Di cicale e di formiche

BD - prendi-la-porta

C’è una differenza, e neanche tanto sottile, tra l’aiutare e il farsi parassitare. Tra l’assistenza e l’assistenzialismo. Tra la solidarietà e la coglionaggine.

Il fatto è che questa cosa cominciano dalle scuole a non insegnarla: per esempio, se uno non porta mai i libri, quello che li ha portati viene costretto dall’insegnante a condividerli, a leggere per storto, a non poter liberamente sottolineare e prendere appunti perché sta scomodo. Che passi se uno, una volta, ha dimenticato un libro, quella è normale solidarietà, mica sto predicando l’egoismo! Ma se uno, di regola, vuol “stare leggero” e penalizzare costantemente quello preciso che si porta sempre – pesantemente – tutto, per di più promuovendolo d’ufficio al ruolo di coglione, questo non va bene. Ma l’insegnante lo permette, senza scampo, sempre.

Perché in genere alla gente sta simpatica la cicala: perché la cicala è allegra, canta, la cicale è creativa. La formica invece è noiosa, insopportabilmente noiosa.

Scrive Rodari:

Alla formica (Gianni Rodari)

Chiedo scusa alla favola antica
se non mi piace l’avara formica.
Io sto dalla parte della cicala
che il più bel canto non vende, regala.

Sbagliato! La cicala non regala il suo canto, lo fa pagare alla formica, e senza chiederle il consenso!

Uno nella vita è padrone di fare le proprie scelte, purché se ne assuma la responsabilità. Io posso spaccarmi la schiena a lavorare l’estate, per poi godermi in inverno il tepore della mia tana con la dispensa piena, oppure posso decidere di fare la bella vita, di cantare senza preoccuparmi del domani: d’estate canto, prendo il sole, mi godo la vita, m’abbronzo, d’inverno pazienza, soffrirò il freddo e la fame.

E invece no, qui si vuole la botte piena e la moglie ubriaca, d’estate ci si gode la vita e l’inverno si va a casa della formica, a papparsi i frutti del suo lavoro e sfottendola pure questa formica, additandola per di più al mondo come egoista e antipatica!

Ecco, io ho preso una gran decisione: non voglio pagare i conti degli altri (cosa che, comunque, ho sempre evitato di fare). A volte è inevitabile (v. il famoso professionista…  😥 ), o perché ti costringono, o perché la persona superficiale, “creativa”, “libera” “animo artistico non imbrigliabile” è una persona che hai a cuore e le conseguenze sarebbero troppo gravi, ma a volte il “no” è d’obbligo.

Io sto male,  perché è una vita che non incontro altri che chi mi carica il proprio fardello sulle spalle, e devo salvarmi; il cuore sembra proprio non stia reggendo più, e allora “chi non salta zompa”: basta usare la mia macchina perché è quella che ha la benzina, il mio telefono perché è l’unico carico, occupare i miei spazi perché sono gli unici liberi, etc. etc. etc.

Non parlo solo di mia figlia – che tra le altre cose anche stamattina è rimasta a piedi, cercando di colpevolizzarmi a più non posso – e ovviamente del di lei padre: la mia vita è un continuo liberarmi dei “furbi”, di quelli “fallo tu che fai prima” o l’ancora più ruffiano “fallo tu che sei più brava/lo fai meglio”. etc. etc. etc.

La gente, gli adulti quantomeno, imparino a far conto sulle proprie forze e ad essere autosufficienti, tutti. Perché la solidarietà e la condivisione sono la cosa più bella del mondo e, secondo me, l’unica possibile vita, ma i parassiti no, non mi piacciono, e a mali estremi estremi rimedi!

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15 thoughts on “Di cicale e di formiche

  1. Ah …. la leggiadria di @Gianni Rodari, ed il suo essere sempre attuale e migliore di anno in anno, come accade ai vini “rossi” pregiati ed ortodossamente conservati in adatte cantine ….
    Di lui … custodisco non pochi libri ( e recitavo le sue poesia alle mie due figlie …. non di rado, quando erano piccole ), ed amo il suo acume didattico e controcorrente !
    La @Cicala ???
    Di lei, many and many years ago, @Corrado Ranucci ( un mio travolgente, poetico amico conosciuto durante il servizio militare a Pesaro, un amico da me rimpianto in quanto ritenuto perso …. e che invece lo scorso anno mi ha rintracciato, dimostrandomi che la nostra amicizia è cresciuta nel tempo ) ebbe a scrivere :

    AMO LA CICALA
    POICHE’ VIVE
    SENZA PARACADUTE !!!

