Ode a PelodiCapra

capra
O caprettina dal pelo scompigliato,
e variamente tinto,
che per le feste e i ponti
t’appresti alle carezze ignote un tempo
– e lucidi quel pelo ormai invecchiato,

godi di questo stato assai precario,
perché la vita è un soffio e anche l’inverno,
e presto giunge il tempo del raccolto,
quando veder potrai ciò che hai sepolto!

O capra capra, cieca del destino,
che credi manovrar con le tue balle
la vita altrui, ma invero poi trascuri
saper che il mondo gira e non hai scampo!

Presto tornerai capra solitaria,
brucando poca erbetta ormai bruciata,
e forse una tua lacrima nascosta
la bagnerà nell’ombra della vita.

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16 thoughts on “Ode a PelodiCapra

  1. Beh … @ginevro ( che lo possinoooooo … ) sapeva indubbiamente scrivere e dispiegare, in maniera elegante, la sua pacata visione su ogni tipo di problema affrontasse, ma quel senso di poesia, che Tu invece hai, a lui fallava e come ! 😀

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  2. E’ scritta molto bene…..ma se posso essere sincera, avrei preferito (per te) che fosse su qualcun’altra perché questo denota che sei sempre lì con il pensiero e questo non ti farà mai voltare pagina purtroppo.
    Buon inizio settimana 🙂

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    • Tu non hai idea di che ferita si sia aperta, e non hai idea di quanto sanguini. Lei è un’nfame senza soluzione di continuità ma, probabilmente giustamente, i miei amici tuonano anche contro di lui, aggravando la situazione, sia pure nel tentativo invece di alleviarla. Mi fa male sentir loro rinfacciargli debolezza, opportunismo, mentre è solo un uomo che è stato messo con le spalle al muro, e sfido tutti questi che parlano a comportarsi diversamente (io l’avrei fatto, ma infatti io sono single).

      Il pensiero sempre lì, e sempre da mille altre parti: nel libro della mia vita ci sono tante pagine lette, tante da leggere, ma l’inchiostro nero è nero, per quanto le pagine siano state sfogliate…

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    • Silvia, credo di non riuscire a spiegarmi: non è che la gente me ne parli così, per girare il dito nella piaga, è che vedendo quanto l’ho presa male cerca in qualche modo di consolarmi. Per certi versi è pure sinceramente arrabbiata con lui, una in particolare tuona che io a quell’uomo ho portato solo ogni bene nella vita, compresa la fanciulla, e per quanto io possa essere stata rompicoglioni (che mica me le mandano a dire… 😉 ) il suo comportamento è da ingrato smidollato imbelle.

      Rimane il fatto è che, allo stato dell’arte, nulla può tornare come prima; quando la fiducia si rompe, nulla può ripristinarla, nulla: io penso che la seconda possibilità che si dà a una persona sia sempre abbastanza relativa.

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    • Anch’io sono così. Lei non rientrerà mai più nella mia vita, te lo posso assicurare, e comunque mai più nel ruolo che aveva prima. Per lui “giudizio sospeso”, dipende da mille variabili. Certo, non sarà mai il padre/fratello che era prima, la persona a cui mettere il cuore in mano certa che non ne avrebbe abusato. Quello che non perdono a lui è essersi dato degli alibi, e gli alibi sono l’asfalto nero che lastrica la via del male.

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  3. Pingback: La pace nelle parole e il terrorismo nei fatti | Diemme - Ogni cosa è illuminata

    • Ahahahah, ti sei perso l’evoluzione della specie! Diciamo che abbiamo stabilito che l’appellativo precedente era troppo lusinghiero, la faceva tanto un’intrigante Messalina che non è. Questo mi pare un appellativo più adeguato (e se guardi la foto, credimi, è lei!).

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