Quando una madre seppellisce un figlio

Funerali attentato Tel Aviv

Non è stato un buon inizio anno per Israele, oramai nella morsa di attentati sempre più vicini e imprevedibili.

Non so se avete visto il filmato dell’attentato del 1 gennaio a Tel Aviv, un ragazzo con uno zaino sembra fare spese in un minimarket, prende qualcosa, poi la riposa, prende un’arma dal suo zaino, corre fuori dalla porta e spara a casaccio sui passanti. Muoiono due ragazzi, che passavano lì per caso, colpevoli di essere ebrei, colpevoli di essere in Israele: Israele, una nazione microscopica, circondata da distese sconfinate di territori arabi, ma che agli arabi, evidentemente, non bastano.

Scrivo, quasi con la consapevolezza di non essere capita, vi sembrerà tutto molto lontano, solo Parigi era vicina, ma coloro per i quali il 23 novembre è ogni giorno non sono vicini, non a molti.

Ma quello è il mio sangue versato, io sono la madre e sono il figlio.

Una mia conoscente, che tanto difende i kamikaze perché “è la loro unica arma”, “hanno le loro buone ragioni” e “l’occidente è colpevole d’indifferenza”, aveva il figlio a Parigi il giorno dell’attentato. Le ho chiesto se, nel caso fosse rimasto vittima dell’attentato, avrebbe ancora difeso le buone ragioni del terrorismo islamico contro l’occidente. Ne ho ricevuto in cambio uno sguardo carico d’odio: e certo, vuoi mettere lei e suo figlio, madre e figlio di serie A, a confronto di tutti gli altri le cui vite e il cui dolore non valgono ai suoi occhi, evidentemente, altrettanto.

Je suis Tel Aviv.

http://video.corriere.it/tel-aviv-sparatore-si-prepara-all-attacco/11d37d0a-b0a1-11e5-85c5-ba49db0234b6

Le due vittime dell'attentato a Tel Aviv

Ah, dimenticavo, la ciliegina sulla torta:

Palestinesi che festeggiano la strage

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22 thoughts on “Quando una madre seppellisce un figlio

  1. Non si può e non si deve fare scalpore solo se vengono uccisi degli europei, americani o inglesi, le persone sono persone, e gli assassinii lo sono ovunque avvengono JE SUIS TEL AVIV.

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  2. Mi dispiace, ma “io non sono Tel Aviv” … Je suis Brunò !
    E come tale, penso che per una mamma, sarebbe assai meno amaro se, anzichè seppellire il proprio figlio, potesse seppellire i figli di puttana che, da una parte o dall’ altra, inaspriscono le discordie, alimentano i finti “rancori di religione” ( che in realtà sono lotte per il possesso e lo sfruttamento del petrolio ), fanno di tutto per allontanare una pace equa fra quei due Popoli portatori di uguali diritti di sopravvivenza … e, in ultima analisi, determinano quelle guerre e/o attentati che uccidono i figli dell’ una e dell’ altra sponda !

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    • Credo che le cose siamo un po’ più complesse, ed anche diverse, da come tu le rappresenti: Israele non ha nessun “rancore di religione”, lotta solo per la sua vita, e ben sarebbe lieta di deporre le armi. Che poi è chiaro che i due popoli sono portatori di uguali diritti di sopravvivenza, ma le madri ebree non festeggiano le morti dei propri figli, non insegnano ai figli a uccidere il più “nemici” possibile, ma semmai a riportare la pelle a casa, e quella dei loro familiari, dei loro amici, della propria gente.

      Da noi morire non è un precetto e, caro Bruno, ci sono momenti in cui non è possibile sedere su entrambe le sponde, e va presa una posizione: che poi, la posizione può essere pure essere a favore dell’umanità a prescindere dalla nazionalità, ma non può essere a prescindere dalle ideologie di vita o di morte o dai comportamenti di rispetto della vita e della morte, o sprezzante di entrambi.

      Ergo, caro cavaliere, tu es Brunò, mais je suis Tel Aviv.

