In viaggio con Filippa

Awkward-Hug-Situations

Cari amici, esco da tre giorni in cui non riesco a capire come mi sia cacciata.

In teoria avevo tre giorni liberi e volevo usarli per andare a trovare degli amici in nord italia. Non ricordo come fu che mi si accoda una conoscente che si occupa di organizzare tutto, salvo poi prenotare per cinque di giorni e, alle mie rimostranze, deciderere che tre giorni erano troppo pochi per andare così lontano (partendo con moltiiiiiiiiissima calma, che ai liberi professionisti la giornata inizia verso mezzogiorno) e organizza in un luogo più vicino.

Che insomma, io mi trovo a dover partire e mi chiedo che ci vada a fare con una sconosciuta in un luogo che non m’interessa né punto né poco vedere ma, sapete com’è, come uno abbassa la guardia è fregato.

Decidiamo di andare in macchina, la mia, non dico di partire alle sette come sarebbe stato opportuno per l’altro viaggio, ma le nove mi sembra un orario decente. Prova a proporre le undici, rispondo che partire alle undici significa perdere mezza giornata e non ha senso: lei fa la mossa di concordare, salvo mandarmi un sms il giorno dopo che prima delle dieci non sarebbe stata disponibile e presentarsi infine alle undici.

Vi risparmio tutti i particolari, la persona si dimostra subito una cocciuta zavorra, di quelle che non fanno e non fanno fare, e io al secondo giorno sono già alle vacanze indipendenti, lei per la sua strada, io per la mia.

Mi viene incontro un’amica che abita in una città vicina, passiamo un paio d’ore piacevolissime insieme, poi ricomincia il tira e molla con la compagna di viaggio: lei non scende a compromessi, non si fanno escursioni perché lo zaino è pesante, non si mangia al ristorante perché lei non ha fame e si mangia un panino in camera, io per fortuna non mi faccio problemi e mi faccio da sola sia tutti i giri che i pasti al ristorante.

Al ritorno un’agonia, le faccio presente che non ho alcuna voglia di parlare di quanto accaduto, noon c’è nulla da chiarire, io con lei mi ero trovata malissimo e non ci avrei mai più fatto una vacanza insieme: che dite, andarci giù così diretta sarebbe dovuto bastare? Macché!

Lei per forza vuole chiarire, vuole dialogare, comunicare (praticamente vuole avere ragione, ma non è che rivoltare la frittata avrebbe trasformato la sua compagnia in piacevole!), e alla fine fa quel gioco ignobile cui Attila mi ha tanto avvezza e in cui non cascavo neanche prima, figuriamoci dopo anni di addestramento! Insomma, incomincia a fare la vittima, che lei poverina di qua, e poverina di là, che ha questa e quest’altra disgrazia, anzi, ci fa pure passare il ricatto morale, lei ha questa e quest’altra disgrazia e io, che lo sapevo, cinica e crudele non me ne sono neanche interessata.

Le ho detto “Cocca, se vuoi fare a gara a chi ha più disgrazie, io ho un familiare che si sta spegnendo come un lumicino e un altro che hanno squartato sotto i ferri che non è neanche un mese, ma non vado ad accollarmi al prossimo con prepotenza e tecniche manipolatorie che, sappilo, sgamo prima ancora che tu le abbia persino pensate!”.

A quel punto insiste su tutto quello che avrebbe fatto “al posto mio”, e tutto il viaggio prosegue con una litania infinita di “Io al posto tuo avrei fatto questo” e “io al posto tuo avrei fatto quest’altro”, neanche fosse stata una campionessa d’intelligenza sociale.

Arrivate finalmente alla fine di quel viaggio da incubo (di cui, credetemi, vi ho risparmiato un sacco di siparietti), scopre sotto casa sua di essere senza chiavi e col cellulare completamente scarico: mi è presa una gran voglia di sparare sulla croce rossa dicendole “Io, AL POSTO TUO, avrei controllato le chiavi prima di uscire e messo in carica il telefonino dalla sera prima”, tant’è vero che le mie chiavi e il mio telefonino erano ok.

Vi dico la verità, con una qualsiasi altra persona il mio comportamento normale in una simile circostanza sarebbe stato darle assistenza, prolungare il viaggio scarrozzandola a prendere il mazzo di chiavi di riserva, ma al pensiero di un ulteriore accollamento sudavo freddo: in fondo, economicamente non le manca nulla e i taxi esistono anche per questo!

Il massimo che ho potuto fare è stato risparmiarmi l’osservazione finale su quello che avrei fatto al posto suo… più buona azione di questa proprio non ho potuto!

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33 thoughts on “In viaggio con Filippa

  1. Ricaschi sempre in situazioni spiacevoli. Partivi tranquillamente da sola, decidendo tutto tu, dove, come, quando e con chi trascorrere dei giorni liberi in santa pace e serenità ed invece no. Non abbassare la guardia(l’hai detto tu) proprio nei momenti in cui bisogna tenerla alta!!!!

