Ancora un pezzetto di Fornero

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Stamattima mi sono svegliata con la notizia che scatta un’altra parte della legge Fornero, per cui le donne dovranno lavorare ulteriori 22 mesi prima del raggiungimento della pensione.

Volevo dire a tutti quanti hanno attinto a piene mani dall’erario, costringendo oggi i lavoratori a non poter accedere alla pensione in termini umani, che non sono solo ladri, ma sono assassini: se mi rubi il portafogli sei un ladro, se mi rubi la catenina o l’argenteria sei un ladro, ma se mi togli anni e anni di vita, oltre alla possibilità di godermi quanto costruito negli anni precedenti, togliendo quindi valore anche a quelli, non sei un ladro, sei un assassino, perché i tuoi crimini io li sto pagando di fatto con la mia vita, augurandomi che il Padreterno me ne dia comunque tanta ancora!

 

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27 thoughts on “Ancora un pezzetto di Fornero

  1. Dio solo sa se io ami le Donne con tutto me stesso, rispettandone la diversità e ammirandone la fantasia …. ma “questa” donna – è mi è assai difficile scriverlo – mi fà ribrezzo, e ribrezzo mi fanno la sua spocchia dogmatica, i suoi narcisismi ( ricordo che si lamentò con @Monti del fatto che i giornalisti facessero la fila davanti a @Corrado Passera e non da lei, l’ illuminata … ) e le sue false lacrime che nulla avevano di quella umana pietà naturale e condivisa, essendo invece lacrime di coccodrillo vorace !
    Spero che, in un altro mondo, sia lei stessa assoggettata alla necessità di guadagnarsi il pane, mentre qualcuno decida per lei, inequivocabilmente, se buttarla in mezzo a una strada o condannarla a lavorare in eterno con una scarsissima remunerazione !

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    • Sono completamente d’accordo con te. Ti invito, diciamo per sdrammatizzare, a vedere questo spezzone della Guzzanti: a due minuti c’è un accenno alle lacrime (di coccodrillo) della Fornero.

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  2. Se per attingere a piene mani dall’erario intendi l’essersi avvalsi delle opportunità concesse da leggi sbagliate, o quantomeno per nulla lungimiranti, non mi sento di condannare coloro che hanno colto l’opportunità, ma piuttosto quelli che l’hanno consentita, sopratutto se con questo hanno sistemato situazioni che interessava loro.
    Con questo non voglio affatto difendere gli effetti di certi obbrobri del passato, pure io sono incappato nella Fornero e mi sono fatto 2 anni e mezzo in più di quella che era la soglia massima fino a poco tempo fa ritenuta intoccabile, o meglio “diritto acquisito”, dico solo che avremmo dovuto incazzarci per le norme che consentivano di andare in pensione con un minimo di anni, molto prima di adesso! Magari ci sarà pure chi l’ha fatto, però nel tempo delle “vacche grasse” non erano voci che facevano l’effetto che farebbero oggi!

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  3. La vera questione sul tavolo è: riusciranno i nostri eroi (gli italiani) a garantire pensione e salute alla Fornero (e ai suoi coetanei politici e non) fino a quando avranno energie per solcare la terra? (e magari anche oltre)
    La Fornero ci ha solo dato un piccolo aiuto, tutto qua. Se avesse avuto meno buon cuore avrebbe potuto fare a meno. Ma ha preferito lasciare un segno tangibile che, quando un popolo ha bisogno di aiuto, il politico saggio e lungimirante aiuta il suo popolo.
    Oggi è facile, molto facile, lavorare fino a notte fonda, venire licenziati dal proprio lavoro a tempo indeterminato, fare tre volte il proprio dovere o non farlo affatto. E in tutto questo c’è del positivo … ma questo positivo non lo racconterò. 🙂

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    • Le minacce i nostri governanti e amministratori vari, passati e presenti, le dovrebbero ricevere quasi tutti! Credo che di onesti ne abbiamo visti ben pochi, e a quei pochi abbiano fatto vedere i sorci verdi e abbiano cercato di legare le mani a più non posso.