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  3. Mi spiace @Diemme, ma non sono nient’ affatto d’ accordo con te e con la tua visione israelizzante !
    Si dice, giustamente, che possa parlare d’ inferno solo chi all’ inferno ci sia andato davvero, e l’ israelita @David Grossmann in quell’ inferno c’ è stato, quando gli arabi gli uccisero il figlio maggiore, un ventenne soldato d’ Israele ! Ebbene, quanto scrive nei suoi bellissimi libri ( che non manco mai di leggere con passione … ), o nei suoi articoli in tutti i giornali del mondo, o quanto afferma nelle interviste …. e assai diverso dal mantra anti-palestinese che si ascolta in giro tra i fautori del “mors tua, vita mea” !
    Tu essi pure Tel Aviv, amica bella, ma Je suis “romanò e Brunò” … e a quel rancore diffuso anti-arabo ( o anti-israelita ) io non ci sto !!!

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    • Siamo in democrazia, e comunque parlare di “rancore diffuso anti-arabo ( o anti-israelita )” mi sembra una generalizzazione fuori luogo, fuorviante e lontana da quanto da me espresso.

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  4. Non è così …. ma tiremm innanz ( direbbe il buon @Tecoppa ) !
    Un baciotto a te …. e alla tua indomabile israelicità ! 😀

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  5. Mai una madre dovrebbe seppellire un figlio. Mai, per nessun motivo.
    Due giorni prima della chiusura della scuola, da mia figlia un’insegnate ha perso il figlio di 14 anni. Non c’è niente da poter dire se non che l’ho vista tre giorni fa ed è diventata piccola piccola….mia zia 79 anni ha perso mio cugino qualche giorno fa 53 anni….lei non mangia più.

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  6. Perdonami, @Diemme … e non volermi meno bene, se NON leggerò il link che mi/ci hai invitato a leggere : mi sento estraneo, tristemente ma irreversibilmente estraneo a quelli che, dopo aver abbandonato la causa palestinese ed abbracciato quella israeliana, o viceversa, divengono “unti del signore”, esempi da seguire … pensieri da condividere ! 😦

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    • Quasi quasi lo immaginavo, molti fanno la fatica di non aprire gli occhi e fuggire da qualunque cosa possa far barcollare le proprie certezze. Io invece gli articoli della parte opposta li leggo tutti, tutti, perché se Israele ha delle colpe voglio saperlo, ma per ora ho trovato solo falsi storici, falsi geografici e fotomontaggi.

      Rimane il dramma di una popolazione – e parlo di quella palestinese – pedina d’interessi più grandi, che paga il conto più grande: provo per loro grande compassione, ma mi sa che Israele più di quello che ha fatto e che fa (secondo me anche troppo, tra cessione unilaterale di Gaza con tutte le infrastrutture, tonnellate di aiuti umanitari, accoglienza dei gay che fuggono perseguitati da Gaza, cura dei palestinesi nei propri ospedali, fornitura gratuita di energia elettrica) non può fare.

      Io non ti ho chiesto di seguire la strada dell’unto dal Signore, solo di leggere la testimonianza della sua esperienza, padrone poi di rimanere della tua opinione.

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  7. Israele, nella sua migliore accezione, fà tantissimo, non altrettanto fà il suo presidente del consiglio, e parlo di @netianau, un politico mediocre, legato ‘ai fini del consenso’ che sostiene la sua risicata maggioranza di governo, ai peggiori quadri ed ambienti della destra ideologica …. lontano anni miglia, così come l’ improvvido @sharon, da quell’ Ideale di Pace condivisa che contempla DUE STATI IN DUE TERRITORI, DUE CULTURE, ENTRAMBE ANTICHE E RICCHE DI VALORI, CHE CONVIVONO E SI RISPETTANO RECIPROCAMENTE !
    Fai male ad immaginare che, chi non legga o non condivida quelle “unte” testimonianze, lo faccia perchè non voglia aprire gli occhi : io, gli occhi li aprii da lungo tempo ( ed erano occhi che vedevano le nefandezze dell’ una e dell’ altra parte …. ) e siffatti personaggi, te lo ribadisco, NON MI PIACCIONO NE’ POCO NE’ PUNTO !

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  8. Ho grande rispetto e pietà per i morti israeliani, perché sono ancora uno di quelli che ritengono che in quella disgraziata zona avrebbero benissimo potuto vivere fianco a fianco ebrei e palestinesi.
    Ma gli attentati di oggi sono anche il risultato della politica ottusa e priva di prospettive di Netanyahu.