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    • Col senno del poi… ma, tanto, sono stata sola lo stesso, alla fine ci ho messo un attimo a sganciarmi! Diciamo che, anche in questo caso, se lei non avesse spinto non sarei partita, e mi sarei fatta vincere ancora una volta dalla voglia di stare a casa mia. In fondo, così, il mio viaggetto l’ho fatto, visto luoghi, conosciuto persone…

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  2. viaggio da incubo ? …
    – pero bello il tuo commento di sopra 🙂 “se lei non avesse spinto non sarei partita, e mi sarei fatta vincere ancora una volta dalla voglia di stare a casa mia. In fondo, così, il mio viaggetto l’ho fatto, visto luoghi, conosciuto persone…”
    alla volta le zanzare servono a qualcosa 😀
    buona serata cara Diemme ❤

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    • Infatti, non ho rimpianti. Certo, un’altra meno risoluta di me magari avrebbe abbozzato (lei è davvero un panzer, non è facile contenerla!), e avrebbe pagato due notti d’albergo per stare tutto il giorno in camera a mangiare la pagnottella, ma io i miei giri me li sono fatti, e i piatti locali li ho degustati eccome! Certo, la compagnia durante il viaggio, soprattutto quello di ritorno per la verità, non era da augurare al peggior nemico (magari alla Pelodifiga sì, gliela metterei un domani come badante, coinquilina, datrice di lavoro, insomma, in una posizione da cui non si potesse difendere! 😈 )

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  3. sì i tuoi giri li hai fatti, ma visto che ti prendi una pausa così raramente sarebbe anche potuta andare meglio, comunque il fatto che la prendi dal lato positivo vuol dire che, comunque, ti ha fatto bene, e questo è l’importante 😉

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  4. Ma Diemme….non ci posso credere! come hai potuto?…
    Le vacanze sono sacre! Ma…conoscendoti…
    Dai consolati…in questo caso, sacra è…la buona azione!
    Buona festa di San Martino, un abbraccio!
    Nives

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    • Buona azione? La tizia mi fa sapere che si è poi sentita male, anche se non lo ha attribuito direttamente alla mia reazione, ma ha denunciato un rialzo di pressione. D’altra parte, di persone che tentano ogni tipo di prepotenza e poi, se il gioco non riesce, si buttano per terra simulando ogni malore ne ho conosciute più d’una, figuriamoci se mi faccio impressionare! E’ il loro estremo gesto di manipolazione, in caso di fallimento di tutti gli altri.

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  5. Ci sono tante persone che si accollano e pretendono… tu le attiri come la luce alle falene!!! L’importante è che alla fine tu sia comunque riuscita a goderti il viaggio… lei… che si accolli altrove!

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  6. Infatti .. ci sono persone da evitare come la peste bubbonica, poichè esse, hanno sempre in mano, pronte a conficcarla nella presa di “messa a terra” del prossimo, la loro spina elettrica !
    Girovagando, incontrano, e mentre l’ incontrato maledice il cielo, esse …. zac, gli conficcano la propria spina acuminata . Così loro si liberano di ogni residuo di elettricità vagante, di ogni ansia, di ogni preoccupazione affannosa … e tornano a respirare, mentre il misero conficcato si becca ‘sur le groppòn’ tutto il malefico pacchettone che non gli apparteneva minimamente, prima dello sfortunato incontro ! 😐

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    • Tu pensa che questa tizia pare che sia stata massacrata di botte dal marito – da cui è chiaramente separata -, e io all’andata pensavo: “Poretta!”, ma al ritorno pensavo “PORETTO!!!” 😯

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  7. IO, AL POSTO TUO………. :-)))))
    Non farti il sangue amaro: è andata.
    Lei vuole ragione a tutti i costi? O, come l’amica mia di cui già sai, non è solita farsi un esamino di coscienza? Dalle ragione. Come si fa coi pazzi. Poi, chissà, quando non la cercheranno più, magari ci arriva a capire dove sbaglia. Ma a noi, non ci interessa saperlo, giusto? 😉
    Che dirti? Che la prox volta, se passi “al Nord”, nella fattispecie Milano, fammi un fischio!
    Ti lascio la mia mail: **********@hotmail.it
    Non si sa mai 😉
    Buona giornata, cara. Alla prox.

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    • Carissima, ho oscurato l’e-mail perché non sapevo se la volevi rendere pubblica, comunque tranquilla, la vedo nei dati del commento. Darle ragione? Ma neanche per sogno, che si svegli, chi aspetta? Se non la vuole capire con le buone, pretendendo di avere ragione, lo capirà quando si dovrà smazzare la solitudine e fare i conti con la terra bruciata che si è fatta intorno.

      In fondo, la meditazione solitaria qualche effetto lo sortisce 😉

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    • No, tranquilla, non penso legga nemmeno il mio blog, sennò sai che casino ne scaturirebbe! 😛
      Io, ormai, non sto a perdere tempo con chi non può o non vuole capire. GLi dò ragione come darei ad un matto e la chiudo lì pensando: vuoi avere ragione? Tientela. COsì come ti terrai la tua solitudine. Amen 😉

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    • No, io non do ragione a chi non ce l’ha, oppure lo faccio in maniera palesemente canzonatoria, per dire chiaramente “Continuo a ritenere che tu abbia torto, ma non ho intenzione di continuare il discorso”.

      La solitudine? Mah, in realtà poi certa gente trova sempre a chi accollarsi, almeno per un po’ qualcuno ci casca…

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    • Quale ultima buona azione? Quella di portarla fino a casa? Quella di cantargliela affinché possa pensarci su e magari far tesoro dell’esperienza? Quella di risparmiarle la vita?

      Sì, le passeggiate da sola sono state splendide, mi mancava solo la macchinetta fotografica (sai com’è, a casa mia è scomparso il caricabatteria… 😉 ).

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    • Ah, ho riletto il post, ho capito a quale buona azione ti riferisci, il non averle detto cosa avrei fatto al posto suo (che poi, al posto suo, oltre a controllare le chiavi e mettere il cellulare in carica mi sarei pure sparata!!!).

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  8. Pingback: Filippa mi perdona! | Diemme - Ogni cosa è illuminata

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