Preghiera per i bambini di Gaza

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Forse la cosa che in questo momento mi sconvolge di più è la situazione dei bambini di Gaza. Ho scelto per questo articolo poche foto rappresentative, neanche le più cruente, ma significative della loro infanzia negata, testimonianze dell’indottrinamento all’odio e alla violenza che di fatto uccide il bambino, trasformandolo in una macchina da guerra, uno strumento di propaganda ma, soprattutto una vittima sacrificale.

Ti si spezza il cuore a sentire questi bambini che non sognano la bicicletta o il trenino, ma di diventare martiri, che non si divertono a giocare a pallone, ma simulano accoltellamenti e aggressioni, e giovani che non pensano all’amore ma “a farsi esplodere”, genitori che non sognano i figli laureati ma martiri, che non desiderano poi nipoti, ma i loro figli a pezzi sull’asfalto in una missione suicida.

Tutto questo mi fa rabbrividire. Credetemi, in questo momento la mia preoccupazione non è neanche la pace in medio oriente, la sicurezza di Israele, che quella ovvio che mi sta a cuore, ma penso alla vita negata di quelle povere creature, che non sono importanti per nessuno, non per i loro genitori, non per il proprio governo. Un figlio in una prigione israeliana per reati di terrorismo significa soldi alla famiglia, un figlio kamikaze morto in una strage è motivo d’orgoglio – e di reddito – per la sua famiglia. Nella costruzione dei famosi tunnel del terrore sono morti circa 120 bambini, adatti a scavare per il loro fisico minuto, ma non per questo in condizioni fisiche di svolgere un’attività tanto pesante.

Li ho nel cuore tutti, vorrei che fossero amati, vorrei che fossero amati da chi ha dato loro la vita e protetti da quell’autorità che invece gliela chiede.

Vorrei che amassero la vita. Vorrei che potessero essere bambini che giocano spensierati.

Bambola lancia pietra

Quando ho visto il carico di bambole sequestrate, bambole in tenuta da intifada, col loro bravo sassolino in mano, non ho potuto non pensare alla bambola vestita da monaca regalata a quella che poi sarebbe diventata la Monaca di Monza: anche lei condizionata e indottrinata fin dalla più tenera infanza a diventare quello che non sarebbe voluta diventare mai.

Mi spezzano il cuore quei bambini con pensieri omicidi, giochi omicidi, ma forse l’intervista che mi ha fatto più effetto è stata quella di due bambini la cui madre era morta in una missione suicida, e che spiegavano al’intervistatore perché erano rimasti orfani. Mettetela come vi pare, a me non regge il cuore.

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Oggi, per questo Natale, per questa festività simbolo di pace, di un’occasione data al mondo per una vita nuova, voglio pregare perché a queste creature possa essere data un’occasione diversa, possa essere data l’occasione di capire la pienezza della vita, fonte inesauribile di amore e di felicità.

Che chi può, chiunque può, comunque può, li aiuti, e che l’Europa la smetta di versare fiumi di miliardi che alla fine servono solo per ucciderli, cerchi strade alterative, si occupi personalmente della loro educazione, in forma diretta e non tramite finanziamenti, sempre prontamente dirottati “altrove”.

Che a tutti sia data un’occasione di vita, che possano conoscere la pace, e mai più la paura, mai più manipolazione e alienazione.

Che possano essere finalmente bambini, con un futuro davanti a sé.

Amen.

PS: risparmiatevi di postare invettive contro Israele, non saranno pubblicate, principalmente perché off topic.

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14 thoughts on “Preghiera per i bambini di Gaza

  1. Io farei una preghiera per tutti i bambini, maltrattati, sfruttati e addestrati come questi di cui hai parlato, come quelli rapiti dall’ Isis e drogati e addestrati per eseguire ogni ordine, come quelli sfruttati sessualmente solo per fare soldi, o quelli costretti a lavorare per 12 ore o più nonostante la tenera età, per tutti i bambini insomma, ovunque essi siano, perché tutti hanno diritto alla loro infanzia e ad avere un futuro.

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    • La condizione di tanta infanzia nel mondo è drammatica, il mondo della pedofilia è agghiacciante (vidi una volta un film, “In cerca del figlio”, che non riuscirei mai a vedere una seconda volta), senza contare i trafficanti d’organi e sì, i bambini soldato etc. etc. Tutti bambini davvero bisognosi che il mondo si muova per salvarli, e di mandare i loro sfruttatori all’inferno, ma il lavaggio del cervello è forse unico a questo livello. Il bambino maltrattato desidera forse morire per disperazione, o desidera vivere una vita degna, desidera il calore di una famiglia, l’abbraccio di una madre, un piatto di minestra, la fine del dolore, ma questi bambini desiderano uccidere per sentirsi eroici, desiderano farsi esplodere in un milione di pezzi perché così la famiglia sarà orgogliosa di loro: è questo che rende questa situazione drammatica in maniera così inaccettabilmente inconcepibile.

