Troia!

Principesse Disney - violenza

Quando ha smesso di trattarti come una principessa?

L’avrei pubblicato domani ma, considerando che oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, lo ritengo in tema con la giornata e lo pubblico oggi.

Dunque, me ne stavo tornando tranquilla tranquilla a casa dopo una giornata di lavoro, alla guida della mia macchinina. Per tranquilla tranquilla intendo tranquilla tranquilla. Troppo per i gusti di alcuni.

Arrivata a un incrocio a passo d’uomo – rigorosamente claudicante – mi sorpassa un  motociclista urlando: “Troia!” (preciso che non mi conosceva  😛 ).

Scherzi a parte, mi dite che c’entra? Poteva lanciare invettive del tipo “imbranata!”, “impedita!”, “bradipo!”, “lumaca!”, “pachiderma!”, ma perché “troia”? Perché qualsiasi cosa una donna faccia che non va bene a un uomo questi si permette di insultarla con un solo unico appellativo, sia pure in tutte le sue varianti? Povertà lessicale? Morale? Cerebrale?

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45 thoughts on “Troia!

  1. Credo che l’uso così diffuso sia legato al fatto che certi uomini si sentono molto “di cultura” a fare riferimenti storici così appropriati.
    Purtroppo sono le stesse persone per le quali sarebbe indicato un unico consiglio, un unico comando per così dire:

    format c:

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    • Infatti. Per me sarebbe stato peggiore “impedita” che “troia”: anche perché, quando l’insulto è pertinente (parlo in genere, non nella fattispecie 😉 ), coglie il segno e ti ferisce, ma quando è campato in aria veramente lascia il tempo che trova!

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    • E’ proprio quello che intendevo, se è un insulto che non colpisce… nemmeno te ne accorgi… ma certi uomini convinti del fatto che tutte le donne sono troie, pensano di colpire nel segno… quanto si sbagliano, poveretti

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    • Certi uomini le troie se le vanno cercando, esercitano su di loro un’attrazione fatale e poi, quando arriva la mazzata, imprecano che le donne son tutte uguali, tanto per deresponsabilizzarsi e lavarsi le mani delle loro scriteriate scelte.

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  2. Anni fa è successo anche a me una cosa simile. In macchina con me c’erano i miei figli – età da scuola materna – e non ricordo bene per quale motivo, onestamente, un troglodita abbassa il finestrino e urla ai miei figli: Lo sapete che vostra madre è una troia? 😦

    Credo che gli insulti siano sessisti da sempre (figlio di p***, da noi addirittura si dice “va’ in m**a de tu mare” che più o meno rimanda il malcapitato da dove è venuto, vale a dire nell’utero della madre…) e ormai l’abitudine è talmente radicata che non morirà mai. Consoliamoci: in assoluto la parolaccia più diffusa riguarda un attributo maschile! 🙂

    Quanto all’insulto “troia”, non ho mai capito per quale motivo ci sia andata di mezzo una città innocente. Casomai l’insulto avrebbe dovuto essere “Elena”, non ti pare? 😆

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    • E infatti, fu Elena la femme fatale che combinò tutto l’inguacchio, che c’entra l’intera città, che già pagò un prezzo altissimo all’epoca, e che ora continua a essere ancora nominata in questa ingiustissima accezione?

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  3. La civiltà si sta inabissando a una velocità da sottomarino scoperto da un cacciatorpediniere.
    Non sono un fan della Tatangelo, ma una volta una sua frase mi colpì particolarmente: “Quando la persona è niente l’offesa è zero”.
    Mettila così. 😉

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    • Veramente avrei preferito che non avesse gridato affatto. Qui, il fatto di imprecare perché non commetti infrazioni, non superi i limiti di velocità, non passi col rosso, dovrebbe essere evitato e, nel caso, sanzionato.

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  4. Perché “troia”? Non lo so. Forse perché ad una donna il pensiero delle “donne facili” ripugna. E se ripugna…..vuol dire che l’offesa ha fatto il suo lavoro. Ha ferito.
    Se ti dicesse “tontolona” non è poi cosi offensivo. In fondo si può usare anche scherzoso (“che tontolona che sei/sono”). O imbranata. Lumaca.
    Invece non ho mai sentito nessuna dire (a modo scherzoso) “che troia che sono”.

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    • Il fatto è che uno che passa con la moto e sfrecciando via insulta non è raggiungibile neanche con la voce, quindi ogni risposta sarebbe caduta nel vuoto. Io, daparte mia, gli avrei regalato un dizionario dei sinonimi e dei contrari, perché un tipo del genere di pensieri ne avrà pure pochi, ma esprimerli tutti, per tutta la vita, con un unico vocabolo diventa davvero limitante!

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    • In effetti un idiota in moto è difficile da contrastare. Speriamo prima o poi ci vada a sbattere contro quel dizionario anche se temo non lo migliorerà di molto! 😕

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