articolo scritto da una certa “sexyvia”, che dice molto). si elenca 5 modi (al quale non trovo indirizzo) con quale i uomini possono mollare una compagna. Oltre che tutti cinque metodi mi appaiono “face to face”, sono riuscito anche a essere irritato dalle risposte della “sexyvia” (quelle tra i parantesi).

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    • “La nozione procreativa” può essere vista come ancestrale, non ho niente contro. Ma non come un obbiettivo di una relazione. Non posso immaginare una donna che”mi accetta” (se ci fai caso si tratta di accettare… e non innamorarsi) per le mie dotti “procreativi”. Tipo, “questo uomo da bene come padre dei miei figli, me lo devo sposare”. (Che schifo).
      Non siamo più nel paleolitico. Dove la donna si aggrappava al uomo forte perché fonte di sicurezza e stabilità per i suoi bambini. Se la donna vuole rispetto, allora rispetti anche lei l’uomo. Siamo anche noi sensibili, abbiamo anche noi “momenti di crisi”, vogliamo anche noi “essere capiti”. Non si puo chiedere di essere “di pietra” ma nello stesso tempo di capire la sensibilità. E’ un nonsenso.

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  9. io, personalmente, faccio fatica a capire/credere alle relazioni a distanza figurati cosa posso pensare di chi le chiude allo stesso modo… saranno tutti sudditi di Sunzi per cui “L’arte della guerra consiste nello sconfiggere il nemico senza doverlo affrontare”. Peccato che se vivono i rapporti come una guerra per quel che mi riguarda non ci potrà mai essere vittoria…

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    • per me c’è lo stesso concetto di fondo…
      infatti io non intendevo dire che si parlava di distanza km ma che i momenti chiave di ogni rapporto vanno vissuti viso a viso.
      Con la precisazione che hai fatto, giustamente, rafforzi il senso del mio pensiero.. faccio fatica ma posso riuscire a credere a sporadici casi di distanza km ma dove questa distanza non esiste non ci posso riuscire..

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