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  2. Non solo piango per quei bambini, ma sento di dover chiedere giustizia ai potenti che in un modo o nell’altro hanno creato nel tempo il disastro in cui siamo immersi. Sono per la sicurezza di Israele che continua a subire l’odio, come se tutti avessero dimenticato i campi di sterminio. Un caro saluto.

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    • Quando vedo questi bambini magari curati in un ospedale israeliano, in un lettino pulito, con il personale medico che lotta affinché guarisca, affinché sia sano, mi si allarga il cuore, ma quando poi vedi che intervistano la madre nella corsia dell’ospedale (postai proprio qua il video, ora non riesco a ricercarlo) che si augura che un domani il figlio diventi un martire e venga a uccidere quella gente che ora lo sta curando, i loro familiari, la loro gente, io non riesco proprio a credere che possa essere vero. A me quelle madri sembrano la negazione di ogni sentimento di maternità.

      Per quanto riguarda i campi di sterminio, per immondo che possa essere il mondo che li ha prodotti, sono svincolati dal diritto alla sicurezza di Israele, perché è un diritto di ogni stato a prescindere da un olocausto che non solo non viene ricordato, ma anzi viene rinfacciato ad Israele, come se ci fosse bisogno di questa messa in mora del mondo per avere il diritto a difendere la propria nazione e la propria gente!

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    • Grazie Lucetta, e già che è stato sollevato il problema di altre sofferenze di altri bambini, chiedo alla gente che ricorre alla fecondazione assistita, utero in affitto ed altre forme di maternità surrogata di pensare piuttosto a lottare per un’adozione che possa salvare chi al mondo già ci è venuto, e lo considera l’inferno.

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  3. Bambini che agiscono senza sapere forse nemmeno il perché di quello che fanno… viene loro imposto questo futuro violento da chi dovrebbe invece regalare serenità… e credo che mandare un bambino a combattere o peggio a farsi esplodere sia il peggior atto di vigliaccheria…

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    • Da una madre poi, non ci posso pensare! Ma tu ricordi la famosa “madre dei martiri”, passata a miglior vita da poco, che si faceva fotografare sorridente accanto al figlio che si apprestava a una missione suicida, e dopo la sua morte distribuiva dolcetti per festeggiare le vittime dell’attentato? L’unica parole che mi viene in mente è inconcepibile, come può una mente umana, una mente di una madre, arrivare a tanto?

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  4. E cos’altro posso dire di diverso da ciò che hai scritto?
    Un bell’articolo, ma non solo perché scritto bene, questa cosa la sapevamo già, ma perché ci aiuta a riflettere su di un mondo che non ha pudore, se rimane zitto davanti a quelle morti, che invece dovrebbero pesare come macigni sulle nostre coscienze.

    Grazie per averlo scritto!

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    • Rimane zitto? Le giustifica! La disperazione, non gli è rimasto altro che quello… ma siamo impazziti? Ammesso e non concesso che la popolazione palestinese sia una popolazione oppressa (e lo è, ma non certo da Israele che anzi, per molti di loro, vedi i gay, rappresenta una boccata d’ossigeno e spesso pure l’unica possibilità di vita), ma quante popolazioni schiave e oppresse hanno trovato altri modi per reagire?

      E’ che lì, come scritto nell’articolo, è una mentalità indotta, e qui ho l’impressione che la gente stia sempre pensando di guardare un telefilm, e non si rende conto che quelli sono esseriumani veri, in carne ed ossa, che vivono una vita piena d’odio che non è vita, e muoiono con l’illusione di saperne il perché.

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  5. Il crimine peggiore che si può compiere è quello di distruggere l’infanzia. Non solo fisicamente.
    Distruggendo l’infanzia, si distrugge il futuro.
    Chi lo fa, non merita alcuna pietà a questo mondo.
    Se vorrà perdonarlo, ci penserà Dio. Sarà affar suo…

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    • Non so se Dio li perdonerà, ma certo non ha mandato su questo mondo nessun bambino per farne carne da cannone, e a nessun bambino ha dato dei genitori perché, anziché proteggerli, li massacrassero così, nel corpo e nella mente!

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  6. Pingback: La pace nelle parole e il terrorismo nei fatti | Diemme - Ogni cosa è illuminata

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