    😀

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  2. SONO D’ACCORDO con te su tutta la linea. Discorso che non fa una grinza. Tu sai che io sono per l’aiuto, la condivisione, ma non accetto che altri approfittino. MANTIENI questa decisione che hai preso con chiunque. Un abbraccio forte.

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    • Veramente è una vita che tengo duro, certi atteggiamenti non li ho mai tollerati, ma purtroppo non è facile difendersene. Mi ricordo quando da bambina andavo nei campi estivi con mia sorella e i soldi che ci davano i genitori venivano gestiti dalla coordinatrice: mia sorella spendeva e spandeva, e io niente (non per avarizia, è che sono stata sempre una non consumista, con esigenze prossime allo zero). A fine vacanza, quando ci dovevano restituire il resto dei soldi, a me non toccava mai niente perché la coordinatrice, di sua iniziativa, quando mia sorella aveva finito i suoi cominciava ad intaccare i miei: sai com’è, eravamo sorelle, e quindi considerava la cassa unica! A scuola ve l’ho già raccontato quello che succedeva, ma vi racconto l’ultima, di quando sono andata a lavare la macchina: sul cruscotto c’erano una quantità industriale di pacchetti di fazzolettini, e il ragazzo che mi ha pulito l’interno della macchina ne ha presi due pacchetti e mostrandomeli mi ha detto “Signora, prendo questi, tanto lei ne ha tanti!”. Data la situazione, già devo ringraziare che non se li sia presi e basta, ma possibile che io non possa avere un minimo di provvista di niente che prontamente arriva chi attinge al grido di “Tanto tu ne hai tanto!” 👿

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  3. Concordissimo!
    ma non è mica vero che gli alunni che scordano costantemente il libro a casa o si assentano senza motivo valido saltando lezione e compiti, poi la passano liscia. Non conosci me…

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    • Ma avrei voluto conoscerti… io amavo i miei insegnanti, ma questo loro comportamento l’ho sempre vissuto come molto ingiusto: non sai quanto io faticassi a portare tutti i libri, e quanto di tenessi a seguire sui miei! Anni passati con la testa da una parte per condividere col compagno (o la compagna) che arrivavano leggeri leggeri con il diario e un quaderno tenuti da una cintura elastica!

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  4. Inizio col discorso dei libri, sentendomi chiamata in causa. In genere dico ai ragazzi di dividere il peso: uno porta il libro di latino, ad esempio, e l’altro quello di italiano. Rimane il fatto che se si preferisce utilizzare il proprio libro, lo si porta sempre ma non si impedisce al compagno di servirsi del libro dell’altro quando è stabilito che tocchi a lui portarlo. Altro discorso riguarda i libri che predispongono le attività da svolgere direttamente sul libro: chi non lo ha e doveva fare l’esercizio sul libro, si becca un richiamo come se non avesse fatto i compiti. L’alternativa è ricopiare per intero l’esercizio sul quaderno …
    Il sistema funziona al biennio, anzi, devo dire che pochi approfittano della condivisione dei libri, però si portano sulle spalle ogni giorno un peso immane. 😦 Al triennio, invece, si adotta un’altra strategia: si depositano i libri nell’armadio di classe (spesso senza porte, non parliamo delle chiavi…). ‘Sta cosa mi fa incazzare. Ma se lasciate sempre i libri a scuola, QUANDO STUDIATE?

    Sulla seconda parte del post faccio un’unica osservazione: anch’io ero come te ma poi ho capito che non si può essere sempre disponibili a tutto per tutti. Ora faccio quello che mi va di fare, quando mi va di farlo. Se non va bene a chi mi sta attorno, ca**i loro, io così sto benissimo. E’ difficile abituarsi e far sì che gli altri si abituino (non solo in famiglia, anche con i colleghi, parenti e amici), ma alla fine, se non si cede, ci si arriva.

