E il settimo giorno si riposò

Riposo settimo giorno

Non ricordo se già ve l’ho raccontato, ma torno a raccontarvelo perché secondo me è una necessaria premessa a quando vi ho raccontato ieri e mi è successo di conseguenza oggi.

Quando ero in Israele, e nonostante il lavoro più la frequenza dell’università, non mancavo condurre gran vita sociale e di trascorrere fuori ogni we (per we si intende venerdì e sabato, ndr).

Una volta però, occasionalmente, rimasi a casa, e per casa mi riferisco alla casa dello studente, dove occupavo un appartamento insieme ad altre studentesse. Una di questa era religiosa, il che significa che osservava lo Shabat come Dio comanda, e quindi tra l’altro non usava fuoco, né elettricità, immaginatevi che allegria.

Quando seppe che sarei rimasta in casa mi pregò di permetterle di rispettare il sabato, il che significava rispettarlo anch’io…

Mi assicurò che avrebbe pensato a tutto lei, che aveva già cucinato, che io dovevo solo per l’appunto non cucinare, non accendere luci, e quindi neanche radio.

La noia, signori miei, la noia, non ve lo potete immaginare!

Cioè, la noia le prime ore. Poi piano piano iniziai a sentirmi decongestionare, cominciai a sentirmi rilassata, cominciai ad aver voglia di parlare con quella ragazza che a malapena conoscevo (anche perché non c’era altro da fare, a parte pregare, cosa che non sono solita fare).

Ecco, fu quel giorno, quel preciso giorno, che io capii l’importanza del riposo e il significato della celebrazione del sabato.

Il riposo ci disintossica, ci fa riacquistare una dimensione umana, ci fa riappropriare di noi stessi, ci rende più disponibili nei confronti degli altri: la stanchezza, lo stress, sono veleno!

Nonostante la lezione di quel giorno, ho sempre continuato, per tutta la vita, a non risparmiarmi ma ieri, forse per la prima volta in tanti anni, ho avuto una giornata di tutto riposo, ma non quel riposo amebico, quello in cui giaci abbandonata come un fagotto perché non hai né forza né stimoli (che quello sì che l’ho provato negli ultimi tempi!), ma quel riposo sano, di persona che sta bene, che usa il suo tempo non per fare, fare, fare, correre appresso ai mille doveri, ma semplicemente per occuparsi di qualcosa che l’aggrada: nella fattispecie ieri io, tutto il giorno o quasi, sono stata in poltrona a leggere.

Sarà un caso, ma stanotte ho dormito favolosamente bene (e questo, va beh, non è cosa nuova), e stamattina mi sono alzata fresca e riposata, piena di entusiasmo e di energia, e questa sì che una novità!

Dio creò il cielo e la terra e il settimo giorno si riposò. Noi siamo suoi figli, creati a sua immagine e somiglianza, e se ha avuto bisogno Lui del riposo figuriamoci noi!

Non dovremmo mai rinunciare a fermarci e a ricercare il rapporto prima con noi stessi, poi con tutto ciò che ci circonda, uomini e cose.  ❤

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20 thoughts on “E il settimo giorno si riposò

    • Non è facile… troppe cose devo conciliare, e non ho aiuto, e sono anche circondata da persone che hanno bisogno e non hanno a loro volta aiuto… Attila a parte, ovviamente!

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    • E’ vero, è sempre facile parlare da fuori senza conoscere tutte le circostanze, ma è anche sicuramente vero che a volte ti lasci coinvolgere troppo e sopraffare dagli altri dimenticando te stessa 😉

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  1. Sono d’accordo: un giorno per riposare ci vuole, altrimenti la settimana sarà più faticosa da affrontare. Tuttavia, io sono come te: non mi fermo mai. Anzi, ti dirò che la domenica lavoro più volentieri (intendo lavorare per la scuola… ma faccio anche tante altre cose in casa!) perché mi metto di buona voglia la mattina presto, fresca e riposata. Durante la settimana lavoro, naturalmente, ma ci metto un sacco per ingranare nel pomeriggio. 😦
    Ieri, però, non dovendo correggere compiti o fare altro per la scuola (fortunatamente è appena iniziato il 2° “quadrimestre” sicché posso respirare un po’), mi sono davvero riposata, ho perfino ritrovato la gioia di cucinare e, onestamente, stare ai fornelli per me è stato come riposare, davvero. Peccato che il cibo preparato con tanta cura e amore sia finito troppo presto. 😥

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    • Che lusso sarebbe per me tornare a cucinare, ma non posso permettermelo neanche per sbaglio, anche perché per farlo pure una sola volta dovrei riorganizzare la cucina, oramai non saprei più trovare neanche il barattolo del sale!

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  2. “Il riposo ci disintossica, ci fa riacquistare una dimensione umana, ci fa riappropriare di noi stessi, ci rende più disponibili nei confronti degli altri: la stanchezza, lo stress, sono veleno!!
    QUOTO!

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    • Sì, la stanchezza ci rende pessimisti e intolleranti, copre tutto di un velo nero e solo un buon riposo ristoratore può sollevare quella cortina buia!

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  3. Mi fa molto piacere per te leggere del beneficio che hai tratto da una giornata di vero riposo.
    Credo anch’io a quegli effetti, sebbene non mi sia mai soffermato a verificare se funziona così.
    Di certo so, purtroppo, che dopo un bel riposo diventa più difficile, sopratutto psicologicamente, ritornare agli stessi ritmi di prima, ritmi che spesso non siamo noi ad imporci, ma il contesto e le circostanze nelle quali la nostra vita è quotidianamente immersa.
    Però, almeno, possiamo sempre conservare il piacevole ricordo degli effetti benefici e riprometterci di non lasciar perdere le opportunità di rifare l’esperienza positiva vissuta.
    Ciao carissima, buona ripresa delle tue corse quotidiane!

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    • Viviamo in una sociatà alienante: se pensi pure io e te, da quanto che ci conosciamo eppure, che occasione ci siamo lasciati sfuggire per lo strangolamento spazio-temporale! 😉

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  4. Ascese la vergine @Diemme gli alti gradini dell’ altare, seco recando un grosso cero ! Sopra, le sorrideva l’ icona di Santo @Riposo, Patrono degli Affaticati, dei sempre Semoventi, dei Negletti e dei Disperati del lavoro !
    Ivi giunta, la poareta, scelse il candelabro più prezioso e vi innestò con forza il grosso cero acceso ….
    Poi, asciugandosi i lacrimoni che le rigavano il bel volto, innalzò al benefico Santo una prece ! 😐

    “O San @Patrono che sei nei Cieli dei Giusti, volgi a me derelitta, i tuoi occhi benevoli ! Fai che, tarantolata io dal lavoro ( in casa e fuori ), riceva da te il benefico seme del riposo, che lo pianti nell’ anima mia …. e che smetta infine di girare or qua or là “co’ ‘na scarpa e ‘na cjiavatta” ….
    Tu che perdonasti perfino la mamma di @brunetta, quando pentita e stanca per averlo messo al mondo, si rivolse a te in ginocchio, perdonami se anch’ io talvolta ho peccato, andandomi pervicacemente a inventare un lavoro purchessia, fermami orsù …. e salva l’ anima mia !!! 😥

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