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    • Io sono stata in Israele circa 40 anni fa, e non sono rimasta per paura degli attentati: Netaniahu era molto al di là da venire, e forse l’ottusità è di chi non capisce che quella gente è assetata di sangue a prescindere, e per capirlo basterebbe vedere cosa fanno anche tra di loro in tutto il resto del mondo.

      Comunque affrontare questo argomento su un articolo che parla della sepoltura di due giovani innocenti mi sembra di pessimo gusto: d’altra parte, i sinistroidi nostrani sono esattamente come la mia collega, froci col culo degli altri.

      Auguro a tua figlia lunghissima vita, che non si trovi mai a essere vittima di un attentato per mano di gente che “aveva le sue buone ragioni”.

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  9. Mah, sinceramente non ho compreso la tua risposta al mio commento, ma ovviamente è colpa mia.
    Non pensavo di essere andato fuori tema, in quanto non penso che il compito della povera gente sia soltanto quello di piangere i morti, mentre gli altri, quelli che comandano, su quelle lacrime ci costruiscono le loro fortune.
    Anche la povera gente può prima piangere e poi pensare, no?
    Tu pensi veramente che ci siano popoli “assetati di sangue a prescindere”?
    Vi sono popoli che hanno avuto storie particolari, più permeabili alle violenze perché in passato utilizzati come carne da macello.
    Se fossi veramente un sinistroide che fa il frocio “con il culo degli altri”, magari pure cattocomunista (cioè della razza peggiore per alcuni) potrei rispondere che vi sono anche popoli, come ci ha insegnato per secoli nostra madre Chiesa cattolica, che si sono macchiati dell’uccisione di Gesù e che nella nostra tradizione la prima donna che ha sepolto il proprio figlio è stata Maria.
    Ma visto che non lo sono, dico che la responsabilità delle cattive azioni è sempre personale e che se mia figlia venisse molestata da un eschimese biondo con i baffi, le direi di non odiare tutti gli eschimesi biondi con i baffi.
    Così la penso, e scusa ancora se sono andato fuori tema.
    Buona vita, cara Diemme.

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    • Non so se mi ha dato più fastidio la subdola preterizione (“Se fossi veramente […] potrei rispondere”) o il finale “Buona vita”, che sa tanto di presa per i fondelli.

      Comunque, se in tutto il mondo le donzelle venissero molestate da eschimesi biondi coi baffi, io a mia figlia direi di stare alla larga dagli eschimesi biondi coi baffii, pur non dando per scontato che qualsiasi eschimese biondo coi baffi sia un molestatore. Aggiungo che a me questo buonismo dell’occidente, che l’ha reso molle, decadente e invaso, dà proprio ai nervi, ma al di là dei nervi, mi preoccupa non poco. Rimango dell’opinione che la Fallaci sia stata profetica, ma come Cassandra non riuscì ad aiutare Troia, la Fallaci e tutti quelli come lei, che hanno un po’ più di senso della realtà, non riusciranno ad aiutare quest’occidente di cui, ahimé, faccio pur parte.

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  10. Il filmato che indichi non si può vedere, nel senso che è rivoltante la freddezza e la determinazione dell’esecutore che semina morte a casaccio. Vuoi che sia arabo o israeliano oppure tedesco o americano.
    Ripugna l’offesa alla vita altrui per buone ragioni proprie, da qualsiasi parte avvenga, così come il dolore di una madre per la perdita di un figlio è identico in ogni latitudine e per qualsivoglia causa.

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    • Io credo che nella mentalità dell’occidente, in quella dei famosi leoni da tastiera, in Israele a morire si sia abituati e quindi si soffra di meno. Leggere qualsiasi giustificazione a questi crimini è rivoltante, e il mio rispetto per l’altrui opinione non arriva a tanto.

      Sappiano, certe persone, che non posso considerare “amici” coloro che trovano una giustificazione qualsiasi a quanto hai visto nel filmato: e poi, la politica di Netanihau? T’immagini qualcuno sparasse sui passanti per la politica di Renzi? Magari qualche esodato rovinato dalla legge Fornero, o dallo scellerato salvataggio della Banca Etruria? Qui le persone si sono arrangiate, rassegnate, suicidate, non sono scese in strada a sparare ai nostri figli.

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