Io, l’albero, e il rimpianto del tempo che fu

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Oggi, passando per piazza Venezia con l’autobus, su cui viaggiavo in piedi, un signore seduto mi chiede per favore di scansarmi perché voleva vedere bene l’albero di Natale ed io gliene ostacolavo la vista.

Mi faccio da parte manifestando un certo disappunto, e non manco di sottolineare ad alta voce: “Un tempo, tra me e l’albero di Natale, un uomo avrebbe preferito guardare me!”.

Il signore scoppia a ridere, ma di una bella risata argentina, e poi comincia a farmi un sacco di complimenti, schermendosi per il fatto dell’età (era piuttosto anziano).

Va beh, a me fa piacere portare buon umore, va bene così, e anche il fatto che sia stato li a sciogliersi in complimenti non ha guastato: come dico sempre a una mia amica, quello che mi frega è la timidezza!

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18 thoughts on “Io, l’albero, e il rimpianto del tempo che fu

    • un tronco di pino è un bel ragazzo prestante, ma anche un tronco di pino tout court. il non aver incontrato un tronco di pino con il quale “attaccar bottone ” è un dispiacere, ma se tu avessi incontrato un vero tronco di pino quello non avrebbe mai potuto dirti ” scansati che ho da guardare un mio parente addobbato “. vaneggiamenti, i miei, post vacanze :-((

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  1. Mamma mia …. quant’ è bella Roma nostra, di giorno o di sera, all’ alba o al tramonto ….
    Sì, davvero una splendida Città ‘caput mundi’, non ostanti i cittadini qui residenti NON romani, che la inzaccherano e la corrompono, o, se facenti parte dell’ amministrazione capitolina, si lasciano corrompere come pere marce di fronte a vermi famelici ! 😐

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    • Anche se i romani, che tu assolvi, non fossero colpevoli di comportamento incivile, lo sarebbero comunque di lassismo, e per aver permesso che orde di barbari – stradaroli o capitolini – rovinassero così questa città!

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  2. Questo è ver, senza dubbio, o mia signora,
    @cialtrones, pur Romani, ce ne stanno ….
    ed anche questi Le arrecan un gran danno,
    Ma resta Roma …. una Città cortese
    che ci fà dir “che bello è il mio Paese” !!! 😀

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  3. Mi feci Cabballier, sia pure errante,
    vessato dall’ orror d’ un mondo ingiusto,
    crudel, materialista e poco amante
    d’ altrue la vita e della vita il gusto !

    Ogni qual volta io volgea lo sguardo
    sulle miserie dell’ umana gente,
    mi trafiggea il còr acuto dardo
    e pene tante partorìa la mente !

    Mi dissi allor : “Che vale in tale modo
    passar la vita ed ignorare il pianto ???
    Del fato sopportar l’ amaro chiodo,
    senza reagìr … per riafferràr l’ incanto” ???

    Così, come se il sogno fosse vero
    e la realtà a quel sogno desse il volto,
    presi le armi e cavalcai un destriero
    capace di volàr appena sciolto .

    E me ne andai errando oltre il dolore,
    oltre le nubi nere e il buio nulla,
    la dove gli astri in ciel hanno la culla
    e ancor l’ amore ha tutto il suo valore !

    Romantico ?!? Sia pùr ! E armato e forte
    per affrontare il drago più rapace ….
    E mi gridai : “E’ questa la tua sorte,
    onde a qualcun donare un po’ di pace” !

    Non sempre ci riesco … e questo è vero,
    nè sempre so schiacciàr la mia impotenza,
    ma amico so, per tutti, esser sincero
    e delle cose cerco ancor l’ essenza ! 🙂

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