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    • Nelle classi che ho frequentato la suddivisione raramente funzionava: quelli che toccavano a me venivano portati, quando ero io a dover usufruire del libro dell’altro invece dovevo rassegnarmi al nulla, e quindi finivo per portarli tutti io e la storia ricominciava: mai incontrato un insegnante che si ponesse il problema!Per il resto io sono sempre disponibile, e devo dire che in genere frequento gente corretta e sono riuscita invece sempre a liberarmi di chi se ne approfittava, ma intanto mi ci sono imbattuta spesso e volentieri e un minimo fisiologico li ho dovuti sopportare! Però poi, quando chi si approfitta è un parente stretto, più un’altra persona legata a doppio filo… diventa duro tagliare i ponti!

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  5. Mi trovo pienamente d’accordo con te, per natura assomiglio decisamente alla formica e le cicale non mi sono mai piaciute un granché. Sono convinto che i parassiti esistono perché ci sono le persone che si prestano al loro gioco; se tutti imparassero a riconoscerli e a trattarli di conseguenza la razza si estinguerebbe in poco tempo. 🙂 Bel post

    Un saluto

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    • Grazie per i complimenti! Sono d’accordo con te, se TUTTI imparassero a riconoscerli e a trattarli di conseguenza non ci sarebbe storia, ma purtroppo così non è, e questi continuano imperterriti la loro campagna d’approfittamento.

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  6. Nell’universo c’è un equilibrio complicato, spesso sembra più squilibrato e ingiusto che armonico. La cicala e la formica esistono e sono entrambe convinte di essere perfette nel loro ruolo. E ancor più pensano di essere o solo cicale o solo formiche.
    Chi non si sente né completamente cicala né completamente formica tende a simpatizzare per uno o per l’altro schieramento e spesso lo schieramento tifato è quello opposto a quello frequentato più spesso. I poli opposti si attraggono, l’equilibrio senza un po’ di entropica divergenza non può essere dinamico.
    Quindi temo che anche le formiche si debbano adattare a convivere con le cicale, e se la convivenza diventa difficile non credo che il separatismo sia vincente, semmai l’invasione di campo.
    Ho il sospetto che sia più facile per una formica fare la cicala, che per una cicala fare la formica. Drammaticamente più facile e scompaginante.

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    • “l’equilibrio senza un po’ di entropica divergenza non può essere dinamico”: bisogna che inizi a frequentare gente meno acculturata, sennò mi stresso! 😛

      E comunque sì, non dev’essere difficile abituarsi a godersi un po’ la vita, ma per me sarebbe una violenza morale mettermi sul collo di qualcun altro e far pagare a lui i miei conti!

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  7. In realtà anche in famiglia capita ciò. Magari tu con tanto sacrificio metti da parte qualcosa per le esigenze future e viene qualcun altro a cui servono i soldi con la promessa che te li darà il giorno del mai. Tu li condividi convinta che per amor di famiglia ciò va fatto, ma poi quando quei soldi ti servono e non te li trovi e ti senti dire che sei nullafacente… Beh non so se ti girano o meno i coglioni. Cioè tu ti scialacqui le tue risorse e poi dai a me della fannullona. Però i soldi della fannullona ti piacciono vero?

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    • C’era una volta una persona, una ragazza per la precisione, cha aveva tante sorelle. La fanciulla in questione era regolarmente fidanzata e desiderava sposarsi. Con pazienza e amore si ricamava il corredo, quando le ritornava a casa una sorella incinta e tutto il suo corredo andava alla sorella che doveva sposarsi in fretta e furia, e lei ricominciava daccapo. E una volta, e due volte, e tre volte… alla fine decise di rinunciare a tutti i suoi virginei principi e tornare a casa incinta anche lei!

      PS: sì, piacciono i soldi dei fannulloni, piacciono le sicurezze, casa vitto e alloggio di quegli aridi ragionieri per niente creativi e così antipaticamente attenti a tutto!

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    • Cazzo! Dai non dire così perché io devo sposarmi e mio fratello si è appena fidanzato e giorno dopo giorno sto cercando di costruire le cose per la vita di coppia!

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