Stronzo (di vittime e di carnefici)

donna_violenta

Ieri, sempre sulla solita pagina fb su cui nacque una discussione di cui mi pare di avervi parlato, un tizio pubblica un suo sfogo (in italiano talmente orrido da farmi dubitare della veridicità del post) su tutto quello che aveva sopportato dalla moglie nel corso di tanti (troppi!) anni.

Anni di soprusi gravissimi (percosse, denunce calunniose, ruote bucate, casa spaccata, etc. etc. etc, neanche ricordo tutto l’elenco che, per la verità, a un certo punto ho pure smesso di leggere).

Ogni tanto intercalava un “Anche quella volta l’ho perdonata”, “Sono tornato con lei”, “Per amore dei figli ho sopportato”, etc. etc.

Qualcuno poi mi dovrebbe spiegare che razza di dimostrazione d’amore per i figli sia farli vivere in un tale inferno, con una madre totalmente disfunzionale (credo fosse alcolizzata, tra l’altro) e un padre succubo e totalmente incapace di proteggerli, ma questa sorta di “giustificazione” è all’ordine del giorno, presente in tutti i racconti delle vittime/complici di violenza.

Io ho scritto il primo intervento, sottolineando che era un classico caso di vittima complice del carnefice, e che meno male che ne era uscito. Aggiungevo il consiglio di prendere in considerazione un supporto psicologico, anche tenendo presente che aveva delle responsabilità, morali e materiali, nei confronti dei figli rimasti in quella situazione (ancora una prova di “amore per i figli”, andarsene lasciandoli lì!).

A un certo punto, rompendo tutte le regole della pagina (“non si insulta” etc.) e del politically correct, arriva una che, precisando di essere una figlia che ha vissuto lo stesso inferno, gli scrive senza mezzi termini “Sei uno stronzo”.

Insomma, io mi rivolgo a tutti quelli che vivono questi drammi (che in genere sono donne, ma l’esempio conferma che l’essere vittima di maltrattamenti non è appannaggio dell’universo femminile): se non avete il coraggio di uscire da una situazione di maltrattamenti e da un clima da incubo, abbiate il coraggio di ammettere la vostra debolezza e di non mascherarvi dietro “il bene dei figli” e “per amore dei figli”, che quelle situazioni ai figli non fanno bene affatto, anzi, rischiano di rovinarli per sempre, e che se veramente aveste amore per i vostri figli dovresti portarli via da quel clima di orrore e terrore e trovare per loro quella forza che non riuscite a trovare per voi stessi.

Se non lo fate, sicuramente i vostri sofferentissimi figli un giorno vi diranno che siete stati degli stronzi, e che aggiungere, avranno pure perfettamente ragione.

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16 thoughts on “Stronzo (di vittime e di carnefici)

  1. La penso anch’io così, bisogna trovare il coraggio di andarsene il prima possibile perché non esiste altra soluzione, purtroppo quando ci si trova con delle persone simili ci si deve rendere conto che non cambieranno.
    Però, ed è il motivo principale per cui sto alla larga da FB, non concordo su questo “spiattellare” la propria vita sul web, lo trovo davvero di pessimo gusto, e poi a quale pro? Per farsi dire poverino…..o stronzo, com’è capitato?

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    • Per sfogarsi. Silvia, non siamo tutti uguali, noi diciamo pane al pane e vino al vino, e non abbiamo particolari problemi. C’è gente che non ne è capace, ed è la prima vittima della propria debolezza: ingoia ingoia, soffre e cerca comprensione. Magari, spesso, non la trova, e questo non so proprio se possa avere l’effetto di scuoterla o di avvilirla maggiormente.

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  2. Non fa una piega quello che pensi. Queste storie spesso finiscono con l’intervento dei servizi sociali che affidano i figli ad una comunità. Dalla padella alla brace. Perciò gli adulti devono sentire la responsabilità delle loro scelte che inevitabilmente cadranno per sempre sui figli. Buon Natale a te e famiglia.

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    • Il fatto è che a volte certi adulti sono davvero psicologicamente malati, ma il fatto è che sulle capacità genitoriali di chi i figli se li può mettere al mondo da solo non c’è nessun controllo.
      Ci sono sempre troppi bambini al mondo che vorrebbero non essere mai nati!

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  3. Questi pensieri antichi da famiglia patriarcale, per cui si crede che restare insieme per i figli senza amarsi, con problemi irrisolvibili o addirittura con maltrattamenti sia meglio che lasciarsi.Bah.

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    • Ipocrisia allo stato puro. Ammetto che spesso sia un’ipocrisia inconscia, una paura del cambiamento mascherata da spirito di sacrificio, ma tant’è, i fatti sono quelli: fanno vivere ai figli l’inferno e dicono pure che lo fanno per il loro bene!

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    • Io credo che non sia quello, cioè sì, è come dici tu, ma questo perché siamo abituati a raccontarcela, a nasconderci detro un dito e a dissimulare la realtà. Passiamo la vita ad autoingannarci, sentendoci come in un bozzolo protetti, e forse lo siamo un bozzolo che di protegge ma al tempo stesso ci imprigiona, impedendoci di muoverci: la verità rende liberi, e il giorno in cui impariamo a chiamare le cose col proprio nome, agire diventa non solo più facile, ma addirittura inevitabile.

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