      La Fornero, comunque, era davvero strafotttente, la classica pancia piena che non pensa a quella vuota 👿

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  4. Io faccio parte di quella generazione che ha cominciato a lavorare a vent’anni (andavoancora all’università) e che quindi oggi ha oltre trent’anni di lavoro alle spalle e ch eper spserare in una pensione dovrà arrivare a minimo quarantacinque anni di lavoro.
    Una tragedia. Perchè avere un lavoro è necessario e importante qualificante ma anche vivere un pochino per se stessi e per i figli i nipoti… anche questo fa di noi esseri umani

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    • Io sono esattamente nella tua stessa condizione e sì, avere del tempo per me stessa e per la mia famiglia farebbe di me un essere umano, invece sono una macchina da lavoro (e mi devo pure ritenere fortunata!)

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  5. Ho sentito la notizia e la cosa mi ha dato non poco fastidio. Comunque la cosa che mi fa più male è che a mio parere è incostituzionale, come è incostituzionale quelle pensioni d’oro che riempiono le tasche di pochi a dispetto di molti. E’ anticostituzionale che una persona ad un certo punto ha necessità di smettere e invece devi continuare a lavorare perchè non ci stanno i soldi per mandarti a casa…

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  6. E’ ingiusto spostare molto avanti l’età in cui avere la possibilità di dedicarsi a se stessi, col rischio di non trovarsi più in condizioni di forza e salute tali da poter godere di questo periodo con sufficiente intensità e gioia.
    Poco importa se, in ipotesi, l’attuale medicina consente “da malati” di arrancare per più anni fino all’ultimo giorno.
    E’ ingiusto far prevalere le necessità di cassa sui limiti fisici e le legittime aspettative di chi aspira a godersi ancora intensamente una non irrilevante parte della sua vita.

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    • Da incorniciare: la vita non ce la godremo mai, saremo esonerati dal lavoro quando saremo a letto intubati: brrr!

      Io comunque non ho perso la speranza: passasse anche da noi la riforma che porta l’età a 63 anni come in Germania, già ci potremmo stare (sempre con l’aiuto di Dio che ci conservi comunque la salute).

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  7. Fondamentalmente sono d’accordo con Sergio ma non posso che condividere il tuo sfogo, sebbene diretto al bersaglio sbagliato (a mio parere).
    Non dimentichiamo che prima ancora della malefica Fornero, l’allora ministro Brunetta – correva l’anno 2009 – aveva proposto di innalzare l’età pensionabile delle donne a 65 anni (almeno per le dipendenti della PA). Allora avevo scritto un post che era stato poco letto e non aveva ricevuto alcun commento (erano gli albori del mio blog principale). Per non ripetermi, ti lascio il link: https://marisamoles.wordpress.com/2009/03/04/il-ministro-brunetta-e-la-proposta-indecente/ Nel post c’è un rimando ad un altro articolo che credo tu possa trovare interessante e possa offrire spunti di riflessione. Io stessa, rileggendo entrambi gli scritti, ho pensato che sarebbe bello mettere insieme qualche pensiero e farne un nuovo post. Chissà, se mi viene l’ispirazione…

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    • Ho letto il primo articolo, sto finendo di leggere il secondo, e che ti devo dire? Sento la vita che galoppa via, e vorrei del tempo per me, vorrei che non fosse un lusso a momenti pure farsi una doccia. Io non solo lavoro troppo, ma ho sempre lavorato troppo.

      Si dice “Meglio un rimorso che un rimpianto”: io di rimorsi ne ho molto pochi, devi dire che la mia coscienza è abbastanza linda e pinta, ma di rimpianti sono piena. Il rimorso, semmai, ce l’ho per tutto quello che ho preteso da me stessa.

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