La lista dei regali

scatola-sorpresa

Prendo spunto da Fra Puccino per fare anch’io una lista dei regali, visto che Natale è prossimo: “E che c’entri col Natale tu che sei ebrea?”, diranno i miei piccoli lettori. E vabbè, io so’ integrata, sai come si dice “La legge del paese ospitante diventa la tua legge”, e io quindi mi adeguo, figuratevi se rinuncio ai regali!

Caro Babbo Natale,

non ti attacco con la solita solfa della salute e blablablà, ti chiedo solo genericamente di conservarmi il bene che già ho, senza ribadire il concetto punto per punto.

Dunque, fermi restando salute, lavoro, famiglia, andrei ad aggiungere qualche cosetta.

  1. Vorrei vedere il pavimento di casa mia. Oddio, stavo per dire “Vorrei vedere il pavimento di casa mia pulito”, ma se riuscissi pure solo a vederlo andrebbe bene, una volta tornato alla luce uno straccio ce lo potrò passare pure io.
  2. Vorrei un letto un po’ più grande, perché mezzo letto singolo davvero non mi basta, oppure fammi dimagrire una volta per tutte!
  3. Vorrei riuscire a incontrare il Cavaliere Errante, perché che diamine, sono riuscita a conoscere i blogamici più lontani e anche meno amici e proprio lui, amico da anni e che abita a un tiro di schioppo (va be’, a lunga gittata, diciamo uno schioppone!) non sono ancora riuscita a incrociarlo.
  4. Vorrei un contrattore di distanze, che magari regalerei all’amico Pj.
  5. Vorrei una casa più vicina alla mia famiglia, perché abbiamo tanto bisogno l’uno dell’altro, ma anche tanto piacere a stare insieme e la vita è tanto breve, ogni minuto perso è un peccato.
  6. Vorrei che tornassero. Come chi? Quelli che sono stati tanto amici e che lungo la via si sono smarriti. E’ vero che ho ancora una certa voglia di strangolarli, ma tu riportameli e ti assicuro che questa voglia la saprò sublimare e li accoglierò a braccia aperte (in fondo è Natale!).
  7. Vorrei che non tornassero. Come chi? Quelli che se ne sono andati e che hanno alzato un muro che per anni è stato impossibile scavalcare: dopo anni e anni, quando una si è messa l’anima in pace, questi belli belli ti mandano la richiesta d’amicizia su fb. Cocchini belli, io non sono una figurina dell’album Panini da aggiungere alla vostra collezione, io sono una persona e, per l’esattezza, una persona che avete rifiutato: come si suol dire, “Vi dono la vostra libertà”, e andatevela a godere lontano dai miei occhi, reali o virtuali che siano.
  8. Vorrei ricredermi sul mondo islamico, vorrei che davvero esistesse un Islam moderato e che i miei pre-giudizi si sciogliessero di fronte alla prova del nove della realtà: purtroppo, finora, così non è stato.
  9. Vorrei che la gente riacquistasse il senno, e ridimensionasse il valore di ricchezza e potere. Cito parole non mie, ma che condivido “Le persone sono fatte per essere amate, le cose per essere usate: il mondo va male perché, generalmente, la gente fa esattamente il contrario”.
  10. Vorrei che il “professionista” di cui vi ho parlato qualche post fa si rivelasse una persona onesta, e che quanto successo possa risultare un mero equivoco: perché i soldi vanno e vengono, ma scoprire che una persona “amica” non è così amica come pensi – e soprattutto non così integra – è un dispiacere sicuramente superiore alla somma in sé (v. punto nr. 9).

Beh, caro Babbo Natale, dieci richieste mi sembrano sufficienti, ma se dovesse venirmi in mente qualche altra cosa semmai l’aggiungo, tanto siamo appena al 23 novembre. Anzi sì, un’altra cosa mi servirebbe: l’ispirazione per il prossimo racconto di Natale, che se non mi viene in mente niente dovrò rompere una tradizione!

Ti saluto caramente,

Diemme

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21 thoughts on “La lista dei regali

    • Cominciamo dal pavimento? In fondo, tutte le altre cose potrebbero seguire a ruota, almeno la seconda: recuperando il pavimento potrei fare ginnastica in casa, e facendo ginnastica in casa dimagrirei… 😉

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    • A me neanche Mastercard risolve, sapessi quanti soldi ho speso in aiuti domestici, ma senza risolvere nulla, anzi! Alcune cose, lo ammetto, sono più probabili, ma insomma, è tutto una lotta!

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    • eh lo so …. eccome se lo so … in generale in questi casi si parla di guardare il bicchiere mezzo pieno e non il bicchiere mezzo vuoto, di andare all’essenziale … tante volte sembrano parole retoriche, vuote, prive di senso, perché è quasi come ispirarsi alla storia della volpe e l’uva, “non è che non ci arrivo, non voglio quella cosa”.
      Ti dirò che in quest’ultimo periodo sto riflettendo proprio su quanto ho avuto e ho ancora nella mia vita, e su quante cose non so apprezzare fino in fondo. Su quante soluzioni posso contare già bell’e pronte mentre invece continuo a combattere con situazioni problematiche soltanto per orgoglio alla fine.
      Sia chiaro, è un discorso che poco ha a che fare con la tua lista dei regali, ma te ne ho parlato perché, in qualche modo, si tratta comunque di desideri del cuore. Diciamo pure quindi che a questo punto potrei listare i miei di desideri:
      1) Che una persona molto importante della mia vita stia bene
      2) Ridare la giusta importanza alle cose, a tutte le cose.
      3) Realizzare una cosa mia, alla quale sto pensando da quest’estate. Anzi, più che realizzare, fare in modo che arrivi il momento giusto per realizzarla
      Ecco … io mi accontenterei di queste 3 cose … per cominciare 🙂

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    • Diciamo che almeno le ultime due cose dipendono da te… e poi, sai come si dice “Signore, dammi la forza per cambiare le cose che possono essere cambiate, la pazienza per sopportare quelle che non si possono cambiare, e la saggezza per distinguere le une dalle altre”: in bocca al lupo per i tuoi desideri!

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  1. Credo che l’unico ritrovato della scienza moderna davvero indispensabile per la mia esistenza credo sia proprio il contrattore di distanze. Quindi mi associo alla tua letterina. 😀

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    • Magari lo teniamo un mese ciascuno, giusto per non scoppiare… oggi una si lamentava cha aveva già preso un autobus, era sul secondo, poi ne doveva prendere un altro e aggiungeva “E a quel punto, secondo loro, una dovrebbe cominciare a lavorare? Io sono già stanca!”: Le stavo per rispondere “A chi lo dici figlia!”.

      Questi mi stanno rubando la vita. Io non riesco a pensare che esiste gente che, uscita dal lavoro, fa altre cose!

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